Sionismo e wahabismo si confermano sempre di più due facce della stessa medaglia.
Un rapporto recentemente rilasciato dal siono "Al-Khaleej Online" ha rivelato che gli Emirati Arabi Uniti hanno creato un programma di addestramento di mercenari nella Palestina Occupata dal regime ebraico, col diretto sostegno e intervento di Tel Aviv.
Fonti del Comitato Intelligence del Congresso Usa sono state citate a sostegno della rivelazione.
Nel campo di addestramento, che si trova nel Negev, si troverebbero istruttori nel narco-stato colombiano (il che conferma il livello di intrusione sionista nei regimi più corrotti del Sudamerica) e anche nepalesi (e le infiltrazioni sioniste in quell'area le abbiamo sempre denunciate!).
Ma la cosa più interessante é che, come in tutti gli affari sporchi che coinvolgono sionisti e wahabiti, spunta fuori la nostra 'vecchia conoscenza' Mohammed Dahlan, il dirigente di Fatah venduto a Sion che venne preso a calci fuori dalla Striscia di Gaza dagli uomini di Hamas.
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sabato 22 settembre 2018
Sion aiuta gli Emirati addestrando i tagliagole mercenari da inviare in Sudan, con collaboratori colombiani...nepalesi e...MOHAMMED DAHLAN!!!
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giovedì 6 febbraio 2014
L'ultimo tranello di Netanyahu! Vuol resuscitare il "cadavere politico" di Mohamed Dahlan, ex-'squalo' di Fatah, spiaggiato a Dubai!
Il Premier del regime ebraico Benji Netanyahu avrebbe inviato pochi giorni fa il suo inviato personale Yithzak Molcho a Bur Dubai per farlo incontrare con l'ex-'Squalo' di Fatah Mohamed Dahlan, già 'ras' della corrotta e inefficiente Autorità Nazionale Palestinese, preso a calci da Hamas fuori dalla sua 'roccaforte' di Gaza e quindi coinvolto nella preparazione dell'attentato del Mossad (proprio a Dubai!) in cui trovò il martirio Mahmoud el-Mabouh.
Cacciato dall'ANP e da Fatah per manifesta corruzione e per presunte trame ai danni dell'attuale cacicco-capo dei collaborazionisti palestinesi, Mahmud Abbas, Dahlan si é rifugiato dai suoi amici emiri, dove ha avuto contatti equivoci con membi dell'ex-entourage di Mubarak e ha inviato i suoi agenti in lungo e in largo nel Medio Oriente alla disperata ricerca di qualche occasione di tornare utile ai suoi vecchi padroni.
Netanyahu sembrerebbe essersi convinto che Dahlan, opportunamente "installato" a capo dell'ANP al posto di Abbas, sarebbe il 'travicello' perfetto con cui concludere un aborto di 'accordo' che garantisca al regime dell'Apartheid di Tel Aviv il continuo controllo dei suoi insediamenti illegali in Cisgiordania.
Cacciato dall'ANP e da Fatah per manifesta corruzione e per presunte trame ai danni dell'attuale cacicco-capo dei collaborazionisti palestinesi, Mahmud Abbas, Dahlan si é rifugiato dai suoi amici emiri, dove ha avuto contatti equivoci con membi dell'ex-entourage di Mubarak e ha inviato i suoi agenti in lungo e in largo nel Medio Oriente alla disperata ricerca di qualche occasione di tornare utile ai suoi vecchi padroni.
Netanyahu sembrerebbe essersi convinto che Dahlan, opportunamente "installato" a capo dell'ANP al posto di Abbas, sarebbe il 'travicello' perfetto con cui concludere un aborto di 'accordo' che garantisca al regime dell'Apartheid di Tel Aviv il continuo controllo dei suoi insediamenti illegali in Cisgiordania.
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venerdì 2 agosto 2013
Agente di Dahlan arrestato a Rafah dopo una sparatoria: fingeva di essere uno 'sceicco' integralista!
Le forze di sicurezza egiziane hanno ingaggiato una sparatoria nel quartiere Safa della cittadina di frontiera di Rafah, al confine tra il Sinai e la Striscia di Gaza, arrestando un uomo di nome Fathi al-Falastini e alcuni suoi seguaci armati e confiscando diverso materiale che dimostrerebbe come essi si stessero preparando a colpire l'Esercito del Cairo nella Penisola.
La cosa inquietante é che, seppure l'uomo portasse il barbone e i paramenti tipici degli estremisti religiosi takfiri e si facesse chiamare 'Sceicco' dai suoi seguaci, a un controllo più approfondito é risultato essere un ufficiale della 'Sicurezza Preventiva' dell'Anp, membro della fazione Fatah (che da sei anni occupa senza legittimità l'Autorità palestinese in Cisgiordania) e in passato risultava legato al corrotto Mohammed Dahlan, l'ex 'Squalo' di Gaza, cacciato dal suo feudo (dal quale esigeva tangenti del quaranta per cento su ogni carico ai varchi di frontiera di Karni) da Hamas in seguito al fallito 'golpe' del 2007.
