Visualizzazione post con etichetta Protests. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Protests. Mostra tutti i post

sabato 29 dicembre 2012

Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"

Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.

Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.

In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 28 dicembre 2012

Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?

Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.

Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.

Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 12 dicembre 2011

Nuovo ambasciatore sionista arriva al Cairo: avrà già prenotato il biglietto di ritorno?


Nelle commedie italiane degli anni '50 gli impiegati pubblici venivano "minacciati" di essere mandati in Sardegna, a Lampedusa o a Filicudi; se volessimo girare un testo brillante ambientato nei ranghi e negli uffici del servizio diplomatico sionista la 'dannata assegnazione' sarebbe certamente quella egiziana visto che, da quando é stato cacciato il dittatori Mubarak, numerosi moti popolari si sono scatenati attorno all'ambasciata del regime dell'Apartheid, risultando perfino nell'invasione dei suoi piani inferiori e nell'evacuazione via helipad del personale diplomatico, come a Saigon nel 1975.

Adesso, dopo la precipitosa fuga seguita all'abbattimento della barriera in cemento fatta installare da Tantawi e soci l'ambasciatore di Israele torna al Cairo, ma non é più il 'povero' Levanon che evidentemente ha fatto abbastanza 'purgatorio' fungendo da bersaglio per la rabbia e l'indignazione dei cairoti; in sua vece arriva (non sappiamo se 'punito' o al contrario ritenuto di 'spalle larghe' a sufficienza da poter reggere il difficile incarico) Yaakov Amitai, che così chiude a novanta giorni l'assenza di un rappresentante ufficiale di Tel Aviv nella capitale egiziana, da quando vennero firmati gli Accordi di Camp David.

Quanto durerà la sua permanenza?
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 3 dicembre 2011

Ancora un venerdì di lotta in Barhein, il popolo sfida il Re, i suoi sostenitori sauditi e i suoi mercenari pachistani!


Nell'isola di Barhein i manifestanti hanno di nuovo riempito le strade, tanto nella capitale Manama quanto i cittadine e centri minori e persino di numerosissimi villaggi, per chiedere ormai esplicitamente la cacciata del sovrano Al-Khalifa e della sua corrotta casa regnante, come riportato dal canale iraniano di lingua inglese PressTV.

Subito dopo la conclusione delle preghiere del venerdì cortei spontanei di manifestanti 'armati' solo di slogan, bandiere e striscioni hanno iniziato a marciare denunciando le stragi dei giorni e dei mesi scorsi, durante le quali militari Sauditi e degli UAE, oltre che mercenari reclutati in Pachistan hanno incrudelito contro la popolazione civile che, inizialmente, chiedeva solo riforme democratiche e una maggiore rappresentatività popolare degli organi di Governo del regno.

Ormai il livello scontro si é alzato e nessuna riforma sembra più in grado di soddisfare le richieste della popolazione, che chiede esplicitamente l'abolizione della monarchia e la sua sostituzione con un governo democratico dove la stragrande maggioranza della popolazione (sciita) veda finalmente affermati i suoi Diritti. L'ascesa al trono dei sunniti Al-Khalifa venne imposta dai colonialisti inglesi, che in questo modo si garantirono la totale dipendenza dei Re locali dalla presenza e dal sostegno della flotta di Sua Maestà britannica, quando questa decise di passare dal carbone alla nafta come fonte di propulsione e le basi navali nel Golfo Persico divennero perciò strategiche.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 8 novembre 2011

Il popolo del Barhein scende ancora in piazza con coraggio a manifestare contro il tiranno Al-Khalifa!


Città e villaggi circonvicini alla capitale dell'isola di Barhein, Manama, si sono mobilitati contemporaneamente nella giornata di ieri, all'incirca dopo le preghiere di mezzodì, trasformandosi in teatro di adunate e assemblee spontanee di protesta durante le quali gli abitanti hanno reiterato la loro ostilità contro il corrotto casato degli Al-Khalifa, imposti all'inizio del Ventesimo Secolo dal colonialismo britannico come regnanti (sunniti) di una popolazione a stragrande maggioranza sciita.

