Ancora una volta con estremo orgoglio possiamo presentare al nostro affezionato pubblico una FOTO ESCLUSIVA che si collega DIRETTAMENTE con la precedente notizia dei grandi progressi di Hezbollah ed Esercito Siriano contro l'ISIS nel Qalamoun Occidentale.
In questa foto potete vedere l'esplosione che segna la fine del Quartier Generale del sedicente Emiro (che, per dirla con l'amico Ouday Ramadan "Nessuno ha mai 'Emirato'!") Mowaffaq al-Jarban (prego inserire battute grevi e volgari sull'assonanza del suo nome di battesimo con l'italico "Mavaffan"...).
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giovedì 24 agosto 2017
Scoop eccezionale di Palaestina Felix che vi presenta lo scatto del preciso momento in cui il Quartier Generale dell'Emiro dell'ISIS Al-Jarban salta per aria!
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mercoledì 30 novembre 2016
"Emiro" dell'ISIS a Raqqa eliminato nella sua auto: operazione speciale russo-siriana o omicidio CIA-mossad?
A Raqqa, in quello che rimane dell'ormai declinante "califfato" dell'ISIS, un barbuto di nome Abu Amineh Halabi che stava venendo scarrozzato dal suo autista nella parte Est di Sharakseh è stato abbattuto da assalitori mascherati che lo hanno crivellato di colpi usando pistole automatiche dotate di silenziatori.
Solitamente quando i takfiri si ammazzano tra loro usano le bombe oppure metodi di assassinio meno raffinati, questo attentato sembra avere tutte le caratteristiche di un agguato dei servizi segreti.
Già, ma di quali?
I Siriani e i Russi sembrano corrispondere al profilo: esecuzione precisa, pulita, forse volta a scardinare la rete di comando del 'Daash' prima di una grande offensiva contro Al-Bab o Deir Hafer.
Solitamente quando i takfiri si ammazzano tra loro usano le bombe oppure metodi di assassinio meno raffinati, questo attentato sembra avere tutte le caratteristiche di un agguato dei servizi segreti.
Già, ma di quali?
I Siriani e i Russi sembrano corrispondere al profilo: esecuzione precisa, pulita, forse volta a scardinare la rete di comando del 'Daash' prima di una grande offensiva contro Al-Bab o Deir Hafer.
venerdì 27 febbraio 2015
Il Parco Centrale di Deir Ezzour cade in mano ai parà del Generale Zahr Eddine!!
Siamo lieti di comunicare ai nostri affezionati lettori che i coraggiosissimi parà del Generale Zahr Eddine (nella foto, sulla destra) sono riusciti nella giornata di ieri a strappare ai barbuti dell'ISIS la strada principale del Parco Centrale di Deir Ezzour.
Gli uomini della 104esima Brigata della Guardia Repubblicana hanno eliminato dozzine di terroristi sostenuti da pickup e camion armati con cannoncini e mitragliere ormai controllano l'importante area verde che a lungo era stata il principale 'campo di marte' del cosiddetto 'califfato' nella città.
Gli uomini della 104esima Brigata della Guardia Repubblicana hanno eliminato dozzine di terroristi sostenuti da pickup e camion armati con cannoncini e mitragliere ormai controllano l'importante area verde che a lungo era stata il principale 'campo di marte' del cosiddetto 'califfato' nella città.
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giovedì 26 febbraio 2015
A Deir Ezzour il nuovo 'emiro' dell'ISIS non dura manco due giorni prima che le truppe di Zahr Eddine gli piantino una palla in testa!!
La 104esima Brigata Parà della Guardia Repubblicana, guidata dall'inconfondibile generale druso Issam Zahr Eddine ha respinto per due volte i tentativi dei tagliagole dell'ISIS di condurre una duplice infiltrazione nei dintorni della fascia di rispetto dell'Aeroporto di Deir Ezzour; ormai l'ossessione dei takfiri verso quell'installazione é tale che stanno consumando tutte le loro risorse in futili attacchi, facilitando così la caduta di altre loro posizioni in mano all'Esercito Siriano.
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venerdì 7 febbraio 2014
Terroristi sconfitti alla Prigione di Aleppo: chiarificazioni e bilanci sull'accaduto!
