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lunedì 17 agosto 2015

Il capo della Surete Libanaise: "La cattura del ricercato Assir frutto di un'operazione esclusivamente domestica!"

"Non siamo mai reticenti e men che mai imbarazzati di riconoscere i contributi di altri governi o servizi d'informazione nei successi delle nostre operazioni, come facemmo quando arrestammo l'estremista Shadi al-Mawlawi,  ma questa volta l'operazione (cioé l'arresto di Ahmad Assir) é stata tutta libanese: ideata e portata a termine dalla nostra Surete Generale".
Con queste parole il Capo della Surete Libanaise Abbas Ibrahim ha smentito che dietro all'arresto del predicatore rimasto latitante oltre due anni dopo il rogo della sua moschea-bunker a Sidone vi sia stata la cooperazione con qualche agenzia di sicurezza regionale (alcuni parlavano di organizzazioni palestinesi).

Ibrahim ha anche negato che Assir sia stato sottoposto allo scan retinico.

domenica 16 agosto 2015

"Ahmad Assir" arrestato all'aeroporto internazionale di Beirut; ma é davvero lui?

Fonti libanesi hanno riportato che un individuo accusato di essere il predicatore takfiro Ahmad Assir é stato arrestato nella giornata di ieri all'aeroporto internazionale di Beirut mentre cercava di imbarcarsi su un volo per l'Egitto con documenti falsi.
Ahmad Assir era un predicatore takfiro che aveva cercato senza successo di trasformare Sidone in una roccaforte di sedizione wahabita per conto dei suoi padroni degli emirati del petrolio. Nell'estate del 2013 aveva cercato di guidare un'insurrezione armata contro le autorità ma l'intervento dell'Armee Libanaise aveva distrutto le sue forze.

martedì 28 ottobre 2014

Anche Sidone nella morsa dell'Esercito Libanese: sequestrato un arsenale, catturato un complice di Ahmad Assir!!

Poco dopo che il Premier libanese Tammam Salam aveva annunciato via radio e tv l'intenzione di sostenere in ogni modo l'operazione antiterrorismo delle forze armate, se necessario ampliandone raggio e mandato, l'Armee Libanaise é scattata prontamente e ha messo a segno un altro colpo contro la sedizione di stampo wahabita, questa volta nella città di Sidone.

Con una serie di arresti e perquisizioni, infatti, gli uomini dell'Esercito sono riusciti a mettere le mani su un copioso arsenale clandestino conservato da un complice dello sceicco estremista Ahmad Assir, la cui organizzazione era stata in gran parte distrutta durante la battaglia ad Adra del 2013, in cui avevano trovato la morte ben sessanta dei suoi seguaci.

Lo stesso sceicco, nonostante i tentativi dei suoi affiliati di far circolare cassette-collage di sue presunte dichiarazioni é morto nell'incendio della sua 'moschea' dove era solito predicare i suoi sermoni ricolmi di odio settario e intolleranza bigotta.

venerdì 26 luglio 2013

Le autorità libanesi arrestano l'ex "gorilla" di Ahmad Assir prima che potesse lasciare il paese!!

La buona sorte é cieca, ma la sfiga ha sempre undici decimi, lo deve avere pensato anche l'ex guardaspalle del rozzo predicatore takfiro Ahmad al-Assir, Ali Abdel Wahad, un trentenne di origine palestinese, quando, alle prime ore del mattino, nonostante la "cardata" che si era dato al barbone wahabita e ai capelli, é stato arrestato nell'Aeroporto Internazionale di Beirut prima che potesse salire su un volo per il Cairo.

Wahad aveva comprato un biglietto della Egypt Air per la Nigeria ma sembra chiaro che avesse intenzione di scendere in Egitto, la scelta della destinazione africana era una precauzione per evitare troppi controlli alla partenza, ma gli investigatori libanesi sapevano che l'aeromobile avrebbe fatto uno scalo tecnico al Cairo durante il quale evidentemente l'uomo sperava di scendere a terra.

