Attentatori sconosciuti (ma probabilmente legati al sottobosco dell'estremismo sunnita finanziato dai servizi segreti di Riyadh) hanno colpito a morte un ufficiale e un uomo di truppa dell'Armee Libanaise nella provincia settentrionale di Akkar. La dinamica dell'attacco non é ancora stata chiarita e si attendono comunicazioni ufficiali dallo Stato Maggiore e dall'agenzia NNA.
Parallelamente, nella metropoli di Tripoli Siriaca un terzo militare é stato colpito da armi da fuoco; ferito in maniera seria é stato prontamente ricoverato nella più vicina struttura sanitaria. Si tratta evidentemente di vigliacche rappresaglie per la vasta operazione di interposizione e normalizzazione intrapresa a Tripoli a inizio mese, che ha visto lo schieramento di mezzi blindati, elicotteri e di un numero molto alto di truppe scelte.
Lo schieramento massiccio di truppe dell'Esercito é stato reso necessario dalle continue reiterate aggressioni degli estremisti di Bab al-Tabaneh contro il quartiere alawita di Jabal Mohsen.
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mercoledì 9 aprile 2014
Due militari libanesi assassinati ad Akkar, un terzo ferito a Tripoli Siriaca!
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venerdì 7 giugno 2013
Vienna decide: "Dietro Front dal Golan!" e la forza di interposizione ONU tra Israele e Siria rimane a corto d'uomini!
Nella giornata di ieri, per poche ore, un manipolo di mercenari wahabiti rimasto tuttora a piede libero in territorio siriano, ha brevemente occupato un posto di confine sull'orlo della zona collinare del Golan illegalmente invaso da Tel Aviv nel 1967; la pronta reazione delle forze regolari siriane ha messo in fuga i militanti, ma, a seguito dell'incidente, le autorità di Vienna (che contribuiscono con oltre 300 uomini alla forza di interposizione ONU) tra Israele e Siria, hanno annunciato la loro intenzione di ritirare il prima possibile il contingente.Nel recente passato già il contingente croato era stato precipitosamente ritirato quando era emerso che il Governo di Zagabria aveva venduto a trafficanti sauditi e qatarioti ingenti quantità di residuati bellici da importare in Siria per rifornire le bande criminali attive nel paese.
Se si sommano queste defezioni con quella poco precedente del battaglione giapponese, si vede come a presidiare una delle zone più 'calde' del Medio Oriente siano rimasti filippini, indiani e pochi altri 'caschi blu'. Se si considera che presto la zona potrebbe venire nuovamente contesa con le armi, o diventare invece teatro di una nuova guerriglia di liberazione come quella del Sud Libano il campo resta aperto alle più varie (e preoccupanti) previsioni.
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domenica 18 settembre 2011
L'UNIFIL denuncia alle Nazioni Unite le continue violazioni israeliane dell'armistizio del 2006!
Milos Strugar (sopra), Direttore politico della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), ha accusato lo stato ebraico di violare "su base pressoché quotidiana" i termini dell'armistizio che nel 2006, dopo 34 giorni di combattimenti, sancì la fine dell'invasione del Libano da parte dell'esercito sionista, nonché la sua più cocente sconfitta. La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701 pretende che ciascuna delle due parti rispetti la sovranità e l'integrità territoriale (terrestre, marittima e aerea) della controparte.
Ma, come Strugar dimostra con numerosi esempi nella sua requisitoria, le forze terrestri e aeree israeliane violano i confini libanesi "su base pressoché quotidiana", come più volte testimoniato anche sulle pagine di questo blog. Israele, inoltre, si rifiuta di abbandonare le parti del villaggio di Ghajar occupate durante il conflitto, nonostante mendaci dichiarazioni rilasciate in passato riguardo alla sua intenzione in merito. La Missione ONU ha più volte elaborato proposte di ritiro da Ghajar, che sono state tutte respinte e declinate da Tel Aviv, nonostante le raccomandazioni della Risoluzione 1701.
L'UNIFIL, creata nel 1978 dopo la prima, massiccia incursione armata sionista in terra libanese (Op. Litani), ha visto le truppe del regime ebraico invadere il Paese dei Cedri ancora nel 1982 (fino al 2000) e nel 2006. In tutti questi trentun anni di tempo la Comunità Internazionale non é mai riuscita a trovare il polso e la determinazione per far pagare a Tel Aviv il prezzo della sua condotta belligerante, violenta e indegna di un paese civile, ma più adatta invece a qualche riottoso feudo di 'Signori della Guerra'.
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