A metà di ieri mattina, preceduti da un mostruoso "camion-bomba" che con ben venti tonnellate di esplosivo doveva fare da "ariete di sfondamento", i militanti di Al-Nusra e del Fronte Islamico guidati dal cosiddetto 'Emiro' ceceno Sayfullah Al-Shishan hanno cercato di assaltare la Prigione centrale di Aleppo. I canali mediatici dei terroristi erano stati istruiti per tempo e da subito hanno iniziato a ciarlare di 'totale vittoria' della Prigione 'conquistata' dai wahabiti e di ben 3800 prigionieri rilasciati.
In realtà colpi di lanciagranate bene assestati hanno fatto esplodere l'ariete dei terroristi cento metri distante dal suo obiettivo, il cancello principale del compound, ma tuttavia gli attaccanti non si sono persi d'animo e hanno investito la struttura da molte direzioni diverse, tentando di sopraffare i difensori.
Il tempestivo intervento dell'aviazione dell'Esercito siriano, con cacciabombardieri ed elicotteri, ha colpito le retrovie dei mercenari qaedisti, impedendo loro di poter far affluire rinforzi di uomini e di munizioni ai loro complici impegnati contro la Prigione e ha condannato al fallimento l'assalto, pur portato con determinazione suicida.
In ultimo oltre cento mercenari stranieri, tra cui lo stesso Emiro ceceno, sono stati eliminati mentre le perdite governative sono state molto contenute, tra gli otto e gli undici morti.
In realtà colpi di lanciagranate bene assestati hanno fatto esplodere l'ariete dei terroristi cento metri distante dal suo obiettivo, il cancello principale del compound, ma tuttavia gli attaccanti non si sono persi d'animo e hanno investito la struttura da molte direzioni diverse, tentando di sopraffare i difensori.
Il tempestivo intervento dell'aviazione dell'Esercito siriano, con cacciabombardieri ed elicotteri, ha colpito le retrovie dei mercenari qaedisti, impedendo loro di poter far affluire rinforzi di uomini e di munizioni ai loro complici impegnati contro la Prigione e ha condannato al fallimento l'assalto, pur portato con determinazione suicida.
In ultimo oltre cento mercenari stranieri, tra cui lo stesso Emiro ceceno, sono stati eliminati mentre le perdite governative sono state molto contenute, tra gli otto e gli undici morti.
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giovedì 6 febbraio 2014
L'Esercito Siriano respinge attacco takfiro alla Prigione di Aleppo e uccide l'Emiro ceceno Saifullah!
Con le forze del Presidente Assad che accumulano una vittoria dopo l'altra e costringono le bande terroriste mercenarie in perimetri sempre più ristretti dove scovarle ed eliminarle é facile quanto sparare ai pesci in barile si capisce che i leader di Al-Nusra e dell'ISIL abbiano un disperato bisogno di qualche "vittoria" da mostrare ai loro finanziatori emiri del Golfo per convincerli a continuare a foraggiare la loro causa ormai condannata.
Per questo nelle scorse ore una task force mista di Al-Nusra e del Fronte Islamico ha inutilmente cercato di dare l'assalto alla Prigione Centrale di Aleppo, struttura che ormai ha la fama di un Alcazar imprendibile, contro cui più e più volte gli attacchi dei tagliagole wahabiti si sono infranti senza alcun costrutto.
Ancora una volta però i loro sforzi sono stati vani e gli assalitori sono stati respinti in disordine con gravissime perdite, tra cui, spicca significativamente, persino l'Emiro ceceno Saifullah, leader della spedizione suicida, il cui cadavere, nonostante gli sforzi dei seguaci per tentare di recuperarlo, é stato "preso prigioniero" dagli uomini dell'Esercito.
Per questo nelle scorse ore una task force mista di Al-Nusra e del Fronte Islamico ha inutilmente cercato di dare l'assalto alla Prigione Centrale di Aleppo, struttura che ormai ha la fama di un Alcazar imprendibile, contro cui più e più volte gli attacchi dei tagliagole wahabiti si sono infranti senza alcun costrutto.
