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lunedì 4 giugno 2018

A Deir Hafer i Clan e le Tribù siriane (soprattutto sunnite) hanno giurato Resistenza alle presenze curde e straniere!

La riunione dei capi dei clan e delle tribù siriane del Centro e dell'Est del paese, tenutasi recentemente a Deir Hafer, non é stata una semplice 'passerella' o un'occasione di ribadire in maniera superficiale e cosmetica la fedeltà dei gruppi etnici in questione al legittimo Governo di Damasco, come mostrano le immagini che proponiamo di seguito é stata anche un maniera di dimostrare la forza militare di questi gruppi, che si sono detti determinati a intraprendere una sistematica opera di Resistenza contro l'occupazione curda (facilitata e sostenuta da potenze straniere come Usa e Francia) di aree della Siria settentrionale.


domenica 3 giugno 2018

Oltre settanta leader siriani di tribù e clan si riuniscono per coordinare le iniziative contro le presenze curde e straniere nel Nord del paese!

La Siria non é solamente le metropoli di Damasco, Aleppo, le città operose e popolose di Homs, Latakia, Tartous; la Siria é anche un paese di clan e di tribù che vivono sparse nei vasti spazi del centro e dell'Est del paese.

Spesso abbiamo riportato i successi degli sforzi del Governo per mantenere i contatti con queste realtà del paese, importanti per mantenere il controllo e la vigilanza su ampie fasce del territorio nazionale.
Come si vede in questo pur succinto servizio fotografico le tribù e i clan siriani possono mobilitare molte centinaia di uomini usi ad adoperare le armi e, soprattutto, in possesso di una impareggiabile conoscenza dei terreni nei quali vivono.

venerdì 17 novembre 2017

Quando la shariah...fa male! Meeting d'emergenza dei leader superstiti dell'ISIS bombardato dai Mig di Assad!

Il sito-web Al-Darar comunica che una riunione d'emergenza dell'ISIS, che ha convocato in una località supposta segreta nella parte di Provincia di Deir Ezzour ancora transitabile ai terroristi praticamente tutti i comandanti di grado, onde decidere una linea di condotta comune di fronte allo sgretolamento di quello che pomposamente tre anni fa si era dichiarato "Califfato" è stata bombardata dai jet siriani.

Abu Rokaya Faransi, Saddam al-Jamale e Hazem Barqash, rispettivamente capo militare, capo della sicurezza e membro del 'consiglio consultivo' del "Daash" erano presenti, insieme ai 'capi religiosi' Mola Hami, Haytham al-Qazi, Tak Tak, Foras al-Homsi nom de guerre Abu Ayesha, Abu Asma al-Shami, Abu Walid Faloujah, Abu Torab al-Turkistani, Abu Davoud al-Tajiki, Abu Talha al-Shishani.

giovedì 12 gennaio 2017

Trentadue terroristi (tra cui 11 comandanti) polverizzati dalla SyAAF a Idlib!

Jet da combattimento siriani hanno lanciato un pesantissimo raid su un meeting di terroristi "ospitati" dal Fronte Al Nusra nella Provincia di Idlib, a cui partecipavano delegazioni di Jaysh Islam, Ajnad Sham, Shoghour al-Sham, Jabhat Shamiya e Faylaq al-Sham.
Secondo i rapporti emessi dal comando siriano, almeno trentadue terroristi, tra cui undici comandanti delle varie fazioni sono stati eliminati; era probabile anche la presenza di agenti e mediatori stranieri.

giovedì 14 gennaio 2016

Undici comandanti dell'ISIS inceneriti da un attacco aereo irakeno contro Al-Qaim!

Con l'aviazione russa e quella siriana e irakena scatenate sulle vie di comunicazione, contrabbando, rifornimento e logistica del cosiddetto "califfato" non é affatto sorprendente che i leader dell'organizzazione takfira sostenuta da Turchia, tirannie del petrolio, Usa e regime ebraico si incontrino per decidere quali contromisure adottare a riguardo.

Quando la notizia di uno di questi incontri viene intercettata dagli apparati di intelligence della coalizione antiterrorismo Russia-Iran-Irak-Siria (più Hezbollah) é chiaro che si presenta l'occasione di un'incursione aerea di altissimo valore.

domenica 27 dicembre 2015

Ecco un altro ratto che ha smesso di ridere! L'Aviazione Russa elimina anche Ahmad Abu Al-Baraa!

