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domenica 19 aprile 2015

Il Libano commemora le vittime di Qanaa massacrate dai sionisti nel 1996!

Diciannove anni fa obici del regime ebraico di occupazione, evidentemente insoddisfatti dalla miseria e dalla crudeltà che esso aveva già inflitto ai legittimi abitanti della Palestina decisero arbitrariamente e senza nessuna giustificazione di colpire un centro dell'ONU nel villaggio libanese di Qana uccidendo 106 donne e bambini e ferendone altri 116.

Nella giornata di ieri le autorità libanesi hanno reso il dovuto omaggio alle vittime del 1996 con una cerimonia pubblica che ha visto la partecipazione di molti sopravvissuti e di molti familiari e congiunti delle vittime innocenti di quel giorno.

mercoledì 18 aprile 2012

Sedici anni fa i boia sionazisti massacravano 100 civili libanesi bombardando un'installazione ONU nella 'Strage di Cana'!


Sedici anni fa, il 18 aprile 1996, l'artiglieria sionazista colpiva ripetutamente e volutamente un'installazione ONU dove, nel corso del suo proditorio attacco contro le strutture della Resistenza sciita nel Sud del Libano, avevano trovato rifugio dozzine di famiglie, principalmente composte di anziani, donne e bambini. Inquadrato l'obiettivo batteria dopo batteria di obici cingolati M109A2, pagati con i soldi dei contribuenti americani riversarono tonnellate di bombe dirompenti sulla struttura, completando poi l'opera con proiettili al fosforo bianco, che fecero colare l'incendiaria e caustica miscela lungo i camini dei detriti e delle macerie, in maniera da uccidere per soffocamento e combustione anche gli eventuali feriti sopravvissuti. Un lavoro di cui Himmler e le SS si sarebbero certo potuti dire orgogliosi.













































































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giovedì 10 novembre 2011

Anche in Libano cominciano a cadere i droni...questa volta tocca a quelli "a sei punte"!


Sembra che, verificata la totale incapacità dell'UNIFIL, dell'ONU e della comunità internazionale di proteggere e difendere la sovranità del territorio e dei cieli libanesi dalle continue violazioni e penetrazioni da parte delle forze militari del regime sionista (sovranità e inviolabilità che, lo ricordiamo 'dovrebbero' essere garantite da quella cosa chiamata 'Risoluzione del Consiglio di Sicurezza numero 1701', uno dei tanti parti del documentificio del Palazzo di Vetro che a Tel Aviv considerano come altrettanti rotoli di carta igienica), tocchi di nuovo alle forze della Resistenza libanese capeggiate da Hezbollah prendere la faccenda in mano e insegnare coi fatti, non con le parole, ai generali a sei punte, che ogni violazione dei confini, con velivoli, droni o truppe, avverrà a rischio e pericolo di uomini e mezzi coinvolti.

Il libanese "Daily Star", quotidniano di lingua inglese edito a Beirut, avrebbe infatti rivelato che una unità del contingente francese dell'UNIFIL in Libano avrebbe osservato un drone senza pilota israeliano entrare nei cieli libanesi, lo avrebbe inquadrato sul radar per seguirne la rotta (in modo da compilare il solito dettagliato rapporto da trasmettere a New York in base al quale l'ONU avrebbe spedito la solita, inconsequenziale nota di biasimo a Israele), ma, con grande sorpresa degli osservatori radar, lo avrebbe quindi visto sparire immediatamente dagli schermi, in maniera tanto repentina da suggerire un abbattimento.
"Continuano le speculazioni sulla capacità di Hezbollah di abbattere i droni di Israele"
L'articolista del quotidiano indica nella incrementata perizia degli uomini di Nasrallah riguardo alle tecniche di interferenza, disturbo e guerra elettronica lo schianto del drone sionista, che, pare, sarebbe immediatamente stato isolato e recuperato dai miliziani sciiti, che ne avrebbero portato i resti al sicuro in attesa di studiarlo o di passarlo a tecnici iraniani del Corpo della Guardia Rivoluzionaria. Fin dal conflitto del 2006 (che si concluse col ritiro israeliano e il fallimento della sua campagna militare, sanciti proprio dalla risoluzione ONU 1701) il regime ebraico ha usato droni senza pilota contro il Libano; in missioni di intelligence e ricognizione ma anche come arma d'attacco: molti civili in fuga verso il nord vennero assassinati dai robot volanti di Tel Aviv e durante i bombardamenti su Qanaa almeno due ambulanze impegnate nel recupero di feriti dalle macerie degli edifici distrutti vennero bersagliate da velivoli israeliani senza pilota.
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venerdì 22 luglio 2011

I delegati iraniani visitano il Sud del Libano, incontrano i vertici di Hezbollah!


"Fratellanza, sostegno, aiuto e solidarietà", questi i cardini della salda intesa tra Teheran e Beirut, ripetuti e rimarcati lungo tutte le tappe dell'itinerario della delegazione iraniana guidata da Mohammad Reza Bahonar (sotto), Vicepresidente del Parlamento della Repubblica Islamica e accompagnata dall'ambasciatore Ghazanfar Roknabadi (foto sopra), impegnata in questi giorni in una visita del Paese dei Cedri.

Nella giornata di ieri la comitiva si é recata in 'pellegrinaggio' alle località del Sud del Libano maggiormente provate negli anni della lotta contro l'occupazione e le aggressioni di Israele, di cui proprio in questi giorni si festaggia il quinto anniversario dell'ultima in ordine di tempo.

La delegazione si é fermata dapprima nella località biblica di Cana, dove ha visitato i luoghi dei massacri perpetrati da Israele nel 1996 e nel 2006, quindi a Maroun al-Ras, dove é stata ricevuta da rappresentanti dei partiti politici sciiti Hezbollah e Amal, prima di spostarsi a Khiam, dove durante l'occupazione israeliana sorgeva una prigione tristemente famosa per le torture che vi venivano inflitte ai prigionieri: una Via Tasso con la stella a sei punte.
La strage di Qana del 2006.
La prigione é stata ora affiancata da un museo della vittoria dove sono esposti veicoli ed equipaggiamenti israeliani catturati nella guerra del 2006. I visitatori iraniani hanno poi passato in rassegna i progetti di edilizia popolare e religiosa sponsorizzati da Teheran. Infine, la delegazione ha incontrato il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, discutendo a lungo con lui della situazione politica interna e regionale ed evidenziando le possibilità di espansione e approfondimento dei legami tra Libano e Iran.

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