Importante evoluzione diplomatica: l'Emirato del Kuwait ha concesso il visto a tre diplomatici siriani, che sono arrivati nella capitale per riaprire l'ambasciata siriana nel Paese del Golfo.
Questa decisione segna un allontanamento del Kuwait riguardo alle politiche di altri membri del GCC, tra cui l'Arabia Saudita e Qatar, che continuano a sostenere il terrorismo in Siria.
Il Kuwait ora dimostra coi fatti quanto consideri sbagliato l'approccio dei suoi due vicini sulla Siria e ritiene che il governo siriano abbia rafforzato la sua posizione nel corso degli ultimi mesi con le vittorie militari e continuerà quindi a svolgere il proprio ruolo interno ed estero, vanificando i tentativi di delegittimazione diplomatica andati in scena in questi tre anni anche nella Lega Araba e nell'OIC.
Inoltre, la crescente minaccia dell’ISIS ha portato anche in Kuwait ad un cambiamento di priorità.
Questi fattori hanno portato il Kuwait a fare marcia indietro sulla sua decisione di chiudere l'Ambasciata siriana in Kuwait e la propria a Damasco. Attualmente, ci sono più di 130.000 siriani residenti nel paese.
Le fonti hanno detto che l'ambasciatore del Kuwait o il chargé d'affaires potrebbero tornare per riaprire l'ambasciata a Damasco in poche settimane.
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mercoledì 3 dicembre 2014
A Kuwait City riaperta l'ambasciata di Damasco! L'Emirato si 'sfila' dalla linea anti-Assad di Riyadh e Doha!!
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domenica 19 ottobre 2014
Per bloccare il fenomeno dei 'turisti della jihad' presto riaperte le ambasciate siriane di Roma, Tunisi e Kuwait City!
Italia, Tunisia e Kuwait riapriranno le ambasciate della Repubblica Araba Siriana nelle loro capitali.
Italia, Kuwait e Tunisia hanno informato il governo siriano della decisione di consentire la riapertura delle rappresentanze diplomatiche a Roma, Kuwait City e Tunisi.
La notizia é stata riferita da quotidiano Al-Quds al-Arabi.
La testata ha spiegato che lo scopo della presente decisione è quello di promuovere il coordinamento della sicurezza ai massimi livelli con Damasco per isolare il fenomeno dei giovani istigati da predicatori fanatici che si recano in Siria per unirsi ai terroristi takfiri.
Italia, Kuwait e Tunisia hanno informato il governo siriano della decisione di consentire la riapertura delle rappresentanze diplomatiche a Roma, Kuwait City e Tunisi.
La notizia é stata riferita da quotidiano Al-Quds al-Arabi.
La testata ha spiegato che lo scopo della presente decisione è quello di promuovere il coordinamento della sicurezza ai massimi livelli con Damasco per isolare il fenomeno dei giovani istigati da predicatori fanatici che si recano in Siria per unirsi ai terroristi takfiri.
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giovedì 5 giugno 2014
Bizzarro incidente durante l'arrivo dell'Emiro del Kuwait a Teheran per la sua attesa visita ufficiale.
L'arrivo a Teheran dell'Emiro del Kuwait Sceicco al-Sabah era attesa come un punto di svolta nelle relazioni esterne della Repubblica Islamica, i cui rapporti con le monarchie sunnite del Golfo sono stati a lungo impostati a freddezza per gli irrazionali timori instillati nei loro sovrani dalla propaganda americana e sionista.
Quando però il regnante del piccolo ma ricchissimo emirato petrolifero é sceso sul tappeto rosso per ricevere gli onori del picchetto interforze riunito dai suoi ospiti iraniani é stato evidente che qualcosa non andava per il verso giusto.
L'Emiro infatti ondeggiava e traballava paurosamente, sembrando solo a tratti coinvolto nella cerimonia e spesso voltandosi o roteando a sproposito. Forse tale atteggiamento poteva essere dovuto a un malessere, magari esacerbato dal volo aereo, comunque l'imbarazzo del Presidente Rohani era evidente, così come i suoi tentativi di guidare e sorreggere l'augusto ospite per evitare situazioni ancora più imbarazzanti.
Speriamo che l'Emiro si sia sentito presto meglio e abbia presenziato con attenzione ed entusiasmo a tutti i colloqui ad alto livelli previsti nella sua due-giorni iraniana.
Quando però il regnante del piccolo ma ricchissimo emirato petrolifero é sceso sul tappeto rosso per ricevere gli onori del picchetto interforze riunito dai suoi ospiti iraniani é stato evidente che qualcosa non andava per il verso giusto.
