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mercoledì 7 novembre 2018
Dopo dieci anni di invalidità combattente iraniano ferito in azione contro i takfiri di Jundullah al soldo degli Usa raggiunge il martirio!
"MIO PADRE E' DIVENTATO MARTIRE"
In questo modo la figlia di Nor Khoda Mosavi ha dato oggi l'annuncio del martirio del padre, che dieci anni fa era rimasto ferito in un conflitto a fuoco con il gruppo terroristico takfiri "Jundullah", di cui era fondatore e capo Abdolmalek Righi.
Righi venne poi arrestato in una speciale operazione dei "soldati invisibili dell'Imam" nel 2010, quando l'aereo sul quale viaggiava dagli Emirati Arabi diretto in Khirghistan venne intercettato e fatto atterrare in Iran. In seguito venne processato per i numerosi crimini commessi dal gruppo terroristico del quale era alla guida, e quindi condannato e giustiziato.
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martedì 26 giugno 2012
I Curdi, eterni traditori, hanno trasformato la loro 'provincia autonoma' in una dependance del Mossad!

Questo fatto, che conferma come non vi sia limite alla capacità dei Curdi di vendersi e tradire, permette di capire come siano stati organizzati, anche di recente, gli attentati omicidi contro gli scienziati e i tecnici iraniani coinvolti nel pacifico programma nucleare di Teheran, in particolare quelli del 2010 e del 2012, i cui autori materiali, però sono stati efficientemente scoperti ed arrestati dalle forze di sicurezza iraniane. Secondo quanto riportato dal sito "Fardanews.com" i sionisti avrebbero a disposizione "persino una base con strutture militari" in territorio 'autonomo' curdo.
"Grazie alla cooperazione di cani e traditori il regime ebraico che occupa la Palestina ha a disposizione suolo confinante con la nostra sacra repubblica e lo usa per preparare sempre nuove minacce e attacchi sempre più malvagi contro il nostro popolo e le sue istituzioni rivoluzionarie", ha denunciato Heydar Moslehi, accudando Massoud e Mansour Barzani, leader curdi (nonché rispettivamente padre e figlio) di "ricevere regolarmente visite da emissari di Tel Aviv, appartenenti al Mossae e alle forze armate sioniste".
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martedì 19 giugno 2012
Il Ministro dell'Intelligence Moslehi: "Almeno venti le persone arrestate per gli attentati omicidi contro il programma nucleare iraniano!"

Il parlamentare Mohammad Esmaeili, commentando l'annuncio di Moslehi, ha dichiarato come la risposta delle forze di sicurezza iraniane e i risultati che essa ha saputo raggiungere, dimostrano l'alto grado di efficienza del comparto di intelligence della Repubblica Islamica e l'inutilità degli sforzi imperialisti e sionisti di colpire il suo programma atomico attraverso gli attentati e gli omicidi, tanto più che a ogni episodio del genere le facoltà di Ingegneria Nucleare delle maggiori università iraniane hanno sempre registrato un picco di iscrizioni.
Intanto a Mosca si sono aperti i lavori del nuovo "round" di trattative tra l'Iran e i rappresentanti del 5+1 (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più Germania) e già si segnala la buona volontà dei rappresentanti iraniani e degli ospiti russi di portare la trattativa sullo sviluppo del programma nucleare di Teheran fuori dalla secche in cui l'avevano incagliata (nel corso degli ultimi colloqui di Bagdad), l'irragionevolezza e l'unilateralismo americano e anglo-francese.
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domenica 17 giugno 2012
La Guardia Rivoluzionaria iraniana si congratula per l'arresto degli assassini al soldo del Mossad!



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venerdì 15 giugno 2012
Arrestati in Iran gli autori materiali degli assassinii di Shahriari e Roshan, agenti del Mossad coinvolti nel complotto!



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lunedì 7 maggio 2012
Israele si é alleato con i trafficanti di eroina e oppio per assassinare il manager nucleare Roshan!