Il predicatore estremista è scomparso dopo la sconfitta dei suoi seguaci negli scontri con l'Esercito Libanese; sembra ormai accertato che sia morto nella battaglia della Moschea di Bilal Rabban e che il suo cadavere sia rimasto consumato da un incendio.

domenica 14 luglio 2013

Le speciose accuse di Hariri e soci non fanno che avvicinare sempre più l'Armee Libanaise ad Hezbollah!

Le accuse preposterose e infondate lanciate recentemente da Saad Hariri e dai suoi stolti partigiani filo-sionisti e filo-saouditi/wahabiti riguardo una supposta "premeditazione" degli scontri di Sidone da parte delle forze armate nazionali che, secondo l'insincera narrativa del "14 Marzo" avrebbero attaccato i militanti takfiri di Ahmed Assir su 'ordine' o su istigazione di Hezbollah sono state colpite sotto la linea di galleggiamento e prontamente affondate dal Generale Khawaji e dal Ministro Ghosn che producendo quattro diversi video rinvenuti tra il materiale elettronico della moschea/covo di Bilal Rabban hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio come gli scontri di Saida non solo siano stati iniziati dai militanti takfiri, ma ordinati in prima persona dal rozzo e ignorante 'sceicco' Assir.

Come gli stolti delle tragedie greche, vittime della propria stessa 'Hybris', Hariri e soci stanno inverando con la loro condotta settaria ed estremista la minaccia che pretendevano di denunciare: di fronte al cieco odio delle forze politiche antinazionali che vorrebbero ridurre il Libano nuovamente a una colonia sionista e americana gli alti ufficiali dell'Armee, anche quelli non politicamente schierati, si stanno rendendo conto che l'unico modo di evitare di finire camerieri di Washington e Tel Aviv sia quello di stringere i ranghi con Hezbollah e con le forze politiche che sostengono la Resistenza e i valori di indipendenza e autonomia del Paese dei Cedri.

sabato 29 giugno 2013

Il ridicolo "alzamiento" dei takfiri dello 'sceicco' Assir non ha fatto altro che cementare l'alleanza tra Hezbollah e l'Esercito Libanese!

'Oltre il danno la beffa', verrebbe da dire; oltre a non essere riuscito a ottenere nulla tranne la distruzione pressoché completa della sua milizia personale e delle sue strutture, oltre a essersi politicamente suicidato riducendosi a fare il fuggiasco nella più vicina ambasciata qatariota (fino a che gli emissari del Neo-emiro Tamim Al-Thani se la sentiranno di sopportarlo) il fallimentare "putsch" tentato dal sedicente Sceicco wahabita Ahmad al-Assir nel corso del passato week-end, iniziato con un appello settario ai membri sunniti delle forze armate ad ammutinarsi e schierarsi con gli estremisti takfiri, non ha fatto altro che avvicinare ulteriormente e cementare l'alleanza e la cooperazione tra l'Armee Libanaise e la milizia sciita Hezbollah, che finora non si era mai spinta a operazioni militari comuni, come invece se ne sono avute durante la repressione del tentato golpe wahabita.

L'intensificazione e l'approfondimento delle relazioni tra Esercito regolare di Beirut e la più importante ed efficiente delle milizie della Resistenza armata nazionale é un processo in fieri sin dalla conclusione (vittoriosa per Hezbollah) del conflitto del 2006 contro il tentativo di invasione sionista; in quell'occasione la mancata partecipazione delle forze armate nazionali alla difesa del territorio libanese venne sentita da gran parte della popolazione (e da molti membri dell'Armee) come un grave tradimento, una abdicazione a uno dei doveri fondamentali di ogni Esercito, ma il ruolo allora rivestito nel Governo da forze filosioniste e filosaudite come la Falange, le Forze Libanesi e il Mustaqbal di Saad Hariri impedirono una pronta efficace mobilitazione delle truppe a fianco di Hezbollah.

