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venerdì 19 ottobre 2018

Compagnia iraniana costruirà in Siria una centrale elettrica da 540 MW!!

La Repubblica Islamica dell'Iran non é solamente il faro 'ideologico' dell'Asse della Resistenza, ma é anche il 'volano' di sviluppo economico, progresso tecnologico e rappresenta un chiaro esempio di autonomia, indipendenza, sovranità, a cui guardano con speranza i popoli di Irak, Siria, Libano e persino Pachistan e Afghanistan.

Nella giornata di ieri la Guida Suprema della Rivoluzione, Ayatollah Ali Khamenei ha visitato le officine della MAPNA/TUGA, sussidiaria del conglomerato nato nel 1993, specializzata nella costruzione di turbine avanzate.

lunedì 13 agosto 2018

Accordo tra Russia, Iran, Azerbaigian, Kazakhstan e Turkmenistan per lo status del Mar Caspio!

Dopo vent'anni di stasi gli stati litoranei del Mar Caspio: Russia, Iran, Kazakhstan, Turkmenistan e Azerbaigian hanno finalmente siglato un accordo per la determinazione dei rispettivi confini marittimi, per lo sfruttamento delle risorse del Mare e per la proibizione di qualunque schieramento di forze militari che non appartengano ai paesi in questione.

sabato 24 giugno 2017

Iniziano le esportazioni di gas naturale iraniano verso l'Irak! Anche questa é una sconfitta per l'ISIS e per i suoi burattinai!

Il Viceministro Iraniano per gli Idrocarburi, Amirhoseein Zamaninia ha dichiarato che l'esportazione di gas metano verso l'Irak ha ripreso il suo corso in data mercoledì 21 giugno; il volume dell'esportazione, inizialmente pari a sette milioni di metri cubi, raggiungerà presto il livello di trentacinque milioni.

Può sembrare 'buffo' che l'Iran esporti gas metano verso l'Irak, paese a sua volta ricchissimo di petrolio, ma, a differenza del petrolio, il gas può venire immediatamente bruciato in centrali elettriche per la generazione di energia elettrica o usato per scopi domestici, con una flessibilità d'uso incredbilmente maggiore.

sabato 11 giugno 2016

Truppe siriane conquistano il crocevia di Sfaiyeh, bombardamenti distruggono gli ultimi avamposti dell'ISIS attorno Tabqa!

Dopo la liberazione dei campi gasiferi di Al-Resafeh le forze siriane e russe stanno iniziando le operazioni preliminari per la liberazione della base di Tabqa; fin dall'alba dozzine e dozzine di attacchi aerei hanno martellato le ultime posizioni dell'ISIS.

Il Crocevia di Sfaiyeh é stato conquistato dalle truppe siriane questa stessa mattina e due posti di blocco del Daash sulla strada per Tabqa sono stati distrutti. Anche diversi veicoli motorizzati colti all'aperto sono stati cannoneggiati e distrutti.

venerdì 10 giugno 2016

Liberati i campi gasiferi di Al-Resafeh! Ormai mancano meno di 10 Km alla base aerea di Tabqa!

Possiamo comunicare con certezza che le forze combinate della Brigata Falchi del Deserto (la milizia della Famiglia Jaber) e i fanti di marina della Mughawayr al-Bahr sono riuscite a scacciare i terroristi dell'ISIS dai campi gasiferi di Al-Resafeh.

Questo é il più importante risultato dell'avanzata sulla direttrice Ithriyah-Raqqa dall'inizio dell'offensiva siriana e conferma come ormai il sistema difensivo dei terroristi takfiri sia completamente in crisi, surclassato dalla mobilità e dalla potenza di fuoco della task force mobilitata nella provincia dal Governo siriano.

martedì 1 settembre 2015

La Repubblica Islamica alla ricerca di sistemi per il riutilizzo del gas naturale residuo dalle estrazioni petrolifere!