Ancora una volta però i loro sforzi sono stati vani e gli assalitori sono stati respinti in disordine con gravissime perdite, tra cui, spicca significativamente, persino l'Emiro ceceno Saifullah, leader della spedizione suicida, il cui cadavere, nonostante gli sforzi dei seguaci per tentare di recuperarlo, é stato "preso prigioniero" dagli uomini dell'Esercito.
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mercoledì 25 aprile 2012
Ennesimo caporedattore di Al-Jazeera si licenzia per non voler diffondere notizie false e denuncia: "La TV del Qatar totalmente venduta agli interessi israeliani!"
Al-Jazeera, o Al-Israzeera? Da quanto il Monarca del Qatar Emiro Al-Thani ha installato i propri fedelissimi a capo di quella che era stata la prima emittente "all-news" in lingua araba, il primo canale in anni ormai lontani a spezzare il monopolio angloamericano dell'informazione globale, la rete ha abdicato al suo ruolo di voce coraggiosa e scomoda nell'ingessato e ipocrita panorama dei media mainstream assumendo posizioni sempre più "allineate e coperte" e sempre più sottomesse ai diktat della corte di Doha, fino ad arrivare all'ultimo periodo, quello della menzogna spacciata per verità, del sostegno subdolo ai terroristi mercenari infiltrati in Siria e gabolati come 'rivoluzionari popolari in lotta contro Assad', che ha causato un vero e proprio terremoto interno e una serie di dimissioni e licenziamenti a catena di personale (altissimamente qualificato) che era entrato nel network per fare giornalismo e non per giocare all'Agenzia Stefani passando le 'veline' gradite a un re-fannullone corrotto e asservito a Washington e Tel Aviv.
Ultimo in questa serie di dimissionari eccellenti é stato Melhem Ria, libanese, Caporedattore da Teheran che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Quale é stato il motivo delle sue dimissioni?
Fondamentalmente a convincermi a rassegnare le dimissioni sono stati quattro fattori: il pregiudizio negativo di Al-Jazeera contro l'Asse della Resistenza, la conseguente mancanza di obiettività nel relare notizie a esso collegate, l'eccessivo accento dato a poche tematiche controverse nel tentativo di fomentare rivalità e inimicizie nel mondo musulmano, il sostegno dato dalla rete al regime del Barhein e alla sua repressione delle proteste.
Ha sperimentato problemi nello svolgimento della sua attività professionale?
I problemi che ho sperimentato sono stati inerenti ai punti che ho evidenziato prima, comunque ci tengo a dire che anche se non avessi avuto personalmente alcun problema il solo fatto di lavorare per una rete così profondamente impegnata nella distorsione dei fatti reali sarebbe stato sufficiente a farmi sentire a disagio e a farmi dimettere.
Quale fattore le ha pesato più di altri nel farle prendere questa decisione?
Certamente la politica editoriale profondamente ostile all'Asse della Resistenza; io sono libanese, sostengo la Resistenza nel mio Paese e nella regione e non lo ho mai nascosto, come giornalista sentivo che sarei stato ipocrita a celare le mie idee politiche. Bene, gli attuali manovratori di Al-Jazeera vorrebbero vedere l'Asse della Resistenza obliterato dalla regione e il loro obiettivo primario ora é ottenere in qualunque modo, a qualsivoglia costo, le dimissioni di Assad in Siria per sostituirlo con un governo Conservatore allineato con Doha e Riyadh e capace di garantire "sicurezza" a Israele sul confine col Golan visto che il regime ebraico deve ora rafforzare le difese a Sud contro l'Egitto.
Vi é una cospirazione in atto che unisce America, Israele, Sauditi e Qatarioti che mira a parcellizzare il Medio Oriente su base etnica e religiosa in modo da renderlo più malleabile alla potenza imperialista Usa e da 'garantire sicurezza' all'occupazione sionista.
Quali effetti ha questa politica editoriale subordinata sugli ascolti del network?
Risultati? I risultati sono disastrosi! Al-Jazeera ha perso almeno 13 milioni di ascoltatori nell'ultimo anno. Una volta era ascoltata da tutto il mondo arabo e musulmano, adesso in Libano, in Siria, in Iran, in Yemen, in Barhein é insultata, disprezzata, le sue troupe vengono cacciate via a male parole e spesso anche a sassate, chi ha interesse a sentire il megafono della propaganda dell'Emiro del Qatar? Prima, quando era considerata una fonte indipendente e autonoma il suo 'appeal' era enormemente maggiore.