Un parziale riscatto si é avuto negli ultimi anni nel campo del controspionaggio e dell'intelligence, con numerose brillanti operazioni congiunte tra Hezbollah e servizi segreti militari, in parte rivelate all'opinione pubblica, in parte portate avanti sotto una discreta cortina di silenzio. Grazie a tale cooperazione il Libano si é riuscito a liberare di molte 'talpe' israeliane e di diversi impianti di sorveglianza remota, automatizzati e nascosti in zone impervie e strategiche del paese, molti impiantati proprio durante la breve invasione del 2006.

Finora però non si avevano avute occasioni per operazioni militari sul campo che vedessero coinvolti a un tempo uomini di Nasrallah e membri dell'Esercito regolare; bisogna chiarire che nel caso in questione il coinvolgimento di Hezbollah é stato limitato e più di 'consulenza' che di effettivo intervento armato, visto che la milizia sciita é già molto mobilitata in Siria, nelle zone di Qusayr, Talkalakh e ora anche Aleppo per aiutare l'alleato Presidente Assad e quindi non aveva molte forze da schierare direttamente sul campo, eppure veterani delle battaglie della Resistenza del 2000 e del 2006 sono stati 'richiamati' da Nasrallah e dai suoi per consigliare e istruire le forze speciali dell'Armee su come condurre la caccia agli insorti takfiri, come muoversi negli slum e nei campi profughi dove essi si rifugiavano e congregavano, come assediare e assaltare i loro covi, primo tra tutti la 'moschea' di Bilal ibn-Rabban.

Dopo questa prima occasione di collaborazione sul campo di battaglia, dopo le molte già avvenute in materia di intelligence e spionaggio, la strada sembra spianata per un sempre più stretto rapporto tra Hezbollah e Armee Libanaise: gridando alla 'sottomissione' dell'Esercito a Nasrallah (che ovviamente sottomissione non é, ma é collaborazione tra quanti vogliono che il Paese dei Cedri rimanga autonomo, indipendente e padrone del suo destino, non una marionetta per il re Saudita, l'Emiro di Doha, i sionisti di Tel Aviv o gli inquilini della Casa Bianca) i takfiri non hanno fatto altro che avvicinare ulteriormente queste due realtà. Come i protagonisti delle Tragedie Greche che con le loro stesse azioni mettono in moto il Fato che li distruggerà!




lunedì 24 giugno 2013

Nuovi scontri armati a Sidone: l'Esercito libanese espugna il 'fortino' del rozzo predicatore wahabita!

Con una violenta recrudescenza degli scontri armati le forze takfire fedeli all'ignorante predicatore wahabita 'sceicco' Ahmed Assir hanno cercato di colpire nuovamente gli uomini dell'Armee Libanaise che hanno reagito assediando e distruggendo la 'fortezza' dei wahabiti nel quartiere di Abra dopo che ieri avevano espugnato la loro moschea.

Qundici morti tra i soldati e circa sessanta tra i terroristi si sono contati alla fine delle sparatorie che si sono avute anche nella zona della Corniche Marine; la maggior parte dei morti non era nemmeno libanese, facendo parte della vasta collezione di estremisti takfiri inviati via Libano verso la Siria dalla cospirazione israelo-americana-saudi-qatariota contro l'Asse della Resistenza.

Il terrorista  Abdul Rahman Shmandar, 'luogotenente militare' di Assir é stato trovato tra i cadaveri, mentre non é chiara la posizione del sedicente "cheik", verso cui comunque il Procuratore Militare Giudice Sakr Sakr ha spiccato (meglio tardi che mai!) un mandato di cattura. Adesso tutte le forze armate e di polizia libanesi hanno il dovere di arrestarlo e di usare la forza se cercasse di resistere con le armi.


sabato 24 dicembre 2011

Vertice di Capi di Stato Maggiore a Yarze, tra libanesi, francesi e UNIFIL!


