Alcuni terroristi egiziani che hanno partecipato al conflitto in Siria al fianco dei gruppi terroristici hanno riconosciuto il coinvolgimento del gruppo terroristico dei Fratelli Musulmani in Egitto, del Partito Giustizia e Sviluppo che governa in Turchia e dell'Alleanza 8 Marzo del Libano, nel reclutamento e nella formazione di migliaia di terroristi, facilitando il loro ingresso nel territorio siriano.
Il giornale egiziano Al-Youm al-Sabaa, ha riportato la notizia, attraverso un'indagine condotta con interviste al gruppo terroristico della Fratellanza musulmana che ha facilitato l'entrata dei terroristi in Siria attraverso il Libano, dove aver ricevuto addestramento con la supervisione dei partiti filoamericani e filosauditi libanesi per poi passare in Turchia, dove hanno potuto attraversare il confine siriano.
Il giornale ha messo in guardia sul legame tra l’Isis e le organizzazioni terroristiche in Egitto, il cui capo dell'organizzazione / Ansar al-Beit Maqdes /, minaccia di diffondere i combattimenti dalla Siria all’ Egitto, soprattutto dopo il ritorno dei giovani egiziani verso il loro paese e la formazione di gruppi legati a queste organizzazioni.
Visualizzazione post con etichetta Al-Youm Al-sabe'a. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Al-Youm Al-sabe'a. Mostra tutti i post
sabato 2 agosto 2014
Barbouze wahabiti ammettono: "La Fratellanza Musulmana, la Turchia fondamentali e l'Alleanza 8 Marzo ci hanno aiutato!"
Etichette:
AKP,
Al-Mustaqbal,
Al-Youm Al-sabe'a,
Alleanza 8 marzo,
Erdogan,
FJP,
Mursi,
Siria,
Terroristi
venerdì 29 marzo 2013
Anche Mahmoud Zahar prende la parola nella guerra dei comunicati tra Hamas e la stampa egiziana anti-governativa!
Anche il leader storico di Hamas Mahmoud Zahar (non sappiamo, né possiamo dire, quanto 'spontaneamente' e quanto invece 'tirato per la manica') ha preso la parola nella "Guerra mediatica" che oramai da diverse settimane contrappone i dirigenti e i portavoce del Movimento musulmano palestinese (nonché per volontà degli elettori titolari dell'unico legittimo mandato di Governo sulla Palestina) ai media egiziani (la maggior parte di essi ancora pesantemente infiltrati di uomini selezionati dal passato regime di Mubarak) riguardo alle attività di Hamas in territorio egiziano.Zahar si é riferito esplicitamente alle accuse recentemente mosse dall' "Al-Ahram al-Arabi" che in una sua scorsa edizione aveva accusato esplicitamente Ayman Nofal, Mohamed Ibrahim Abu-Shamala (alias Abu Khalil) e Raed Attar di avere organizzato l'attacco dell'anno scorso al checkpoint di Rafah costato la vita a molte guardie di confine egiziane.
La 'sparata' di "Al-Ahram al-Arabi" era ancora più grave di quella recente di "Al-Youm al-Sabeh", che pur asserendo la stessa cosa perlomeno non faceva nomi precisi. Zahar ha dichiarato di sapere bene chi "imbecchi" tali fasulli 'scoop' alla stampa egiziana nostalgica di Mubarak e preoccupata dei buoni rapporti tra Hamas e l'attuale Governo egiziano, lasciando intendere che si tratti di Palestinesi vicini a Fatah, probabilmente transfughi in Egitto da Gaza a seguito del fallimento del loro golpe da operetta del 2007.
Etichette:
Abu Khalil,
Al-Ahram al-Arabi,
Al-Youm Al-sabe'a,
Attentato,
Ayman Nofal,
Fatah,
Gaza,
Hamas,
Mahmoud Zahar,
Mubarak,
Raed Attar,
Rafah,
Ramallah
venerdì 22 marzo 2013
Si inasprisce con accuse sempre più pesanti la guerra mediatica tra Hamas e l'opposizione egiziana!