Al-Falastini apparentemente é fuggito oltreconfine in quell'occasione e da allora si é 'riciclato' come predicatore estremista, se su ordine di Dahlan o meno lo accerteranno prossimamente i magistrati egiziani; nella casa che occupava sono stati trovati documenti definiti "scottanti" che parlando di mercenari stazionati a Rafah e Sheikh Zweid, nonché foto prese a distanza degli accampamenti militari di Safa ed Ahrash.
La cosa inquietante é che, seppure l'uomo portasse il barbone e i paramenti tipici degli estremisti religiosi takfiri e si facesse chiamare 'Sceicco' dai suoi seguaci, a un controllo più approfondito é risultato essere un ufficiale della 'Sicurezza Preventiva' dell'Anp, membro della fazione Fatah (che da sei anni occupa senza legittimità l'Autorità palestinese in Cisgiordania) e in passato risultava legato al corrotto Mohammed Dahlan, l'ex 'Squalo' di Gaza, cacciato dal suo feudo (dal quale esigeva tangenti del quaranta per cento su ogni carico ai varchi di frontiera di Karni) da Hamas in seguito al fallito 'golpe' del 2007.
Al-Falastini apparentemente é fuggito oltreconfine in quell'occasione e da allora si é 'riciclato' come predicatore estremista, se su ordine di Dahlan o meno lo accerteranno prossimamente i magistrati egiziani; nella casa che occupava sono stati trovati documenti definiti "scottanti" che parlando di mercenari stazionati a Rafah e Sheikh Zweid, nonché foto prese a distanza degli accampamenti militari di Safa ed Ahrash.
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venerdì 22 marzo 2013
Si inasprisce con accuse sempre più pesanti la guerra mediatica tra Hamas e l'opposizione egiziana!
Da quando con la propria politica ondivaga, tentennatne ed eccessivamente sussiegosa nei confronti di Usa, Israele ed emirati del petrolio, la dirigenza della Fratellanza Musulmana egiziana é riuscita ad alienarsi parte dell'opinione pubblica che aveva partecipato con entusiasmo alla Rivoluzione di Piazza Tahrir e che sognava per l'Egitto un Rinascimento a base di convinte e solide politiche di autonomia, indipendenza, recupero del ruolo-guida nel Mondo Arabo e nella lotta contro l'occupazione sionista, i pochi rimasugli del regime di Mubarak hanno avuto buon gioco a mescolarsi con questa platea di scontenti e a usare tutti gli ultimi residuati delle loro 'borse di trucchi' per fomentare una campagna di stampa anti-Hamas, movimento che gli
ex-mubarakiti vedono come troppo vicino all'Ikhwan e ai suoi dirigenti attuali.
Adesso, citando non meglio identificate 'fonti della sicurezza' che con pochissima fantasia si può facilmente far risalire a ex-uomini del regime della 'Vacca che Ride', il quotidiano egiziano "Al-Youm al-Sabeh" ha accusato la dirigenza di Hamas nella Striscia di Gaza di essere stata coinvolta nientemeno che nell'attacco omicida che a Rafah uccise 16 guardie di confine egiziane (e che invece noi per certo attribuiamo a una manovra provocatoria del Mossad sionista con l'aiuto di uomini della sicurezza di Fatah cacciati proprio dalla Striscia col fallito golpe del 2007).
Sarebbero proprio questi ex-scherani di Fatah fuggiti da Gaza 6 anni orsono e rifugiatisi in Egitto (allora ancora controllato dal Rais Mubarak) ad avere il maggior astio verso Hamas e a volerlo coinvolgere a tutti i costi in ogni situazione torbida che si presenti in Egitto, presente o passata. Il portavoce del Movimento musulmano palestinese Tahir al-Nunu ha preso la parola in una recente conferenza stampa accusando questi personaggi di voler sabotare a ogni costo le buone relazioni tra Gaza e il Cairo per il loro piccolo ed egoistico tornaconto personale.
ex-mubarakiti vedono come troppo vicino all'Ikhwan e ai suoi dirigenti attuali.
Adesso, citando non meglio identificate 'fonti della sicurezza' che con pochissima fantasia si può facilmente far risalire a ex-uomini del regime della 'Vacca che Ride', il quotidiano egiziano "Al-Youm al-Sabeh" ha accusato la dirigenza di Hamas nella Striscia di Gaza di essere stata coinvolta nientemeno che nell'attacco omicida che a Rafah uccise 16 guardie di confine egiziane (e che invece noi per certo attribuiamo a una manovra provocatoria del Mossad sionista con l'aiuto di uomini della sicurezza di Fatah cacciati proprio dalla Striscia col fallito golpe del 2007).
Sarebbero proprio questi ex-scherani di Fatah fuggiti da Gaza 6 anni orsono e rifugiatisi in Egitto (allora ancora controllato dal Rais Mubarak) ad avere il maggior astio verso Hamas e a volerlo coinvolgere a tutti i costi in ogni situazione torbida che si presenti in Egitto, presente o passata. Il portavoce del Movimento musulmano palestinese Tahir al-Nunu ha preso la parola in una recente conferenza stampa accusando questi personaggi di voler sabotare a ogni costo le buone relazioni tra Gaza e il Cairo per il loro piccolo ed egoistico tornaconto personale.