Ultimo in questa serie di dimissionari eccellenti é stato Melhem Ria, libanese, Caporedattore da Teheran che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Quale é stato il motivo delle sue dimissioni?
Fondamentalmente a convincermi a rassegnare le dimissioni sono stati quattro fattori: il pregiudizio negativo di Al-Jazeera contro l'Asse della Resistenza, la conseguente mancanza di obiettività nel relare notizie a esso collegate, l'eccessivo accento dato a poche tematiche controverse nel tentativo di fomentare rivalità e inimicizie nel mondo musulmano, il sostegno dato dalla rete al regime del Barhein e alla sua repressione delle proteste.
Ha sperimentato problemi nello svolgimento della sua attività professionale?
I problemi che ho sperimentato sono stati inerenti ai punti che ho evidenziato prima, comunque ci tengo a dire che anche se non avessi avuto personalmente alcun problema il solo fatto di lavorare per una rete così profondamente impegnata nella distorsione dei fatti reali sarebbe stato sufficiente a farmi sentire a disagio e a farmi dimettere.
Quale fattore le ha pesato più di altri nel farle prendere questa decisione?
Certamente la politica editoriale profondamente ostile all'Asse della Resistenza; io sono libanese, sostengo la Resistenza nel mio Paese e nella regione e non lo ho mai nascosto, come giornalista sentivo che sarei stato ipocrita a celare le mie idee politiche. Bene, gli attuali manovratori di Al-Jazeera vorrebbero vedere l'Asse della Resistenza obliterato dalla regione e il loro obiettivo primario ora é ottenere in qualunque modo, a qualsivoglia costo, le dimissioni di Assad in Siria per sostituirlo con un governo Conservatore allineato con Doha e Riyadh e capace di garantire "sicurezza" a Israele sul confine col Golan visto che il regime ebraico deve ora rafforzare le difese a Sud contro l'Egitto.
Vi é una cospirazione in atto che unisce America, Israele, Sauditi e Qatarioti che mira a parcellizzare il Medio Oriente su base etnica e religiosa in modo da renderlo più malleabile alla potenza imperialista Usa e da 'garantire sicurezza' all'occupazione sionista.
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mercoledì 11 gennaio 2012
Il Premier Haniyeh torna a Gaza dopo il suo viaggio diplomatico in quattro Stati: calorosa accoglienza da parte della popolazione!
"Questo viaggio é stato un successo per il Governo, per Hamas, per la Resistenza e per tutti i Palestinesi di Gaza e non, é stato un colpo vibrato all'assedio e all'occupazione!". Con queste parole il Primo Ministro palestinese Haniyeh é rientrato in patria dopo il suo tour diplomatico al Cairo, Khartoum, Istanbul, Ankara e Tunisia.
Accolto da una folla festante ha dichiarato ai cronisti che nel prossimo futuro, forse già nell'immediato si materializzerà a livello arabo, musulmano e regionale un più ampio e forte sostegno alle iniziative palestinesi di Resistenza.
Haniyeh ha annunciato che quanto prima, il prima possibile, ripartirà per un secondo viaggio di visite ufficiali, questa volta mirato verso i paesi arabi del Golfo e, forse, anche verso l'Iran.
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lunedì 26 dicembre 2011
Prende il via il tour diplomatico di Ismail Haniyeh: prima tappa l'Egitto!
Il Premier palestinese Ismail Haniyeh ha lasciato ieri la Striscia di Gaza attraverso il varco di confine di Rafah dando così il via al tour diplomatico che lo porterà a visitare le capitali di numerosi paesi, a cominciare dall'Egitto.
Haniyeh ha dichiarato che é orgoglioso che il suo viaggio cominci dal paese fratello dell'Egitto, che tocchi poi la "culla della Primavera Araba" (la Tunisia) e che, inoltre, prenderà parte a una conferenza su Gerusalemme nella capitale sudanese Khartoum.