Secondo dati recenti la Repubblica Islamica dell'Iran brucia ogni anno 10 miliardi e mezzo di gas naturale residuo dalle operazioni di estrazione petrolifera. Il greggio, infatti, esce dai pozzi mescolato ad acqua e a gas metano e se una parte di questa miscela viene re-iniettata nel pozzo per facilitare l'estrazione di ulteriore petrolio un'altra, spesso considerevole parte, viene bruciata ("flaring gas").
La distruzione di questo gas, oltre a essere uno spreco, costituisce anche un fattore di inquinamento; infatti le zone in cui da più tempo in Iran si estrae petrolio con questi sistemi hanno anche alti tassi di inquinamento atmosferico da residui di idrocarburi. Solo Russia e Nigeria, rispettivamente con 35 miliardi e 15 miliardi di metri cubi l'anno, distruggono più 'flaring gas' dell'Iran; Irak (10,4 miliardi di metri cubi), Usa (5 miliardi) e Algeria (4,9 miliardi) seguono in questa classifica.

giovedì 28 maggio 2015

Accordo da 14 miliardi di dollari tra la compagnia russa Rosneft e il Venezuela di Maduro!

Al termine di lunghe trattative tenutesi nella capitale Caracas i Presidenti della "Petroleos de Venezuela" Eulogio Del Pino e del gigante russo degli idrocarburi 'Rosneft', Igor Sechin hanno siglato un accordo del valore di 14 miliardi di dollari Usa che mira a far raddoppiare in pochi anni l'output estrattivo del greggio venezolano.

La vastissima piattaforma di investimenti coinvolgerà anche l'ambito del gas naturale e della raffinazione permettendo al Venezuela di diventare completamente autonomo per i bisogni di derivati del petrolio e di proporsi come grande player nel mercato del metano.

giovedì 20 novembre 2014

Il Capo di Stato Maggiore siriano visita il Colonnello Tigre e gli uomini che hanno cacciato l'ISIS dai pozzi di petrolio e gas!!

Il Generale Ali ‘Abdullah Ayyoob, promosso Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Siriano quando il Generale Al-Furaji divenne Ministro della Difesa (in seguito al martirio di Dawoud Rahjia) si é recato a visitare le posizioni tra Homs e Palmyra, dove il Colonnello 'Tigre' Souhail Hassan e i suoi uomini hanno cacciato i takfiri dell'ISIS dagli importanti pozzi di gas metano e petrolio.

Ayyoob, fedele alla sua immagine pacata e riflessiva, che lo fa sembrare un professore di scuola o un burocrate piuttosto che un uomo d'armi, si é fatto condurre in ogni zona dei campi petroliferi e metaniferi, ha subissato di domande i suoi anfitrioni, ha voluto conoscere ogni dettaglio tecnico e tattico delle operazioni; non dubitiamo che abbia trattenuto ogni briciolo di informazione ricevuta nella sua mente e che una volta tornato a Damasco abbia iniziato, su quella base, a stilare memoranda e protocolli operativi da inviare ad altri comandanti impegnati in operazioni simili.

Al di là della zona di Al-Shaar i combattimenti coi fanatici dell'ISIS continuano, con le forze siriane che fanno valere tutta la loro superiorità in fatto di potenza di fuoco e supporto aereo; soltanto negli ultimi due giorni almeno 190 uomini del cosiddetto 'califfato' sono stati eliminati dalle truppe di Assad.


venerdì 24 ottobre 2014

Khamenei ammonisce: la Repubblica Islamica deve contare sullo sviluppo scientifico e tecnico più che sul petrolio!

"Contare più sulle forze interne, sulla conoscenza, sulla tecnica, sulla ricerca, piuttosto che sulle entrate garantite dall'esportazione di greggio e metano"; questo il monito lanciato dalla Guida Suprema della Rivoluzione, Ayatollah Ali Khamenei alla platea di giovani "quadri" che lo ascoltavano avantieri a Teheran.

