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mercoledì 19 settembre 2018

A CINQUE ANNI DALL'ATTENTATO DI JINAH ARRESTATO IL TERRORISTA WAHABITA AL CENTRO DEL COMPLOTTO!!

Sono PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSO quando riesco a scrivere articoli che si ricollegano a fatti da me evidenziati e trattati nell'ormai "lontano passato" di questo blog, visto che ciò dimostra che la mia attenzione di giornalista é stata sempre puntata nella direzione giusta e che, seguengo costantemente (e magari sostenendo!) PALAESTINA FELIX si avrà sempre una visuale coerente e puntale della situazione in Medio Oriente.

Oggi é una di quelle occasioni, visto che la notizia che vi porgo si ricollega a un fatto avvenuto ben 62 mesi fa.
Il 19 novembre 2013, infatti, la rappresentanza diplomatica iraniana venne colpita da un grave attentato esplosivo che lasciò sul terreno 26 morti, tra cui l'addetto culturale Ibrahim Ansari.

Per poco non venne colpito anche l'ambasciatore Roknabadi, allora uomo-chiave per l'intervento di Hezbollah in Siria (egli venne poi vigliaccamente ucciso dai Sauditi durante il suo pellegrinaggio alla Mecca, una ripicca stupida e crudele, degna dei takfiri di Riyadh).

Oggi, forze di sicurezza palestinesi, hanno arrestato il terrorista takfiro al centro della cospirazione che portò a quell'atto esecrando.

martedì 20 maggio 2014

Il Cardinal Al-Rai incontra l'ambasciatore Roknabadi e raccomanda stretti legami Beirut-Teheran!

"Un deciso miglioramento dei rapporti di cooperazione diplomatica, economica e strategica nel mutuo interesse delle due parti" questo l'augurio espresso dal Patriarca di Antiochia Beshar al-Rai, capo spirituale dei Cristiani Maroniti subito dopo il suo incontro con l'ambasciatore della Repubblica Islamica Ghanzanfar Roknabadi.

Al-Rai ha sottolineato il grande e positivo ruolo svolto negli ultimi anni dalla presenza iraniana nel Grande Medio Oriente che ha visto l'influenza e l'importanza di Teheran espandersi e approfondirsi in una cornice di sviluppo e autonomia che la regione non ricordava da lunghissimo tempo.

Il Cardinale, interrogato in merito dai giornalisti che hanno raccolto le sue dichiarazioni, ha anche menzionato l'attuale impasse nel processo di selezione di un papabile successore al Presidente Sleiman, augurandosi che le parti possano presto convergere su un nome accettabile a entrambe per evitare una Crisi Istituzionale.

mercoledì 23 aprile 2014

Si parla di 'avvenuta riconciliazione' tra Fatah e Hamas: Too little? Too late??

Fonti di Gaza parlano ormai di "avvenuta riconciliazione" tra la fazione Fatah che controlla illegalmente la West Bank dopo il suo fallito colpo di stato contro il legittimo Governo di Hamas di fine 2006-inizio 2007 e il Movimento musulmano di Resistenza che ha mantenuto il controllo della Striscia liberata di Gaza.

La 'riconciliazione' sarebbe avvenuta con l'ultimo "round" di trattative con una delegazione di Ramallah arrivata giorni fa nell'enclave costiera. A dir poco entusiasti i commenti rilasciati dal capo del Governo di Hamas Ismail Haniyeh che parla di: "Necessaria ricomposizione per contrastare gli schemi americani e sionisti".

Gli fa eco il rappresentante di Fatah Azzam al-Ahmad con il suo: "Era tempo di dimenticare le nostre divisioni e tornare ad avere una leadership e una voce politica". Certamente Hamas vede questa 'riconciliazione' come un modo di togliersi dal cul de sac dove la sua intransigente linea "filo-ikhwan" e "filo-qatar" lo aveva cacciato, ora che il tentativo di Doha di egemonizzare il Mondo Arabo tramite le varie 'Fratellanze Musulmane" é naufragato.