Il Capo di SM dell'Armee Libanaise, Generale Jean Qahwaji ha discusso a lungo col collega francese Bertrand Ract-Madoux a proposito di possibilità e tecniche di rafforzamento della cooperazione militare, secondo quando riportato dall'agenzia stampa ufficiale NNA nella giornata di ieri. Il meeting si sarebbe svolto nell'ufficio di Qahwaji a Yarze e avrebbe visto la partecipazione del Brigadier Generale Olivier dela Maisonneuve, capo di SM dell'UNIFIL.

L'Esercito libanese si é impegnato a prevenire attacchi proditori come quello che recentemente ha colpito i militari francesi sotto egida ONU, per fortuna senza conseguenze luttuose, assicurando che i buoni rapporti con la popolazione locale e con le forze della Resistenza saranno fondamentali per venire a capo del caso ed evitare che attentati simili possano ripetersi in futuro.

Il Movimento di Resistenza sciita Hezbollah, poco dopo l'attacco, aveva condannato aspramente i responsabili dichiarando il proprio pieno sostegno a qualunque inchiesta ufficiale mirata a portare alla giustizia i colpevoli. Più tardi é emersa con sempre più forza l'ipotesi che gli attentatori facciano parte di quei partiti di opposizione che vorrebbero riportare l'occupazione sionista nei territori meridionali della nazione.
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venerdì 16 dicembre 2011

Chi ha piazzato la bomba contro l'UNIFIL vuole farla ritirare permettendo a Israele di riprendere le aggressioni al Libano!


 Confermando i sospetti di quanti hanno visto nel più recente di diversi attentati esplosivi che negli ultimi mesi hanno preso di mira gli uomini dei contingenti internazionali componenti la forza di interposizione ONU (UNIFIL) schierata tra Libano e regime sionista (uno dei più vecchi "punti caldi" del pianeta, visto che UNIFIL ha iniziato la propria missione nel 1978) un tentativo di forze filosioniste di dar modo a Israele di riprendere le proprie aggressioni armate contro il Paese dei Cedri, inizia a ventilare su alcuni media libanesi la voce che un ritiro o quantomeno una riduzione delle aree di competenza dei "caschi blu" potrebbe essere quanto mai prossimo.

Se questo accadesse, Tel Aviv, che viene frenata dal riprendere i propri attacchi e i propri bombardamenti solo dalla presenza dei militari internazionali, potrebbe ricominciare a bombardare il Libano meridionale con artiglierie, aerei, droni ed elicotteri, senza dover più temere rimostranze da parte dei paesi occidentali compartecipi della missione ONU. Ricordiamo che nell'estate del 2006 il regime dell'Apartheid lanciò la sua ultima invasione in grande stile nonostante la presenza del contingente UNIFIL, che era però molto più piccolo e schierato su posizioni molto meno estese di ora; diversi caschi blu austriaci, canadesi, cinesi e finlandesi vennero anche uccisi durante l'aggressione militare sionista e numerosi altri ghanesi, indiani e di altre nazionalità, vennero feriti più o meno gravemente.

Dopo la conclusione della guerra dei 34 giorni, nell'agosto di 5 anni fa, l'UNIFIL venne rinforzata con oltre seimila militari (in massima parte francesi, italiani e qatariani), dotati anche di carri armati da battaglia, artiglierie cingolate e sistemi antiaerei moderni. La Risoluzione ONU 1701, emessa dal Consiglio di Sicurezza per stabilire modalità e norme del ritiro israeliano dal territorio invaso e clausole di armistizio, prevede la possibilità che, con il normalizzarsi della situazione, le truppe ONU lascino il controllo di certe zone all'Esercito libanese, ma le forze sioniste hanno sempre mostrato di non tenere in minima considerazione le truppe di Beirut, che non hanno esitato a colpire duramente anche durante le recenti ostilità. Se l'Armee Libanaise vuole essere pronta ad affrontare il ritorno di fiamma della minaccia sionista deve procurarsi quanto prima armi ed equipaggiamenti adeguati (che certo non potranno venire dalla Francia e dagli Usa, ma piuttosto dall'Iran, dall'Egitto, dalla Siria) e rafforzare e intensificare il livello di intesa e cooperazione con le forze della Resistenza nazionale, Hezbollah in primis.
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mercoledì 14 dicembre 2011

Hezbollah controbatte le assurde accuse del ministro francese Juppé riguardo l'attentato all'UNIFIL!