Consapevole di rivolgersi alla futura classe dirigente del paese l'Ayatollah Khamenei ha portato l'esempio di "quegli stati" (chiaro riferimento a Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi...) che, puntando tutto sui proventi petroliferi, si ritrovano ostaggio dei capricci del mercato e delle potenze imperialiste.

L'Iran, importantissimo esportatore di petrolio e gas, ha sempre cercato di investire la ricchezza derivante da essi per ottenere invece sempre maggiore autonomia e indipendenza dal mondo esterno, diventando anzi esso stesso un esportatore di tecnologie e know-how. "Talento, Pazienza, Perseveranza costituiscono i tre punti cardinali di una leadership forte, che deve puntare sul progresso scientifico e tecnico della nazione".

Nell'ultimo anno l'Iran ha prodotto oltre 17.000 paper scientifici, con un incremento del 20 per cento rispetto ad anni recenti, letteralmente surclassando la produzione di documenti di ricerca dell'entità sionista di occupazione, che ne ha pubblicati solamente 10000.

domenica 12 ottobre 2014

Russia e Iran progettano una banca comune dove trattare esclusivamente in rubli e rial!!

Un nuovo importantissimo passo nella cooperazione bilaterale Mosca-Teheran si avrà con la prossima fondazione di una banca russo-iraniana che i due paesi useranno per condurre commerci e iniziative comuni bypassando totalmente la necessità di appoggiarsi a istituti di credito terzi o di dover utilizzare valute di paesi ostili come Usa, Gb e UE.

Dopo gli annunci e gli incontri recenti Putin e Rohani si sono convinti di dover intensificare al massimo i rapporti economici e commerciali tra i loro paesi per evitare le conseguenze delle ipocrite e inique 'sanzioni' decretate per ordine di Obama dai suoi lacché occidentali.

Usando esclusivamente rubli e rial in una banca russo-iraniana del tutto scollegata dal sistema finanziario internazionale Mosca e Teheran riusciranno a ottenere enormi vantaggi e a dimostrare nei fatti come l'era delle sanzioni unipolari, con cui -tanto per dirne una- l'Occidente é riuscito a uccidere milioni di irakeni negli anni '90 é definitivamente tramontata.

giovedì 2 ottobre 2014

Rohani avverte, nessuno in Europa pensi di sostituire il gas russo con quello iraniano, in caso di blocco delle forniture!

Il Presidente iraniano Rohani, la cui elezione, lo ricordiamo bene, era stata salutata da sionisti e filoamericani come una 'vittoria', nell'illusione che il nuovo leader si rivelasse più "morbido" del predecessore Ahmadinejahd, ha assestato un uno-due micidiale alle inconfessate speranze UE di trovare in Teheran un comodo 'sostituto' per le forniture di gas naturale nel caso che su ordine di Putin la Gazprom decida di chiudere i rubinetti del metano verso l'Europa, fantoccio e burattino di Washington.

"Non saremo una comoda alternativa alle esportazioni di gas russo nel caso che queste cessino verso l'Europa, anzi, siamo pronti a fornire ogni aiuto a Mosca nell'affrontare le ingiuste sanzioni emesse da Bruxelles, già tra pochi mesi, appena saranno finalizzati gli accordi, i cittadini russi troveranno molti prodotti iraniani in vendita nel loro paese".

La cooperazione Russia-Iran é sempre più attiva e intensa; evidentemente nei recenti incontri e  dialoghi il Presidente Putin ha fatto presente che Teheran può aspettarsi da Mosca molto più (in termini di tecnologia energetica, militare, nucleare...)

martedì 30 settembre 2014

L'Asse russo-iraniano prevale al meeting di Astrakhan sullo status del Mar Caspio!