Ma rinunciando alla sua linea intransigente e basata sulla necessità della Resistenza armata, secondo noi Hamas ha perso molta della sua credibilità e non é "riappacificandosi" con chi da vent'anni siede ai tavoli delle fasulle 'negoziazioni' che potrà recuperarla.

venerdì 22 novembre 2013

Abdollahian incontra Nasrallah; insieme Iran ed Hezbollah prendono accordi su come combattere gli sgherri wahabiti!

Subito dopo essere arrivato a Beirut ed essersi confrontato con l'ambasciatore iraniano in loco Ghazanfar Roknabadi l'inviato diplomatico del Governo di Teheran Hossein Abdollahian é stato ricevuto insieme al suo seguito e a Roknabadi dal Segretario Generale di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah, col quale si é intrattenuto a parlare diverse ore.

Facilissimo intuire l'argomento dei loro discorsi: la matrice del vigliacco attentato dinamitardo contro l'ambasciata iraniana a Jinah, la maniera migliore per scoprire e colpire i mandanti dello stesso; quasi impossibile riuscire a sapere con precisione anche relativa i dettagli del loro scambio di idee.

Intanto da parte della 'McClatchy' filtra l'indiscrezione che l'intelligence americana sapesse in anticipo dell'attacco e che al suo interno si sia scatenato un furioso dibattito se fosse il caso di avvertire libanesi e iraniani della cosa: alla fine, pare, la fazione "pro" avvertimento l'avrebbe avuta vinta, ma ormai talmente tanto tempo era stato perso in questioni che la sureté libanese non ha potuto fare nulla di pratico con l'informazione ricevuta in extremis.

giovedì 21 novembre 2013

Abdollahian a Beirut dopo l'attentato takfiro avverte i responsabili: "Attenti a voi! L'Iran non si lascia intimidire o minacciare!"

Hossein Amir-Abdollahian, diplomatico di altissimo livello della Repubblica Islamica, si trova a Beirut, volatovi d'urgenza subito dopo le prime notizie riguardo il duplice attentato esplosivo di ieri verso la sede diplomatica di Teheran nel quartiere di Jinah.

Dopo essere stato a lungo a colloquio con l'ambasciatore Ghazanfar Roknabadi Abdollahian ha rilasciato una dichiarazione ufficiale  nella quale si é rivolto direttamente ai sostenitori del terrorismo takfiro in Libano e in Siria: "Avvisiamo tutti coloro che facilitano il transito di armi e mercenari verso la Siria che i loro crimini non ci faranno mai deviare dalle nostre coordinate".

Abdollahian ha poi ripetuto che l'Iran continua e continuerà sempre a sostenere la Resistenza armata libanese e che essa é per la Repubblica Islamica tanto importante quanto la sua stessa sicurezza interna.

mercoledì 20 novembre 2013

Ecco descritto secondo per secondo l'attentato di ieri a Beirut: l'ambasciata iraniana salvata da un furgoncino abbandonato!

Abbiamo ottenuto tramite l'emittente libanese di Hezbollah "Al-Manar" un resoconto diretto delle varie fasi, rapidissimamente succedutesi, dell'attentato di ieri mattina nel quartiere di Jinah all'ambasciata della Repubblica Islamica, dove finora hanno trovato la morte 26 persone e circa 140 sono rimaste ferite.

La cosa interessante é che, secondo la plausibile ricostruzione dei testimoni oculari sopravvissuti, l'attentato non sarebbe per nulla 'riuscito' visto che il suo scopo sarebbe stato quello di fare arrivare un furgone-bomba direttamente DENTRO l'ambasciata, per distruggerla completamente, cosa che non é avvenuta grazie a una circostanza fortunata e al coraggioso sacrificio delle guardie armate.