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domenica 9 settembre 2012
Adesso ci sono le prove! L'attacco nel Sinai organizzato dal Mossad aiutato dal burattino Dahlan!
Un capo anziano dei beduini del Sinai settentrionale di nome Majdi Salem, ha inviato una lettera al Presidente egiziano Mohammed Mursi dichiarando di avere "prove certe" riguardo la natura e i colpevoli dell'attacco omicida avvenuto alcune settimane fa a un posto di frontiera egiziano, costato la vita a sedici guardie di confine. Come sostenuto su queste pagine fin dall'inizio la responsabilità dell'azione ricadrebbe sul Mossad sionista aiutato dal corrotto collaborazionista cacciato persino da Fatah per i suoi legami col regime ebraico, Mohamed Dahlan.
Ma non é tutto, Salem ha dichiarato di sapere per certo che vari ufficiali dell'Esercito egiziano fossero a conoscenza in anticipo dell'attacco e avrebbero taciuto nella speranza che esso portasse il Governo del Cairo ad accusare i Palestinesi di Hamas e ritardasse o rimandasse sine die l'apertura del varco di confine di Rafah e la fine dell'assedio economico alla Striscia costiera. Durante l'Era Mubarak infatti il confine con Gaza rimaneva chiuso a ogni genere di transito.
Majdi Salem ha chiesto udienza col Presidente Mursi per rivelargli le informazioni di cui é a conoscenza. Nonostante gli intenti israeliani l'attacco nel Sinai é stato sfruttato da Mursi per licenziare i Generali della vecchia guardia filo-Mubarak (ci sono stati oltre settanta pensionamenti finora), smembrare lo SCAF e cancellare tutti i provvedimenti che erano stati presi da questo per indebolire Parlamento e Presidenza. Inoltre la presenza militare egiziana nel Sinai é stata rafforzata.
Ma non é tutto, Salem ha dichiarato di sapere per certo che vari ufficiali dell'Esercito egiziano fossero a conoscenza in anticipo dell'attacco e avrebbero taciuto nella speranza che esso portasse il Governo del Cairo ad accusare i Palestinesi di Hamas e ritardasse o rimandasse sine die l'apertura del varco di confine di Rafah e la fine dell'assedio economico alla Striscia costiera. Durante l'Era Mubarak infatti il confine con Gaza rimaneva chiuso a ogni genere di transito.
Majdi Salem ha chiesto udienza col Presidente Mursi per rivelargli le informazioni di cui é a conoscenza. Nonostante gli intenti israeliani l'attacco nel Sinai é stato sfruttato da Mursi per licenziare i Generali della vecchia guardia filo-Mubarak (ci sono stati oltre settanta pensionamenti finora), smembrare lo SCAF e cancellare tutti i provvedimenti che erano stati presi da questo per indebolire Parlamento e Presidenza. Inoltre la presenza militare egiziana nel Sinai é stata rafforzata.
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sabato 7 luglio 2012
Dirigente storico di Fatah muore in Giordania a 73 anni, un esempio fulgido di dedizione alla Causa palestinese!
Il celebre leader di Fatah, già membro del Comitato Centrale e più volte 'braccio destro' di Yasser Arafat, Hani al-Hasan, é morto nella giornata di ieri nella capitale giordana Amman, all'età di 73 anni. Nato nel 1937 ad Haifa, nel Nord della Palestina già colpita dalla selvaggia immigrazione di ebrei invasori, portata avanti con ogni mezzo dalle organizzazioni sioniste spalleggiate e protette dagli occupanti coloniali inglesi, si rese attivo fin da ragazzo nel movimento di Resistenza palestinese e, anche quando si recò in Germania Occidentale per gli studi universitari, tenne a battesimo la prima filiale europea dell'OLP proprio in quel paese insieme ad Hayel Abdelhamid. Laureatosi in Ingegneria perfezionò la sua preparazione con un dottorato a Mosca e divenne intimo e collaboratore fidato di Arafat che più volte gli affidò delicatissimi incarichi che culminarono con la nomina a Vicecapo del Comitato Centrale di Fatah con delega alle Relazioni Estere.
Nonostante la sua ferma contrarietà al "Processo di Pace" fosse ben nota egli accettò le decisioni della maggioranza e rimase collaboratore vicino e fedele del Leader anche dopo il suo ritorno definitivo a Gaza nel 1995; nel 2002 venne nominato Ministro degli Interni nell'amministrazione dell'ANP. Dopo la morte di Arafat venne silurato dal cacicco Mahmud Abbas a causa di una sua franca e aperta dichiarazione ai microfoni della stampa durante la quale accusò Mohammed Dahlan di essere un agente degli Americani che mirava a scatenare un conflitto aperto con Hamas (cosa che avvenne puntualmente tra la fine del 2006 e il 2007).
