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martedì 24 luglio 2018

L'Armee Libanaise interviene a Brital e ad Hammoudiyeh per stroncare il contrabbando di armi e droga attraverso il confine con la Siria!

Nonostante che le 'sacche' di terroristi takfiri a cavallo del confine siro-libanese siano state completamente schiacciate e distrutte dalla intensa collaborazione tra Esercito Arabo Siriano, combattenti di Hezbollah e Armee Libanaise, la situazione della sicurezza sulla frontiera non é ancora ottimale.

La lunga permanenza sul territorio di gruppi di fuorilegge terroristi infatti ha anche permesso ai contrabbandieri e ai trafficanti di sviluppare ed approfondire i propri traffici.
Una rete di malaffare che va stroncata, se necessario ricorrendo agli stessi mezzi militari che sono stati impiegati contro il terrorismo.

sabato 16 maggio 2015

Allarme dello 'Zar' antidroga iraniano: "Armi NATO sempre più spesso in mano ai narcotrafficanti afghani e pachistani!"

Il Brigadier Generale Ali Moayyedi, Capo supremo del Dipartimento Antinarcotici della Polizia Iraniana ha dichiarato nel corso di un'intervista rilasciata all'Agenzia Tasnim che nel corso degli ultimi anni i corrieri della droga affrontati dai suoi uomini sono diventati sempre più aggressivi e pericolosi, grazie alla sempre più alta disponibilità di armi da guerra ad alto potenziale, tra cui, fattore preoccupante, i modelli in uso nei paesi NATO sono diventati sempre più frequenti e comuni.

Un tempo i trafficanti di oppio semilavorato che entravano nel paese dalle porose frontiere afgana e pachistana erano tutt'al più equipaggiati di residuati dell'invasione sovietica come fucili della serie AK o cloni di armi occidentali costruite artigianalmente nelle officine della zona tribale del Belucistan.

venerdì 5 aprile 2013

Cento casse di armi e munizioni verso il Togo! Così Sion alimenta in Africa le "guerre dimenticate" per i suoi sporchi interessi!!

Unità della Marina Egiziana hanno sequestrato un cargo battente bandiera africana che aveva appena lasciato il porto di Eilat, nella Palestina sottoposta a occupazione sionista, trovandovi a bordo oltre cento casse di armi leggere e medie, più munizioni e proiettili per alimentarle, apparentemente destinate in Togo. Ovviamente i documenti di carico del natante non facevano alcuna menzione di apparecchi bellici a bordo, configurando l'operazione come il più classico dei casi di contrabbando.

Ecco svelati gli "altarini" di Sion! Ogni giorno mentre i Lerner, i Mentana, i Mineo, i Marco Pasqua e i Giulio Meotti lamentano e frignano improbabili contrabbandi di "armi iraniane" verso le legittime organizzazioni di Resistenza palestinesi e libanesi (che hanno tutti i diritti di armarsi contro le provocazioni e le aggressioni del regime canaglia di Tel Aviv) é in realtà l'internazionale sionista, forte dei suoi legami con la mafia ebraica ucraina e con i peggiori trafficanti internazionali, a inviare strumenti di morte nelle zone della terra più martoriate da conflitti crudeli e 'dimenticati' per sostenere i propri interessi e quelli delle proprie aziende di mercenariato più o meno legate al Mossad (che spesso impiegano veterani del genocidio consumato 'a rate' contro la popolazione palestinese).

domenica 5 febbraio 2012

Altri trentasette morti nelle ormai quotidiane violenze etniche in Sud-Sudan, ferito anche un 'casco-blu' ONU!


Se prima era la regione di Jonglei del Sud-Sudan stupidamente e improvvidamente reso 'indipendente' per volontà di Usa e sionisti a rimandare le notizie più tragiche e sanguinose di violenze e faide interetniche ora è quella di Unity la fonte dei bollettini più cruenti, ma la realtà sul campo, tranne che per i nomi dei luoghi o delle tribù coinvolte non cambia mai: violenze, sangue, rappresaglie e vendette che si inseguono le une con le altre fino a saldarsi in un ouroboro di disumano, intollerabile orrore.