Il Ministro iraniano per la Sicurezza dello Stato, Heydar Moslehi, ha annunciato oggi "con grandissima soddisfazione" che una serie di arresti "critici" é stata effettuata nel corso delle indagini sull'assassinio del manager del marketing dell'impianto nucleare di Natanz, Mostafa Ahmadi Roshan, ucciso da una bomba 'Made in Israel' trasportata in Iran grazie agli sforzi dei terroristi dell'MKO e collocata magneticamente contro la portiera della sua auto da un motociclista assassino.
Moslehi ha dichiarato ai microfoni dell'Agenzia stampa MEHR che gli arresti si sono concentrati nell'ambiente dei trafficanti di narcotici, appartenenti a organizzazioni criminali che, per facilitare i loro commerci di droga spesso e volentieri si offrono come 'manodopera' a servizi segreti esteri nemici della Repubblica Islamica. La CIA attraverso tutta la sua storia ha sempre stretto legami con i cartelli della droga (si pensi al "triangolo d'oro" in Indocina, ai legami con i narcos e con le milizie di Estrema Destra in America Latina) per procurarsi fondi e risorse al di fuori del monitoraggio e del controllo del Congresso e non vi é dubbio alcuno che anche il Mossad ebraico abbia preso a esempio quest'atteggiamento operativo dai servizi americani.
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Una succinta biografia di David Sassoon, si noti, non riportata da qualche libello antisemita, ma trascritta parola per parola da un numero del magazine "Fortune", edito quando ancora non era diventato 'scorretto' dichiarare che dietro il monopolio inglese dell'oppio si trovavano diverse famiglie ebraiche. |
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martedì 10 gennaio 2012
Pena di morte per la spia americana catturata in Iran: ennesima sconfitta Usa nel braccio di ferro con Teheran!
Amir Hekmati, l'agente della CIA nativo dell'Arizona che é stato catturato e processato in Iran per attività spionistica ha ricevuto oggi comunicazione del verdetto sul suo caso: la corte dopo avere ascoltato le parti in causa e avere registrato la piena e completa ammissione di colpevolezza del reo confesso ha ritenuto di dovere applicare la massima pena prevista, condannando il ventinovenne cittadino usa alla pena di morte.
Hekmati, come già riferito in passato, ha cercato di vendere ai servizi segreti iraniani informazioni sullo schieramento americano in Afghanistan; la cosa più inquietante della sua missione é che le informazioni in questione erano del tutto vere; lungi dall'essere un tentativo di passare dati sbagliati all'avversario, la CIA era interessata a che il suo agente venisse pagato e trattenesse una ricevuta della transazione. Evidentemente gli "Spymaster" di Langley volevano organizzare un auto-attentato contro le loro stesse truppe in Asia Centrale e quindi accusare Teheran di averlo portato a termine, producendo la 'ricevuta' come prova.
Nel corso del procedimento a suo carico Hekmati ha rivelato di essersi arruolato nell'esercito usa nel 2001, e una volta finito il suo turno di servizio di avere lavorato come traduttore dai dialetti persiani dell'Afghanistan presso la base delle forze di invasione NATO a Bagram. Hekmati si era appellato alla clemenza della corte. Forse la prima sentenza potrebbe venire commutata in ergastolo e, probabilmente a quel punto la Repubblica Islamica potrebbe anche decidere di aprire una trattativa con gli Usa.
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mercoledì 28 dicembre 2011
Inizia in Iran il processo a una delle spie della CIA recentemente arrestate!
Una corte di giustizia della Repubblica Islamica ha dato inizio ieri al procedimento contro un cittadino americano arrestato nel corso dell'ultima operazione contro le strutture e gli operativi della CIA in Iran e accusato di aver tentato di infiltrare la comunità di intelligence di Teheran. Amir Mirzaei Hekmati, nativo dell'Arizona di origini mediorientali si era arruolato nei Marines dopo avere ottenuto il diploma alla 'high school' e quindi era stato trasferito in Afghanistan (Bagram) dove aveva servito principalmente come interprete e traduttore dal Farsi.