Il vertice di Astrakhan tra i paesi che si affacciano sul Mar Caspio ha segnato una importante affermazione delle posizioni portate avanti congiuntamente da Repubblica Islamica Iraniana e Federazione Russa. La più importante questione da dirimere sullo status del grade bacino salato é quella se esso debba venire giuridicamente considerato un mare interno o un lago. "Che cosa cambia a seconda di ciò?" potrebbero domandarsi i nostri lettori: ebbene, se il Caspio fosse considerato un 'Mare', le grandi risorse che esso cela sarebbero sfruttabili dai rispettivi paesi littoranei in proporzione all'estensione delle loro coste.

Appassionato (per evidenti motivi d'interesse) "sostenitore" di questa linea é il Kazakhstan, che si ritrova con l'estensione costiera massima e vorrebbe quindi avere diritto al massimo di sfruttamento dei bacini energetici presenti sotto le verdi acque del Caspio. D'altra parte, se invece esso venisse definito 'Lago' secondo le norme internazionali lo sfruttamento dovrebbe essere attribuito a quote paritarie tra tutti gli Stati littoranei, quindi, essendo questi cinque, il 20 per cento di petrolio e gas a ciascuno.

Questo causa anche 'alleanze' strane come quella tra Iran e Azerbaijan; pur essendo quest'ultimo un paese schierato con Usa e Israele (vedi la recente querelle del drone lanciato sull'Iran da una base aerea azera), Baku avrebbe tutto l'interesse a poter sfruttare un quinto del bacino del Caspio, pur avendo una piccolissima costa che le garantisce l'accesso alle sue acque.

Per la Russia, invece, la preoccupazione principale non é tanto lo sfruttamento delle pur importanti risorse naturali, quanto la sicurezza che dal bacino del Caspio non possano arrivare minacce militari ai suoi confini: se il Caspio fosse un 'Mare', sulla sua superficie varrebbe il diritto di navigazione e agli Usa basterebbe corrompere qualche politico azero (o magari fare entrare l'Azerbaijan nella NATO) per avere una comoda base navale puntata al cuore asiatico della Russia, all'Heartland geostrategico.

Per questo motivo Vladimir Putin é più che felice di rinunciare a qualche milione di barili di greggio e qualche miliardo di metri cubi di gas naturale per sostenere con Teheran la linea "Mar Caspio uguale Lago", linea che sembra avviata ad affermarsi e potrebbe venire ratificata ufficialmente già dal prossimo meeting che si terrà in Kazakhstan; starà alle diplomazie russa e iraniana di lenire la delusione di Astana promettendo ai Kazaki investimenti e sviluppo dei rapporti economici nell'ambito dell'SCO o dell'Unione Eurasiatica.

domenica 28 settembre 2014

Il Presidente iraniano Rohani partecipa ad Astrakhan al summit degli Stati affacciati sul Mar Caspio!

Il Presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani é sbarcato ad Astrakhan, la città sul Volga, per rappresentare il suo paese al 4o summit degli Stati litorali del Mar Caspio che si svolgerà domani; Rohani é decollato da New York, dove si trovava per la sessantanovesima cerimonia di apertura dei lavori annuali dell'ONU.

Oltre alla Repubblica Islamica e alla Repubblica Federale Russa partecipano al meeting Kazakhstan, Azerbaijan e Turkmenistan. Il terzo summit relativo si era tenuto a Baku, in Azerbaijan, a novembre 2013.

Il Mar Caspio, variamente considerato come il lago più grande del mondo o come un vero e proprio mare interno, é una zona climaticamente delicata, che tuttavia conserva grandi risorse di gas naturale; una accurata politica di protezione della sua unicità ambientale e di sfruttamento responsabile e sostenibile delle sue ricchezze é una necessità, soprattutto visto che quasi tutti i paesi che vi si affacciano sono ultimamente in fase di rapida crescita economica.

domenica 27 luglio 2014

L'Esercito siriano caccia gli ultimi militanti takfiri dal campo metanifero di Shaar!!