Infatti l'attentato é stato compiuto da due wahabiti suicidi: uno a piedi con un gilet-bomba che si é attaccato al cancello per indebolirlo con la stessa esplosione che lo ha dilaniato, il secondo a bordo di un furgone GMC con una carica detonante immensamente più forte avrebbe dovuto sfondare il cancello semidistrutto e penetrare fin nell'atrio dell'edificio guidando alla massima velocità per sventrarlo da dentro.

Ma all'atto della prima esplosione il furgoncino del servizio di consegna dell'acqua minerale, che consegnati i cestelli di bottiglie ordinati dall'ambasciata stava apprestandosi a uscire, é stato immediatamente abbandonato dal suo autista e lasciato di traverso sul viale: il furgone-bomba del secondo terrorista vi si é quindi scontrato e ha perso i secondi necessari alle guardie iraniane per avvicinarsi e metterlo fuori uso col fuoco delle loro armi.

Purtroppo, prima che il fuoco incrociato uccidesse l'attentatore questo é riuscito a fare esplodere la sua carica, causando la strage che però ha interessato soprattutto passanti libanesi attorno al cancello dell'ambasciata, visto che solo sei iraniani sono rimasti vittime dello scoppio.

Tra loro ricordiamo l'addetto culturale Ibrahim Ansari (che purtroppo, pur ricoverato in gravi condizioni, non é sopravvissuto alle sue ferite), la moglie di un diplomatico e, appunto, le quattro eroiche guardie che disabilitando il furgone col loro fuoco hanno impedito che il terrorista raggiungesse il suo obiettivo finale.

martedì 19 novembre 2013

AGGIORNAMENTO: L'Ambasciatore Roknabadi nega la morte dell'addetto Ansari e accusa Tel Aviv per l'autobomba!

Puntuali come sempre quando si tratta di correggere imprecisioni pubblicate sul nostro blog a dispetto dello sforzo e della pervicacia con cui ci ostiniamo a controllare più volte la veridicità di una dichiarazione prima di riportarla siamo qui ad annunciare che secondo l'emittente iraniana PRESSTV l'ambasciatore di Teheran in Libano Ghazanfar Roknabadi non avrebbe MAI dichiarato la morte dell'attaché culturare Ebrahim Ansari nell'esplosione dell'autobomba avvenuta stamane davanti alla rappresentanza diplomatica.

Roknabadi, invece, avrebbe esplicitamente accusato i servizi segreti sionisti di avere ordinato ai loro esecutori locali, di compiere l'attacco dinamitardo, eventualmente fornendo sostegno materiale e know how agli agenti sul posto.
Rimarremo sempre in contatto col Libano e con l'Iran per raccogliere ulteriori dettagli o susseguenti dichiarazioni ufficiali da qualunque parte possano venire.

Nuovo vigliacco attacco wahabita a Beirut! Venti morti fuori dall'ambasciata iraniana!

Dopo Ruwais e le moschee tripoline é stato oggi il turno del quartiere di Jinah a Beirut, proprio fuori dall'ambasciata della Repubblica Islamica, a subire una codarda autobomba piazzata da fanatici takfiri al soldo dell'Arabia Saudita e aiutati da membri dell'alleanza libanese filoimperialista che vogliono esacerbare la situazione interna facendo esplodere gli odi religiosi e settari.

Tra le vittime, circa venti, si conta anche l'addetto culturale iraniano  Ebrahim Ansari il cui elogio funebre é stato intessuto dal capo della delegazione diplomatica, ambasciatore Ghazanfar Roknabadi. Roknabadi negli ultimi due anni é stato uno dei punti cardine della scena politica libanese, mai trascurando di far sentire tutto il sostegno iraniano al popolo del Paese dei Cedri e rassicurandolo sul fatto che Teheran non avrebbe mai permesso che il Libano si trasformasse in una base di retrovia per i terroristi mercenari attivi in Siria.