Da quanto riportato da fonti ONU la remota cittadina di Mayendit, appunto nella regione di Unity, doveva essere teatro di 'incontri di pace' tra rappresentanti delle popolazioni locali e quelli delle vicine zone di Lakes e Warrap, divisi da profondi odi clanici e regolarmente vittime o istigatori (a seconda dei casi) di atti di abigeato e ratto di donne e bambine, in passato quasi una costumanza tribale che però negli ultimi anni, con l'aumento esponenziale della popolazione, la diminuzione delle mandrie a causa della siccità e dell'impoverimento del terreno e soprattutto la capillare diffusione delle armi automatiche, riversate in quantità enorme nella regione dalla mafia ebraica alleata del Mossad per sostenere i guerriglieri anti-musulmani, hanno dato origine a una scia di vendette sanguinose che rischiano, letteralmente, di distruggere quelle popolazioni.

Purtroppo, anziché accordarsi per una tregua, i delegati delle tre regioni hanno preferito abbandonarsi a un'ennesima orga di violenza: "Hanno cominciato a sparare all'impazzata", ricorda il Responsabile dell'Informazione Gideon Gatpan Thoar, "Non siamo certi di cosa abbia dato il via alla violenza, ma una volta che la sparatoria é iniziata non vi é stato modo di fermarla e le forze di polizia e dell'esercito presenti ne sono rimaste coinvolte, spesso colpendosi anche tra loro". 'Poliziotti' e 'Militari' (in realtà nient'altro che ex-miliziani del vile e crudele 'signore della guerra' Salva Kiir, sommariamente 'ripuliti' e messi in nuove uniformi Made in Usa e Made in Israel) che si sparano tra loro, causando 37 morti (per la maggior parte poliziotti visto che i 'militari' avevano dalla loro più armi automatiche), ecco le cronache del Sud-Sudan "indipendente" grazie alle cagnare e alle geremiadi di George Clooney, Colin Powell e Condoleeza Rice.

E, leggete questa nostra previsione e annotatela: andrà sempre, sempre peggio!
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lunedì 12 dicembre 2011

Le forze di sicurezza siriane sventano attentato esplosivo ed arrestano il terrorista responsabile!


E' di poche ore fa, diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale SANA, la notizia che un attentato potenzialmente devastante, che poteva risultare nella morte di dozzine e dozzine di civili, é stato sventato dagli uomini dell'Esercito e del Ministero dell'Interno che sono riusciti a localizzare un potente congegno esplosivo nella città di Hama, nell'Ovest del paese. La bomba, piazzata nel quartiere residenziale di Qussour, era stata collocata in modo da investire con il suo scoppio una strada intensamente trafficata.

Artificieri convocati sul posto la hanno disinnescata mentre i loro colleghi, passando al pettine la zona, sono riusciti a bloccare il terrorista responsabile della sua collocazione, prontamente arrestato e tradotto in una località sicura dove, interrogandolo, gli inquirenti contano di riuscire a identificare gli altri responsabili della cospirazione.

Questo brillante successo contro i provocatori stranieri e i gangster che, agli ordini della CIA, del Mossad e dei servizi sauditi, cercano di diffondere panico e insicurezza tra la popolazione si accompagna all'operazione conclusa nella giornata di sabato a Idlib, nella Siria Nordoccidentale, ove, al termine di un duro conflitto a fuoco che ha attraversato il quartiere di Khan Sheikhon, una decina di terroristi sono stati bloccati e arrestati e numerosi altri eliminati dalle forze dell'ordine.

I successi nel contrastare e bloccare i criminali responsabili di questi atti scellerati hanno contribuito molto ad aumentare la popolarità del Presidente Assad. Secondo stime attendibili nelle ultime tre settimane le manifestazioni di sostegno al suo Governo e al suo atteggiamento nell'affrontare l'emergenza hanno raccolto, nelle piazze di tutto il paese, circa dodici milioni di persone.
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mercoledì 23 novembre 2011

Le forze di sicurezza siriane arrestano 57 gangster armati a Homs, stroncano il contrabbando di armi dalla Giordania!