Vendicato nelle sue convinzioni dal maldestro tentativo di 'golpe' anti-Abbas tentato poco più di un anno fa da Dahlan, che ha causato la sua espulsione da Fatah e una serie di procedimenti giudiziari contro di lui, Hani Al-Hasan rimane un fulgido esempio di militanza per la Causa palestinese, lasciando dietro di sé un sentiero di duro lavoro, sacrificio, sobrietà, onestà di cui sarebbe difficile trovare l'eguale tra gli attuali capetti collaborazionisti di quella che fu la principale forza propulsiva dell'OLP. Persino il Segretario del Politburo di Hamas, Khaled Mishaal, ha esteso le proprie condoglianze per la sua morte alla famiglia e alla dirigenza di Fatah appena raggiunto dalla notizia, nella notte tra venerdì e sabato.
Nonostante la sua ferma contrarietà al "Processo di Pace" fosse ben nota egli accettò le decisioni della maggioranza e rimase collaboratore vicino e fedele del Leader anche dopo il suo ritorno definitivo a Gaza nel 1995; nel 2002 venne nominato Ministro degli Interni nell'amministrazione dell'ANP. Dopo la morte di Arafat venne silurato dal cacicco Mahmud Abbas a causa di una sua franca e aperta dichiarazione ai microfoni della stampa durante la quale accusò Mohammed Dahlan di essere un agente degli Americani che mirava a scatenare un conflitto aperto con Hamas (cosa che avvenne puntualmente tra la fine del 2006 e il 2007).
Vendicato nelle sue convinzioni dal maldestro tentativo di 'golpe' anti-Abbas tentato poco più di un anno fa da Dahlan, che ha causato la sua espulsione da Fatah e una serie di procedimenti giudiziari contro di lui, Hani Al-Hasan rimane un fulgido esempio di militanza per la Causa palestinese, lasciando dietro di sé un sentiero di duro lavoro, sacrificio, sobrietà, onestà di cui sarebbe difficile trovare l'eguale tra gli attuali capetti collaborazionisti di quella che fu la principale forza propulsiva dell'OLP. Persino il Segretario del Politburo di Hamas, Khaled Mishaal, ha esteso le proprie condoglianze per la sua morte alla famiglia e alla dirigenza di Fatah appena raggiunto dalla notizia, nella notte tra venerdì e sabato.
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sabato 16 giugno 2012
Scontri vicino Nablus tra seguaci di Abbas e di Mohammed Dahlan, i servi di Israele e degli Usa si sparano tra loro!
Violenti scontri si sono registrati negli scorsi giorni presso il campo profughi di Balata, a Est della cittadina di Nablus, quando forze di Fatah affiliate con la cosiddetta 'Autorità Nazionale Palestinese' (lo pseudo-governo 'bantustan' egemonizzato da Mahmud Abbas dopo il suo tentato Colpo di Stato contro il legittimo Governo eletto dai Palestinesei) hanno tentato di arrestare dodici seguaci di Mohammed Dahlan (il collaborazionista caduto in disgrazia dopo il suo goffo tentativo di preparare una 'scalata al vertice' contro Abbas con il sostegno di Mubarak, naufragato a causa della Rivoluzione che travolse quest'ultimo).
Membri di Fatah venduti a Israele e obbedienti al cacicco Mahmud Abbas si sono quindi scontrati con i seguaci dell'ex-'squalo' di Gaza, l'uomo che imponeva una sua personalissima "tangente" del quaranta per cento su tutti i traffici che attraversavano i varchi di confine controllati dai suoi uomini e che, a sua eterna vergogna, collaborò con gli assassini del Mossad mandando due suoi collaboratori a Dubai a "preparare il terreno" alla 'squadra omicidi' che uccise Mahmoud al-Mabouh, coraggioso leader di Hamas.
Testimoni oculari hanno riportato che 'poeticamente' gli scontri hanno coinvolto la zona 'Hashasheen' del campo profughi e le strade di Souk e di Madares, che all'apice della sparatoria erano attraversate da oltre cinquanta uomini armati che si sono barricati impedendo ai loro avversari dell'Anp di avanzare. In seguito allo scontro é partito, dopo lo scambio di proiettili, anche uno scambio di denunce e comunicati, dove i seguaci di Dahlan hanno accusato Abbas e l'Anp di volerli "perseguitare" e "vendere" a Usa e Israele (senti da che pulpito!) per continuare ad avere 'mano libera' nella loro 'allegra' gestione della cosa pubblica, mentre la parte opposta pretendeva di avere agito solo in nome 'dell'ordine pubblico' e della persecuzione verso Dahlan e i suoi associati, riconosciuti colpevoli di malversazione e corruzione.
Membri di Fatah venduti a Israele e obbedienti al cacicco Mahmud Abbas si sono quindi scontrati con i seguaci dell'ex-'squalo' di Gaza, l'uomo che imponeva una sua personalissima "tangente" del quaranta per cento su tutti i traffici che attraversavano i varchi di confine controllati dai suoi uomini e che, a sua eterna vergogna, collaborò con gli assassini del Mossad mandando due suoi collaboratori a Dubai a "preparare il terreno" alla 'squadra omicidi' che uccise Mahmoud al-Mabouh, coraggioso leader di Hamas.
