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lunedì 28 maggio 2012

Abbasi: "Due nuove centrali nucleari per l'Iran presto si affiancheranno all'impianto in funzione a Bushehr!"

Nel corso di un'orazione tenuta presso la Facoltà di Fisica della capitale Teheran il Direttore dell'Organizzazione per l'Energia Nucleare Iraniana, Fereydoun Abbasi (sotto), ha dichiarato che la Repubblica Islamica desidera dotarsi nel prossimo futuro di due nuove installazioni nucleari per integrare ed espandere l'impianto attualmente in funzione a Bushehr. Il primo di questi impianti sorgerà sempre nella città costiera meridionale e in sostanza raddoppierà la potenza del reattore già esistente con un ulteriore gruppo da 1000 MW; la sua costruzione dovrebe cominciare entro il 2013.
Non é ancora stato annunciato invece il sito o la potenza del secondo impianto, che dovrebbe venire realizzato più avanti nel tempo. Abbasi invece ha annunciato che combustibile nucleare per il reattore sperimentale ad acqua pesante di Arak verrà caricato in esso entro il prossimo anno e che, confermando la propria autosufficienza nel controllo del ciclo del carburante, la Repubblica Islamica intende costruire nuovi impianti di ricerca del tipo "a piscina" che espanderanno e approfondiranno le proprie capacità di sperimentazione e creazione di isotopi radiologici per fini medici e industriali.
L'impianto nucleare di Bushehr, inaugurato nel settembre 2011 e collegato alla rete elettrica nazionale poco dopo ha immesso via via sempre più energia elettrica nel circuito di distribuzione nazionale ed é stato portato al massimo del suo output in diverse occasioni; attualmente sta lavorando a regime ridotto per permettere una serie di stime e di calcoli sulla sua efficienza e sicurezza.
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lunedì 12 marzo 2012

Cemento iraniano antisisma, rinforzato con quarzo e fibre, rende le installazioni nucleari resistenti alle più pesanti bombe Usa!


Mentre da parte sionista e americana continua imperterrita la propaganda bellicista riguardo all'eventualità di raid e bombardamenti contro il pacifico programma nucleare della Repubblica Islamica arriva da una fonte imprevista ma sicuramente attendibile un nuovo elemento che lancia l'ennesima ombra di dubbio sull'effettiva efficacia di attacchi aerei, per quanto ripetuti e profondi, contro le installazioni tecnologice di Teheran, soprattutto quelle sotterranee e fortificate.

Sul sito-web della 'Aggregate Research', branca tecnico-scientifica delle omonime 'Aggregate Industries' gruppo britannico dei materiali da costruzione é apparso un articolo valutativo che indica come in Iran, a causa della nota sismicità di alcune regioni del paese, sia prassi comune utilizzare un tipo di calcestruzzo del tutto particolare, frutto della ricerca nazionale sulla qualità e le proprietà dei materiali, rinforzato con polveri di quarzo e fibre, che lo rende di grado 'UHP' (Ultra-High Performance), più rigido rispetto alle sollecitazioni sussultorie e più elastico e in grado di trasmettere e disperdere energia rispetto a quelle ondulatorie.

Lo sviluppo di questo particolare tipo di cemento nazionale, a sua volta frutto delle sanzioni decretate contro la Repubblica Islamica dai paesi occidentali imperialisti, con ogni probabilità rende bunker e installazioni sotterranee iraniane molto più resistenti e imperive alle capacità deflagranti e penetrative anche delle più pesanti "bunker buster", né é il caso di dubitare che l'UHPC (Ultra High Performance Concrete) sia stato usato nelle installazioni nucleari, vista l'enorme diffusione del suo uso (anche le tubature dei collettori fognari sono realizzate in questo materiale in Iran) e la peculiare necessità di proteggere al massimo simili siti dagli effetti di sismi e terremoti.

Ancora una volta, le politiche inique e punitive dell'occidente arrogante contro l'Iran si sono trasformate in un boomerang, dando alla Repubblica Islamica un'arma in più per proteggersi contro i 'diktat' e le minacce di Washington e Tel Aviv.
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mercoledì 22 febbraio 2012

Salehi: "La Repubblica Islamica sta preparandosi autonomamente ad arricchire l'uranio al 20 per cento!"


Il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha dichiarato che la Repubblica Islamica é attualmente impegnata a dotarsi delle risorse e delle apparecchiature necessarie per portare il proprio controllo del ciclo dell'uranio completamente al livello del 20 per cento di arricchimento, incontrando un apprezzabile successo nello sforzo nonostante i tentativi delle arroganze potenze imperialiste istigate da Usa e Israele che vorrebbero frenare, sviare o distruggere i progressi di Teheran in questo delicato campo delle tecnologie avanzate.

