Da quando con la propria politica ondivaga, tentennatne ed eccessivamente sussiegosa nei confronti di Usa, Israele ed emirati del petrolio, la dirigenza della Fratellanza Musulmana egiziana é riuscita ad alienarsi parte dell'opinione pubblica che aveva partecipato con entusiasmo alla Rivoluzione di Piazza Tahrir e che sognava per l'Egitto un Rinascimento a base di convinte e solide politiche di autonomia, indipendenza, recupero del ruolo-guida nel Mondo Arabo e nella lotta contro l'occupazione sionista, i pochi rimasugli del regime di Mubarak hanno avuto buon gioco a mescolarsi con questa platea di scontenti e a usare tutti gli ultimi residuati delle loro 'borse di trucchi' per fomentare una campagna di stampa anti-Hamas, movimento che gli
ex-mubarakiti vedono come troppo vicino all'Ikhwan e ai suoi dirigenti attuali.
Adesso, citando non meglio identificate 'fonti della sicurezza' che con pochissima fantasia si può facilmente far risalire a ex-uomini del regime della 'Vacca che Ride', il quotidiano egiziano "Al-Youm al-Sabeh" ha accusato la dirigenza di Hamas nella Striscia di Gaza di essere stata coinvolta nientemeno che nell'attacco omicida che a Rafah uccise 16 guardie di confine egiziane (e che invece noi per certo attribuiamo a una manovra provocatoria del Mossad sionista con l'aiuto di uomini della sicurezza di Fatah cacciati proprio dalla Striscia col fallito golpe del 2007).
Sarebbero proprio questi ex-scherani di Fatah fuggiti da Gaza 6 anni orsono e rifugiatisi in Egitto (allora ancora controllato dal Rais Mubarak) ad avere il maggior astio verso Hamas e a volerlo coinvolgere a tutti i costi in ogni situazione torbida che si presenti in Egitto, presente o passata. Il portavoce del Movimento musulmano palestinese Tahir al-Nunu ha preso la parola in una recente conferenza stampa accusando questi personaggi di voler sabotare a ogni costo le buone relazioni tra Gaza e il Cairo per il loro piccolo ed egoistico tornaconto personale.
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venerdì 22 marzo 2013
Si inasprisce con accuse sempre più pesanti la guerra mediatica tra Hamas e l'opposizione egiziana!
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domenica 9 settembre 2012
Adesso ci sono le prove! L'attacco nel Sinai organizzato dal Mossad aiutato dal burattino Dahlan!
Un capo anziano dei beduini del Sinai settentrionale di nome Majdi Salem, ha inviato una lettera al Presidente egiziano Mohammed Mursi dichiarando di avere "prove certe" riguardo la natura e i colpevoli dell'attacco omicida avvenuto alcune settimane fa a un posto di frontiera egiziano, costato la vita a sedici guardie di confine. Come sostenuto su queste pagine fin dall'inizio la responsabilità dell'azione ricadrebbe sul Mossad sionista aiutato dal corrotto collaborazionista cacciato persino da Fatah per i suoi legami col regime ebraico, Mohamed Dahlan.
Ma non é tutto, Salem ha dichiarato di sapere per certo che vari ufficiali dell'Esercito egiziano fossero a conoscenza in anticipo dell'attacco e avrebbero taciuto nella speranza che esso portasse il Governo del Cairo ad accusare i Palestinesi di Hamas e ritardasse o rimandasse sine die l'apertura del varco di confine di Rafah e la fine dell'assedio economico alla Striscia costiera. Durante l'Era Mubarak infatti il confine con Gaza rimaneva chiuso a ogni genere di transito.
Majdi Salem ha chiesto udienza col Presidente Mursi per rivelargli le informazioni di cui é a conoscenza. Nonostante gli intenti israeliani l'attacco nel Sinai é stato sfruttato da Mursi per licenziare i Generali della vecchia guardia filo-Mubarak (ci sono stati oltre settanta pensionamenti finora), smembrare lo SCAF e cancellare tutti i provvedimenti che erano stati presi da questo per indebolire Parlamento e Presidenza. Inoltre la presenza militare egiziana nel Sinai é stata rafforzata.
Ma non é tutto, Salem ha dichiarato di sapere per certo che vari ufficiali dell'Esercito egiziano fossero a conoscenza in anticipo dell'attacco e avrebbero taciuto nella speranza che esso portasse il Governo del Cairo ad accusare i Palestinesi di Hamas e ritardasse o rimandasse sine die l'apertura del varco di confine di Rafah e la fine dell'assedio economico alla Striscia costiera. Durante l'Era Mubarak infatti il confine con Gaza rimaneva chiuso a ogni genere di transito.
Majdi Salem ha chiesto udienza col Presidente Mursi per rivelargli le informazioni di cui é a conoscenza. Nonostante gli intenti israeliani l'attacco nel Sinai é stato sfruttato da Mursi per licenziare i Generali della vecchia guardia filo-Mubarak (ci sono stati oltre settanta pensionamenti finora), smembrare lo SCAF e cancellare tutti i provvedimenti che erano stati presi da questo per indebolire Parlamento e Presidenza. Inoltre la presenza militare egiziana nel Sinai é stata rafforzata.
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lunedì 6 agosto 2012
Analisti politici dichiarano: "L'attacco al confine egiziano con ogni probabilità opera di Israele!"