Le forze di sicurezza libanesi hanno  assicurato che non lasceranno nulla di intentato per scoprire e punire i responsaibili di tale atto bestiale, come già puntualmente successo coi responsabili di precedenti attentati.


martedì 3 settembre 2013

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah discute a lungo della situazione siriana con Boroujerdi e Roknabadi!

Alaeddin Boroujerdi, nella sua veste di Presidente della Commissione Esteri del Parlamento Iraniano (Majlis), é arrivato a Beirut in visita ufficiale, sicuramente per rassicurare gli alleati libanesi della vicinanza della Repubblica Islamica al Paese dei Cedri in questo delicatissimo momento, durante il quale, come si é visto molto di recente, forze alleate con Israele e col settarismo wahabita cercano in ogni modo di destabilizzarlo per il loro tornaconto.

Nelle settimane scorse ben due sanguinosi attentati esplosivi hanno sconvolto prima il quartiere sciita di Beirut Sud, poi la metropoli settentrionale di Tripoli Siriaca, causando dozzine di morti e svariate centinaia di feriti, quindi sparatorie settarie hanno riattizzato l'ostilità tra il quartiere filo-wahabita di Tripoli e quello popolato dagli Alawiti fedeli ad Assad, come se non bastasse militanti takfiri libanesi hanno lanciato razzi contro la Palestina occupata dando al regime ebraico la 'scusa' per cercare di colpire dal cielo le strutture del PFLP-GC.

Dopo avere discusso privatamente con il Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader della formazione politica sciita Amal) e con il Premier designato Salam, che deve succedere all'uscente Najib Mikati, Bouroujerdi accompagnato dal suo seguito e dall'ambasciatore iraniano in Libano Ghazanfar Roknabadi si é intrattenuto a lungo a parlare col Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah.

Non abbiamo dubbi che l'incremento dell'assistenza politico/diplomatico/militare alla vicina Repubblica Araba di Siria in questo momento cruciale della sua lotta contro l'insorgenza terrorista mercenaria abbia costituito uno dei punti centrali del loro confronto.

lunedì 12 agosto 2013

Hamas, ospite sgradito a Doha, sgraditissimo al Cairo, vorrebbe trasferirsi a Beirut: "Buona Fortuna", ne avrà bisogno!

Dopo avere vigliaccamente abbandonato la sua sede di Damasco circa un anno e mezzo fa e avere annunciato la propria 'ricollocazione temporanea' a Doha, capitale del Qatar 'in attesa di potersi spostare definitivamente al Cairo', il Movimento Hamas si trova oggi come si sul dire "nelle canne" visto che il nuovo Emiro del Qatar, Tamim, ha già dimostrato di avere molta poca pazienza con personaggi e movimenti legati all'Ikhwan, la Fratellanza Musulmana di cui invece suo padre era grande e profligo finanziatore (e l'espulsione 'a calci e pugni' del predicatore Qaradawi conferma la politica di 'scopa nuova' iniziata dal neo-emiro).

Adesso, con il golpe anti-Mursi e anti-Ikhwan che gli 'blocca' la strada verso il Cairo, prima spalancatsi con la effimera vittoria elettorale della Fratellanza, Hamas non ha letteralmente dove sbattere la testa visto che é chiaro come il sole che l'ospitalità qatariota é "a tempo" anche se magari durerà un po' di più dei tre giorni necessari a far sì che il corpo dell'ospite espella il sale mangiato insieme all'ospitante (come dice il Corano).

Da qui l'incredibile richiesta espressa da Ali Baraka, esponente di Hamas in Libano, all'ambasciatore iraniano Ghazanfar Roknabadi durante una recente cena di fine Ramadan, durante la quale Baraka avrebbe chiesto al diplomatico iraniano di "intercedere" presso il Governo libanese (e presso Hezbollah in particolare) affinché al Movimento di Mishaal e Marzouk sia permesso 'piantare le tende' nientemeno che a Beirut!