Salehi nel suo intervento ha articolato che, essendo la capacità di arricchire l'uranio a tale livello considerata esclusivo appannaggio delle 'potenze nucleari conclamate' il Governo iraniano si aspetta una reazione ammirata e stupita da parte dell'Occidente. La decisione di spingere i propri sforzi nucleari in questo senso é venuta dalle difficoltà di ottenere, ai sensi del Trattato di Nonproliferazione Nucleare una fornitura di uranio arricchito al 20 per cento dalla IAEA, come sarebbe prerogativa di Teheran. A quel punto, di fronte alle neghittosità di una Agenzia Atomica evidentemente vittima dei 'diktat' americani e sionisti la Repubblica Islamica ha pensato bene che "Chi fa da sé fa per tre".

L'Iran aveva già mostrato la sua capacità di compiere significati passi avanti in totale autonomia nel suo programma nucleare lo scorso 15 febbraio, quando elementi di combustibile di totale produzione iraniana sono stati inseriti per la prima volta nel reattore nucleare sperimentale di Teheran, sotto il controllo attento di ispettori e inviati dell'Agenzia Atomica. Ovviamente rifornire di combustibile iraniano le strutture previste dall'ambizioso piano di sviluppo nucleare della Repubblica Islamica sarà un obiettivo realizzabile solo con un grande sforzo scientifico, tecnico e industriale.
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giovedì 16 febbraio 2012

Persino il 'bushevico' Bolton lo ammette: "Col controllo iraniano sul ciclo dell'uranio inutili persino i bombardamenti degli impianti!"


"Teheran sarà potenza nucleare!", questa, pronunciata con tutta la stizza e il rimorso che ci si aspetta da un sostenitore 'di tre cotte' dei sogni imperiali "Neocon", (trasformatisi poi in amari incubi nei sobborghi di Sadr City e Fallujah) e membro 'di sei cotte' della lobby filosionista che tiene in mano la politica Usa, é la amara conclusione tratta da John Bolton in coda al commento rilasciato alla notizia che l'Iran ha iniziato a inserire elementi nucleari di propria produzione nel reattore sperimentale della capitale e, con la messa in linea di nuove migliaia di centrifughe a esafluoruro ha praticamente in mano tutto il ciclo dell'arricchimento del carburante nucleare, a prescindere da accordi, forniture, contratti e altre simili pastoie.

L'Iran ha a disposizione giacimenti di uranio a Saghand, e a Gachin, nei pressi di Bandar Abbas, da cui stime di esperti cinesi hanno previsto che si possano estrarre, rispettivamente, 20 e 50 tonnellate di materiale per anno, più che a sufficienza per mantenere operativo un programma nucleare anche ambizioso come quello della Repubblica Islamica che vuole saggiamente risparmiare petrolio e gas per la lucrosa esportazione e risolvere con un mix di energia atomica e fonti rinnovabili le richieste del mercato interno.

Bolton, alfiere dell'intervento militare sempre e comunque, fa quasi tenerezza mentre, sconsolato, scuote la testa e, a spalle incurvate, muove la bocca sotto i candidi e folti baffoni da tricheco per pronunciare la seguente frase: "Anche se l'Iran venisse attaccato domani dubito che una campagna di bombardamenti possa riuscire a rompere il suo controllo del ciclo dell'uranio; sono conoscenze che, una volta acquisite, sono molto facili da replicare e conservare, il che é molto sfortunato". 'Sfortunato', aggiungiamo noi, per un imperialista fan di Israele, che, a fronte dei grandi passi in avanti fatti dalla Repubblica Islamica nel campo delle tecnologie più avanzate non potrà più raccontare la storiella dei 'musulmani arretrati'.

Cosa che ci farà estremamente piacere!
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Rybakov: "Inutili le sanzioni contro l'Iran, l'unica strada percorribile é quella di un serio negoziato!"



Il Viceministro russo per gli Esteri Sergei Rybakov ha dichiarato che, esattamente come previsto, le 'sanzioni' decretate da Usa e Occidente contro l'Iran "stanno avendo esattamente zero effetti" vista la mancata adesione dei paesi asiatici e sudamericani, persino di quelli, come Giappone e Sudkorea, tradizionalmente schierati su posizioni subservienti agli interessi Usa. Sono ormai finiti da molto i tempi in cui bastava l'interruzione dei traffici con Usa ed Europa occidentale a decretare la crisi e la povertà per un paese del Sud del Mondo, nel Ventunesimo Secolo, asiatico e multipolare, il commercio con l'Occidente imperialista ha molte e persino più vantaggiose alternative.