Da quando con la propria politica ondivaga, tentennatne ed eccessivamente sussiegosa nei confronti di Usa, Israele ed emirati del petrolio, la dirigenza della Fratellanza Musulmana egiziana é riuscita ad alienarsi parte dell'opinione pubblica che aveva partecipato con entusiasmo alla Rivoluzione di Piazza Tahrir e che sognava per l'Egitto un Rinascimento a base di convinte e solide politiche di autonomia, indipendenza, recupero del ruolo-guida nel Mondo Arabo e nella lotta contro l'occupazione sionista, i pochi rimasugli del regime di Mubarak hanno avuto buon gioco a mescolarsi con questa platea di scontenti e a usare tutti gli ultimi residuati delle loro 'borse di trucchi' per fomentare una campagna di stampa anti-Hamas, movimento che gli
ex-mubarakiti vedono come troppo vicino all'Ikhwan e ai suoi dirigenti attuali.
Adesso, citando non meglio identificate 'fonti della sicurezza' che con pochissima fantasia si può facilmente far risalire a ex-uomini del regime della 'Vacca che Ride', il quotidiano egiziano "Al-Youm al-Sabeh" ha accusato la dirigenza di Hamas nella Striscia di Gaza di essere stata coinvolta nientemeno che nell'attacco omicida che a Rafah uccise 16 guardie di confine egiziane (e che invece noi per certo attribuiamo a una manovra provocatoria del Mossad sionista con l'aiuto di uomini della sicurezza di Fatah cacciati proprio dalla Striscia col fallito golpe del 2007).
Sarebbero proprio questi ex-scherani di Fatah fuggiti da Gaza 6 anni orsono e rifugiatisi in Egitto (allora ancora controllato dal Rais Mubarak) ad avere il maggior astio verso Hamas e a volerlo coinvolgere a tutti i costi in ogni situazione torbida che si presenti in Egitto, presente o passata. Il portavoce del Movimento musulmano palestinese Tahir al-Nunu ha preso la parola in una recente conferenza stampa accusando questi personaggi di voler sabotare a ogni costo le buone relazioni tra Gaza e il Cairo per il loro piccolo ed egoistico tornaconto personale.
ex-mubarakiti vedono come troppo vicino all'Ikhwan e ai suoi dirigenti attuali.
Adesso, citando non meglio identificate 'fonti della sicurezza' che con pochissima fantasia si può facilmente far risalire a ex-uomini del regime della 'Vacca che Ride', il quotidiano egiziano "Al-Youm al-Sabeh" ha accusato la dirigenza di Hamas nella Striscia di Gaza di essere stata coinvolta nientemeno che nell'attacco omicida che a Rafah uccise 16 guardie di confine egiziane (e che invece noi per certo attribuiamo a una manovra provocatoria del Mossad sionista con l'aiuto di uomini della sicurezza di Fatah cacciati proprio dalla Striscia col fallito golpe del 2007).
Sarebbero proprio questi ex-scherani di Fatah fuggiti da Gaza 6 anni orsono e rifugiatisi in Egitto (allora ancora controllato dal Rais Mubarak) ad avere il maggior astio verso Hamas e a volerlo coinvolgere a tutti i costi in ogni situazione torbida che si presenti in Egitto, presente o passata. Il portavoce del Movimento musulmano palestinese Tahir al-Nunu ha preso la parola in una recente conferenza stampa accusando questi personaggi di voler sabotare a ogni costo le buone relazioni tra Gaza e il Cairo per il loro piccolo ed egoistico tornaconto personale.
Etichette:
Al-Youm Al-sabe'a,
Beduini,
Egitto,
false flag bedouins,
Fatah,
Hamas,
Majdi Salem,
Mohammed Dahlan,
Mohammed Mursi,
Mossad,
Sinai,
Striscia di Gaza
venerdì 3 agosto 2012
Aperta al Cairo un'inchiesta sulla morte negli Usa di Omar Suleiman: l'ipotesi é omicidio!
Il Procuratore Generale del Cairo ha richiesto l'apertura di una indagine ufficiale sui dettagli e le dinamiche della morte dell'ex 'Zar' dei Servizi segreti di Mubarak, nonché ultimo Primo Ministro nominato dal dittatore ed ex-candidato alla poltrona presidenziale, spirato poche settimane fa negli Usa all'età di 76 anni nel corso di un ricovero per "controlli medici di routine". La morte di Suleiman, che nonostante l'età avanzata non soffriva di malattie croniche e le cui condizioni generali di salute erano ritenute più che buone, é stata definita "assassinio" dal Procuratore Abdul Majid Mahmoud che ha istruito l'apertura della pratica su richiesta del Segretario del partito Ahrar al-Thawra, Mohammed Farid Zakariah.
