Unità della Marina Egiziana hanno sequestrato un cargo battente bandiera africana che aveva appena lasciato il porto di Eilat, nella Palestina sottoposta a occupazione sionista, trovandovi a bordo oltre cento casse di armi leggere e medie, più munizioni e proiettili per alimentarle, apparentemente destinate in Togo. Ovviamente i documenti di carico del natante non facevano alcuna menzione di apparecchi bellici a bordo, configurando l'operazione come il più classico dei casi di contrabbando.
Ecco svelati gli "altarini" di Sion! Ogni giorno mentre i Lerner, i Mentana, i Mineo, i Marco Pasqua e i Giulio Meotti lamentano e frignano improbabili contrabbandi di "armi iraniane" verso le legittime organizzazioni di Resistenza palestinesi e libanesi (che hanno tutti i diritti di armarsi contro le provocazioni e le aggressioni del regime canaglia di Tel Aviv) é in realtà l'internazionale sionista, forte dei suoi legami con la mafia ebraica ucraina e con i peggiori trafficanti internazionali, a inviare strumenti di morte nelle zone della terra più martoriate da conflitti crudeli e 'dimenticati' per sostenere i propri interessi e quelli delle proprie aziende di mercenariato più o meno legate al Mossad (che spesso impiegano veterani del genocidio consumato 'a rate' contro la popolazione palestinese).
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venerdì 5 aprile 2013
Cento casse di armi e munizioni verso il Togo! Così Sion alimenta in Africa le "guerre dimenticate" per i suoi sporchi interessi!!
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lunedì 26 marzo 2012
Mafioso israeliano taglieggiava immigrati africani nel regime dell'Apartheid sionista, a chi non pagava veniva espiantato un rene!
Abbiamo già a lungo parlato delle discriminazioni razziste di cui sono vittime, nel regime ebraico dell'Apartheid, gli immigrati di origine africana; oggi dobbiamo registrare come, in un'entità nata dal crimine dell'invasione e della Nakba, sia facilissimo compiere i più mostruosi e abietti reati contro la Persona, fidando proprio nella diffusa impunità garantita da un regime esso stesso frutto del più marchiano e basilare disconoscimento dei Diritti della Persona e, ancora una volta, le vittime di questi crimini sono di nuovo immigrati dal Continente Nero.
Secondo quanto riportato dai media sionisti una serie di circostanziate accuse mosse da esponenti della comunità beduina del Sud-Negev hanno portato all'arresto di un cittadino sionista colpevole di ricatti per dozzine di migliaia di dollari ai danni di famiglie immigrate eritree e sudanesi che, dopo essersi rivolte alla sua organizzazione mafiosa per "contrabbandare" nel paese parenti e amici li vedevano poi trattenuti come ostaggi dai complici del ricattatore che per mesi pretendeva pagamenti regolari di fronte alla minaccia di abbandonare il malcapitato nelle mani delle autorità israeliane (use a sparare a chi si avvicina al confine), ucciderlo oppoure prelevargli un rene o un polmone per alimentare il traffico di organi di cui Israele é l'indiscusso capoluogo mondiale.
I beduini, che abitualmente nomadizzano tra il Negev e il Sinai, erano al corrente dei movimenti e delle attività dell'uomo e dei suoi complici e non hanno tardato a infomrare le autorità di quanto andava accadendo sotto i loro occhi. Per anni le ONG umanitarie internazionali hanno pregato e invitato Israele a rivedere la sua politica dello "sparare a vista" contro tutti coloro che si avvicinano al confine dol Sinai.
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domenica 5 febbraio 2012
Altri trentasette morti nelle ormai quotidiane violenze etniche in Sud-Sudan, ferito anche un 'casco-blu' ONU!
Se prima era la regione di Jonglei del Sud-Sudan stupidamente e improvvidamente reso 'indipendente' per volontà di Usa e sionisti a rimandare le notizie più tragiche e sanguinose di violenze e faide interetniche ora è quella di Unity la fonte dei bollettini più cruenti, ma la realtà sul campo, tranne che per i nomi dei luoghi o delle tribù coinvolte non cambia mai: violenze, sangue, rappresaglie e vendette che si inseguono le une con le altre fino a saldarsi in un ouroboro di disumano, intollerabile orrore.
Da quanto riportato da fonti ONU la remota cittadina di Mayendit, appunto nella regione di Unity, doveva essere teatro di 'incontri di pace' tra rappresentanti delle popolazioni locali e quelli delle vicine zone di Lakes e Warrap, divisi da profondi odi clanici e regolarmente vittime o istigatori (a seconda dei casi) di atti di abigeato e ratto di donne e bambine, in passato quasi una costumanza tribale che però negli ultimi anni, con l'aumento esponenziale della popolazione, la diminuzione delle mandrie a causa della siccità e dell'impoverimento del terreno e soprattutto la capillare diffusione delle armi automatiche, riversate in quantità enorme nella regione dalla mafia ebraica alleata del Mossad per sostenere i guerriglieri anti-musulmani, hanno dato origine a una scia di vendette sanguinose che rischiano, letteralmente, di distruggere quelle popolazioni.
Purtroppo, anziché accordarsi per una tregua, i delegati delle tre regioni hanno preferito abbandonarsi a un'ennesima orga di violenza: "Hanno cominciato a sparare all'impazzata", ricorda il Responsabile dell'Informazione Gideon Gatpan Thoar, "Non siamo certi di cosa abbia dato il via alla violenza, ma una volta che la sparatoria é iniziata non vi é stato modo di fermarla e le forze di polizia e dell'esercito presenti ne sono rimaste coinvolte, spesso colpendosi anche tra loro". 'Poliziotti' e 'Militari' (in realtà nient'altro che ex-miliziani del vile e crudele 'signore della guerra' Salva Kiir, sommariamente 'ripuliti' e messi in nuove uniformi Made in Usa e Made in Israel) che si sparano tra loro, causando 37 morti (per la maggior parte poliziotti visto che i 'militari' avevano dalla loro più armi automatiche), ecco le cronache del Sud-Sudan "indipendente" grazie alle cagnare e alle geremiadi di George Clooney, Colin Powell e Condoleeza Rice.
E, leggete questa nostra previsione e annotatela: andrà sempre, sempre peggio!
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