L'Emiro infatti ondeggiava e traballava paurosamente, sembrando solo a tratti coinvolto nella cerimonia e spesso voltandosi o roteando a sproposito. Forse tale atteggiamento poteva essere dovuto a un malessere, magari esacerbato dal volo aereo, comunque l'imbarazzo del Presidente Rohani era evidente, così come i suoi tentativi di guidare e sorreggere l'augusto ospite per evitare situazioni ancora più imbarazzanti.
Speriamo che l'Emiro si sia sentito presto meglio e abbia presenziato con attenzione ed entusiasmo a tutti i colloqui ad alto livelli previsti nella sua due-giorni iraniana.
lunedì 2 giugno 2014
Zarif: "La visita dell'Emiro del Kuwait segna una nuova pagina nei rapporti con l'Iran!"
Il Ministro iraniano degli Esteri Mohammed Javad Zarif ha dichiarato che la visita dell'Emiro del Kuwait, iniziata ieri e che si concluderà più avanti nella giornata di oggi "rinfrescherà" i legami Teheran-Kuwait City e segnerà l'inizio di una nuova stagione nelle relazioni bilaterali tra i due paesi.
Le dichiarazioni di Zarif sono state raccolte il giorno prima dell'arrivo in Iran dello Sceicco Sabah Ahmed al-Sabah, dopo un colloquio con il Ministro degli Esteri Kuwaitiano Sceicco Sabah Khaled al-Sabah.
Anche l'Esecutivo kuwaitiano, in un documento rilasciato ieri ha auspicato che con la visita dell'Emiro a Teheran "Sicurezza, Stabilità e Pace nella regione" risultino rafforzate e beneficate.
martedì 27 maggio 2014
L'Emiro del Kuwait Sceicco Al-Sabah si prepara a visitare Teheran l'1 e il 2 di giugno!!
Rispondendo positivamente all'invito ufficiale esteso tempo fa dal Presidente Rohani l'Emiro del Kuwait Sceicco Sabah al-Ahmad al-Sabah sta preparando la trasferta di due giorni che proprio al principio di giugno lo vedrà ospite d'onore a Teheran.
Annunciando ufficialmente la propria prossima partenza con un comunicato rilasciato ieri Al-Sabah si é detto certo che l'incontro coi vertici della Repubblica Islamica aiuterà a rinforzare la pace e la stabilità regionale e ad approfondire ulteriormente le relazioni bilaterali Iranian-Kuwaitiane.
Non vi é alcun dubbio che negli incontri a porte chiuse che si terranno lo Sceicco Al-Sabah verrà invitato a prendere atto del naufragio degli schemi e dei piani sauditi, qatarioti e americani per il rovesciamento di Assad e il 'contenimento strategico' dell'Iran e incoraggiato ad assumere una posizione più autorevole e indipendente rispetto a quelle di Riyadh e Doha nello scacchiere del Golfo.
Annunciando ufficialmente la propria prossima partenza con un comunicato rilasciato ieri Al-Sabah si é detto certo che l'incontro coi vertici della Repubblica Islamica aiuterà a rinforzare la pace e la stabilità regionale e ad approfondire ulteriormente le relazioni bilaterali Iranian-Kuwaitiane.
Non vi é alcun dubbio che negli incontri a porte chiuse che si terranno lo Sceicco Al-Sabah verrà invitato a prendere atto del naufragio degli schemi e dei piani sauditi, qatarioti e americani per il rovesciamento di Assad e il 'contenimento strategico' dell'Iran e incoraggiato ad assumere una posizione più autorevole e indipendente rispetto a quelle di Riyadh e Doha nello scacchiere del Golfo.
venerdì 3 febbraio 2012
Anche in Kuwait alle elezioni trionfano la Fratellanza Musulmana e gli islamisti ortodossi!
Dopo settimane di proteste, manifestazioni pubbliche e scontri di piazza (eventi mai verificatisi in un paese che fino a venti anni fa non aveva nemmeno un Parlamento) le recenti elezioni Kuwaitiane hanno severamente punito i partiti filomonarchici e filo-americani consegnando una solida maggioranza alle formazioni accoppiate della Fratellanza Musulmana locale e del partito islamico ortodosso (che qualche giornalistucolo 'occidentalista' chiamerebbe 'estremista' o 'salafita' nel tentativo di impaurire i lettori).
I partiti dell'opposizione hanno conquistato 34 seggi su 50, di cui 23 ripartiti tra Fratellanza musulmana e islamisti ortodossi: non esiste quindi alcuna possibilità di escluderli dall'amministrazione del potere e, se volessero, e non é detto che non vogliano, potrebbero anche accordarsi con qualche candidato indipendente per assicurarsi una maggioranza imbattibile dalle altre forze politiche. I partiti 'laicisti' e 'liberali' sono praticamente scomparsi dall'agone politico kuwaitiano, così come le quattro parlamentari donna che avevano portato in aula la scorsa legislatura.