Attendiamo gli sviluppi di questa situazione con un sorriso sardonico da Gatto del Cheshire sulle labbra; solo poche settimane fa i portavoce di Hamas strillavano contro Hezbollah e la presenza di suoi miliziani a Qusayr...e adesso sono ridotti a chiedergli ospitalità! La Provvidenza Umana o Divina che sia ha maniere tutte sue, molto ironiche e gustose, di umiliare i superbi che avevano pensato di aver 'fregato' i loro vecchi alleati schierandosi con gli scherani dell'oppressione imperialista perché li ritenevano più ricchi e potenti...

venerdì 3 maggio 2013

Roknabadi: "Tre anni di preparazione e lavoro preliminare per la crescita dei rapporti economici Beirut-Teheran daranno presto i loro frutti!"

L'ambasciatore iraniano in Libano Ghazanfar Roknabadi ha dichiarato che i due paesi, legati da cordiali e profonde relazioni diplomatiche, sono pronti a intensificare e approfondire ulteriormente i loro rapporti commerciali ed economici.

"Questo genere di legami vedranno già dai prossimi mesi una intensa e florida crescita, che si accompagnerà all'espansione di numerosi progetti di cooperazione le cui basi sono state gettate nel corso degli ultimi tre anni" ha dichiarato alla stampa di Beirut il capo della delegazione iraniana.


Fra i passi fondamentali compiuti negli ultimi tempi Roknabadi ha indicato la formazione di un consiglio congiunto di imprenditori e professionisti dell'import-export iraniani e libanesi per supervisionare  e governare l'intensificazione dei rapporti economici e la fondazione di una società mista per la distribuzione in Libano di prodotti tipici iraniani.

venerdì 19 aprile 2013

Mansour: "Il Libano sarà sempre a fianco dell'Iran nel sostenere il suo innegabile Diritto al nucleare civile!"

Che sia o non sia una "dichiarazione da fine mandato", quamdo, con l'Esecutivo a guida Tammam Salam già in corso di formazione sarebbe anche più che legittimo per il Ministro (adesso ad Interim) degli Esteri di Beirut Adnan Mansour "tirarsi fuori qualche sassolino dalla scarpa" pure l'affermazione da lui fatta nella giornata di oggi può essere molto importante per fare il punto sulle tendenze della politica interna libanese.

E le parole di Mansour, pronunciate durante un incontro con l'ambasciatore iraniano Roknabadi sono state esplicite nel rimarcare che, per quanto riguarda lui (e con ogni probabilità anche tutto il Movimento Amal) il sostegno all'Iran non é un "trend" di cui si intraveda a breve un riflusso o un arresto; il Libano, ha detto infatti il Ministro, rimarrà 'sempre e comunque' al fianco di Teheran nel sostenere il Diritto della Repubblica Islamica a dotarsi di un vasto e funzionale programma nucleare civile.

Del resto, come abbiamo sottolineato a più riprese su queste stesse pagine, la Repubblica Islamica ha dichiarato e riaffermato più volte la sua stretta osservanza dei termini del Trattato di Nonproliferazione Nucleare (al contrario del regime ebraico, stato canaglia, che si rifiuta di sottoscriverlo e possiede un arsenale di centinaia di testate atomiche illegali).

martedì 9 aprile 2013

Il premier libanese incaricato chiede aiuto all'ambasciatore iraniano contro le minacce di Israele!

Tammam Salam, il Premier incaricato dal Presidente libanese Michel Sleiman di formare un Governo di ampia coalizione in grado di portare il paese fuori dall'impasse in cui é finito con le dimissioni di Najib Mikati non ha ancora terminato il proprio giro di consultazioni esplorative eppure, a quanto traspare dalle notizie in arrivo da Beirut, sembra avere già molto chiare le coordinate che potrebbero caratterizzare il suo mandato.