Non vi sono stati finora rapporti di scontri o vittime anche se le truppe saudite e degli Emirati arabi distaccate ormai da mesi nell'isola e le coorti di mercenari pachistani assoldati dai petrodollari della real casa nelle ultime settimane hanno infierito sanguinosamente contro ogni manifestazione di dissenso e protesta; sia che venisse dalla popolazione sciita che da quei sunniti che comunque desiderano un Governo più democratico, aperto e aderente agli interessi del popolo e del paese e non a quelli privati della corte e dei suoi manutengoli.

Almeno cinquanta persone sono state uccise, ma centinaia di attivisti, parlamentari, membri della società civile e persino medici e infermieri 'rei' di avere soccorso o aiutato manifestanti feriti sono stati arrestati e tenuti in 'incommunicado' e si teme che molti di questi siano stati letteralmente inghiottiti dalle segrete e dalle camere di tortura di Re Al-Khalifa, dove agiscono aguzzini addestrati dalla CIA e dal Mossad.

Migliaia di persone, inoltre, hanno perso il lavoro o sono state sottoposte ad altri abusi per il loro impegno politico a favore delle riforme e della fine del regime autocratico nella piccola, ma strategicamente rilevante "Isola delle Perle".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 4 novembre 2011

L'ambasciata sionista al Cairo starà chiusa per mesi; 73 egiziani ricevono sentenze simboliche per l'attacco e vengono rilasciati!


Fonti radiofoniche israeliane sembrano confermare la voce circolata in questi giorni che, su indicazioni del Governo di Ultradestra presieduto da Benji Netanyahu, la sede diplomatica sionista nella capital egiziana rimarrà chiusa a tempo indefinito, almeno per diversi mesi; tutto il personale diplomatico distaccato in Egitto ha infatto ricevuto nuove assegnazioni.

Ricordiamo che l'ambasciata venne presa d'assalto dalla folla inferocita per l'uccisione di sei guardie confinarie del Cairo da parte di un elicottero del regime ebraico, avvenuta durante le cieche e brutali "Vergeltungen" messe in atto da Tel Aviv dopo la riuscita operazione della Resistenza palestinese che aveva preso di mira un pullman di militari israeliani nella cittadina di Eilat.

Intanto, negli scorsi giorni, settantatrè dei manifestanti responsabili dell'assalto alla sede diplomatica sono stati giudicati colpevoli di violenza contro rappresentanti dell'Esercito (che cordonava la sede diplomatica dopo averla circondata di un muro di elementi di calcestruzzo, andato abbattuto) e sono stati condannati a sei mesi di carcere con la condizionale. In conseguenza di ciò sono stati tutti immediatamente rilasciati dopo la lettura delle sentenze.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 28 ottobre 2011

Il reuccio ascemita promette: "Darò più poteri al Parlamento...l'anno prossimo", ma chi gli crede?


Il Re di Giordania Abdallah II ha dichiarato che darà ai legislatori del Parlamento nazionale l'autorità di scegliere il Premier e di accettare la sua lista di Ministri, prerogative che nel piccolo regno mediorientale sono tuttora appannaggio del sovrano, come in una monarchia del diciottesimo secolo.

L'importante riforma, però, dovrà aspettare il 2012 per venire implementata e il Re manterrà sempre e comunque il potere di veto sulle decisioni della Camera; ha poi puntualizzato il consigliere reale Amjad Adaileh, secondo quanto riportato dall'agenzia statunitense Associated Press.

Il veto, inoltre, sarà esclusivo, cioé non lascerà alla Camera il potere di riproporre lo stesso candidato.

E' chiaro che con simili 'riforme', quand'anche venissero implementate, non vi é la benché minima speranza di disinnescare i movimenti di protesta che ormai da mesi travagliano il regno ascemita, chiedendo decisioni coraggiose e radicali, che scuotano fin nelle fondamenta un sistema politico incrostato di lassismo, corruzione, compiacenza e vetustà.

Anche oggi, dopo le consuete preghiere del venerdì, migliaia di persone sono scese in piazza ad Amman e negli altri centri maggiori della nazione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 9 ottobre 2011

Il tiranno di Sanaa Abdullah Saleh promette: "Mi dimetterò presto", ma chi gli crede?