Dopo il massiccio attacco del 19 luglio scorso ci sono voluti sette giorni di intensi combattimenti ma finalmente le truppe del Presidente Assad hanno ristabilito il pieno controllo sul campo metanifero di Shaar e la produzione sarà ripresa immediatamente appena le unità speciali degli artificieri avranno finito la ricognizione dei siti per trovare e disinnescare eventuali mine ed esplosivi.

L'azione dei takfiri dell'ISIL contro la località di estrazione del gas naturale é stato uno dei mille 'fuochi di paglia' che i media occidentali manipolati hanno cercato di ingigantire per dare l'impressione di un 'risorgimento' delle fortune dei terroristi in Siria in realtà ormai fuori da ogni possibilità di stabilire un saldo controllo sul paese.

Si calcola che siano stati circa un centinaio i terroristi wahabiti eliminati nell'operazione.

domenica 25 maggio 2014

E' arrivata la temuta Crisi Istituzionale! Michel Sleiman lascia la sua poltrona senza un successore!

Come prevedevamo con facile profezia, il mandato presidenziale di Michel Sleiman é scaduto senza che il Parlamento in seduta plenaria sia riuscito a indicare un successore alla sua alta carica: da questo momento il Paese dei Cedri é ufficialmente in Crisi Istituzionale e nessun provvedimento o azione governativa o amministrativa sarà più possibile prima che un nuovo Capo dello Stato venga indicato.

Fonti a noi vicine ci rassicurano che l'ostinazione dell'Alleanza 14 Marzo a non voler sostenere Michel Aoun come Presidente é causata dal timore che, nel suo ruolo di possibile presidente Aoun permetta lo sviluppo e l'estrazione dei ricchi giacimenti di gas naturale che si trovano al largo del Libano coinvolgendo ditte iraniane e tagliando fuori i giganti dell'energia occidentali, specie la francese Total.

Per la libertà, l'autonomia e l'autodeterminazione del popolo libanese e per un'equa e giusta distribuzione dei ricavi delle sue risorse naturali ci auguriamo che lo stallo istituzionale serva a convincere gli indecisi e a portare finalmente l'Ex-generale dell'LMP alla poltrona della Baabda.

mercoledì 13 febbraio 2013

Accordi bilaterali a Mosca per l'intensificarsi dei rapporti economico-energetici tra Russia e Iran: in vista una nuova centrale nucleare!


Alla conclusione del Decimo Meeting della Commissione Economica Congiunta Russo-Iraniana il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica Ali Akbar Salehi, ospite a Mosca, ha siglato insieme al suo collega Ministro dell'Energia Aleksandr Novak un memorandum per l'intensificazione dei rapporti tra i due paesi nel campo del petrolio, del metano, dell'industria petrolchimica, dell'elettricità, dell'acqua e del nucleare.
Ed é soprattutto sotto questo aspetto che si attendono i più grandi sviluppi, con l'inizio dei lavori di costruzione di una nuova centrale nucleare con know-how russo in Iran, dopo quella di Bushehr, che genera tranquillamente da molto tempo i suoi 1000 MW di corrente. L'accordo iniziale Russo-Iraniano prevedeva di costruire impianti per un totale di 5000 MW di energia termonucleare, il che significa che centrali per altri 4000 MW vanno ancora edificate.

Gli iraniani vogliono aggiungere al loro paniere energetico quanto prima "almeno" 20000 MW di energia atomica, affiancando agli impianti costruiti insieme ai russi altre centrali di progettazione e realizzazione nazionale. Inoltre gli accordi siglati a Mosca permetteranno a compagnie petrolifere russe di sviluppare progetti su campi petroliferi e metaniferi iraniani.
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sabato 19 maggio 2012

Il campo petrolifero iraniano di Sardar e-Jangal contiene greggio pesante senza la minima traccia di zolfo!