Non é ancora chiaro come la nuova maggioranza parlamentare si atteggerà nei confronti della presenza militare americana nel paese, temporaneamente aumentata viste le necessità di spostare le truppe che fino a poche settimane fa occupavano l'Irak. Non é un mistero comunque che tanto l'Ikhwan locale quanto i musulmani ortodossi non vedano affatto di buon occhio la presenza di truppe Usa sul suolo nazionale.
I partiti dell'opposizione hanno conquistato 34 seggi su 50, di cui 23 ripartiti tra Fratellanza musulmana e islamisti ortodossi: non esiste quindi alcuna possibilità di escluderli dall'amministrazione del potere e, se volessero, e non é detto che non vogliano, potrebbero anche accordarsi con qualche candidato indipendente per assicurarsi una maggioranza imbattibile dalle altre forze politiche. I partiti 'laicisti' e 'liberali' sono praticamente scomparsi dall'agone politico kuwaitiano, così come le quattro parlamentari donna che avevano portato in aula la scorsa legislatura.
Non é ancora chiaro come la nuova maggioranza parlamentare si atteggerà nei confronti della presenza militare americana nel paese, temporaneamente aumentata viste le necessità di spostare le truppe che fino a poche settimane fa occupavano l'Irak. Non é un mistero comunque che tanto l'Ikhwan locale quanto i musulmani ortodossi non vedano affatto di buon occhio la presenza di truppe Usa sul suolo nazionale.
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giovedì 1 dicembre 2011
Nuovo Primo Ministro nominato in Kuwait, ma più che un tentativo di riforma sembra l'ennesimo "giro di giostra"!
L'Emiro del Kuwait Sceicco Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah ha nominato nuovo Premier l'ex-Ministro della Difesa Sceicco Jaber al-Ahmad al-Sabah (nella foto), secondo quanto riportato dall'Agenzia stampa ufficiale kuwaitiana. La nomina era stata resa necessaria dalle dimissioni dell'ex Primo Ministro Sceicco Nasser Mohammed, nipote dell'Emiro, che ha dovuto lasciare il potere per la settima volta in appena cinque anni.
Le massicce proteste popolari, qualcosa di veramente inaudito e inaspettato nel piccolo emirato petrolifero che fino a vent'anni fa non aveva nemmeno un Parlamento, sono state fondamentali per convincere il regnante a un gesto chiaro di rottura col passato (dal 2006 a oggi aveva sempre riaffidato l'incarico governativo al nipote, dopo ogni crisi), ma, il fatto di aver scelto un altro membro della Casa Reale come nuovo Primo Ministro in pectore ha deluso molti che si aspettavano qualcosa di più.
Il Neopremier infatti era anche vice dell'ex-Capo del Governo (oltre che Ministro della Difesa), ben da dieci anni, chiara dunque la volontà di continuità che ha animato la scelta del quasi settuagenario Emiro Sabah. Le proteste che sono costate a Nasser Mohammed la poltrona di Premier sono state originate da uno scandalo di corruzione che ha coinvolto oltre a lui stesso diversi Ministri del suo gabinetto e almeno sedici parlamentari.
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venerdì 18 novembre 2011
Crescono le accuse contro il Premier kuwaitiano, mentre l'Emiro del piccolo stato petrolifero dichiara l'emergenza!
L'ordine di "adottare tutte le misure necessarie al ristabilimento dell'ordine dopo il recente attacco al Parlamento" é stato emanato nelle scorse ore dall'Emiro del Kuwait Sceicco Sabah al-Ahmad al-Sabah (sopra), se non é uno stato d'assedio vero e proprio poco ci manca e il segnale che quanti, da questo momento in poi avessero intenzione di continuare le manifestazioni di piazza lo faranno a loro rischio é stato praticamente lanciato. Secondo quanto riportato dalla France Presse l'Emiro avrebbe ordinato al Ministero dell'Interno e alla Guardia Nazionale di prendere provvedimenti per confrontare ogni minaccia alla sicurezza del paese e all'ordine pubblico.
La raccomandazione di "ritenersi investiti di tutta l'autorità necessaria a far cessare atti pericolosi e vergognosi" suona particolarmente minacciosa, perché vuol dire che la corte appoggerà ogni misura presa da poliziotti e militari, purché "motivata" dal punto di vista della sicurezza nazionale. Ma chi controllerà e sanzionerà eventuali abusi? Questo il decreto di emergenza emesso dall'Emiro non lo dice. Né, d'altra parte, specifica quali 'misure' vengono autorizzate per far cessare le manifestazioni popolari causate dallo sdegno per le accuse di corruzione levate contro il Premier (nipote dell'Emiro), a cui adesso si aggiungono anche pesanti addebiti di peculato.