Nel 2009, poco prima del congedo, aveva ricevuto l'offerta dalla "Compagnia" di Langley per entrare in Iran e cercare di avvicinare alcuni rappresentanti dei servizi segreti iraniani offrendo loro informazioni sullo schieramento Usa in Afghanistan dietro pagamento; lo scopo della missione, tuttavia, non sarebbe stato quello di passare informazioni sbagliate agli Iraniani, bensì quello di ottenere una qualche prova dell'avvenuta transazione monetaria con loro, che Hekmati avrebbe dovuto diligentemente spedire ai propri 'controllori' una volta ottenutala.
Gli ufficiali iraniani, però, vedendo attraverso la 'cortina di fumo' sparsa dalla CIA, finsero solo di accettare l'accordo, catturando l'agente straniero nel momento in cui questi si aspettava di ricevere il 'pagamento'. E' convinzione del controspionaggio di Teheran che la CIA intendesse usare la 'ricevuta' che Hekmati doveva fornirle come 'prova' in qualche complotto contro l'Iran, forse in seguito a un auto-attentato che essa aveva intenzione di compiere in Afghanistan contro le forze di occupazione NATO e di cui avrebbe invece cercato di incolpare (sulla base della 'ricevuta') proprio Teheran.
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mercoledì 14 dicembre 2011
15 spie della CIA formalmente accusate dai giudici di Teheran, i servizi USA passano da una sconfitta all'altra!
Il Procuratore generale di Teheran Abbas Jaffari-Dolatabadi ha dichiarato che giudici iraniani hanno recentemente emesso accuse formali contro 15 individui accusati di attività spionistiche a favore degli Usa e del regime sionista.
"Gli imputati sono individui responsabili di tentata sottrazione di informazioni sensibili e di messa in pericolo del sistema di sicurezza nazionale della Repubblica Islamica, ha riferito Dolatabadi nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio.
L'ufficiale iraniano, comunque, non ha rivelato le identità degli imputati. Il 21 maggio il Ministero iraniano dell'Intelligence rivelà che una trentina di individui erano stati arrestati con accuse di spionaggio a favore della CIA e 42 agenti della 'Compagnia' Usa erano stati identificati quali loro contatti e 'handler'.
La rete di agenti, che contava nel suo numero alcuni anziani ed esperti operativi americani con decenni di servizio in Iran e in Asia centrale alle spalle, cercava di manipolare e ingannare cittadini iraniani desiderosi di ottenere visti per gli USA per motivi di studio o di lavoro o di assumere addirittura la cittadinanza americana.
La rete di spie smantellata in primavera era mirata soprattutto contro l'ambito del programma nucleare iraniano, così come verso la rete infrastrutturale petrolifera ed energetica, con propositi di sabotaggio ed eversione. Secondo gli esperti del Ministero gli operativi della CIA avevano raccolto informazioni da Università e centri di rcierca, concentrandosi anche sui campi dell'erospaziale, della Difesa e della Biotecnologia.
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giovedì 23 giugno 2011
Eccezionale documentario dell'iraniana PressTV sulla distruzione del network spionistico USA in Iran!!
Come da noi puntualmente riportato all'epoca nell'ultima decade dello scorso mese di maggio le agenzie di sicurezza e controspionaggio della Repubblica Iraniana hanno inflitto un grave rovescio alla CIA distruggendone un vasto network di contatti e agenti in Iran, tramite il quale gli 007 di Langley cercavano di ottenere informazioni sui progetti scientifici e di ricerca di Teheran, ma anche di ottenere il controllo di infrastrutture quali i trasporti, il sistema bancario, la rete elettrica e quella di oleodotti e gasdotti. Come già annunciato in precedenza, il Ministero della Sicurezza Interna iraniana sta rendendo pubblici tutti i dettagli dell'operazione.