Al momento della sua morte parecchi commentatori politici egiziani protestarono un coinvolgimento della CIA e della Casa Bianca nella morte di Suleiman che conosceva molti retroscena imbarazzati dei trent'anni di regime filo-americano e filo-israeliano al Cairo; secondo quanto riportato dalle colonne del quotidiano cairota Al-Youm Al-Sabi questa sarebbe anche la pista principale delle indagini; nella sua richiesta di indagini Mohammed Zakariah avrebbe indicato nell'ambasciatrice Usa in Egitto Anne Patterson e nel Direttore della CIA David Petraeus le 'figure chiave' del presunto complotto omicida.
Suleiman era universalmente considerato il maggiore responsabile della morte di centinaia di manifestanti nel corso delle proteste che portarono alla deposizione di Mubarak tra gennaio e febbraio 2011, nonché la figura centrale nell'iniquo e impopolare 'accordo' per la cessione al regime ebraico di enormi quantità di metano egiziano a prezzi incredibilmente al di sotto di quelli di mercato.
Al momento della sua morte parecchi commentatori politici egiziani protestarono un coinvolgimento della CIA e della Casa Bianca nella morte di Suleiman che conosceva molti retroscena imbarazzati dei trent'anni di regime filo-americano e filo-israeliano al Cairo; secondo quanto riportato dalle colonne del quotidiano cairota Al-Youm Al-Sabi questa sarebbe anche la pista principale delle indagini; nella sua richiesta di indagini Mohammed Zakariah avrebbe indicato nell'ambasciatrice Usa in Egitto Anne Patterson e nel Direttore della CIA David Petraeus le 'figure chiave' del presunto complotto omicida.
Suleiman era universalmente considerato il maggiore responsabile della morte di centinaia di manifestanti nel corso delle proteste che portarono alla deposizione di Mubarak tra gennaio e febbraio 2011, nonché la figura centrale nell'iniquo e impopolare 'accordo' per la cessione al regime ebraico di enormi quantità di metano egiziano a prezzi incredibilmente al di sotto di quelli di mercato.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
giovedì 7 giugno 2012
In arrivo due carichi di combustibile e uno di medicinali per il ghetto di Gaza strangolato dall'assedio sionista!
Una carovana motorizzata carica di una tonnellata e mezza di gasolio e benzina ha lasciato la provincia egiziana di Suez negli scorsi giorni diretta verso il varco di Rafah tra il Sinai e la Striscia di Gaza, cercando di calmierare le tragiche conseguenze della costante penuria di carburanti nel ghetto palestinese assediato illegalmente da Israele nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale e dell'ONU. Scortati da forze della polizia militare i veicoli sono stati forniti e caricati a spese della Cooperativa Petrolifera del porto di Al-Zitiat, secondo quanto relato dai cronisti del quotidiano "Al-Youm Assabi" ('Il Settimo Giorno', in Arabo).
Mano a mano che sempre più precaria e pericolosa si fa la penuria di combustibili a Gaza tanto più insopportabile diventa l'ignavia con cui lo SCAF, la giunta militare di Tantawi, ha deciso di proseguire la sua politica di 'inazione' riguardo all'assedio del territorio palestinese, temendo contraccolpi da parte del regime sionista, con cui il vecchio Maresciallo, relitto dell'Era Mubarak, é restio a tagliare definitivamente le relazioni sconfessando la sottomissione cui prima Sadat e poi il dittatore ora condannato all'ergastolo avevano deciso di ridurre quello che una volta era stato il paese-guida della Resistenza araba antisionista.
