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sabato 25 giugno 2011

L'Iran scopre un nuovo enorme deposito di gas condensato e greggio a Est di Assalouyeh!


Secondo quanto riportato dal Direttore per le Esplorazioni della Compagnia Nazionale Iraniana per gli Idrocarburi Mahmoud Mohaddes le prime indagini sismologiche condotte a Est di Assalouyeh, nella provincia meridionale di Hormuzgan hanno indicato che il volume di riserve di greggio e gas condensato eccede di molto anche le più ottimistiche previsioni.

Numeri e cifre precisi saranno diffuse nel prossimo futuro, ma si pensa di poter parlare di un "tesoro" da oltre cinquanta miliardi di dollari secondo i prezzi attuali di gas e petrolio. Prima di questa scoperta alla Repubblica Iranian venivano accreditate riserve per 137 miliardi di barili di greggio e 29610 miliardi di metri cubici di gas naturale.

Ovviamente siamo certi che la scoperta di risorse tanto ingenti spronerà ancora di più Teheran a potenziare i settori dell'energia nucleare e delle energie rinnovabili, in maniera da poter esportare la massima quantità possibile di idrocarburi.
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giovedì 9 giugno 2011

L'Egitto nega di aver ripreso le forniture di metano a Israele, annuncia aumenti di prezzo quando riprenderà il pompaggio


Il Ministero degli Idrocarburi egiziano ha negato recisamente le voci diffusesi tra i rappresentanti dei media secondo le quali negli ultimi giorni sarebbe ripreso il pompaggio di gas verso Israele attraverso la rete metanifera del Sinai. Le stazioni di pompaggio che portavano il gas verso Ashkelon sono state sabotate più volte negli ultimi mesi, fino a quando la fornitura di metano allo Stato ebraico non é stata completamente interrotta.

Grazie alle pressioni politicamente motivate del dittatore Hosni Mubarak Israele riceveva il 40 per cento del suo fabbisogno di gas a prezzi ridicolmente più bassi di quelli di mercato. Dopo la sua cacciata, tuttavia, il Governo transitorio egiziano ha annunciato più volte che, una volta riparati i danni al metanodotto, bisognerà aprire un round di trattative con Israele per concordare prezzi di vendita più rispondenti alla realtà. Il Premier sionista Netanyahu ha già annunciato che non accetterà aumenti di prezzo. I cittadini egiziani, dal canto loro, vorrebbero che la fornitura di metano a Israele sia definitivamente interrotta.

L'Egitto potrebbe benissimo vendere il suo metano ad altri acquirenti internazionali disposti a pagare prezzi di mercato e in grado di prelevarlo con navi-cisterna LNG, oppure impiegarlo come combustibile nella sua rete di centrali elettriche turbogas, che conta 15 impianti in tutto il paese, di potenza variabile tra i 20 (Ismailyia) e i 650 MW (Sidi Kerir).
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mercoledì 27 aprile 2011

Nuovo attentato esplosivo ad El-Arish contro il "Gasdotto della Vergogna"!


Attentatori non identificati nella mattinata di oggi hanno collocato cariche esplosive presso la stazione di pompaggio del gasdotto israelo--giordano-egiziano nella penisola del Sinai, presso El-Arish.

I servizi d'emergenza sono entrati in azione subito dopo la colossale deflagrazione, visibile e udibile a molti chilometri di distanza. Secondo i dispacci rilasciati dal Ministero degli Idrocarburi del Cairo all'ora di pranzo locale gli sforzi di spegnimento del vasto incendio originatosi sul luogo erano ancora "in pieno svolgimento", pur essendo stati fugati i rischi di un'estensione delle fiamme e di nuove detonazioni.

La ripresa del flusso di gas egiziano verso Israele, inizialmente interrotta ai primi di febbraio quando commando beduini dinamitarono una prima stazione di pompaggio, é oggetto di vibrate polemiche nel Paese delle piramidi visto che, con il proseguire delle indagini riguardo i molti scandali di corruzione del regime di Mubarak risulta evidente come le casse dello Stato siano state defraudate di miliardi di Euro che avrebbero potuto affluire in caso di vendita del gas a prezzi di mercato. In cambio di una enorme tangente invece i figli del tiranno filo-sionista, Alaa e Gamal, insieme ai responsabili dell'energia del tempo accettarono un prezzo ridicolmente basso, meno della metà di quanto paesi come la Sudkorea paghino ad altri paesi arabi per il loro metano.

Recentemente si é ventilata la possibilità di cancellare permanentemente ogni accordo metanifero con Israele, una volta che le malversazioni del 'clan' dei Mubarak siano provate al di là di ogni ragionevole dubbio e ogni responsabile, complice e facilitatore della 'connection' sia stato sottoposto a giudizio e condannato per le sue colpe.

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