Negli eccezionali documenti che presentiamo qui l'emittente di informazione in linga inglese PRESSTV ricostruisce il metodo di reclutamento degli agenti e ci svela le loro voci e, in qualche caso, anche i loro volti: possiamo ascoltare le confessioni del tecnico nucleare Jamshid Sadegh Hosseini, già condannato all'ergastolo, le ricostruzioni di alcune persone la cui posizione sta ancora venendo vagliata dalle autorità, ma anche la storia dell'Ingegnere Ali Reza Vallian, che, resosi conto delle implicazioni di ciò che gli veniva chiesto, contattò le forze di sicurezza iraniane e divenne un "doppio agente", collaborando a fornire informazioni sbagliate alla CIA e, in ultimo, alla distruzione del suo network.
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mercoledì 25 maggio 2011
L'Iran trasmetterà e pubblicherà le confessioni delle spie della CIA catturate lo scorso week-end!
Il Ministro della Sicurezza iraniano Heydar Moslehi ha dichiarato che 'molto presto' le confessioni degli agenti americani arrestati nella recente retata del 21 maggio saranno pubblicate e diffuse; l'operazione di intelligence iraniana sembra avere distrutto completamente la rete di uomini della CIA in Iran, impedendo a Langley di fomentare nuove artificiose "proteste colorate" nella Repubblica Islamica, come quelle che vennero istigate dopo le elezioni presidenziali per tentare, inutilmente, di gettare ombre e discredito sulla grande riconferma di Mahmoud Ahmadinejahd.
Attualmente, però, l'interesse delle spie americane si era concentrato sui grandi progressi tecnici e scientifici di Teheran nei campi del nucleare, della missilistica, dell'industria aerospaziale, della difesa e delle biotecnologie. Ma anche operazioni di sabotaggio economico e industriale tenevano occupati gli uomini della CIA in Iran, visto il loro interesse nel raccogliere dati su oleodotti, gasdotti, nodi di telecomunicazione, linee elettriche, aeroporti e porti.
"Possiamo con certezza dire" ha articolato Moslehi "che questi agenti nemici sono stati neutralizzati giusto in tempo, visto che, dalle prime risultanze dei loro interrogatori e delle loro confessioni sembra che stessero preparando una serie di attentati terroristici contro infrastrutture e logistiche e di pubblica utilità". Oltre alle trenta persone arrestate in Iran circa 42 agenti e referenti della Cia negli Emirati Arabi, in Turchia, Indonesia e Malesia sarebbero stati "bruciati" infliggendo una cocente sconfitta al servizio segreto a stelle e strisce lungo tutto lo scacchiere asiatico.
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domenica 22 maggio 2011
La Repubblica Iraniana arresta trenta agenti della CIA e ne smantella la rete di sostegno!
Il Ministero della Sicurezza interna iraniano ha portato a termine un vero e proprio colpo da maestro identificando e smantellando un network spionistico statunitense affiliato alla CIA, operando 30 arresti e identificando numerosi contatti e agenti americani nei paesi circostanti.
Il Ministro Heydar Moslehi ha dichiarato che i servizi della Repubblica Islamica, oltre ad arrestare decine di spie al soldo degli Usa nei confini nazionali, sono stati in grado di identificarne almeno 42 in attività in paesi circostanti e sono ora impegnati a cooperare con le agenzie di sicurezza di quei paesi per circoscriverne ed eliminarne l'influenza.
"Grazie alla natura massiccia dell'operazione portata a termine, e al suo totale successo, il network di spionaggio e sabotaggio statunitense che operava contro gli interessi nello Stato e del popolo iraniano é stato totalmente eliminato; l'estensione e la profondità del lavoro di controspionaggio resosi necessario per tagliare questo traguardo conferma come i servizi di sicurezza iraniani siano ormai tra i migliori della regione".
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