Un sistema radar avanzato recentemente revisionato è stato presentato sabato e consegnato all'unità di difesa aerea dell'esercito iraniano.
Il sistema radar "Falaq" è stato svelato in una cerimonia alla presenza del comandante del generale di brigata Khatam al-Anbiya dell'esercito iraniano Alireza Sabahi Fard a Teheran questa mattina.
Il sistema di classe gamma è in grado di rilevare diversi missili da crociera e balistici nonché aerei stealth a una distanza di 400 km.
Le operazioni di revisione di Falaq hanno richiesto 2.300 ore / uomo di lavoro.
Il generale Sabahi Fard aveva sottolineato a luglio che il sistema radar integrato sviluppato dall'Iran era in grado di rilevare e intercettare diversi tipi di aerei 'invisibili' e aerei da combattimento statunitensi e sionisti.
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sabato 10 agosto 2019
La Repubblica Islamica perfeziona ulteriormente la propria rete di difesa aerea col nuovo radar "Falaq"!
martedì 3 giugno 2014
Stazione radar iraniana in grado di tracciare e identificare oggetti orbitanti inaugurata dal Generale Esmaili!!
Poco meno di due mesi fa scrivendo dell'adozione di nuovi missili per il sistema S-200 migliorato e modernizzato dagli ingegneri iraniani (che sono riusciti a portare un sistema d'arma degli anni '60 al pari con apparati di moderna concezione e costruzione) confondendo raggio e altitudine traducendo dalla fonte originale scrivemmo per sbaglio che i nuovi 'Sayyad' potessero ingaggiare bersagli a 300 Km d'altezza (il che avrebbe voluto dire nella bassa orbita stratosferica).
Quel nostro errore, che errore era, rivisto alla luce degli ultimi aggiornamenti dalla Repubblica Islamica sembra quasi "profetico" visto che é di questi giorni la notizia dell'inaugurazione, sotto gli auspici del Generale Farzad Ismaili, di una potentissima stazione radar ad apparato di fase tridimensionale in grado, lei sì, di avvistare e tracciare oggetti in orbita bassa, fino a 300 Km in altezza e fino ai 1500 Km in raggio. Questo sistema radar, tanto per fare un esempio, consente a Teheran di controllare precisamente lo spazio aereo dell'illegale entità sionista impiantata nella Palestina Occupata.
Ecco i frutti della benedetta Jihad per l'Autosufficienza militare: nonostante embarghi, attentati e altre meschine e scorrette misure delle potenze arroganti l'ingegno, l'operosità, la dedizione degli esperti, dei tecnici, degli scienziati iraniani porta gli stessi regimi dell'ingiustizia sempre più sotto l'occhio vigilante dei difensori degli oppressi. Lunga vita alla Repubblica Islamica e ai suoi ideali di Riscatto attraverso la Resistenza!!
Quel nostro errore, che errore era, rivisto alla luce degli ultimi aggiornamenti dalla Repubblica Islamica sembra quasi "profetico" visto che é di questi giorni la notizia dell'inaugurazione, sotto gli auspici del Generale Farzad Ismaili, di una potentissima stazione radar ad apparato di fase tridimensionale in grado, lei sì, di avvistare e tracciare oggetti in orbita bassa, fino a 300 Km in altezza e fino ai 1500 Km in raggio. Questo sistema radar, tanto per fare un esempio, consente a Teheran di controllare precisamente lo spazio aereo dell'illegale entità sionista impiantata nella Palestina Occupata.
Ecco i frutti della benedetta Jihad per l'Autosufficienza militare: nonostante embarghi, attentati e altre meschine e scorrette misure delle potenze arroganti l'ingegno, l'operosità, la dedizione degli esperti, dei tecnici, degli scienziati iraniani porta gli stessi regimi dell'ingiustizia sempre più sotto l'occhio vigilante dei difensori degli oppressi. Lunga vita alla Repubblica Islamica e ai suoi ideali di Riscatto attraverso la Resistenza!!
domenica 18 maggio 2014
Iran: presto verrà svelato un nuovo modello di radar capace di "vedere" i bersagli 'stealth' a bassa tracciabilita!
Il Comandante della Base di Difesa Aerea di Khatam al-Anbiya, Brigadier Generale Ismaili, ha annunciato che, in occasione del prossimo anniversario della fondazione della base stessa, sarà rivelato alla stampa e all'opnione pubblica l'ultimo modello di radar avanzato frutto delle ricerche iraniane della Jihad per l'Autosufficienza Militare.
Tale apparato porta avanti i risultati ottenuti dall'industria elettronica di Teheran che recentemente ha perfezionato radar multibanda (Arash) e a phased array (Asr) in grado di intensificare e restringere di molto le maglie della rete di protezione antiaerea sugli obiettivi sensibili del paese.