Dopo il "Regalo di Natale" costituito dalla mai troppo anticipata morte del takfiro Zahran Alloosh anche il giorno di Santo Stefano ci ha riservato una gradevole sorpresa, di nuovo per opera dei cacciabombardieri schierati nella base di Latakia.

Ahmad Abu Al-Baraa, comandante dei terroristi di Ahrar Sham, schierati soprattutto a Sud-Ovest di Aleppo e recentemente ricacciati indietro di chilometri e chilometri dalle tambureggianti offensive della 4a Divisione Meccanizzata, delle fanterie di Hezbollah e dei contingenti di volontari sciiti di Al-Nujaba e Kataeb Hezbollah, é stato eliminato ieri in un attacco aereo di precisione.

lunedì 29 giugno 2015

I jet di Assad polverizzano la prigione di Gharaz con dozzine di comandanti di Al-Nusra e altre formazioni riuniti al suo interno!

I comandanti provinciali delle fazioni terroristiche che hanno da poco subito un'umiliante sconfitta nel Governatorato di Daraa, fallendo nell'obiettivo di troncare le comunicazioni tra la città capoluogo e la capitale Damasco avevano convocato una riunione nella prigione di Gharaz, vicino a Sawame, per fare il punto della situazione e cercare di riordinare le loro fila.
L'intelligence militare siriana, sempre aiutata dalla popolazione locale che odia e disprezza i ratti terroristi, ha scoperto il 'vertice' e ha prontamente avvisato i comandi dell'Aviazione, che hanno distaccato una squadriglia di MiG-23 equipaggiati con armi di precisione.

venerdì 18 novembre 2011

Crescono le accuse contro il Premier kuwaitiano, mentre l'Emiro del piccolo stato petrolifero dichiara l'emergenza!


L'ordine di "adottare tutte le misure necessarie al ristabilimento dell'ordine dopo il recente attacco al Parlamento" é stato emanato nelle scorse ore dall'Emiro del Kuwait Sceicco Sabah al-Ahmad al-Sabah (sopra), se non é uno stato d'assedio vero e proprio poco ci manca e il segnale che quanti, da questo momento in poi avessero intenzione di continuare le manifestazioni di piazza lo faranno a loro rischio é stato praticamente lanciato. Secondo quanto riportato dalla France Presse l'Emiro avrebbe ordinato al Ministero dell'Interno e alla Guardia Nazionale di prendere provvedimenti per confrontare ogni minaccia alla sicurezza del paese e all'ordine pubblico.

La raccomandazione di "ritenersi investiti di tutta l'autorità necessaria a far cessare atti pericolosi e vergognosi" suona particolarmente minacciosa, perché vuol dire che la corte appoggerà ogni misura presa da poliziotti e militari, purché "motivata" dal punto di vista della sicurezza nazionale. Ma chi controllerà e sanzionerà eventuali abusi? Questo il decreto di emergenza emesso dall'Emiro non lo dice. Né, d'altra parte, specifica quali 'misure' vengono autorizzate per far cessare le manifestazioni popolari causate dallo sdegno per le accuse di corruzione levate contro il Premier (nipote dell'Emiro), a cui adesso si aggiungono anche pesanti addebiti di peculato.

Nasser al-Ahmad al-Sabah, nominato Primo Ministro nel 2006 é stato sfiduciato e costretto alle dimissioni ben sei volte ma, dopo altrettante tornate elettorali, é stato sempre rinominato capo dell'Esecutivo dal sovrano del piccolo e ricchissimo emirato petrolifero. Ora però, accusato di aver usato fondi pubblici per corrompere parlamentari indipendenti o di opposizione e di averne persino stornato una parte su suoi conti correnti personali per meglio disporne a suo piacimento, ha suscitato un'ondata di sdegno tale nella popolazione da portarne una parte a scendere in piazza e attaccare persino la sede della Camera dei deputati.
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giovedì 17 novembre 2011

Riunione d'emergenza del Governo kuwaitiano convocata dall'Emiro, la popolazione continua a ribellarsi!


Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse il Consiglio dei Ministri kuwaitiano si sarebbe riunuto in una sessione d'emergenza convocata in fretta e furia dallo Sciecco Sabah al-Ahmad al-Sabah, Emiro e sovrano del piccolo ma ricchissimo stato del Golfo, a seguito della intensità senza precedenti delle manifestazioni popolari contro le accuse di corruzione al settantunenne nipote dell'Emiro, lo Sceicco Nasser, che avrebbe usato fondi pubblici per corrompere parlamentari indipendenti o di opposizione.

I dimostranti continuano a occupare le piazze dopo essersi scontrati almeno due volte con le forze di polizia dell'emirato, che in ultimo hanno permesso loro di presidiare i dintorni del Parlamento (preso d'assalto nella prima ondata di proteste) ma non di proseguire verso la residenza di Premier per chiederne le dimissioni definitive. Diciamo 'definitive' perché nei suoi finora cinque anni di incarico Nasser Mohammed al-Ahmed al-Sabah si é dimesso sei volte ma, dopo nuove elezioni parlamentari é sempre stato rimesso in sella dallo zio regnante.

Il Kuwait ha istituti democratici ancora giovani e imperfetti, fino a tutti gli anni '80 non esisteva nulla di simile a una assemblea rappresentativa o un Governo; la famiglia reale amministrava lo Stato come cosa propria e si avvaleva di consulenti stranieri per le materie finanziare e tecniche, l'altissimo tenore di vita garantito ai pochi abitanti dalle rendite petrolifere sembrava un ottimo anestetico contro la mancanza di Democrazia. Dopo l'invasione irakena del 1990-91 però l'Emiro venne amichevolmente costretto da Bush Sr. a 'concedere' un Parlamento che dapprima meramente accessorio si é caricato via via di prerogative prima di esclusivo appannaggio di Sua Altezza.

Però attraverso la ratifica degli atti della Camera e del Governo e tramite il potere di nominare i capi di quest'ultimo vediamo che la capacità di manovra dell'Emiro nelle questioni politiche rimane sempre molto rilevante.
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giovedì 8 settembre 2011

L'Ufficio della Lega Araba per il Boicottaggio di israele si riunisce al Cairo per la prima volta dal 2001!


Con la caduta del tiranno Mubarak e la nomina di Nabil Arabi alla Segreteria della Lega Araba (dove ha sostituito Amr Moussa, impegnato a costruire la sua campagna elettorale per le elezioni presidenziali) l'Egitto ha rapidamente riguadagnato la giusta preminenza nello schieramento antisionista dei paesi arabi, posizione a cui più di trent'anni di supina e meschina capitolazione ai 'Diktat' israelo-americani lo avevano brutalmente e incongruamente strappato dopo decenni passati a opporsi con ogni mezzo (dalle armi alla diplomazia, dal commercio allo spionaggio) all'illegale e ingiusta occupazione della terra palestinese.

Ne è ulteriore prova (se di prove dovesse esserci ancora bisogno) il fatto che l'86esima seduta dell'Ufficio della Lega Araba per il Boicottaggio dell'entità sionista sia attualmente in corso di svolgimento proprio nella capitale egiziana, sede ove l'ultima sessione simile si era tenuta oltre dieci anni fa; nel clima di isteria filosionista, antiaraba e islamofoba seguita al 2001 infatti i burattinai dell'ormai deposto tiranno Mubarak non avevano 'gradito' ulteriori riunioni del genere nel Paese delle Piramidi, motivo per cui era stata Damasco (sempre rimasta portabandiera del fronte anti-imperialista e anti-israeliano) ad accogliere tutti i meeting successivi.

Ora, grazie alla 'Primavera Araba', il vento é cambiato ed é un auro fresco e latore di nuove speranze quello che reca le dichiarazioni programmatiche sotto i cui auspici si é aperto il consesso: "Vogliamo che il boicottaggio prosegua e si intensifichi in modo da causare all'entità dell'occupazione il massimo danno possibile, soprattutto in questo periodo di instabilità economica che sta severamente colpendo i suoi finanziatori e sostenitori esteri, causando gravi ripercussioni anche al suo interno, come testimoniato dalle grandi manifestazioni di questi giorni". L'assistente del Segretario generale Arabi con delega per gli Affari Palestinesi, Mohammed Sabih, ha dichiarato che l'impegno a cui si sono detti favorevoli tutti i partecipanti alla riunione riflette una dedizione genuina, grazie alla quale sarà possibile ottenere grandi risultati a breve e a lungo termine.
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