Nasser al-Ahmad al-Sabah, nominato Primo Ministro nel 2006 é stato sfiduciato e costretto alle dimissioni ben sei volte ma, dopo altrettante tornate elettorali, é stato sempre rinominato capo dell'Esecutivo dal sovrano del piccolo e ricchissimo emirato petrolifero. Ora però, accusato di aver usato fondi pubblici per corrompere parlamentari indipendenti o di opposizione e di averne persino stornato una parte su suoi conti correnti personali per meglio disporne a suo piacimento, ha suscitato un'ondata di sdegno tale nella popolazione da portarne una parte a scendere in piazza e attaccare persino la sede della Camera dei deputati.
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giovedì 17 novembre 2011
Riunione d'emergenza del Governo kuwaitiano convocata dall'Emiro, la popolazione continua a ribellarsi!
Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse il Consiglio dei Ministri kuwaitiano si sarebbe riunuto in una sessione d'emergenza convocata in fretta e furia dallo Sciecco Sabah al-Ahmad al-Sabah, Emiro e sovrano del piccolo ma ricchissimo stato del Golfo, a seguito della intensità senza precedenti delle manifestazioni popolari contro le accuse di corruzione al settantunenne nipote dell'Emiro, lo Sceicco Nasser, che avrebbe usato fondi pubblici per corrompere parlamentari indipendenti o di opposizione.
I dimostranti continuano a occupare le piazze dopo essersi scontrati almeno due volte con le forze di polizia dell'emirato, che in ultimo hanno permesso loro di presidiare i dintorni del Parlamento (preso d'assalto nella prima ondata di proteste) ma non di proseguire verso la residenza di Premier per chiederne le dimissioni definitive. Diciamo 'definitive' perché nei suoi finora cinque anni di incarico Nasser Mohammed al-Ahmed al-Sabah si é dimesso sei volte ma, dopo nuove elezioni parlamentari é sempre stato rimesso in sella dallo zio regnante.
Il Kuwait ha istituti democratici ancora giovani e imperfetti, fino a tutti gli anni '80 non esisteva nulla di simile a una assemblea rappresentativa o un Governo; la famiglia reale amministrava lo Stato come cosa propria e si avvaleva di consulenti stranieri per le materie finanziare e tecniche, l'altissimo tenore di vita garantito ai pochi abitanti dalle rendite petrolifere sembrava un ottimo anestetico contro la mancanza di Democrazia. Dopo l'invasione irakena del 1990-91 però l'Emiro venne amichevolmente costretto da Bush Sr. a 'concedere' un Parlamento che dapprima meramente accessorio si é caricato via via di prerogative prima di esclusivo appannaggio di Sua Altezza.
Però attraverso la ratifica degli atti della Camera e del Governo e tramite il potere di nominare i capi di quest'ultimo vediamo che la capacità di manovra dell'Emiro nelle questioni politiche rimane sempre molto rilevante.
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Migliaia di Kuwaitiani assaltano il Parlamento chiedendo le dimissioni del Premier settuagenario!
Uno sviluppo tanto improvviso quanto sorprendente negli eventi della "Primavera Araba" arriva ieri da una zona che finora sembrava relativamente tranquilla, quella del Kuwaiti, piccolo e ricchissimo emirato che poco più di venti anni fa venne occupato militarmente per alcuni mesi dall'Irak di Saddam Hussein; migliaia di cittadini inferociti si sono aperti con la forza la via fino al Parlamento nazionale, dove hanno chiesto a gran voce le dimissioni dello Sceicco Nasser Mohammed al-Ahmed al-Sabah, settantunenne capo del Governo accusato di gravi episodi di malversazione.
La folla ha anche chiesto lo scioglimento del Parlamento (che venne concesso dall'Emiro del Kuwait poco dopo il ritiro delle forze irakene di occupazione) cantando slogan come "Licenziamo il Capo del Parlamento" e "Il Parlamento appartiene al popolo". La polizia, dopo un primo tentativo di fermare la folla all'esterno dell'edificio, conclusosi con un insuccesso, ha ripetuto i suoi attacchi quando la folla, lasciato il Parlamento, ha cercato di dirigersi verso la residenza del Premier.
Cinque persone sono rimaste ferite e i dimostranti sono tornati sui loro passi promettendo che non lasceranno i dintorni della Camera, ove si accamperanno, fino a che i le loro richieste non verranno accolte. L'opposizione (che conta 20 deputati su una assise di 50 seggi), guidata da Mussallam al-Barrak, Faisal al-Muslim e Abdulrahman al-Anjari accusa il Primo Ministro di aver usato 350 milioni di dollari di fondi pubblici per corrompere deputati in maniera che votassero col Governo su certi provvedimenti.
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