La recente uccisione di Ibrahim al-Dhouri, trasformatosi da gerarca 'saddamita' in pseudo-emiro dell'ISIS dimostra sempre più chiaramente come dietro il cosiddetto 'califfato' del Daash vi siano in realtà ex-agenti dei servizi di Saddam Hussein 'riciclati' dagli Usa per creare focolai di crisi che possano giustificare un loro ritorno a un ruolo militare diretto in Irak e Medio Oriente.
Che l'ISIS fosse un 'fronte' di un'operazione di intelligence americana e sionista é sempre stato evidente a chiunque non fosse così superficiale e boccalone da credere alle fole delle gazzette e delle agenzie imperialiste; questo "cattivissimo stato islamico" che 'misteriosamente' non attacca MAI obiettivi americani o ebraici e che 'misteriosamente' si affanna ad accanirsi contro Siria, Irak, Iran ed Hezbollah (tutti stati dell'Asse della Resistenza) é un'impostura troppo rozza e grottesca per reggere anche solo all'applicazione più leggera del famoso 'Rasoio di Occam', ma, se fossero necessarie ulteriori prove di questa evidente verità, la biografia del vero fondatore dell'ISIS, il fortunatamente defunto Haji Bakr (alias: Samir Abd Muhammad al-Khlifawi) risulta chiarificatrice e illuminante.
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lunedì 20 aprile 2015
Ecco il vero volto dell'ISIS! Nato da ufficiali dei servizi di Saddam liberati apposta dalle galere americane!
sabato 12 aprile 2014
Il VIcepremier irakeno Mutlaq sfugge indenne ad attentato takfiro vicino ad Abu Ghraib!!
Avevano programmato attentamente il loro complotto omicida i takfiri finanziati dall'Arabia Saudita che vogliono precipitare l'Irak nella violenza e nel settarismo per impedire alla maggioranza sciita di amministrare rettamente il paese e di collocare saldamente Bagdad nell'Asse della Resistenza anti-imperialista e anti-sionista. Si erano perfino procurati uniformi simili a quelle delle forze di sicurezza irakene per rimanere mimetizzati fino all'istante in cui avrebbero aperto il fuoco, nella zona di Abu Ghraib, contro il corteo di Saleh Mutlaq, vice di Nouri al-Maliki.
Ma ancora una volta la capacità, la professionalità e il coraggio delle guardie del corpo che proteggevano il Vicepremier hanno avuto la meglio sulla codarda astuzia dei wahabiti; al costo di una vittima nei loro ranghi le bodyguard di Mutlaq hanno respinto gli assalitori e condotto al sicuro il loro protetto.
Recentemente vi sono stati importanti scontri tra l'Esercito irakeno e i terroristi a libro paga di Riyadh, tutti conclusi con la loro sconfitta e il loro sterminio. Il ricorso alla violenza e al terrorismo dimostra come ormai gli estremisti takfiri siano disperati visto che anche la comunità sunnita li ha abbandonati e ha denunciato i loro scopi e i loro metodi: clan sunniti si sono alleati col Governo e hanno aiutato l'esercito a scovare le basi e i rifugi dell'insorgenza wahabita.
Ma ancora una volta la capacità, la professionalità e il coraggio delle guardie del corpo che proteggevano il Vicepremier hanno avuto la meglio sulla codarda astuzia dei wahabiti; al costo di una vittima nei loro ranghi le bodyguard di Mutlaq hanno respinto gli assalitori e condotto al sicuro il loro protetto.
Recentemente vi sono stati importanti scontri tra l'Esercito irakeno e i terroristi a libro paga di Riyadh, tutti conclusi con la loro sconfitta e il loro sterminio. Il ricorso alla violenza e al terrorismo dimostra come ormai gli estremisti takfiri siano disperati visto che anche la comunità sunnita li ha abbandonati e ha denunciato i loro scopi e i loro metodi: clan sunniti si sono alleati col Governo e hanno aiutato l'esercito a scovare le basi e i rifugi dell'insorgenza wahabita.
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giovedì 24 febbraio 2011
Lo Sceicco Salah, rapito da Israele, é rinchiuso nella galera di Moskobiya "per aver bruciato un cespuglio"!
Dopo ore di angosciosa incertezza, in cui ogni secondo poteva portare la notizia che lo Sceicco Raed Salah, storico leader del Movimento musulmano in Israele, poteva essere stato rinvenuto cadavere dopo essere stato letteralmente rapito in mezzo alla strada dopo un sit-in di protesta nel quartiere arabo di Silwan, finalmente l'avvocato Khaled Zabarka, incaricatosi ufficialmente della difesa del leader religioso palestinese, ha potuto comunicare di conoscere il luogo ove é tenuto prigioniero.
Si tratta della galera sionista di Moskobiya/Maskobeh, luogo di patimento e tormenti per centinaia di figli della Palestina, dove i prigionieri vengono regolarmente sottoposti a torture e abusi al di fuori di ogni legalità e controllo internazionale, come in una piccola, sconosciuta Abu Ghraib.
Sono dozzine e dozzine i Palestinesi che ogni anno muoiono nelle carceri israeliane, spesso per le conseguenze dei pestaggi o per la totale assenza di ogni forma di assistenza medica per i loro problemi di salute pregressi, per quelli sviluppati a causa dell'insalubre vita di prigionia o, addirittura, per la deliberata sperimentazione da parte israeliana di farmaci pericolosi che essi ricevono mescolati a cibo e acqua.
Zabarka ha denunciato l'operazione israeliana di rapimento dello Sceicco come "totalmente illegale e criminale" e ha liquidato come un "puro e semplice pretesto" l'accusa elevata contro di lui di aver 'bruciato un cespuglio' durante una sua visita di solidarietà alla comunità beduina di Araqib, che recentemente ha visto il proprio villaggio demolito per la diciannovesima e ventesima volta dai miliziani sionisti che vorrebbero cacciarli dalla terra che abitano da sempre, nel Negev.
Anche il Movimento di Resistenza Hamas non ha tardato a far sentire la sua voce in merito alla vicenda-Salah: in un comunicato rilasciato poco prima delle dichiarazioni del suo difensore l'organizzazione ha dichiarato che lo Stato ebraico é "pienamente e unicamente responsabile" dello stato di salute del religioso e che il suo "patetico tentativo" di interrompere e impedire il suo impegno a contrastare l'occupazione e la giudaizzazione forzata di sempre nuovi settori di terra palestinese si risolverà "in un nulla di fatto".
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