Grandi e probabilmente decisivi successi dell'Esercito e delle forze di sicurezza siriane che, consce della fiducia in loro riposte dal popolo preso di mira in queste ultime settimane da attacchi ed attentati di agenti provocatori e inflitrati stranieri, non hanno lesinato sforzi e persino sacrifici di sangue per spezzare la rete di intrighi in cui potenze arroganti e ostili (Israele, Stati Uniti, Arabia Saudita) volevano soffocare l'intero paese, nella speranza di scardinare un importante anello del "Jabhit al-Mumana'a", l'Asse della Resistenza che da Teheran a Beirut, passando per Basra, Bagdad e Damasco tanti successi ha mietuto negli ultimi anni e, grazie allo zefiro rigenerante della Primavera Araba promette di estendersi al Cairo, a Bengasi, a Tripoli e a Tunisi e forse ancora più in là.

Nella città meridionale di Homs gli uomini dell'Esercito e della Sicurezza hanno arrestato ben 57 gangster armati, responsabili di innumerevoli crimini contro gli apparati dello Stato e i comuni cittadini; durante l'operazione un siriano di nome Khaled al-Rajeh e un Saudita di generalità finora tenute segrete sono stati abbattuti nel corso di scontri a fuoco istigati dalle bande armate di cui essi erano a capo: secondo l'analisi dei loro effetti i due morti avevano a disposizione passaporti Giordani, Libanesi e Sauditi a loro nome e avevano accesso a cache ed arsenali di armi e munizioni americane e israeliane che hanno distribuito con liberalità tra i loro seguaci.

Proprio al confine con la Giordania secondo quanto riportato dal quotidiano 'Asharq Al-Awsat' la guardia di confine di Damasco ha messo fine a un 'condotto' che portava in Siria altre armi sioniste e americane, pagate con i soldi dei finanziatori sauditi che sperano, abbattendo Assad, di riguadagnare in parte l'influenza e il prestigio che hanno perso con la cacciata di Mubarak in Egitto. La Giordania é il 'retrofronte' dei provocatori e degli infiltrati; come dimostrato dal fatto che tutti i terroristi arrestati finora usavano schede SIM giordane nei loro cellulari, per evitare di venire ascoltati e intercettati nei loro colloqui.
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martedì 18 gennaio 2011

Israele sta creando un nuovo Frankenstein in Sud Sudan: trafficanti sionisti armano il proxy di Tel Aviv


Uno stato-canaglia incuneato fra le sorgenti nel Nilo e il Corno d'Africa, seduto su un mare di petrolio e con in mano le chiavi per strangolare l'Egitto chiudendo con dighe e altri sbarramenti le cataratte del Nilo, ecco il progetto degli Stranamore dello Stato ebraico, che già gongolano all'idea di trasformare il Sudan del Sud nel loro burattino in funzione anti-egiziana, anti-araba e anti-musulmana.

Più si avvicina il momento della secessione forzata conseguente al referendum-farsa imposto allo Stato sovrano di Khartoum dalla cospirazione Us-raeliana che ha lavorato indefessamente per questo scopo per almeno vent'anni (ma i progetti di squartamento del popoloso e strategico Stato sudanese sono stati elaborati dallo Stato ebraico molto tempo prima, almeno dai tardi anni '50 del XX Secolo) e più marchiana e strafottente diventa la condotta di Israele, pronto a gestire il Sudan meridionale come "cosa sua".
L'Ebreo Ucraino Semyon Mogilevitch, "Capo dei capi" della criminalità organizzata russa, legato a doppio filo a Israele
Sfruttando i suoi ottimi contatti con la criminalità organizzata russa e coi trafficanti internazionali d'armi lo Stato ebraico sta infatti riversando una inaudita quantità d'armi nel Sud Sudan: missili anticarro, cannoni antiaerei, armi leggere, mortai, pezzi d'artiglieria, carri armati, blindati, fuoristrada ed elicotteri.

E' fin troppo chiaro il progetto di utilizzare il nascente stato come agitatore regionale e portatore di minacce potenziali e attuali contro il Kenya, l'Etiopia, l'Uganda e soprattutto l'Egitto, che Israele teme sia sul punto di liberarsi dal giogo del cacicco di Washington Mubarak e riprendere quindi una posizione autorevole nel mondo arabo, a sostegno della causa nazionale palestinese e delle lotte di liberazione dall'influenza e dall'ingerenza statunitense, neocoloniale e imperialista.