Importante annuncio del Ministro del Petrolio e degli Idrocarburi della Repubblica Islamica Rostam Qasemi, che ha rivelato nuovi dettagli sul giacimento petrolifero di Sardar e-Jangal, scoperto lo scorso dicembre sul fondo del Mar Caspio grazie all'impiego della piattaforma di trivellazione semi-sommergibile "Amir Kabir" (foto sopra), punta di diamante degli equipaggiamenti di prospezione impiegati da Ingegneri e Geologi iraniani nella ricerca di nuove fonti di idrocarburi per l'industria petrolifera e metanifera nazionale.
"Il greggio del campo petrolifero di Sardar e-Jangal si situa tra 40 e 45 lungo l'indice di pesantezza dell'American Petroleum Institute, nel pieno della fascia di più alta qualità, che riesce a spuntare i prezzi più alti sul mercato internazionale; inoltre, possiamo affermare con certezza che, al contrario di quanto era apparso da alcune prime valutazioni, il pretrolio di questo giacimento é 'dolce', non contaminato da zolfo o da composti solforosi". L'annuncio é molto importante visto che il greggio 'amaro' -quello cioé che risulta contaminato da tracce di zolfo- é difficile e costoso da raffinare e viene solitamente usato per la meno redditizia produzione di gasolio e altri oli combustibili pesanti.
Sardar e-Jangal dovrebbe contenere tra gli otto e i dieci miliardi di barili di greggio, ma le prospezioni sono ancora in corso e potrebbero riservare nuove, gradite sorprese; oltre al greggio il giacimento dovrebbe contenere tra i 18 e i 20 mila miliardi di metri cubi di gas naturale. Queste importantissime risorse, inoltre, si troverebbero completamente entro la fascia di acque territoriali iraniane e risulterebbero perciò esclusiva proprietà della Repubblica islamica. L'Iran annualmente esporta 150 miliardi di barili di petrolio e 33 mila miliardi di metri cubi di metano.
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domenica 13 maggio 2012

La Repubblica Islamica corregge le stime: sono 8,6 miliardi di metri cubi le riserve di metano trovate a Kish!

Recenti operazioni ispettive nel campo metanifero di Kish, nel Golfo Persico, hanno confermato come la precedente stima delle sue riserve di gas naturale, stimate a 5,5 miliardi di metri cubi di metano, erano errate per difetto; secondo quanto rivelato dall'Agenzia Stampa Mehr negli scorsi giorni Kish conterrebbe 'almeno' 8,6 miliardi di metri cubi di metano.

La Compagnia Nazionale Iraniana per gli Idrocarburi, comunque, ha annunciato che sono in corso altri rilevamenti per accertare se anche la nuova stima debba essere corretta al rialzo o se esistano nei pressi altri giacimenti di gas.
Il campo metanifero di Kish, indicato in rosso presso l'isola omonima.
 Il Vicedirettore della Compagnia Nazionale Trivellazioni, Mehran Makvandi, ha dichiarato che a questo fine un totale lineare di 60 km di trivellazioni saranno portate a termine nella zona di Kish. Il Ministro degli Idrocarburi Rostam Qasemi recentemente ha dichiarato che entro la fine dell'anno, una volta terminate ispezioni e valutazioni, sarà possibile iniziare le operazioni di sfruttamento, garantendo alla Repubblica Islamica un considerevole rafforzamento delle sue esportazioni di gas metano.

Oltre agli 8,6 miliardi di metri cubi di metano Kish dovrebbe contenere anche 514 milioni di barili di condensati. Le operazioni di esplorazione e preparazione del giacimento per l'estrazione sono iniziate a fine 2007. Le scoperte recenti rafforzano la posizione iraniana come secondo stato al mondo con le più grandi riserve di gas metano dopo la Russia.