Testimoni oculari hanno riportato che 'poeticamente' gli scontri hanno coinvolto la zona 'Hashasheen' del campo profughi e le strade di Souk e di Madares, che all'apice della sparatoria erano attraversate da oltre cinquanta uomini armati che si sono barricati impedendo ai loro avversari dell'Anp di avanzare. In seguito allo scontro é partito, dopo lo scambio di proiettili, anche uno scambio di denunce e comunicati, dove i seguaci di Dahlan hanno accusato Abbas e l'Anp di volerli "perseguitare" e "vendere" a Usa e Israele (senti da che pulpito!) per continuare ad avere 'mano libera' nella loro 'allegra' gestione della cosa pubblica, mentre la parte opposta pretendeva di avere agito solo in nome 'dell'ordine pubblico' e della persecuzione verso Dahlan e i suoi associati, riconosciuti colpevoli di malversazione e corruzione.
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giovedì 1 settembre 2011
Un piede, due scarpe: gli Usa con una mano bombardavano Gheddafi, con l'altra lo invitavano a rivolgersi a Israele per aiuto e sostegno!
Documenti segreti ritrovati in questi giorni in quello che una volta era il Quartier Generale dell'agenzia di intelligence libica del Rais libico Muammar Gheddafi mostrano che, lungi dall'aver tenuto coerentemente la posizione filo-insurrezionale che hanno sbandierato a lungo gli Stati Uniti, o perlomeno alcuni loro rappresentanti ed agenzie, sono stati a lungo ambivalenti riguardo l'atteggiamento verso Tripoli e il movimento di ribellione che sembra aver scardinato la Jamahiryia libica instaurata dal Colonnello 42 anni fa, arrivando persino a suggerire a Gheddafi di farsi aiutare da Israele (come poi é puntualmente successo tramite l'invio di mercenari dell'Africa Nera tramite una compagnia di contractors di Tel Aviv e con un traffico d'armi dato 'in subappalto' alla marionetta palestinese Mohammed Dahlan e al suo collaboratore curdo).
Le carte in questione, minute di un incontro tra l'ex Assistente Segretario di Stato David Welch ed ex ambasciatore Usa in Egitto (che aveva progettato e portato a termine il ristabilimento dei rapporti diplomatici tra Usa e Libia nel 2008) e due dignitari triplini, sono state mostrate e commentate da Jamal el-Shayyal di Al-Jazeera, che é stato uno dei primi giornalisti a compiere una ricognizione nell'ex sede dei Servizi del Colonnello. Welch raccomandava caldamente a Gheddafi di insistere sulla matrice Qaedista e fondamentalista dell'insurrezione cirenaica in maniera da spingere Marocco, Giordania e Arabia Saudita a sostenere la sua repressione.
Molto interessante sarebbe poi un altro documento riguardante contatti tra il parlamentare Usa ed ex-Sindaco di Cleveland Dennis Kuchinich e il figlio di Gheddafi Saif al-Islam, il congressista americano chiedeva con insistenza documentazioni e prove per montare una campagna anti-insorti, come ad esempio testimonianze di corruzione nel Consiglio nazionale di Transizione, collegamenti tra i rivoltosi e gli estremisti islamici e così via. Welch ha declinato di commentare le rivelazioni, mentre il Dipartimento di Stato ha negato di essere coinvolto nei suoi contatti col Governo di Gheddafi, Kuchinich da parte sua ha rivendicato il suo impegno per far interrompere i bombardamenti NATO sulla Libia, che considera un abuso della Risoluzione ONU sulla 'no fly zone', ma ha contemporaneamente smentito di aver mai contattato funzionari di Gheddafi o suoi figli.
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giovedì 28 luglio 2011
Nuovi guai per Dahlan! La casa di Ramallah viene perquisita e l'omicidio si aggiunge alla lista delle accuse contro di lui!
"Come cadono (anzi, precipitano) i potenti!"; l'osservazione é d'obbligo prendendo in esame l'odissea personale di Mohammed Dahlan, soltanto ieri 'ascaro fedele' dell'occupazione israeliana, costantemente impegnato a "superare a destra" tutto il corrotto e tentennante gruppo dirigente di Fatah cercando di mostrarsi il più servile e servizievole 'bwana' palestinese nei confronti delle richieste, delle imposizioni e dei diktat di Tel Aviv, fino alla decisione di tramare con alcuni fedelissimi nientemeno che un piano per contestare la leadership di Abbas e arrivare a deporlo, con le buone o, se necessario, con le cattive.
Ma il castello di carte costruito dallo "squalo" Dahlan é stato scompaginato e distrutto dal forte vento della "Primavera Araba" che, privando l'ex 'ras' dei servizi di sicurezza di Al-Fatah del necessario sostegno egiziano (garantito dal regime di Mubarak) lo ha improvvisamente marginalizzato e indebolito tanto da permettere ad Abbas di contrattaccare con tutta la furia vendicativa di un Saturno che veda vacillare il Giove che si apprestava a colpirlo a morte.