Cosparso di imponenti catene montuose, il territorio iraniano é molto meno favorevole a eventuali aggressori aerei rispetto a quelli di paesi vicini molto più pianeggianti come l'Irak o l'Arabia Saudita, cosa che costringerebbe eventuali invasori ad avvicinarsi secondo pochi 'corridoi d'ingresso' facilmente individuabili: se a ognuno di essi venisse assegnato un sistema radar ad alta affidabilità e sofisticazione tali approcci potrebbero diventare del tutto intransitabili a una flotta aerea ostile.
Tale apparato porta avanti i risultati ottenuti dall'industria elettronica di Teheran che recentemente ha perfezionato radar multibanda (Arash) e a phased array (Asr) in grado di intensificare e restringere di molto le maglie della rete di protezione antiaerea sugli obiettivi sensibili del paese.
Cosparso di imponenti catene montuose, il territorio iraniano é molto meno favorevole a eventuali aggressori aerei rispetto a quelli di paesi vicini molto più pianeggianti come l'Irak o l'Arabia Saudita, cosa che costringerebbe eventuali invasori ad avvicinarsi secondo pochi 'corridoi d'ingresso' facilmente individuabili: se a ognuno di essi venisse assegnato un sistema radar ad alta affidabilità e sofisticazione tali approcci potrebbero diventare del tutto intransitabili a una flotta aerea ostile.
lunedì 17 febbraio 2014
La Repubblica Islamica Iraniana inizia a dotarsi del nuovo radar 'Sepher', da 2500 Km di raggio!
La Repubblica Islamica dell'Iran ha completato il processo di sviluppo e messa a punto del suo nuovo radar Sepher ('Cielo'), stazione di intercettazione dal raggio di 2500 Km e conta di poter installare i primi modelli entro i prossimi 12 mesi.
Il Comandante della Base di Difesa Aerea di Khatam Anbiya, Farzad Ismaeli, ha dichiarato ai microfoni della FARS, "Inaugurando il nostro 'radar spaziale' possiamo individuare minacce in fase di avvicinamento quando esse sono ancora estremamente remote; collocando le sue stazioni ai bordi dei nostri confini diventerà impossibile prendere 'di sorpresa' il nostro apparato difensivo".
Già durante il mandato del precedente Ministro della Difesa (Ahmad Vahidi) si era parlato di un "salto di qualità" nella sofisticazione dei sistemi radar iraniani che sono passati dal replicare e imitare i modelli occidentali acquistati all'epoca dello Shah a emulare i più avanzati prodotti dell'industria elettronica russa, all'avanguardia nei sistemi di individuazione ed intercettazione.
Radar capaci di raggi operativi dai 500 ai 1000 Km sono già stati prodotti e installati e col 'Sepher' si inaugura una nuova era che vedrà gli occhi invisibili della Difesa iraniana spingersi fino a 3000 Km di raggio, questa nuova, potentissima rete di avvistamento sarà integrata anche coi nuovi satelliti di sorveglianza che verranno lanciati dal programma spaziale di Teheran nel prossimo futuro.
Il Comandante della Base di Difesa Aerea di Khatam Anbiya, Farzad Ismaeli, ha dichiarato ai microfoni della FARS, "Inaugurando il nostro 'radar spaziale' possiamo individuare minacce in fase di avvicinamento quando esse sono ancora estremamente remote; collocando le sue stazioni ai bordi dei nostri confini diventerà impossibile prendere 'di sorpresa' il nostro apparato difensivo".
Già durante il mandato del precedente Ministro della Difesa (Ahmad Vahidi) si era parlato di un "salto di qualità" nella sofisticazione dei sistemi radar iraniani che sono passati dal replicare e imitare i modelli occidentali acquistati all'epoca dello Shah a emulare i più avanzati prodotti dell'industria elettronica russa, all'avanguardia nei sistemi di individuazione ed intercettazione.
Radar capaci di raggi operativi dai 500 ai 1000 Km sono già stati prodotti e installati e col 'Sepher' si inaugura una nuova era che vedrà gli occhi invisibili della Difesa iraniana spingersi fino a 3000 Km di raggio, questa nuova, potentissima rete di avvistamento sarà integrata anche coi nuovi satelliti di sorveglianza che verranno lanciati dal programma spaziale di Teheran nel prossimo futuro.
domenica 1 luglio 2012
"Mesbah" e "Pantsir" si contendono l'onore dell'abbattimento del jet turco sopra Latakia, ma forse la verità sta nel mezzo!