Ogni giorno l'Iran estrale 554 milioni di metri cubi di metano, secondo le cifre rese a febbraio dal Portavoce della Compagnia Nazionale Iraniana Majib Boujarzadeh. Nel corso del 2011 l'Iran ha esportato 7,6 miliardi di metri cubi di gas naturale, con una crescita del 10,5 per cento rispetto al 2010.
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martedì 19 luglio 2011

Hezbollah mette in guardia il regime sionista: "Giù le mani dal gas libanese!"


"All'entità sionista non permetteremo di fare nemmeno un buco profondo un metro nei nostri fondali se la questione dei confini marittimi non verrà risolta secondo le consuetudini della Giurisprudenza Internazionale", ha dichiarato il capo della delegazione parlamentare di Hezbollah alla Camera libanese, Mohammed Raad (foto sotto), ai microfoni dell'Agence France Presse. Da vero stato-fuorilegge qual'é Israele non ha mai comunicato con precisione i suoi confini marittimi, nella speranza di poterli allargare a piacimento con le proprie campagne di aggressione militare e la copertura ipocrita e codarda degli Usa; adesso che sotto il Mediterraneo orientale sono stati scoperti vasti giacimenti di gas e deposti meno consistenti di greggio, Tel Aviv cerca di approfittarne stringendo accordi truffaldini per iniziare lo sfruttamento di tali risorse anche nelle zone di pertinenza dell'Autorità Palestinese e del Libano, sperando di creare un 'fatto compiuto'.

Ai piani sionisti, che avrebbero trovato un assenso accomodante a Beirut se fosse rimasto al potere Saad Hariri, l'imbelle Renzo Bossi libanese, si é invece opposto decisamente l'esecutivo Mikati, della cui maggioranza parlamentare Hezbollah costituisce una delle forze di riferimento. Raad ha dichiarato che la sovranità libanese sulle risorse naturali della regione non verrà mai abdicata. La controversia ha avuto inizio ai primi di luglio quando il regime sionsita ha svelato un piano di spartizione delle risorse che confligge in pieno con il Diritto internazionale riconosciuto e che il Libano ha denunciato come 'lesivo della sicurezza e della dignità nazionale'.

Gebran Bassil (sopra), Ministro dell'Energia e delle Acque (gabinetto studiato ad hoc dal lungimirante Mikati), ha confermato come Beirut difenderà "con ogni mezzo" le spettanze libanese riguardo a confini marittimi, territoriali, aerei e risorse minerarie e petrolifere. Proprio in questi giorni ricorre il quinto anniversario dell'ultima invasione sionista del Libano, consumatasi nel 2006 e punteggiata da bombardamenti terroristici contro obiettivi civili anche molto distanti dalla zona dei combattimenti, nonostante i quali, tuttavia, le forze della Resistenza sono riuscite a mettere alle corde gli aggressori sionisti facendoli tornare con la coda tra le gambe oltre il confine che avevano violato con incosciente leggerezza.
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sabato 25 giugno 2011

L'Iran scopre un nuovo enorme deposito di gas condensato e greggio a Est di Assalouyeh!


Secondo quanto riportato dal Direttore per le Esplorazioni della Compagnia Nazionale Iraniana per gli Idrocarburi Mahmoud Mohaddes le prime indagini sismologiche condotte a Est di Assalouyeh, nella provincia meridionale di Hormuzgan hanno indicato che il volume di riserve di greggio e gas condensato eccede di molto anche le più ottimistiche previsioni.

Numeri e cifre precisi saranno diffuse nel prossimo futuro, ma si pensa di poter parlare di un "tesoro" da oltre cinquanta miliardi di dollari secondo i prezzi attuali di gas e petrolio. Prima di questa scoperta alla Repubblica Iranian venivano accreditate riserve per 137 miliardi di barili di greggio e 29610 miliardi di metri cubici di gas naturale.

Ovviamente siamo certi che la scoperta di risorse tanto ingenti spronerà ancora di più Teheran a potenziare i settori dell'energia nucleare e delle energie rinnovabili, in maniera da poter esportare la massima quantità possibile di idrocarburi.
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