"L'approccio sanzionatorio é inutile e arrogante, quello che serve é un serio atteggiamento al tavolo della trattativa", ha dichiarato Rybakov, reiterando la posizione di Mosca che ritiene Teheran un fedele sottoscrittore del Tnp (al contrario dello 'stato-canaglia' israeliano, che detiene un arsenale atomico fuori da ogni controllo, la Repubblica Islamica si é impegnata a sviluppare l'atomo solo per le sue applicazioni civili). In una recente lettera inviata all'UE il Segretario del Supremo Consiglio Iraniano per la Sicurezza Nazionale, Saeed Jalili ha annunciato la volontà iraniana di sedersi nuovamente al tavolo negiziale con i rappresentanti del 5+1, i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania.

Ovviamente, Jalili ha anticipato che nessuno deve aspettarsi che l'Iran rinunci supinamente al suo diritto di sviluppo di un programma nucleare civile. Annunciando subito dopo la conclusione delle cerimonie per il 33esimo anniversario della Rivoluzione Islamica i progressi del programma nucleare nazionale le autorità iraniane hanno fatto inserire nel reattore nucleare sperimentale di Teheran i primi elementi di combustibile prodotti interamente nel paese, e hanno annunciato che 3000 nuove centrifughe a esafluoruro per l'arricchimento dell'uranio sono sul punto di venire attivate, aggiungendosi alle 9000 già in funzione.
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mercoledì 15 febbraio 2012

Il reattore nucleare sperimentale di Teheran caricato coi nuovi elementi combustibili di produzione iraniana!


Come annunciato pubblicamente pochi giorni orsono la Repubblica Islamica iraniana ha cominciato a mostrare a tutto il mondo, in primis agli osservatori dell'Agenzia Atomica Internazionale, il numero e la profondità dei suoi progressi nel campo delle tecnologie nucleari, che come firmatario del Trattato di Nonproliferazione essa é libera di perseguire nel novero delle applicazioni civili: industriali, energetiche, mediche e così via. Con una cerimonia cui hanno partecipato il Presidente Ahmadinejad, il Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi e Fereydoun Abbasi, capo dell'Agenzia atomica nazionale, nuovi elementi combustibili sono stati caricati oggi nel reattore di ricerca dell'Università di Teheran.

La grande novità sta nel fatto gli elementi in questione sono i primi prodotti autonomamente dal programma nucleare di Teheran , segno che ben presto la Repubblica Iraniana potrebbe diventare totalmente autosufficiente per le proprie necessità nucleari: finora il reattore di ricerca veniva alimentato con 'lingotti' di una partita argentina, peraltro ormai in via di esaurimento. La capacità di estrarre e raffinare il proprio uranio darebbe al programma iraniano un carattere di autosufficienza del tutto inedito, finora soltanto Cina e Russia tra i paesi nucleari sono in grado di evitare di importare uranio, persino gli Usa, che pure ne hanno a disposizione giacimenti in Alaska e sulle MOntagne Rocciose, hanno talmente tanti impianti da dover importare carburante nucleare dall'Africa e dall'Asia Centrale.

In una notizia correlata, Ahmadinejad ha anche annunciato che presto alle 9.000 già attive a pieno regime si aggiungeranno altre 3.000 centrifughe ad esafluoruro di uranio per la raffinazione e l'arricchimento a tempo di record di quantità di uranio ancora più imponenti.
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domenica 12 febbraio 2012

Ahmadinejad dichiara: "Presto il mondo vedrà il numero e la portata dei nostri progressi nel campo nucleare!"


Il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad parlando in occasione delle celebrazioni ufficiali per il 33esimo anniversario della Rivoluzione che cacciò l'autocrate amico di Usa e Israele Reza Palhevi ha ufficialmente annunciato che 'presto' verranno svelati "I notevoli passi avanti fatti dall'Iran nel campo delle tecnologie nucleari", progressi ottenuti nonostante le pressioni, le sanzioni e persino gli attentati assassini sponsorizzati dalle potenze imperialiste contro il programma nucleare nazionale.