L'attacco alla caserma di frontiera nel Sinai che ha ucciso 16 guardie egiziane é chiaramente un tentativo di rovinare le relazioni tra l'Egitto e Gaza, lo afferma l'analista politico Mustafa al-Sawwaf ai microfoni dell'Agenzia Ma'an poche ore dopo l'annuncio del sanguinoso attacco."Quello che é successo ha tutta l'aria di una provocazione mirata a distruggere la possibilità che presto l'Egitto apra del tutto il suo confine con Gaza, decretando la fine dell'assedio sionista contro la Striscia, non si può escludere che gli attaccanti siano stati manipolati a questo scopo proprio dai servizi segreti sionisti".
"Nessuna fazione palestinese, Hamas, Jihad Islamica, PFLP o Comitati Popolari avrebbe alcun guadagno dall'attaccare forze egiziane, e invece Israele, che ha visto con orrore la caduta di Mubarak e la salita al potere della Fratellanza Musulmana, vedrebbe il suo terrore di una salda alleanza egiziano-palestinese calmierato da un raffreddamento dei rapporti tra il Cairo e Gaza.
L'attacco é arrivato pochi giorni dopo l'annuncio del Presidente Mursi di voler allungare gli orari di apertura di Rafah e la proposta di creare una zona di libero scambio priva di dazi commerciali tra l'Egitto e Gaza, ipotesi che avrebbe del tutto e definitivamente distrutto l'assedio sionista al ghetto costiero palestinese. Ma i piani sionisti potrebbero venire rovinati lo stesso ma in una maniera diversa se Mursi approfittasse dell'attacco per dichiarare decaduti i termini della capitolazione di Camp David e decidere per la sicurezza dell'Egitto, di rimilitarizzare completamente la Penisola del Sinai.
"Nessuna fazione palestinese, Hamas, Jihad Islamica, PFLP o Comitati Popolari avrebbe alcun guadagno dall'attaccare forze egiziane, e invece Israele, che ha visto con orrore la caduta di Mubarak e la salita al potere della Fratellanza Musulmana, vedrebbe il suo terrore di una salda alleanza egiziano-palestinese calmierato da un raffreddamento dei rapporti tra il Cairo e Gaza.
L'attacco é arrivato pochi giorni dopo l'annuncio del Presidente Mursi di voler allungare gli orari di apertura di Rafah e la proposta di creare una zona di libero scambio priva di dazi commerciali tra l'Egitto e Gaza, ipotesi che avrebbe del tutto e definitivamente distrutto l'assedio sionista al ghetto costiero palestinese. Ma i piani sionisti potrebbero venire rovinati lo stesso ma in una maniera diversa se Mursi approfittasse dell'attacco per dichiarare decaduti i termini della capitolazione di Camp David e decidere per la sicurezza dell'Egitto, di rimilitarizzare completamente la Penisola del Sinai.
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Attaccanti "sconosciuti" uccidono 15 guardie di confine egiziane nel Sinai: erano israeliani travestiti?
Nel corso della serata tra domenica e lunedì un gruppo di sconosciuti 'attaccanti' ha dato l'assalto a un posto di guardia egiziano nel Sinai uccidendo quindici guardie di frontiera.
Appena messo al corrente della drammatica notizia il Presidente egiziano Mohammed Mursi ha convocato una riunione d'emergenza del Governo; poco dopo é stata dichiarata la chiusura cautelativa fino a nuovo ordine di tutti i varchi di confine, compreso quello di Rafah con la Striscia di Gaza.
Testimoni oculari dell'attacco dichiarano che i responsabili erano vestiti "alla maniera tradizionale beduina" ma al contrario degli attentati contro il metanodotto verso Israele l'ipotesi di una matrice beduina dell'attacco non convince affatto visto che i membri delle tribù del Sinai non avrebbero nessun interesse ad uccidere uomini del Governo col quale devono giocoforza trattare per il miglioramento delle loro condizioni di vita.
Questo incidente, a detta di chi scrive, sa molto di attacco "sotto falsa bandiera"; una modalità operativa che é marchio distintivo degli assassini e delle spie sioniste. In definitiva é da quando la rivoluzione anti-Mubarak ha trionfato che esponenti del regime ebraico di occupazione si sono messi ad abbaiare incessantemente riguardo la possibilità di "disordini nel Sinai", segno evidente che, qualora essi non si fossero manifestati, Tel Aviv era più che pronta a fornirli.
Appena messo al corrente della drammatica notizia il Presidente egiziano Mohammed Mursi ha convocato una riunione d'emergenza del Governo; poco dopo é stata dichiarata la chiusura cautelativa fino a nuovo ordine di tutti i varchi di confine, compreso quello di Rafah con la Striscia di Gaza.
Testimoni oculari dell'attacco dichiarano che i responsabili erano vestiti "alla maniera tradizionale beduina" ma al contrario degli attentati contro il metanodotto verso Israele l'ipotesi di una matrice beduina dell'attacco non convince affatto visto che i membri delle tribù del Sinai non avrebbero nessun interesse ad uccidere uomini del Governo col quale devono giocoforza trattare per il miglioramento delle loro condizioni di vita.
Questo incidente, a detta di chi scrive, sa molto di attacco "sotto falsa bandiera"; una modalità operativa che é marchio distintivo degli assassini e delle spie sioniste. In definitiva é da quando la rivoluzione anti-Mubarak ha trionfato che esponenti del regime ebraico di occupazione si sono messi ad abbaiare incessantemente riguardo la possibilità di "disordini nel Sinai", segno evidente che, qualora essi non si fossero manifestati, Tel Aviv era più che pronta a fornirli.
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