Sempre l'Assabi ha dichiarato che entro pochi giorni un nuovo convoglio questa volta munito di quasi tre tonnellate di combustibili si avvierà verso Gaza. Il Maggior Generale Javer al-Arabi, Governatore del Nord Sinai ha dichiarato che poi anche quattro camion carichi di tredici tonnellate medicinali e attrezzature cliniche, donate dall'Unione Medica Araba, verranno presto indirizzati verso Gaza.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Youm Al-sabe'a,
Assedio,
Carburanti,
Combustibile,
Confini,
Dogana,
Gaza,
Generatori,
Ospedale,
Prezzi,
Rafah
lunedì 7 febbraio 2011
La Fratellanza Musulmana commenta l'attentato al gasdotto di El-Arish
La Fratellanza Musulmana in Egitto ha dichiarato che l'attacco esplosivo contro il gasdotto egiziano nel Sinai é "diretta conseguenza" della scellerata politica energetica del regime di Mubarak, che svende le risorse naturali del paese senza reinvestirne gli utili a beneficio della popolazione.
Il portavoce del gruppo Jamal Nassar ha dichiarato che il regime egiziano si é mostrato fin troppo ansioso di rifornire di gas Israele a prezzi del tutto slegati dalla normale domanda e offerta del mercato, per provare la propria "affidabilità" politica.
Nassar ha respinto come "mendace e pretestuosa" l'accusa venuta da parte israeliana che avrebbe voluto Hamas implicato in qualche modo nell'avvenimento, forse in cooperazione con elementi della stessa Fratellanza. Dal periodico egiziano "Al-Youm Al-sabe'a" é venuta invece la notizia che l'attentato é stato compiuto da uomini mascherati (probabilmente beduini) che hanno sopraffatto e immobilizzato i quattro guardiani della stazione di controllo, portandoli sufficientemente lontani da essa in modo che non rimanessero coinvolti nell'esplosione.
Dopo avere collocato le cariche sulla struttura i 'commando' si sarebbero allontanati su due fuoristrada privi di targa.
Etichette:
Al-Youm Al-sabe'a,
Attentato,
Beduini,
El-Arish,
Fratelli musulmani,
Gasdotto,
Hamas,
Jamal Nassar,
Sinai
mercoledì 29 dicembre 2010
Si infittisce la trama nella debacle egiziana del Mossad! Richiamato l'ambasciatore israeliano al Cairo!!
Il quotidiano egiziano Al-Youm Al-sabe'a ha rivelato che l'ambasciatore israeliano Isaac Levanon ha lasciato la capitale del paese immediatamente dopo che l'interrogatorio dell'uomo d'affari reclutato dal Mossad per infiltrare la rete di telecomunicazioni locale ha cominciato a rivelare nella sua interezza le macchinazioni sioniste in tutta la nazione e le loro connessioni con altri paesi, prossimi e remoti.
Levanon sarebbe stato avvistato all'aeroporto del Cairo con la moglie e tre grossi colli contrassegnati come "bagaglio diplomatico". Secondo l'emittente "Canale 10" l'ambasciata dello Stato ebraico al Cairo ha dichiarato che Levanon é rientrato in Israele per un periodo di riposo. Ufficiali dei servizi egiziani, intanto, avrebbero ammesso che il commerciante tessile arrestato finora, Tareq Abdel Rezeq, non sarebbe l'unico egiziano coinvolto nelle indagini, ma vi sarebbe un'altra figura, della quale non si sa se sia ricercata o già nelle mani delle autorità.
Dalle rivelazioni di Rezeq, inoltre, apparirebbe chiaro che la "rottura" di un nodo di telecomunicazioni sottomarino avvenuta il 20 dicembre di due anni fa nei pressi della Sicilia non sarebbe stato un incidente, ma il risultato di un'operazione israeliana di sabotaggio. I cavi spezzati (Semaway 3 e 4, nonché quello della Flag Corporation) avevano fatto piombare l'Egitto nel caos, facendo crollare l'80 per cento della rete informatica del paese e causando gravi scompensi anche nelle regioni vicine, fino al Golfo Persico.
Una settimana dopo Israele scatenava il suo "pogrom" militare su Gaza, l'Operazione Piombo Fuso.
Etichette:
Al-Youm Al-sabe'a,
Egitto,
Flag Corporation,
Gamal Mubarak,
Il Cairo,
Internet,
Levanon,
Libano,
Mossad,
Mukhabarat,
Nodo,
Piombo Fuso,
Semaway 3,
Semaway 4,
Siria,
Spionaggio,
Telecom
Iscriviti a:
Post (Atom)




