Visualizzazione post con etichetta Armee de Terre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Armee de Terre. Mostra tutti i post

sabato 24 dicembre 2011

Vertice di Capi di Stato Maggiore a Yarze, tra libanesi, francesi e UNIFIL!


Il Capo di SM dell'Armee Libanaise, Generale Jean Qahwaji ha discusso a lungo col collega francese Bertrand Ract-Madoux a proposito di possibilità e tecniche di rafforzamento della cooperazione militare, secondo quando riportato dall'agenzia stampa ufficiale NNA nella giornata di ieri. Il meeting si sarebbe svolto nell'ufficio di Qahwaji a Yarze e avrebbe visto la partecipazione del Brigadier Generale Olivier dela Maisonneuve, capo di SM dell'UNIFIL.

L'Esercito libanese si é impegnato a prevenire attacchi proditori come quello che recentemente ha colpito i militari francesi sotto egida ONU, per fortuna senza conseguenze luttuose, assicurando che i buoni rapporti con la popolazione locale e con le forze della Resistenza saranno fondamentali per venire a capo del caso ed evitare che attentati simili possano ripetersi in futuro.

Il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah, poco dopo l'attacco, aveva condannato aspramente i responsabili dichiarando il proprio pieno sostegno a qualunque inchiesta ufficiale mirata a portare alla giustizia i colpevoli. Più tardi é emersa con sempre più forza l'ipotesi che gli attentatori facciano parte di quei partiti di opposizione che vorrebbero riportare l'occupazione sionista nei territori meridionali della nazione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 16 dicembre 2011

Chi ha piazzato la bomba contro l'UNIFIL vuole farla ritirare permettendo a Israele di riprendere le aggressioni al Libano!


 Confermando i sospetti di quanti hanno visto nel più recente di diversi attentati esplosivi che negli ultimi mesi hanno preso di mira gli uomini dei contingenti internazionali componenti la forza di interposizione ONU (UNIFIL) schierata tra Libano e regime sionista (uno dei più vecchi "punti caldi" del pianeta, visto che UNIFIL ha iniziato la propria missione nel 1978) un tentativo di forze filosioniste di dar modo a Israele di riprendere le proprie aggressioni armate contro il Paese dei Cedri, inizia a ventilare su alcuni media libanesi la voce che un ritiro o quantomeno una riduzione delle aree di competenza dei "caschi blu" potrebbe essere quanto mai prossimo.

Se questo accadesse, Tel Aviv, che viene frenata dal riprendere i propri attacchi e i propri bombardamenti solo dalla presenza dei militari internazionali, potrebbe ricominciare a bombardare il Libano meridionale con artiglierie, aerei, droni ed elicotteri, senza dover più temere rimostranze da parte dei paesi occidentali compartecipi della missione ONU. Ricordiamo che nell'estate del 2006 il regime dell'Apartheid lanciò la sua ultima invasione in grande stile nonostante la presenza del contingente UNIFIL, che era però molto più piccolo e schierato su posizioni molto meno estese di ora; diversi caschi blu austriaci, canadesi, cinesi e finlandesi vennero anche uccisi durante l'aggressione militare sionista e numerosi altri ghanesi, indiani e di altre nazionalità, vennero feriti più o meno gravemente.

Dopo la conclusione della guerra dei 34 giorni, nell'agosto di 5 anni fa, l'UNIFIL venne rinforzata con oltre seimila militari (in massima parte francesi, italiani e qatariani), dotati anche di carri armati da battaglia, artiglierie cingolate e sistemi antiaerei moderni. La Risoluzione ONU 1701, emessa dal Consiglio di Sicurezza per stabilire modalità e norme del ritiro israeliano dal territorio invaso e clausole di armistizio, prevede la possibilità che, con il normalizzarsi della situazione, le truppe ONU lascino il controllo di certe zone all'Esercito libanese, ma le forze sioniste hanno sempre mostrato di non tenere in minima considerazione le truppe di Beirut, che non hanno esitato a colpire duramente anche durante le recenti ostilità. Se l'Armee Libanaise vuole essere pronta ad affrontare il ritorno di fiamma della minaccia sionista deve procurarsi quanto prima armi ed equipaggiamenti adeguati (che certo non potranno venire dalla Francia e dagli Usa, ma piuttosto dall'Iran, dall'Egitto, dalla Siria) e rafforzare e intensificare il livello di intesa e cooperazione con le forze della Resistenza nazionale, Hezbollah in primis.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 14 dicembre 2011

Hezbollah controbatte le assurde accuse del ministro francese Juppé riguardo l'attentato all'UNIFIL!


Hezbollah ha denunciato e stigmatizzato le dichiarazioni "leggere e irresponsabili" rilasciate dal Ministro degli Esteri di Sarkozy, Alain Juppé, il quale, nelle scorse ore, ha accusato il Movimento sciita di Resistenza nientemeno che di "essere dietro" all'esplosione che ha colpito alcuni membri del contingente francese dell'UNIFIL, ferendoli per fortuna in maniera non grave.