In un messaggio ufficiale rilasciato ieri Salam ha dichiarato che desidera quanto prima incontrare l'ambasciatore iraniano Ghazanfar Roknabadi; questi, dicendosi lusingato dalla richiesta ha dichiarato che per la Repubblica Islamica; "L'unità nazionale, la stabilità e l'armonia istituzionale sono componenti chiave della sicurezza nazionale libanese e assetti importantissimi per potere affrontare con successo le minacce del regime sionista".

Salam ha quindi espresso la speranza che l'Iran continuerà a sostenere il Libano: "Cercheremo attivamente la cooperazione di Teheran nell'ambito della Resistenza contro l'arroganza e le minacce israeliane".

giovedì 14 febbraio 2013

L'ambasciatore Roknabadi invita nella delegazione iraniana a Beirut gli ambiasciatori cinese, russo e siriano!


L'ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut Ghazanfar Roknabadi é sicuramente uno dei più astuti, esperti e preparati agenti della diplomazia di Teheran, che oltre a godere della completa fiducia del Ministro degli Esteri e del Presidente Ahmadinejad é anche intimo della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e particolarmente al corrente delle idee e delle intenzioni del successore di Khomeini in politica estera.

Non deve quindi sorprendere la notizia secondo la quale il delegato iraniano in Libano abbia riunito attorno a sé, graditi ospiti speciali dell'Ambasciata, anche i rappresentanti della Repubblica Araba di Siria, della Federazione Russa e della Repubblica Popolare Cinese, per discutere insieme a loro di sviluppi e prospettive della situazione in Siria.

Insieme agli ambasciatori di Mosca e Pechino Roknabadi ha reso il giusto omaggio alla maniera sicura, dedicata e professionale con cui i militari di Damasco si sono saputi adattare alle sfide di una lunga e dura campagna anti-terrorismo, sapendo supplire alle limitazioni di uno strumento militare pensato più per grandi operazioni di guerra mobile che per il contrasto alla guerriglia.

Tuttavia Roknabadi e colleghi si sono anche augurati che alle vittorie sul campo di battaglia seguano atteggiamenti costruttivi anche sul piano della trattativa e del dialogo con tutte quelle forze suscettibili di abbandonare la lotta armata, specialmente ora che fratture sempre più profonde si stanno segnalando tra le varie 'anime' del terrorismo antisiriano e filoimperialista.
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giovedì 24 gennaio 2013

Arrivano in Libano i primi 30.000 kit di aiuto umanitario iraniano, destinati ai profughi siriani e palestinesi arrivati da oltre confine!

Oltre diecimila "kit" di aiuto umanitario scaricati negli scorsi giorni da navi iraniane nel porto di Beirut sono stati già distribuiti a cittadini Siriani e Palestinesi che a causa delle attività dei gruppi criminali wahabiti sul territorio della Repubblica Araba hanno dovuto temporaneamente rilocarsi in Libano. Le confezioni contengono cibo, disinfettante per l'acqua, coperte, e medicinali di vario genere. Le operazioni di scarico, trasporto e distribuzione sono state supervisionate direttamente da Ghazanfar Roknabadi, ambasciatore della Repubblica Islamica in Libano e dal consigliere del Premieri libanese Ramzih Naeman.
Nei prossimi giorni altre ventimila unità potranno venire distribuite ad altrettante famiglie, l'operazione non dovrebbe prendere più di una dozzina di giorni e, per allora, un nuovo carico di aiuti iraniani potrebbe essere già arrivato nel Paese dei Cedri. Il Brigadier-Generale Ibrahim Bashir dell'Armee Libanaise, ha ringraziato l'ambasciatore Roknabadi per la sollecitudine con cui Teheran si é mobilitata per aiutare concretamente queste dirette vittime dell'instabilità in Siria, una instabilità, lo ricordiamo, su cui i ricchi emirati petroliferi wahabiti contano per poter estendere la loro influenza e quella dei loro burattinai imperialisti e sionisti.
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domenica 20 gennaio 2013

L' Ambasciatore Roknabadi a Boutros Harb: "La condotta libanese é esemplare per cautela e lungimiranza!"

