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mercoledì 13 marzo 2013

L'ONU costretta a schierare caschi blu nello Jonglei per tener d'occhio i sanguinari miliziani di Salva Kiir!

Abbiamo già scritto di come, dopo aver cospirato insieme al servizio del piano imperialista-sionista per sottrarre al Sudan musulmano e alleato di Iran e Palestina le sue terre più fertili e ricche di petrolio, i due briganti David Yau Yau e Salva Kiir siano venuti alle vie di fatto quando il secondo, diventato 'presidente' per meriti filoamericani e filoisraeliani, non rispettò gli accordi presi con l'ex-sodale che tornò quindi a fare il predone e il bandito nel territorio del neonato (e subito fallito) stato del 'Sud-Sudan'.

Adesso, nonostante il grave pericolo che corrono le sue forze già schierate nell'area (che spesso finiscono sotto il tiro della canaglia in uniforme nominata 'esercito sud sudanese') l'ONU é costretta a infoltire il suo schieramento di 'caschi blu' nello Jonglei per controllare la condotta delle truppe di Salva Kiir che dice si stiano preparando a 'muovere' contro i miliziani di David Yau Yau.

Hilde Johnsson, capo dell'UNMISS (la forza ONU schierata nell'ex-territorio sudanese), ha esplicitamente dichiarato che la violenza normalmente scatenata dai miliziani rivali sulla popolazione é la principale molla che ha spinto le Nazioni Unite a questa mossa; in particolare si temono 'omicidi extragiudiziali' in una regione che per mesi e mesi é stata sconvolta da scontri tribali e interetnici.

martedì 7 giugno 2011

Il Mondo deve mettere fine alla sanguinosa arroganza di Israele, regime fuori da ogni legalità internazionale, il solo vero "rogue state" al mondo!


"La Comunità internazionale manca della volontà politica per far rispettare allo Stato fuorilegge sionista le più basilari norme di Diritto internazionale, figuriamoci quante possibilità ci siano che essa si mobiliti a sostegno della lotta palestinese contro l'occupazione illegale". Questo, a grandi linee, é il riassunto delle considerazioni degli esperti interrogati dall'emittente iraniana in lingua inglese PressTV all'indomani della nuova strage perpetrata dai militari dello Stato ebraico contro i profughi palestinesi che dimostravano al confine tra Siria e Israele in occasione del 'Yawm al-Naksa'.

Munir Nuseibah, studioso di Diritto internazionale di Londra ha dichiarato: "Non si vedono segnali o indicazioni che alcuno Stato o gruppo di Stati voglia intraprendere un'azione coerente per implementare le decisioni e le risoluzioni ONU in merito alla Questione palestinese, che comprenderebbero l'obbligo israeliano al ritiro dai territori occupati nel 1967 e il Ritorno dei rifugiati del 1948, del 1967 e dei loro discendenti".

"Non vi é ambiguità nelle risoluzioni internazionali: nel 2004 la Corte di Giustizia Internazionale dichiarò che il Muro dell'Apartheid costruito da Israele su terra palestinese era illegale e andava demolito e che a tale obiettivo si sarebbero dovuti mobilitare tutti gli Stati firmatari della Quarta Convenzione di Ginevra, ma questo non é successo".
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