Hezbollah ha denunciato e stigmatizzato le dichiarazioni "leggere e irresponsabili" rilasciate dal Ministro degli Esteri di Sarkozy, Alain Juppé, il quale, nelle scorse ore, ha accusato il Movimento sciita di Resistenza nientemeno che di "essere dietro" all'esplosione che ha colpito alcuni membri del contingente francese dell'UNIFIL, ferendoli per fortuna in maniera non grave.

Le deplorevoli (e infondate) accuse di Juppé sono tanto più speciose quanto il loro stesso latore, all'atto di formularle, ha candidamente ammesso di non avere il benché minimo straccio di prova con cui sostenerle, cosa che però non gli ha impedito di aprire la bocca e ragliarle, come evidentemente ordinatogli dal suo presidente filosionista (é provato che la carriera di Sarkozy nel partito neogollista venne favorita e finanziata dal Mossad ansioso di creare una 'sponda' filoisraeliana in Francia, paese fino al allora noto per la sua vicinanza al mondo arabo e musulmano) o dalla 'lobby a sei punte' che lo sostiene e lo coccola.

I portavoce ufficiali di Hezbollah hanno replicato, coerentemente con la loro iniziale reazione: "Il nostro movimento é stato sorpreso da questo atto realmente deplorevole, indegno di un Ministro di Governo, specialmente quello di una nazione prestigiosa e potente come la Francia". Juppé aveva rilasciato le sue improvvide richiarazioni nel corso del week-end durante una intervista con la radio RFI, mescolando nel torrente delle sue illazioni Hezbollah e i 'servizi segreti siriani' (come se attualmente non avessero cose più importanti da fare, come proteggere la popolazione civile presa di mira dai terroristi e dai provocatori stranieri).
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venerdì 9 dicembre 2011

Bomba a Bour Shmali contro militari francesi UNIFIL, Hezbollah condanna l'attacco, promette aiuto per scovare i colpevoli!


Una mina controllata a distanza posta sul ciglio della strada é stata fatta detonare stamane al passaggio di una colonna di mezzi UNIFIL (La forza di interposizione ONU che sorveglia la situazione sul confine israelo-libanese) guidati da soldati francesi. L'esplosione ha investito i militari ferendo quattro di loro, più due civili per fortuna nessuno in maniera grave. L'emittente di Hezbollah, Al-Manar, ha confermato che l'attentato ha avuto luogo vicino al villaggio di Bourj Shmali, a poca distanza dalla città costiera di Tiro. La mina era collocata in una canaletta di scolo parallela alla strada.

L'Esercito libanese ha subito cordonato la zona, mentre il Presidente Michel Suleiman, da Erevan, Armenia, dove si trova in visita, ha esteso la propria solidarietà al comandante dell'UNIFIL e a tutti i militari internazionali, avvertendo chi ha collocato l'esplosivo che il suo intento di allontanare le forze di pace dal Libano per permettere a Israele di riprendere le sue aggressioni militari vedrà i propri piani finire nel nulla. Il Portavoce del Parlamento, Nabih Berri di Amal, ha dichiarato che l'attacco "é chiaramente mirato a favorire gli interessi sionisti", invitando l'Esercito nazionale e le forze di Resistenza a mettere a frutto tutta la loro perizia tecnica e investigativa cooperando per una rapida identificazione e un pronto arresto dei responsabili.