L'ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, ha pubblicamente elogiato "la prudenza e la misura" delle autorità libanesi che sono finora riuscite mirabilmente a proteggere il loro paese e la sua cittadinanza da qualunque 'contagio' del complotto terrorista in atto contro la Siria di Assad, nonostante il più che scoperto fine di alcuni partiti politici e fazioni estremiste (come quelle raccolte nella cosiddetta Alleanza 14 Marzo) di 'importare' violenza e instabilità nel paese nel tentativo di compensare le proprie sconfitte facendole pagare a tutta la popolazione.

Incontrandosi con il parlamentare libanese Boutrous Harb l'ambasciatore Roknabadi ha detto che la condotta dei governanti libanesi "E' un esempio da manuale di discrezione, lungimiranza e cautela", esprimendo il proprio convincimento che rimanendo su questa linea di condotta il Paese dei Cedri riuscirà a rimanere stabile fino alla risoluzione (politica o altrimenti) dei problemi della Siria.

Harb da parte sua ha lodato l'impegno iraniano per arrivare a una composizione delle divergenze tra Governo di Assad e opposizione in maniera da togliere ogni velleitaria aspirazione di 'legittimità' a quei gruppi costituiti di mercenari stranieri foraggiati da potenze estere come la Turchia, il Qatar e l'Arabia Saudita, che pretendono di fare parte di una inesistente "Rivoluzione Siriana". Ambedue hanno poi convenuto sulla necessità di aiutare in ogni maniera quei siriani che le violenze terroristiche hanno costretto temporaneamente ad abbandonare le loro dimore.
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sabato 12 gennaio 2013

Ministro della Difesa libanese loda il ruolo della Repubblica Islamica negli affari regionali!

Nel corso di un incontro tenutosi recentemente con il massimo rappresentante diplomatico iraniano in Libano (l'ambasciatore Ghazanfar Roknabadi) il Ministro della Difesa del Governo Mikati, Fayez Ghosn, ha sottolineato quanto il Libano apprezzi l'impegno profuso da Teheran per disinnescare una volta per tutte l'insorgenza terrorista straniera in Siria.

Ghosn ha spiegato come da oltre un anno la massima preoccupazione dell'Armee Libanaise sia quella di mantenere al minimo le attività di gruppi e milizie filo-terroriste in territorio nazionale ed evitare l'infiltrazione di elementi mercenari attraverso il confine siriano, purtroppo in ciò impedita dall'azione irresponsabile di certi partiti e certe fazioni interne.

Roknabadi, da parte sua, ha reiterato la prontezza della Repubblica Islamica a condividere con Beirut il suo know-how militare e a diventare uno dei principali partner del Paese dei Cedri per le questioni di sicurezza.
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Roknabadi dichiara: abbiamo le prove che nostri diplomatici siano da oltre trent'anni prigionieri di Tel Aviv!

Trent'anni di prigionia in mano al regime ebraico di occupazione: questo il fato di Ahmad Motevaselian, Seyyed Mohsen Mousavi, Taqi Rastegar Moqaddam e Kazem Akhavan, inviati diplomatici di Teheran in Libano, risucchiati dal gorgo della Guerra Civile Libanese il 4 luglio 1982 quando furono sequestrati da una milizia fascista maronita, sotto il comando del noto criminale di guerra Samir Geagea e prontamente "ceduti" alle forze armate sioniste, che in quel periodo occupavano il Paese dei Cedri.
Questa la ricostruzione fatta dall'attuale ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, nel corso di un appello pubblico col quale ha invitato le organizzazioni internazionali, in specie la Croce Rossa, di rinnovare gli sforzi per accertare la loro esistenza in vita e organizzare la loro liberazione o in altro caso almeno la restituzione delle spoglie. Yorg Montani, Capo del Comitato della Croce Rossa in Libano, ha assicurato la propria collaborazione.
Nel corso degli anni il criminale Geagea ha dato versioni differenti e contrastanti dell'avvenimento, dapprima sostenendo di avere consegnato gli iraniani ai suoi 'padrini' e protettori sionisti, in seguito rinnegando quanto detto e sostenendo invece di averne visto i corpi, vittime di un'esecuzione sommaria di cui non ha indicato gli autori. Dopo la sua vittoria contro il tentativo di invasione sionista dell'estate 2006 il movimento di Resistenza sciita Hezbollah aveva provato a includere la liberazione dei quattro diplomatici iraniani nelle condizioni per il ritiro delle truppe di Tel Aviv, ma senza successo.
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lunedì 3 dicembre 2012

