Visualizzazione post con etichetta Irbid. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Irbid. Mostra tutti i post

sabato 13 aprile 2013

Violenta repressione a Irbid, il reuccio ascemita di Giordania non sa più a che santo votarsi!!

Due settimane dopo l'insediamento dell'ennesimo Governo giordano in poco più di due anni una vasta manifestazione di protesta nella città settentrionale di Irbid é stata repressa con estrema violenza dalle forze di sicurezza reali che hanno lanciato un diluvio di agenti lacrimogeni e urticanti contro la popolazione che marciava compatta 'armata' solo di cartelli e striscioni e quindi si sono scatentati in un carosello di cariche al manganello sparando anche colpi 'intimidatori' ma pericolosamente vicini all'altezza d'uomo.

Bisogna ricordare che poliziotti e militari sono reclutati tra i clan di nomadi beduini fedeli alla casa reale ascemita, gruppi etnici e clanici che hanno una naturale antipatia (adeguatamente coltivata e rafforzata nell'addestramento) contro gli abitanti delle città (in particolare quelli di origine Palestinese); atteggiamento che già risultò utile durante i massacri del "Settembre Nero".

E' significativo che la protesta sia scoppiata a Nord, vicino al confine con la Siria; territorio che la CIA, il Mossad e gli emiri wahabiti del petrolio vorrebbero trasformare nel "Pachistan siriano" proprio come il Pachistan era il retroterra sicuro dove venivano addestrati e riforniti i selvaggi wahabiti inviati contro l'Afghanistan filosovietico da tutti i dittatori arabi amici di Washington (Mubarak, Re Mohammed, Re Fahd e via discorredndo...). Evidentemente i Giordani di Irbid non vedono di buon occhio l'idea di dovere ospitare fanatici qaedisti dalle loro parti!

sabato 31 dicembre 2011

Manifestazioni ad Amman, Irbid, Salt e Karak: il Fronte d'Azione Islamico si mobilita dopo l'attentato incendiario di Mafraq!


La Fratellanaza Musulmana giordana, dopo che la propria sede di Mafraq é stata distrutta con un attentato incendiario da agenti monarchici, ha mobilitato il Fronte d'Azione Islamico, suo braccio politico, portando in piazza migliaia e migliaia di manifestanti in varie città del paese, nella più grande dimostrazione di massa da molti mesi a questa parte. Come d'uso le manifestazioni si sono tenute dopo le preghiere del venerdì; nella capitale Amman i partecipanti hanno marciato dalla Moschea di Al-Hussein fino al Municipio cantando "Quel che é troppo é troppo" e portando bandiere e striscioni che chiedevano vere riforme economiche e politiche, la fine della corruzione e condannavano Re Abdallah II per i suoi tentativi di "intimidazione violenta".

Rappresentanti del Fronte d'Azione Islamico hanno dichiarato che, negli scontri di Mafraq le forze dell'ordine sono rimaste a guardare mentre gli agenti monarchici davano fuoco alla sede dell'opposizione, interponendosi poi, quando le fiamme erano appena divampate e c'era ancora la speranza di poterle domare salvando la struttura, lasciando invece che la consumassero completamente: "La connivenza tra gli attaccanti e i servizi di sicurezza era evidente e spudorata".

"La Fratellanza Musulmana, tuttavia, non abbandonerà la sua richiesta di riforme, non si arrenderà nella lotta alla corruzione e all'atteggiamento reazionario della Corte e dei suoi manutengoli", ha dichiarato Rheil Gharaibeh, portavoce del movimento. Altre imponenti manifestazioni si sono tenute, oltre che nella capitale, anche nelle cittadine di Irbid e Salt, nel Nord del paese e a Karak, nel Sud. Sembra proprio che, esaurito il credito concessogli con la nomina del nuovo Premier Awn Khasanweh il reuccio ascemita Abdallah II, tornando a prestare orecchio ai fautori della 'linea dura' contro le opposizioni si stia mettendo nella posizione di essere il prossimo governante arabo filo-occidentale a venire travolto dalle proteste.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 3 settembre 2011

Il popolo giordano chiede riforme e una nuova costituzione, il reuccio ascemita nicchia e traccheggia!


Migliaia e migliaia di dimostranti si sono riversati nelle strade e nelle piazze del regno di Giordania dopo le usuali preghiere del venerdì, non soltanto nella capitale Amman, ma anche a Tafileh, nel Sud del paese e in altri centri come Az-Zarqah e Irbid. Testimoni oculari hanno riferito che le manifestazioni, pur mantenendosi pacifiche, hanno rimarcato con molta forza l'esaurimento della pazienza e della tolleranza della popolazione nei confronti delle politiche reali, che non sanno affrontare alla radice i problemi della popolazione e, contemporaneamente, mantengono in vita un anacronistico sistema di autoritarismo paternalistico, dove le libertà civili e politiche sono severamente limitati senza che nessuna delle ipocrite prefiche occidentali della "democrazia" abbia niente a che ridire.

Inflazione, erosione del potere d'acquisto e una macchina statale e amministrativa corrotta e inefficiente completano il quadro delle 'doleances' dei sudditi della monarchia ascemita che si sono mobilitati nella giornata battezzata 'Venerdì della Determinazione' per chiedere al pittoresco reuccio Abdallah uno scatto di orgoglio e riforme finalmente credibili e incisive. Finora il monarca, popolare sui rotocalchi europei e occidentali soprattutto per la sua appariscente 'moglie-trofeo' (che siamo certi lo abbia impalmato perché accattivata dalla sua sfaccettata e profonda personalità) si é limitato a dirigere uno stanco e poco convincente 'gioco delle sedie' nell'esecutivo e a concedere finanziamenti pubblici per calmierare i prezzi di gasolio, riso, zucchero e altri generi di prima necessità, ma senza riuscire a disinnescare il malcontento popolare che anzi, da dicembre a oggi, si é soltanto diffuso e rafforzato.

Nel frattempo, attivisti politici giordani, hanno lanciato su media convenzionali e telematici l'appello a una grande manifestazione di massa di fronte all'ambasciata del Bahrein, per condannare la brutale e sanguinosa repressione di Re Al-Khalifa contro la popolazione a maggioranza sciita che da mesi protesta contro la violenza e la corruzione che imperversano nell' Isola delle Perle, dove la dinastia messa arbitrariamente al potere dagli Inglesi per proteggere i loro interessi navali nella vicina Persia é sempre più impopolare e ha dovuto giovarsi dell'intervento di truppe saudite, degli UAE e di mercenari pachistani per scatenare una vera e propria persecuzione contro gli oppositori (il tutto nel beato silenzio dei media occidentali asserviti agli interessi americani, sionisti e britannici).
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.