"Non voglio restare al potere e mi dimetterò tra pochi giorni"; in bocca a qualunque altro personaggio queste parole potrebbero tranquillamente venire prese come una dichiarazione di prossimo pensionamento ma, pronunciate da Ali Abdullah Saleh, ex-Padre padrone dello Yemen (prima del Nord, poi di tutto quanto dopo l'annessione forzata seguita alla guerra di inizio anni '90), hanno piuttosto il suono di un ennesimo espediente per cercare di "passare la nuttata" (per dirla con Eduardo), guadagnare tempo in attesa che, distratta l'attenzione del mondo dall'assegnazione del Nober per la Pace all'attivista dell'opposizione Tawakkul Karman, non si creino le condizioni favorevoli per una "Tienanmen in Arabia Felix", magari col sostegno (tacito o esplicito) di Riyadh o Washington, che nel peggiore dei casi si potranno sempre mettere di fronte al fatto compiuto.

Veterano di oltre trent'anni di potere assoluto é molto, molto difficile che Saleh sia disposto ad abbandonare lo scranno senza colpo ferire, del resto, se avesse voluto dimettersi, non avrebbe avuto che da comunicare da Riyadh (dove é rimasto ricoverato per mesi dopo l'attentato esplosivo che lo ha colpito a giugno) il passaggio delle consegne ad Abd Rabbo Mansour, suo vice che aveva assunto l'interim durante la convalescenza, e rimanere quindi sicuro e protetto dai suoi alleati sauditi, al di là da ogni ritorsione e rivendicazione dei suoi ex-'sudditi', difeso dall'inviolabilità concessagli dalla bozza di accordo per la transizione 'cucinata' dal GCC.

Il solo fatto che Saleh, con un simile 'sentiero dorato' verso un'uscita di sicurezza a tutta prova, abbia invece optato pochi giorni addietro per un imprevisto e sorprendente rientro in patria dimostra che l'ex-amico fraterno di Saddam Hussein (dal 2001 gettatosi in braccio a Bush jr e divenuto un improbabile alfiere della lotta ad Al-Qaeda -dove con  'Al Qaeda' si intende qualunque gruppo che si opponga a lui-) ha tutta l'intenzione, come l'eroina rossiniana, di "far giocare cento trappole" prima di venire costretto, in una maniera o nell'altra, a inalberare bandiera bianca.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 6 ottobre 2011

Attivisti inglesi manifestano davanti agli uffici del Governo contro la visita della criminale di guerra Tzipi Livni!


Gruppi inglesi per la Difesa dei Diritti umani terranno nella giornata di oggi un sit-in fuori dagli uffici governativi di Londra per protestare contro la prevista visita della criminale di guerra sionista Tzipi Livni, già Ministro degli Esteri dell'Entità di Occupazione coinvolta ai massimi livelli nelle decisioni di invasione del Libano dell'estate 2006 e nel brutale 'pogrom' militare contro Gaza, svoltosi tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009.

La Livni é stata invitata dal Segretario degli Esteri inglese William Hague e il suo arrivo é atteso nel corso del week end.

Originariamente un Mandato di Arresto fu emesso nei suoi confronti dalle autorità giudiziarie britanniche ma, grazie alle indebite pressioni della ben rifornita lobby sionista di Londra il Governo bicefalo attualmente al potere nel paese ha ignominiosamente cambiato le proprie leggi in maniera retroattiva in maniera da rendere impossibile per individui e organizzazioni non statali il lancio di procedure legali contro criminali stranieri.

Intanto però il Governo britannico si é mobilitato come un sol uomo per arrestare e detenere per varie settimane lo Sceicco Raed Salah, capo della Fratellanza musulmana in Israele, una persona che in tutta la sua vita ha avocato la non-violenza come unico mezzo di Resistenza religiosamente ammissibile e che, con tutti i visti e i documenti necessari in regola, si era recato in Inghilterra per tenere discorsi e conferenze.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 4 ottobre 2011

Gli sbirri di Casa Saoud aprono il fuoco contro la folla disarmata a Qatif, l'Est sciita é pronto ad esplodere!