Il Leader della Jihad Islamica palestinese incontra l'ambasciatore iraniano a Beirut per ringraziare la Repubblica Islamica dell'aiuto verso Gaza!

Il Segretario Generale del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina Ramadan Shallah ha incontrato l'ambasciatore della Repubblica Islamica a Beirut Ghazanfar Roknabadi estendendogli la profonda gratitudine dei militanti dell'organizzazione, dei soldati delle Brigate Quds e dei civili del ghetto assediato per l'aiuto essenziale ricevuto da Teheran.

Nonostante il dolore causato da oltre centosessanta vittime civili e più di mille feriti (in massima parte civili non coinvolti in azioni militari) la gioia per avere saputo rispondere colpo su colpo agli spietati bombardamenti sionisti e di aver fatto desistere i gerarchi di Tel Aviv da una invasione terrestre é un risultato molto importante per gli abitanti della Striscia costiera.

Roknabadi da parte sua ha garantito che "nuovi e più consistenti aiuti" sono già in arrivo verso Gaza, simbolo pratico ed evidente della solidarietà della Repubblica Islamica iraniana verso la Causa del popolo di Palestina e la sua lotta per rivendicare diritti inalienabili e incancellabili.
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giovedì 29 novembre 2012

A Gaza cartelloni di gratitudine verso l'Iran per il decisivo sostegno tecnico e militare alle organizzazioni di Resistenza armata!

In tutta la Striscia di Gaza durante e subito dopo il recente confronto militare con il regime ebraico le attestazioni di riconoscenza e gratitudine verso la Siria, l'Iran e il Movimento Hezbollah (l'Asse della Resistenza) che ha messo in grado le milizie del ghetto palestinese di rispondere a tono al pogrom militare sionazista sono risuonati più volte ma fedeli al motto latino "Scripta Manent" gli abitanti della Striscia hanno eretto placard di ringraziamento all'indirizzo della Repubblica Islamica, ben visibili, le cui foto hanno già fatto il giro del mondo.
In una intervista al quotidiano libanese Al-Liwaa, l'ambasciatore di Teheran a Beirut, il famoso Ghazanfar Roknabadi ha dichiarato che "nonostante divergenze emerse recentemente nei confronti di alcuni leader del Movimento", l'Iran e Hamas, in particolare la sua ala militare, condividono ancora una visione comune sulla Lotta, la Resistenza e il Destino della Palestina e dei Diritti del suo popolo.
A tal proposito menzioniamo la voce giuntaci direttamente da Gaza negli scorsi giorni secondo cui il 'fantasma' Mohammed Daif in persona, influentissimo leader della milizia armata di Hamas, più volte scampato a tentativi di assassinio sionazisti, sarebbe contrarissimo a ogni distaccamento dalle posizioni della lotta armata e dall'alleanza con l'Iran; pronto, si dice, a sostenere Mahmoud Zahar in una linea di 'scontro' con quei dirigenti (come Mishaal e Marzouk) recentemente "tentati" da un accordo anti-iraniano con Emiri del petrolio sauditi e qatarioti.
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