"Hanno provato in ogni modo a limitare il nostro progresso in questo campo" ha dichiarato il Presidente Ahmadinejad, sottolineando come l'Iran potenza nucleare, l'Iran maggiore economia del Medio Oriente, l'Iran potenza aerospaziale, smentisce la vulgata imperialista che vorrebbe il progresso scientifico e tecnologico e la crescita economica dei paesi musulmani subordinate alla sottomissione al modello occidentale e al 'riconoscimento' e ai 'buoni rapporti' con gli invasori sionisti della Palestina. L'Iran é una minaccia perché smentisce tutto questo, non solo non riconosce 'Israele' e non ha alcuna intenzione di adottare gli schemi di pensiero e di comportamento occidentali, ma ha costruito la sua ricchiezza e il suo progresso contando solo sulle proprie forze e su un modello di società innovativo e autonomo: quello della Rivoluzione Islamica khomeinista.

L'Iran é firmatario e sostenitore del Trattato di Nonproliferazione Nucleare e ha ripetutamente invitato gli ispettori dell'Agenzia atomica internazionale a visitare le sue installazioni nucleari, dove non sono state rilevate tracce o indicatori di altri usi delle apparecchiature o delle risorse che non fossero collegati ai campi civili, medici ed energetici.
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venerdì 9 settembre 2011

La centrale nucleare di Bushehr é attiva! La Repubblica Islamica é ufficialmente una potenza nucleare


La prima centrale nucleare iraniana é stata collegata negli scorsi giorni alla rete energetica nazionale, nella quale ha iniziato a riversare i primi MegaWatt di elettricità generata attraverso la fissione nucleare controllata; secondo i dati e i comunicati rilasciati dall'Agenzia per l'Energia atomica della Repubblica islamica dell'Iran l'impianto di Bushehr nelle prime giornate di operatività sta venendo tenuto attorno al 5% dell'output massimo previsto (1000 MW), seguendo un programma di aumenti e incrementi graduali che dovrebbero portarla oltre il trenta per cento lunedì prossimo quando, alla presenza di un vasto parterre di autorità locali e del Ministro dell'Energia russo Sergej Shmatko, una cerimonia ufficiale sancirà a tutti gli effetti l'ingresso di Teheran nel club nucleare.

Negli anni passati già il confinante Pachistan si era dotato di impianti atomici, che però nel suo caso erano legati alla produzione di materiale fissile per il suo programma di armamenti nucleari, mentre, come affermato più volte dal Governo iraniano e verificato finora dagli ispettori dell'IAEA il programma energetico di Teheran é unicamente civile e volto a liberare il massimo di risorse petrolifere e di gas naturale per l'esportazione, senza doverne trattenere quote per la produzione di energia elettrica. La costruzione di impianti atomici civili era un vecchio "pallino" dello Shah, ma c'é voluta la dedizione e la costanza dell'Iran post-rivoluzionario per trasformare la cosa in una vera e propria epopea nazionale che, a fianco dell'aiuto e della cooperazione straniera (russa, in questo caso) ha visto entrare in gioco una quota sempre più significativa di know-how, conoscenze e tecnologie nazionali, nella cornice dell'autonomia e dell'autosufficienza tecnica e scientifica.

"Scienziati e tecnici iraniani" ha dichiarato il Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi in una conferenza stampa tenutasi ieri "hanno avuto modo di mettere a confronto le loro esperienze maturate negli studi e nelle specializzazioni in università europee, russe, asiatiche e americane, riuscendo letteralmente a beneficiare del 'meglio di molti mondi' nei loro sforzi per dotare la loro patria del più avanzato ed efficiente programma nucleare possibile". Salehi ha anche rimarcato come, oltre agli immediati risultati nella produzione di elettricità e nel risparmio di risorse fossili, il programma atomico iraniano avrà importanti ricadute anche nei campi medico, industriale e agricolo.
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sabato 25 giugno 2011

L'Iran scopre un nuovo enorme deposito di gas condensato e greggio a Est di Assalouyeh!


Secondo quanto riportato dal Direttore per le Esplorazioni della Compagnia Nazionale Iraniana per gli Idrocarburi Mahmoud Mohaddes le prime indagini sismologiche condotte a Est di Assalouyeh, nella provincia meridionale di Hormuzgan hanno indicato che il volume di riserve di greggio e gas condensato eccede di molto anche le più ottimistiche previsioni.

Numeri e cifre precisi saranno diffuse nel prossimo futuro, ma si pensa di poter parlare di un "tesoro" da oltre cinquanta miliardi di dollari secondo i prezzi attuali di gas e petrolio. Prima di questa scoperta alla Repubblica Iranian venivano accreditate riserve per 137 miliardi di barili di greggio e 29610 miliardi di metri cubici di gas naturale.

Ovviamente siamo certi che la scoperta di risorse tanto ingenti spronerà ancora di più Teheran a potenziare i settori dell'energia nucleare e delle energie rinnovabili, in maniera da poter esportare la massima quantità possibile di idrocarburi.
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