Le deplorevoli (e infondate) accuse di Juppé sono tanto più speciose quanto il loro stesso latore, all'atto di formularle, ha candidamente ammesso di non avere il benché minimo straccio di prova con cui sostenerle, cosa che però non gli ha impedito di aprire la bocca e ragliarle, come evidentemente ordinatogli dal suo presidente filosionista (é provato che la carriera di Sarkozy nel partito neogollista venne favorita e finanziata dal Mossad ansioso di creare una 'sponda' filoisraeliana in Francia, paese fino al allora noto per la sua vicinanza al mondo arabo e musulmano) o dalla 'lobby a sei punte' che lo sostiene e lo coccola.

I portavoce ufficiali di Hezbollah hanno replicato, coerentemente con la loro iniziale reazione: "Il nostro movimento é stato sorpreso da questo atto realmente deplorevole, indegno di un Ministro di Governo, specialmente quello di una nazione prestigiosa e potente come la Francia". Juppé aveva rilasciato le sue improvvide richiarazioni nel corso del week-end durante una intervista con la radio RFI, mescolando nel torrente delle sue illazioni Hezbollah e i 'servizi segreti siriani' (come se attualmente non avessero cose più importanti da fare, come proteggere la popolazione civile presa di mira dai terroristi e dai provocatori stranieri).
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 9 dicembre 2011

Bomba a Bour Shmali contro militari francesi UNIFIL, Hezbollah condanna l'attacco, promette aiuto per scovare i colpevoli!


Una mina controllata a distanza posta sul ciglio della strada é stata fatta detonare stamane al passaggio di una colonna di mezzi UNIFIL (La forza di interposizione ONU che sorveglia la situazione sul confine israelo-libanese) guidati da soldati francesi. L'esplosione ha investito i militari ferendo quattro di loro, più due civili per fortuna nessuno in maniera grave. L'emittente di Hezbollah, Al-Manar, ha confermato che l'attentato ha avuto luogo vicino al villaggio di Bourj Shmali, a poca distanza dalla città costiera di Tiro. La mina era collocata in una canaletta di scolo parallela alla strada.

L'Esercito libanese ha subito cordonato la zona, mentre il Presidente Michel Suleiman, da Erevan, Armenia, dove si trova in visita, ha esteso la propria solidarietà al comandante dell'UNIFIL e a tutti i militari internazionali, avvertendo chi ha collocato l'esplosivo che il suo intento di allontanare le forze di pace dal Libano per permettere a Israele di riprendere le sue aggressioni militari vedrà i propri piani finire nel nulla. Il Portavoce del Parlamento, Nabih Berri di Amal, ha dichiarato che l'attacco "é chiaramente mirato a favorire gli interessi sionisti", invitando l'Esercito nazionale e le forze di Resistenza a mettere a frutto tutta la loro perizia tecnica e investigativa cooperando per una rapida identificazione e un pronto arresto dei responsabili.


Analisti internazionali hanno anche avanzato l'ipotesi che attacchi e attentati nel Sud del paese possano essere parte di una strategia di 'distrazione' delle risorse militari e di intelligence libanesi, in modo che ne rimangano meno per sorvegliare e contrllare il Nord e facilitare così l'azione di quei gruppi e di quei partiti (come i falangisti e i sunniti di Hariri) attivamente impegnati nel sostegno alle gang terroristiche che tentano di destabilizzare la Siria.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 27 luglio 2011

Esplosione nel Sud del Libano ferisce cinque caschi blu francesi

A due mesi di distanza dall'incidente esplosivo nel quale erano rimasti feriti sei membri italiani del contingente ONU di interposizione che da cinque anni sorveglia il confine Libanese contro sconfinamenti e violazioni da parte delle truppe di Tel Aviv ieri sono stati cinque i 'caschi blu' francesi a rimanere coinvolti nello scoppio di un ordigno lungo la strada per Sidone.


Secondo i primi rapporti e le dichiarazioni rilasciate dal portavoce dell'Unifil Neraaj Singh il veicolo francese é stato investito dallo scoppio di una mina collocata lungo la strada appositamente per offendere le truppe internazionali, che sono solite percorrere quell'arteria: tre militari hanno necessitato il ricovero in ospedale, di essi uno versa in "condizioni critiche".

Fin dal settembre 2006 le forze armate francesi stanziate nella zona si sono trovate più e più volte sull'orlo dello scontro con gli Israeliani che pretendevano di poter violare il confine, condurre rastrellamenti e perquisizioni e compiere altre grossolane violazioni dei termini di armistizio che segnarono la conclusione della fallimentare campagna di aggressione armata contro il Libano. Più di una volta le forze aeree di Tel Aviv hanno provocato i militari transalpini gettandosi in picchiata sulle loro posizioni, accendendo i radar d'attacco e i collimatori delle armi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.