Analisti internazionali hanno anche avanzato l'ipotesi che attacchi e attentati nel Sud del paese possano essere parte di una strategia di 'distrazione' delle risorse militari e di intelligence libanesi, in modo che ne rimangano meno per sorvegliare e contrllare il Nord e facilitare così l'azione di quei gruppi e di quei partiti (come i falangisti e i sunniti di Hariri) attivamente impegnati nel sostegno alle gang terroristiche che tentano di destabilizzare la Siria.
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domenica 9 ottobre 2011

Zahar ai profughi di Sidone: "Nella sua storia millenaria la Palestina mai così prossima alla libertà, all'indipendenza!"


Il leader storico del Movimento musulmano di Resistenza, Hamas, nonché suo co-fondatore Mahmoud Zahar ha dichiarato, nel corso di una sua orazione tenutasi presso la township libanese di Sidone, abitata prevalentemente da profughi palestinesi e loro discendenti, che "In tutta la sua storia millenaria la Palestina non é mai stata così vicina alla libertà, all'autonomia, all'indipendenza" e che "la strada maestra per raggiungere questi importanti obiettivi e risultati é indicata da quelle forze che più seriamente e più coerentemente si impegnano ogni giorno nella lotta contro occupanti e oppressori".

Zahar ha dichiarato che, pur con i suoi 400 chilometri quadrati scarsi, che non rappresentano che il due per cento della Palestina storica, la Striscia di Gaza é il più chiaro e lampante esempio in tal senso, visto che é stata liberata dall'Occupazione sionista al termine di un lungo e duro cammino di Resistenza e Jihad, punteggiato dagli inviti al compromesso e dalle esortazioni alla resa, che tuttavia non hanno sviato la determinazione dei combattenti e dei martiri della Causa. Ora il popolo di Palestina, sotto la guida di Hamas, si é dimostrato tanto abile e industrioso da costringere i sionisti a dichiarare un embargo illegale e inumano nella speranza di soffocare e sminuire i trionfi della Resistenza, eppure Gaza continua a esistere e resistere, determinata e tenace, quanto i combattenti che l'hanno liberata coi loro sacrifici.

Zahar ha anche guidato una delegazione di Hamas in un incontro con l'ex-Premier libanese Selim Hoss, tenutosi presso la località di Aisha Bakkar. Secondo le osservazioni relate alla stampa dallo stesso Zahar l'incontro si situa in un quadro di visite in Libano volte a migliorare le condizioni di vita nei campi profughi; posto che tale sistemazione é sempre e comunque da considerarsi provvisoria in attesa della liberazione della Palestina occupata e del rimpatrio di tutti i rifugiati e i loro discendenti, coerentemente col Diritto al Ritorno sancito nella Risoluzione ONU 194.
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mercoledì 27 luglio 2011

Esplosione nel Sud del Libano ferisce cinque caschi blu francesi

A due mesi di distanza dall'incidente esplosivo nel quale erano rimasti feriti sei membri italiani del contingente ONU di interposizione che da cinque anni sorveglia il confine Libanese contro sconfinamenti e violazioni da parte delle truppe di Tel Aviv ieri sono stati cinque i 'caschi blu' francesi a rimanere coinvolti nello scoppio di un ordigno lungo la strada per Sidone.


Secondo i primi rapporti e le dichiarazioni rilasciate dal portavoce dell'Unifil Neraaj Singh il veicolo francese é stato investito dallo scoppio di una mina collocata lungo la strada appositamente per offendere le truppe internazionali, che sono solite percorrere quell'arteria: tre militari hanno necessitato il ricovero in ospedale, di essi uno versa in "condizioni critiche".

Fin dal settembre 2006 le forze armate francesi stanziate nella zona si sono trovate più e più volte sull'orlo dello scontro con gli Israeliani che pretendevano di poter violare il confine, condurre rastrellamenti e perquisizioni e compiere altre grossolane violazioni dei termini di armistizio che segnarono la conclusione della fallimentare campagna di aggressione armata contro il Libano. Più di una volta le forze aeree di Tel Aviv hanno provocato i militari transalpini gettandosi in picchiata sulle loro posizioni, accendendo i radar d'attacco e i collimatori delle armi.
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