Proteste contro il regime di Casa al-Saoud hanno scosso nella giornata di ieri le province orientali del paese, affacciate sulle coste del Golfo Persico ed estremamente ricche di petrolio (il cui ricavato però va a ingrassare i forzieri del sovrano anziché beneficiare gli abitanti locali); le milizie di sbirri e scherani di Casa Saoud non hanno esitato ad aprire il fuoco con proiettili di piombo per disperedere l'imponente folla che si era raccolta nella città di Qatif, capoluogo dell'omonimo governatorato, chiedendo le dimissioni del satrapo locale, l Principotto Mohammed bin Fahd, bruciandone e strappandone ritratti e cantando slogan contro la monarchia e le sue politiche medievali e autoritarie.

I dimostranti hanno anche stigmatizzato gli interventi oltreconfine di militari sauditi, mandati a incrudelire con piena "licenza di uccidere" contro i civili Yemeniti e Bahreini nel disperato tentativo di mantenere al potere i tiranni Abdullah Saleh e Al-Khalifa, alleati del corrotto Re di Riyadh. Nel corso del week-end centinaia di cittadini si erano riuniti nel villaggio di Awamiyah chiedendo il rilascio di un vecchio settuagenario, sequestrato dagli sbirri reali per indurre, con la minaccia di sottoporlo a torture, il suo figlio, attivo membro del movimento di protesta, a consegnarsi.

I testimoni oculari riportano che la folla si é stretta attorno al Commissariato di polizia, chiedendo pacificamente il rilascio immediato dell'anziano, fino a quando non é stata allontanata con un uso di violenza "barbaro e ingiustificato". Negli ultimi mesi le proteste e le manifestazioni in Arabia Saudita si sono fatte frequenti e imponenti, spaventando a morte la corrotta corte di Riyadh e inducendo il Sovrano a concedere superficiali e cosmetiche 'riforme', nel tentativo di rabbonire un'opinione pubblica ormai quasi totalmente avversa a lui e alla sua casata.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 10 settembre 2011

L'ambasciata israeliana al Cairo assaltata e semidistrutta dalla folla, l'ambasciatore Levanon in fuga, foto e video esclusivi!




Riceviamo aggiornamenti rispetto al post precedente che ci dettagliano come praticamente tutto l'edificio dell'ambasciata israeliana del Cairo sia stato attaccato e semidistrutto dalla folla inferocita; l'ambasciatore sionista Yithzak Levanon, che dopo una prolungata assenza mascherata da "vacanza con la famiglia" era tornato alla sua sede proprio questa settimana ha dovuto rapidamente ri-prendere i bagagli in mano e venire scortato dalle forze di sicurezza egiziane all'aeroporto.




Ridicola e imbelle come al solito la 'reazione' dell'inquilino nero della Casa Bianca, tanto bravo a fare bei discorsi davanti a platee di dittatori ammaestrati (proprio al Cairo, in un 2009 che oggi sembra distante due decadi invece che due anni) quanto tentennante e inconcludente quando é messo di fronte a quelle crisi di politica estera che dovrebbero essere la prova suprema della "stoffa" di uno statista. Barack Obama ha telefonato al Maresciallo Tantawi raccomandandogli di 'rispettare la legge internazionale', scordandosi che la legge internazionale ha come fondamento la volontà dei popoli e se il popolo egiziano ha deciso di rompere definitivamente le relazioni diplomatiche con il regime ebraico non c'é Maresciallo o giunta militare che possa fargli cambiare idea.




Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 3 settembre 2011

Il popolo giordano chiede riforme e una nuova costituzione, il reuccio ascemita nicchia e traccheggia!


Migliaia e migliaia di dimostranti si sono riversati nelle strade e nelle piazze del regno di Giordania dopo le usuali preghiere del venerdì, non soltanto nella capitale Amman, ma anche a Tafileh, nel Sud del paese e in altri centri come Az-Zarqah e Irbid. Testimoni oculari hanno riferito che le manifestazioni, pur mantenendosi pacifiche, hanno rimarcato con molta forza l'esaurimento della pazienza e della tolleranza della popolazione nei confronti delle politiche reali, che non sanno affrontare alla radice i problemi della popolazione e, contemporaneamente, mantengono in vita un anacronistico sistema di autoritarismo paternalistico, dove le libertà civili e politiche sono severamente limitati senza che nessuna delle ipocrite prefiche occidentali della "democrazia" abbia niente a che ridire.