Avevamo lasciato l'ex "squalo", ormai piuttosto sdentato, a barcamenarsi tra fallimentari tentativi di contrabbando d'armi pro-Gheddafi e improvvise fughe all'estero di suoi 'fedelissimi', inseguiti da mandati di cattura nella migliore tradizione degli intrecci a base di corruzione, traffici illeciti, tradimenti e doppi giochi; lo ritroviamo oggi, per così dire, prigioniero in casa sua, letteralmente chiuso a chiave in una stanza della sua lussuosa villa di Al-Tirah, sobborgo di Ramallah, mentre gli uomini della sicurezza di Fatah mettevano a soqquadro il resto, levando poi le tende in compagnia di faldoni di documenti, computer portatili e hard disk, oltre a numerose mazzette di denaro contante trovato in giro qua e là per la casa.
L'irruzione degli ex-camerati di Fatah (ricordiamo che Dahlan é stato dapprima sospeso e quindi espulso dall'organizzazione a causa dei suoi complotti contro la leadership di Abbas, recentemente una corte del Comitato Centrale ha respinto al mittente la richiesta di appello contro l'espulsione, avanzata da Dahlan nelle settimane scorse) é avvenuta, come da copione, alle cinque di mattina quando, secondo quanto riportato dalla France Presse una "pattuglia dell'alba" si é presentata alla villa di Al-Tirah cogliendo l'ex 'giovane leone' di Fatah ancora nelle braccia di Morfeo.
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venerdì 29 aprile 2011
Mohammed Dahlan suda freddo! Due suoi fedelissimi scappano in Belgio inseguiti dai mandati di cattura dell'Anp? Adesso toccherà a lui??
Rashid abu Shabak e Sami abu Sahadana, già figure chiave nelle forze di sicurezza di Fatah controllate fino dallo "squalo" Mohammed Dahlan, le cui fortune sono precipitate in seguito all'ignominiosa sconfitta patita per mano degli uomini di Hamas durante il fallito Colpo di Stato del 2007 e al maldestro e altrettanto iellato tentativo di proporsi come potenziale rivale di Abu Mazen grazie all'aiuto del tramontante regime di Mubarak tra la fine del 2010 e il principio del 2011, si troverebbero atturalmente in Belgio, dove, inseguiti da mandati di cattura per malversazioni assortite, avrebbero sporto richiesta di "asilo politico".
| Abu Shabak ritratto a fianco di Mahmud Abbas |
Fonti locali hanno rivelato all'agenzia stampa palestinese "Palestine Information Center" che Abu Samhadana sarebbe arrivato in Belgio diversi giorni addietro, mentre Abu Shabak sarebbe sbarcato allo scalo internazionale di Bruxelles soltanto lunedì, rimanendovi virtualmente confinato dopo avere sporto richiesta ufficiale di asilo politico.
Sembra che, nel corso delle indagini, gli inquirenti dell'Anp avrebbero sporto nei confronti di Shabak istanza di restituzione per sette milioni di dollari usa di fondi fraudolentemente sottratti ma che, dopo aver restituito appena 150mila dollari, questi sia riuscito a darsi alla macchia per poi riemergere in Belgio.
Se l'azione inquirente nei confronti dei più corrotti dirigenti di Fatah (che guardacaso erano anche i più servili e sottomessi 'ascari' di Israele, come testimonia la connection con Dahlan, che si faceva forte, al tempo della rivalità con Abbas, proprio del maggior "gradimento" che riscuoteva a Tel Aviv) potrebbe essere un buon segno premonitore per il prosieguo delle attività di riavvicinamento e pacificazione tra il Movimento di Resistenza musulmano Hamas e la Fazione che controlla la Cisgiordania tramite il 'governo' di Ramallah.
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venerdì 8 aprile 2011
Fatah inquisisce Mohammed Dahlan e il Curdo Rashid per i loro traffici con Israele e Gheddafi, l'imputazione? Essersi fatti scoprire!
"Quel che é troppo é troppo!", devono esserselo detto anche a Fatah, la fazione palestinese golpista che dal 2007 controlla la Cisgiordania in spregio dei risultati delle regolari e democratiche elezioni legislative in Palestina: "passi" disconoscere un voto regolare e cercare di togliere ad Hamas il potere con l'arbitrio delle armi, "passi" organizzare retate, detenzioni e torture che nulla hanno da invidiare a quelle sioniste contro la popolazione della West Bank, "passi" trasformare un'organizzazione di Resistenza e guerriglia contro l'occupazione in un manipolo di gendarmi coloniali asserviti all'eterno nemico della Causa nazionale palestinese, ma trafficare armi israeliane destinate a sostenere l'idrofobo e agonizzante regime tripolino di Gheddafi era sinceramente un po' troppo da mandar giù.
O meglio, puntualizziamo, lo é improvvisamente diventato quando, grazie alle rivelazioni del dissidente libico Omar El-Khadraoui al quotidiano algerino "Ech Chourouk" il racket internazionale pro-Gheddafi organizzato dall'ex 'zar' delle forze di sicurezza di Fatah, Mohammed Dahlan, e dal curdo Mohammed Rashid (già consulente economico presso la Presidenza dell'Anp) é divenuto oggetto delle attenzioni e dei commenti dell'opinione pubblica internazionale.