Ha anche affermato che Gerusalemme rimarrà eterna capitale araba e islamica di Palestina nonostante tutti i tentativi dell'occupazione sionista di "impiantare" artificalmente nuclei di coloni ebrei nel suo tessuto storico, etnico e culturale; Haniyeh ha dichiarato di pregare per la stabilità di tutti i paesi arabi, sottolineando che il suo Governo e il Movimento Hamas rimangono contrari a manifestazioni violente come quelle che hanno avuto luogo recentemente al Cairo, per volontà di alcuni partiti politici rimasti delusi dall'esito elettorale.
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venerdì 23 dicembre 2011
Haniyeh prepara il prossimo 'tour' diplomatico e riceve una delegazione umanitaria giordana!
Il consigliere politico Yousouf Rizqa (foto sotto) ha dichiarato che l'annunciato "tour" diplomatico del Premier Ismail Haniyeh in diversi paesi arabi e mediorientali sottolineerà le problematiche dello sviluppo, della ricostruzione e del dramma della disoccupazione nella Striscia di Gaza assediata dall'entità sionista.
In una conferenza stampa tenutasi recentemente Rizqa ha dichiarato che le tappe finora certe saranno Qatar, Turchia e Tunisia, ma non sono escluse altre destinazioni. E' stato sottolineato che questo viaggio sarà molto importante e avrà profondi riflessi e influenze nello spezzare "l'assedio diplomatico" contro Hamas, passo indispensabile per liberarsi, nel prossimo futuro, anche dello strangolamento economico.
In un altro contesto, il Primo Ministro Haniyeh ha ricevuto nel suo ufficio una delegazione dell'organizzazione benefica ascemita, guidata dal Segretario Generale Ahmed al-Amyan, accompagnata da medici e ufficiali dell'Esercito; dopo aver convenuto che non vi é da parte Palestinese "alcuna intenzione o anche solo pensiero" di risolvere la Questione nazionale a scapito dell'integrità o della sovranità giordana il Premier e i suoi ospiti hanno discusso della recente ripresa di relazioni diplomatiche ufficiali tra Amman e Hamas e dei prossimi contributi giordani ai programmi di aiuto internazionale a favore di Gaza.
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martedì 20 dicembre 2011
Il Premier palestinese Haniyeh si prepara a una serie di viaggi diplomatici nel Golfo Persico, Turchia e Tunisia!
Il Premier palestinese Ismail Haniyeh intende impegnarsi in una serie di visite ufficiali che, iniziando dal Qatar, verso il quale ha già ricevuto un invito ufficiale da parte dell'Emiro Hamad al-Thani, potrebbe includere altri stati del Golfo e, possibilmente, anche paesi arabi recentemente teatro dei movimenti di liberazione della 'Primavera Araba', a partire dalla Tunisia.
La notizia é stata data dal consigliere politico del Primo Ministro, Yousuf Rizqa, nel corso del week-end. Anche la Turchia ha invitato il capo dell'Esecutivo di Gaza a visitarla, pur senza specificare una data; Ankara e Istanbul potrebbero venire dunque aggiunte all'itinerario. L'Emiro Al-Thani, apparentemente, avrebbe rivolto ufficialmente il proprio invito ad Haniyeh durante un recente dialogo telefonico in occasione della Giornata nazionale del Qatar.
Oltre allo scambio di auguri e all'invito ufficiale Haniyeh ed Al-Thani avrebbero discusso di una serie di questioni d'attualità riguardo la Palestina, come le continue persecuzioni a Gerusalemme occupata, l'assedio di Gaza, la ricostruzione dei danni patiti nel 'pogrom' di Piombo Fuso ed altre ancora. Haniyeh si sarebbe affidato all'Emiro perché faccia presente le sofferenze e le difficoltà del popolo palestinese durante il prossimo meeting dei Paesi del Golfo.
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venerdì 18 novembre 2011
Crescono le accuse contro il Premier kuwaitiano, mentre l'Emiro del piccolo stato petrolifero dichiara l'emergenza!