L'abbattimento del Phantom turco sopra Latakia/Laodicea ha dimostrato ad Ankara, a Riyadh, a Doha, a Washington e a Tel Aviv che le capacità di risposta e intervento antiaereo delle forze armate di Damasco sono, a sedici mesi dall'inizio dell'offensiva terrorista sponsorizzata da Usa, Israele e dai loro scherani wahabiti, sempre intatte, confermando le pessimistiche previsioni dei Generali di Obama che, interrogati mesi addietro sulle possibili perdite dovute a un intervento militare unilaterale, preconizzarono all'inquilino nero della Casa Bianca l'abbattimento "almeno" di una quarantina di jet.
Ovviamente tra analisti e 'pundit' militari occidentali, tra redattori di rivistine cialtrone di aeronautica e 'affari militari' si é scatenata la bagarre per 'assegnare' a questo o a quest'altro modello di cannone, radar e centralina di controllo fuoco il "kill" dell'F-4 di Erdogan, impallinato e mandato a bagno diversi chilometri entro i confini aerei siriani.
In origine sembrava prevalere il 'partito' russofilo che, viste le storiche e saldissime relazioni commerciali e militari tra Damasco e Mosca voleva assegnare ai sistemi antiaerei del Cremlino la 'palma' dell'abbattimento, con l'unico dubbio se a meritarla fosse il cingolato 'Shilka' (piuttosto obsoleto, ma dotato di un quartetto di cannoncini da 23mm considerati il miglior sistema antiaereo del mondo tra gli anni '70 e gli anni '80) oppure il più moderno e mobile ruotato 'Pantsir S1', che abbina a due cannoni da 30mm per la difesa ravvicinata una batteria da 12 missili terra-aria per i bersagli a lungo raggio.
Col passare dei giorni, anche per una serie di accenni fatti da ufficiali di Damasco, si é però fatta avanti l'ipotesi che responsabile del 'colpaccio' potesse essere il meno celebre 'Mesbah-1' di fabbricazione iraniana: un complesso di cannoncini da 23mm di derivazione sovietica armonizzati in batteria da 2, 4 o 8 canne, che possono venire a un "3D Phased radar array" di produzione iraniana oppure collegate a un altro sistema radar di rilevamento.
Proprio questa capacità potrebbe fornire una spiegazione a quanto accaduto: gli operatori siriani potrebbero infatti avere collegato le loro batterie di 'Mesbah' all'apparato radar di un veicolo 'Pantsir', riuscendo a rendere incrementalmente più coordinato ed efficace (con risultati immediatamente letali per lo sfortunato bersaglio) il tiro di un gran numero di bocche da fuoco da 23mm.
Nel 1983 batterie antiaeree siriane schierate in Libano abbatterono due jet americani (A-6 intruder e A-7 corsair II) e catturarono uno dei piloti, inviandolo prigioniero a Damasco.
Ovviamente tra analisti e 'pundit' militari occidentali, tra redattori di rivistine cialtrone di aeronautica e 'affari militari' si é scatenata la bagarre per 'assegnare' a questo o a quest'altro modello di cannone, radar e centralina di controllo fuoco il "kill" dell'F-4 di Erdogan, impallinato e mandato a bagno diversi chilometri entro i confini aerei siriani.
In origine sembrava prevalere il 'partito' russofilo che, viste le storiche e saldissime relazioni commerciali e militari tra Damasco e Mosca voleva assegnare ai sistemi antiaerei del Cremlino la 'palma' dell'abbattimento, con l'unico dubbio se a meritarla fosse il cingolato 'Shilka' (piuttosto obsoleto, ma dotato di un quartetto di cannoncini da 23mm considerati il miglior sistema antiaereo del mondo tra gli anni '70 e gli anni '80) oppure il più moderno e mobile ruotato 'Pantsir S1', che abbina a due cannoni da 30mm per la difesa ravvicinata una batteria da 12 missili terra-aria per i bersagli a lungo raggio.
Col passare dei giorni, anche per una serie di accenni fatti da ufficiali di Damasco, si é però fatta avanti l'ipotesi che responsabile del 'colpaccio' potesse essere il meno celebre 'Mesbah-1' di fabbricazione iraniana: un complesso di cannoncini da 23mm di derivazione sovietica armonizzati in batteria da 2, 4 o 8 canne, che possono venire a un "3D Phased radar array" di produzione iraniana oppure collegate a un altro sistema radar di rilevamento.
Proprio questa capacità potrebbe fornire una spiegazione a quanto accaduto: gli operatori siriani potrebbero infatti avere collegato le loro batterie di 'Mesbah' all'apparato radar di un veicolo 'Pantsir', riuscendo a rendere incrementalmente più coordinato ed efficace (con risultati immediatamente letali per lo sfortunato bersaglio) il tiro di un gran numero di bocche da fuoco da 23mm.
Nel 1983 batterie antiaeree siriane schierate in Libano abbatterono due jet americani (A-6 intruder e A-7 corsair II) e catturarono uno dei piloti, inviandolo prigioniero a Damasco.
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