Inflazione, erosione del potere d'acquisto e una macchina statale e amministrativa corrotta e inefficiente completano il quadro delle 'doleances' dei sudditi della monarchia ascemita che si sono mobilitati nella giornata battezzata 'Venerdì della Determinazione' per chiedere al pittoresco reuccio Abdallah uno scatto di orgoglio e riforme finalmente credibili e incisive. Finora il monarca, popolare sui rotocalchi europei e occidentali soprattutto per la sua appariscente 'moglie-trofeo' (che siamo certi lo abbia impalmato perché accattivata dalla sua sfaccettata e profonda personalità) si é limitato a dirigere uno stanco e poco convincente 'gioco delle sedie' nell'esecutivo e a concedere finanziamenti pubblici per calmierare i prezzi di gasolio, riso, zucchero e altri generi di prima necessità, ma senza riuscire a disinnescare il malcontento popolare che anzi, da dicembre a oggi, si é soltanto diffuso e rafforzato.

Nel frattempo, attivisti politici giordani, hanno lanciato su media convenzionali e telematici l'appello a una grande manifestazione di massa di fronte all'ambasciata del Bahrein, per condannare la brutale e sanguinosa repressione di Re Al-Khalifa contro la popolazione a maggioranza sciita che da mesi protesta contro la violenza e la corruzione che imperversano nell' Isola delle Perle, dove la dinastia messa arbitrariamente al potere dagli Inglesi per proteggere i loro interessi navali nella vicina Persia é sempre più impopolare e ha dovuto giovarsi dell'intervento di truppe saudite, degli UAE e di mercenari pachistani per scatenare una vera e propria persecuzione contro gli oppositori (il tutto nel beato silenzio dei media occidentali asserviti agli interessi americani, sionisti e britannici).
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 2 settembre 2011

Il Comitato britannico contro la tortura stigmatizza le vendite inglesi di armi al tiranno del Bahrein!



Sull'ipocrisia delle corrotte potenze occidentali, prontissime a travalicare i termini di una Risoluzione ONU che imponeva una zona di non volo sulla Libia, trasformandola in una vera e propria licenza di bombardare e uccidere, ma non a condannare le monarchie petrolifere saudita e del Bahrein quando menano stragi contro cittadini disarmati che chiedono democrazia, siamo già edotti a sufficienza e anche su queste pagine abbiamo spesso dato spazio a denunce e notizie che "chissà come" non trovano modo di comparire sulle pagine delle gazzetterie allineate e coperte con gli interessi imperialistici.

Particolarmente specie, per non dire direttamente schifo, fa però la conferma che, a parte la mancanza di denunce per non dire di interventi a favore dei cittadini del Bahrein perseguitati dal loro sovrano il Governo di Sua Maestà britannica é colpevole di molto peggio, avendo continuato a vendere munizioni e armi leggere al Governo di Manama per tutti gli ultimi mesi, quando le notizie della sanguinosa repressione, spesso accompagnate da foto scioccanti come quella riportata qui sopra, avevano ormai ampia diffusione e circolazione.

Commentando la notizia il Segretario del Comitato britannico contro la Tortura in Bahrein Rodney Shakespeare, parlando ai microfoni dell'emittente iraniana PRESSTV ha dichiarato: "La vendita di armi personali e di squadra, con relative munizioni al Governo del Bahrein é una lampante prova delle disgustose e ipocrite menzogne riguardo all'impegno 'umanitario' del Governo inglese"; Shakespeare ha ricordato come, in risposta a un'interrogazione della sua ONG riguardo la repressione in atto da mesi nell'isola del Golfo Persico il Foreign Office avesse preteso di "essere al lavoro dietro le quinte" per far desistere Re Al-Khalifa dalle sue draconiane rappresaglie.

Intanto, i registratori di cassa del Cancellierato dell'Exchequer, probabilmente, tintinnavano per gli utili delle vendite di 'small arms' allo stesso sanguinario sovrano, misti agli spari dei suoi giannizzeri sauditi e pachistani e ai rantoli di agonia delle sue vittime.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.