Il Comitato centrale dell'organizzazione fondata da Yasser Arafat, dopo qualche tentennamento e traccheggiamento, ha comunicato di avere aperto un fascicolo d'inchiesta riguardo alla questione, ma é quantomeno bizzarro che tale annuncio sia venuto dal massimo organo di un'associazione politica nella quale da una parte Dahlan non ricopre più alcuna carica, essendo stato sospeso "a divinis" per sospetti di complotto contro Mahmud Abbas, all'inizio del 2011 e il Curdo Rashid (foto sotto), a sua volta, non ha mai figurato come membro.
Più senso avrebbe avuto se a indagare fosse stata l'Anp, e non per semplice puntiglio di forma, visto che ad ogni modo Fatah é dal 2007 che Fatah ha invaso totalmente l'organo di 'autogoverno' palestinese svuotandolo di ogni autonomia e trasformandolo in un 'costume' che i suoi burocrati cacicchi indossano quando devono recarsi a 'trattare' con Israele (cioé a inginocchiarsi davanti al padrone della piantagione come tanti bravi Zio Tom) o a mungere qualche milioncino di dollari o di Euro dai "paesi donatori" (che non controllano affatto come poi i loro soldi vengano impiegati), ma perché mostrerebbe che in Cisgiordania esiste comunque una Forza del Diritto, che vige e vale sugli abitanti della regione.
Fatah, che invece si regge solo sul Diritto della Forza, non si é resa conto che questo suo atto rende solo evidente anche ai più cursorii e superficiali osservatori che, nel territorio ad essa soggetto non esista nemmeno la più pallida sembianza di "Rule of Law", e che a una determinata parte politica sia possibile inquisire o perseguitare cittadini di questo o quel gruppo semplicemente in base alle convenienze o al capriccio del caso, come per esempio accade costantemente ai membri e sostenitori di Hamas o di altre organizzazioni di Resistenza.
| Perché Fatah ha indagato Dahlan per questo traffico e non, per esempio, per il suo ruolo nell'omicidio di Mamhoud el Mabhouh a Dubai? |
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mercoledì 6 aprile 2011
Esclusivo! Palaestina Felix mostra il volto del socio curdo di Mohammed Dahlan, contrabbandiere di armi israeliane a favore di Gheddafi!!
Abbiamo già evidenziato la notizia, riprendendola dalle pagine dell'algerino "Ech Chourouk", del traffico mafioso organizzato tra Israele e la roccaforte tripolitana del Colonnello Gheddafi, tramite il quale, grazie a una triangolazione con la Grecia facilitata dal Quisling palestinese Mohammed Dahlan (già capo delle milizie di Fatah a Gaza prima dell'espulsione di queste ultime per mano di Hamas) e da un curdo soprannominato ora Khaled Salam, ora Mohammed Rashid -i trafficanti hanno sempre molti nomi-, lo Stato ebraico rifornisce il dittatore tripolino delle armi e delle munizioni che servono a prolungare e rendere più sanguinosa e la guerra civile contro gli insorti cirenaici.
Che Israele, preoccupato per la caduta dei tiranni arabi Ben Ali e Mubarak, abbia deciso di sostenere con ogni mezzo Gheddafi non deve stupire "meglio il diavolo che si conosce di quello sconosciuto" e poi, dal 2003 in avanti, Gheddafi aveva fatto di tutto per rendersi ben voluto e utile all'Occidente imperialista (che 'ingrato' Sarkozy a non tenerne conto!). Dopo i mercenari neri delle milizie sudanesi e darfuriane sono quindi arrivate a Tripoli le armi 'Made in Israel', ovviamente pagate dagli 'aiuti per il terzo mondo' americani (poveri israeliani, opprimere e massacrare costa, e sappiamo quanto economo e parsimonioso sia il 'popolo eletto').
Adesso, grazie alle segnalazioni e alle testimonianze fotografiche che lettori e sostenitori ci inviano quasi ogni giorno (grazie ragazzi/e!) siamo addirittura in grado di mostrarvi il volto del misterioso socio curdo di Dahlan nel traffico portato avanti per conto di Tel Aviv: la foto mostra Mohammed Rashid/Khaled Salam all'estrema sinistra della foto, seduto alla destra di Mahmud Abbas. La foto indica come il curdo fosse coinvolto nelle attività di Fatah già ai tempi infami della resa ai diktat israeliani e delle trattative sottobanco per abbandonare Gerusalemme Est e negare il Diritto al Ritorno dei profughi. Quali altri livelli di Fatah sono coinvolti nel traffico pro-Gheddafi??
Ricordiamo che, mentre Hamas, Hezbollah e la Jihad islamica si sono tutte pronunciate a favore degli insorti e contro il Colonnello di Tripoli la cricca di Abu Mazen e complici vari é stata una delle poche voci arabe a levarsi in suo favore...tra questo e l'implicazione di Dahlan e del curdo ci sono abbastanza indizi per far scoppiare un nuovo "Fatahgate" sotto le poltrone dei panciuti cacicchi di Ramallah!