L'ordine di "adottare tutte le misure necessarie al ristabilimento dell'ordine dopo il recente attacco al Parlamento" é stato emanato nelle scorse ore dall'Emiro del Kuwait Sceicco Sabah al-Ahmad al-Sabah (sopra), se non é uno stato d'assedio vero e proprio poco ci manca e il segnale che quanti, da questo momento in poi avessero intenzione di continuare le manifestazioni di piazza lo faranno a loro rischio é stato praticamente lanciato. Secondo quanto riportato dalla France Presse l'Emiro avrebbe ordinato al Ministero dell'Interno e alla Guardia Nazionale di prendere provvedimenti per confrontare ogni minaccia alla sicurezza del paese e all'ordine pubblico.
La raccomandazione di "ritenersi investiti di tutta l'autorità necessaria a far cessare atti pericolosi e vergognosi" suona particolarmente minacciosa, perché vuol dire che la corte appoggerà ogni misura presa da poliziotti e militari, purché "motivata" dal punto di vista della sicurezza nazionale. Ma chi controllerà e sanzionerà eventuali abusi? Questo il decreto di emergenza emesso dall'Emiro non lo dice. Né, d'altra parte, specifica quali 'misure' vengono autorizzate per far cessare le manifestazioni popolari causate dallo sdegno per le accuse di corruzione levate contro il Premier (nipote dell'Emiro), a cui adesso si aggiungono anche pesanti addebiti di peculato.
Nasser al-Ahmad al-Sabah, nominato Primo Ministro nel 2006 é stato sfiduciato e costretto alle dimissioni ben sei volte ma, dopo altrettante tornate elettorali, é stato sempre rinominato capo dell'Esecutivo dal sovrano del piccolo e ricchissimo emirato petrolifero. Ora però, accusato di aver usato fondi pubblici per corrompere parlamentari indipendenti o di opposizione e di averne persino stornato una parte su suoi conti correnti personali per meglio disporne a suo piacimento, ha suscitato un'ondata di sdegno tale nella popolazione da portarne una parte a scendere in piazza e attaccare persino la sede della Camera dei deputati.
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giovedì 17 novembre 2011
Riunione d'emergenza del Governo kuwaitiano convocata dall'Emiro, la popolazione continua a ribellarsi!
Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse il Consiglio dei Ministri kuwaitiano si sarebbe riunuto in una sessione d'emergenza convocata in fretta e furia dallo Sciecco Sabah al-Ahmad al-Sabah, Emiro e sovrano del piccolo ma ricchissimo stato del Golfo, a seguito della intensità senza precedenti delle manifestazioni popolari contro le accuse di corruzione al settantunenne nipote dell'Emiro, lo Sceicco Nasser, che avrebbe usato fondi pubblici per corrompere parlamentari indipendenti o di opposizione.
I dimostranti continuano a occupare le piazze dopo essersi scontrati almeno due volte con le forze di polizia dell'emirato, che in ultimo hanno permesso loro di presidiare i dintorni del Parlamento (preso d'assalto nella prima ondata di proteste) ma non di proseguire verso la residenza di Premier per chiederne le dimissioni definitive. Diciamo 'definitive' perché nei suoi finora cinque anni di incarico Nasser Mohammed al-Ahmed al-Sabah si é dimesso sei volte ma, dopo nuove elezioni parlamentari é sempre stato rimesso in sella dallo zio regnante.
Il Kuwait ha istituti democratici ancora giovani e imperfetti, fino a tutti gli anni '80 non esisteva nulla di simile a una assemblea rappresentativa o un Governo; la famiglia reale amministrava lo Stato come cosa propria e si avvaleva di consulenti stranieri per le materie finanziare e tecniche, l'altissimo tenore di vita garantito ai pochi abitanti dalle rendite petrolifere sembrava un ottimo anestetico contro la mancanza di Democrazia. Dopo l'invasione irakena del 1990-91 però l'Emiro venne amichevolmente costretto da Bush Sr. a 'concedere' un Parlamento che dapprima meramente accessorio si é caricato via via di prerogative prima di esclusivo appannaggio di Sua Altezza.
Però attraverso la ratifica degli atti della Camera e del Governo e tramite il potere di nominare i capi di quest'ultimo vediamo che la capacità di manovra dell'Emiro nelle questioni politiche rimane sempre molto rilevante.
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