Che Israele, preoccupato per la caduta dei tiranni arabi Ben Ali e Mubarak, abbia deciso di sostenere con ogni mezzo Gheddafi non deve stupire "meglio il diavolo che si conosce di quello sconosciuto" e poi, dal 2003 in avanti, Gheddafi aveva fatto di tutto per rendersi ben voluto e utile all'Occidente imperialista (che 'ingrato' Sarkozy a non tenerne conto!). Dopo i mercenari neri delle milizie sudanesi e darfuriane sono quindi arrivate a Tripoli le armi 'Made in Israel', ovviamente pagate dagli 'aiuti per il terzo mondo' americani (poveri israeliani, opprimere e massacrare costa, e sappiamo quanto economo e parsimonioso sia il 'popolo eletto').
Adesso, grazie alle segnalazioni e alle testimonianze fotografiche che lettori e sostenitori ci inviano quasi ogni giorno (grazie ragazzi/e!) siamo addirittura in grado di mostrarvi il volto del misterioso socio curdo di Dahlan nel traffico portato avanti per conto di Tel Aviv: la foto mostra Mohammed Rashid/Khaled Salam all'estrema sinistra della foto, seduto alla destra di Mahmud Abbas. La foto indica come il curdo fosse coinvolto nelle attività di Fatah già ai tempi infami della resa ai diktat israeliani e delle trattative sottobanco per abbandonare Gerusalemme Est e negare il Diritto al Ritorno dei profughi. Quali altri livelli di Fatah sono coinvolti nel traffico pro-Gheddafi??
Ricordiamo che, mentre Hamas, Hezbollah e la Jihad islamica si sono tutte pronunciate a favore degli insorti e contro il Colonnello di Tripoli la cricca di Abu Mazen e complici vari é stata una delle poche voci arabe a levarsi in suo favore...tra questo e l'implicazione di Dahlan e del curdo ci sono abbastanza indizi per far scoppiare un nuovo "Fatahgate" sotto le poltrone dei panciuti cacicchi di Ramallah!
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lunedì 4 aprile 2011
Dopo i mercenari africani Gheddafi accetta da Israele anche carichi di armi, con Mohammed Dahlan intermediario!!
Riportiamo una notizia trovata sul quotidiano algerino "Ech-Chorouk" secondo la quale Mohammed Dahlan, famigerato 'quisling' palestinese già di Fatah, sarebbe coinvolto, insieme a un curdo iracheno, in un traffico di armi israeliane a favore del Colonnello Gheddafi; le armi verrebbero 'triangolate' a Tripoli tramite vascelli battenti bandiere di comodo che passerebbero da Israele alla Grecia e quindi consegnerebbero le armi nel Mediterraneo in punti d'incontro convenzionati.
Le informazioni in merito sarebbero state passate al quotidiano algerino dal dissidente libico Omar El-Khadraoui, il quale avrebbe identificato il socio curdo di Dahlan come Khaled Salam (mentre attualmente si farebbe chiamare Mohammed al-Rashid); costui accompagnerebbe personalmente le spedizioni, mentre Dahlan, in Cisgiordania, curerebbe i rapporti coi fornitori israeliani.
Ex-'capataz' di Fatah, responsabile della 'sicurezza' nella Striscia di Gaza, colpevole di embezzlement delle tariffe doganali del varco di Karni, cacciato dal suo feudo con il fallimento del Colpo di Stato voluto da Abbas, implicato (per vendetta) nell'omicidio a Dubai di Mahmoud el-Mabouh, quindi espulso da Fatah per complotto contro l'anziano Presidente 'de facto', Dahlan é sempre stato "più realista del re" quanto a servilismo e collaborazionismo con Israele, certamente sarebbe un'ottima pedina per continuare a rifornire il Colonnello di Tripoli di tutto quanto serve a contrastare l'insurrezione cirenaica.
Già la scorsa settimana i ribelli anti-Gheddafi avevano annunciato di aver catturato armi di provenienza israeliana durante i combattimenti intorno a Misratah, network televisivi rivali come Al-Jazeera e PressTV avevano ambedue ripreso la notizia. Gheddafi usa già mercenari africani reclutati fra le milizie create da Israele per destabilizzare e spartire il Sudan, spediti in Libia dalla compagnia Global CST, diretta dall'ex-Generale sionist Yisrael Ziv.
Le informazioni in merito sarebbero state passate al quotidiano algerino dal dissidente libico Omar El-Khadraoui, il quale avrebbe identificato il socio curdo di Dahlan come Khaled Salam (mentre attualmente si farebbe chiamare Mohammed al-Rashid); costui accompagnerebbe personalmente le spedizioni, mentre Dahlan, in Cisgiordania, curerebbe i rapporti coi fornitori israeliani.
| Mohammed Dahlan gradito ospite di generali israeliani assassini del suo popolo |
Già la scorsa settimana i ribelli anti-Gheddafi avevano annunciato di aver catturato armi di provenienza israeliana durante i combattimenti intorno a Misratah, network televisivi rivali come Al-Jazeera e PressTV avevano ambedue ripreso la notizia. Gheddafi usa già mercenari africani reclutati fra le milizie create da Israele per destabilizzare e spartire il Sudan, spediti in Libia dalla compagnia Global CST, diretta dall'ex-Generale sionist Yisrael Ziv.
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