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martedì 6 novembre 2012

Ali Akbar Salehi denuncia: "Diversi paesi arabi complici del Regime ebraico nell'attacco a Khartoum!"

Con una dichiarazione che ha scioccato non pochi analisti e osservatori di cose mediorientali e internazionali il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Ali Akbar Salehi, ha coraggiosamente affermato che "almeno cinque" paesi sono stati complici dell'attacco aereo sionista contro il Sudan libero e indipendente, risultato nel grave danneggiamento della fabbrica 'Yarmouk', avendo concesso agli apparecchi-pirata del regime ebraico di attraversare il loro spazio aereo per poter bombardare il loro obiettivo.
Si possono facilmente individuare alcuni di questi paesi: certo la Giordania, poi l'Arabia Saudita, forse lo Yemen, quindi il Sud-Sudan e sicuramente l'Egitto, il che la direbbe lunga su quanta 'discontinuità' rispetto al periodo di Mubarak si possa aspettare dalla leadership uscita dalle prime elezioni democratiche della Storia del paese.
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venerdì 12 ottobre 2012

Ennesima figuraccia turca: il jet siriano sequestrato rilasciato con scuse: "Niente armi trovate a bordo!"

Indecorosa e ridicola conclusione per la 'pantomima' organizzata dal sultano in sedicesimo Recep Erdogan e dal suo 'menestrello degli esteri' Ahmet Davutoglu con il sequestro da parte di caccia F-16 di un Airbus 320 civile delle aviolinee siriane che stava tornando alla capitale Damasco da Mosca, costretto ad atterrare ad Ankara e illegalmente perquisito alla ricerca di fantomatiche 'armi' (quante ne potrebbero stare poi in un charter stipato di passeggeri com bagagli?) per circa 36 ore.

Le autorità di Ankara  hanno dovuto, obtorto collo, cedere all'evidenza e ammettere di fronte all'opinione pubblica mondiale che "nessun tipo di arma era trasportato dall'Airbus siriano". Tutti i passeggeri del volo e i membri dell'equipaggio sono stati lasciati liberi di riprendere la strada verso la loro destinazione. Sia le autorità di Damasco che quelle moscovite hanno duramente stigmatizzato l'accaduta parlando di "condotta inaccettabile" e "comportamento da sceriffi, compiuto grazie alla sicurezza della solidarietà NATO e americana".

I passeggeri, tra cui si trovavano anche diciassette persone di nazionalità russa, hanno riferito di maltrattamenti, minacce e abusi da parte turca, riferendo in particolare di avere visto i piloti "venire ammanettati come criminali". Si può considerare ormai morta e sepolta qualunque aspirazione turca neo-ottomana di prestigio e influenza nel Mondo Arabo e nel Medio Oriente; con i loro atteggiamenti Erdogan e Davutoglu hanno mostrato di non essere altro che l'ennesima incarnazione dei camerieri della NATO e dell'Occidente che troppo a lungo hanno dettato legge in un paese che si sente sempre meno rappresentato dall'AKP e dai suoi dirigenti.
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mercoledì 10 ottobre 2012

Pirateria aerea neo-ottomana! Erdogan disperato per i successi siriani sequestra un jet passeggeri di Damasco!

Rendendosi ancora più ridicoli agli occhi del mondo il duo di cialtroni neo-ottomani Recep Erdogan e Ahmet Davutoglu hanno fatto sequestrare dall'aviazione militare turca, con un atto di pirateria aerea che ha pochissimo da invidiare alle peggiori azioni sioniste un jet civile Airbus 320 delle aviolinee siriane che da Mosca stava tornando verso la capitale Damasco, costringendolo ad atterrare ad Ankara.

Facendo strame se non dell'intelligenza almeno dell'astuzia che si suppone un dignitario del suo calibro dovrebbe possedere il Ministro degli Esteri turco Davutoglu ha cercato di giustificare l'inaccettabile provocazione sostenendo che l'aereo portasse 'armi' per il Governo di Assad.

Ovviamente se il Governo di Assad avesse bisogno di armi russe per combattere e sconfiggere i mercenari wahabiti sostenuti da Ankara come quelli bloccati e ricacciati oltre confine ieri presso Jisr al-Shughour non se le farebbe certo mandare su voli civili.

L'atto dimostra la crescente schizofrenia di Erdogan e soci che sono sempre più disperati e tentano di mettere sotto pressione Assad e la Siria che sono sempre più vittoriosi contro le milizie qaediste in costante e sempre più grave rotta. Se le cose stessero procedendo positivamente per il campo wahabita-imperialista non ci sarebbe bisogno di queste balzane e scoordinate iniziative turche che tradiscono un nervosismo crescente.
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giovedì 21 giugno 2012

"Popolo Palestinese, corri alle armi!", le Brigate della Jihad Islamica dichiarano mobilitazione generale per far fronte agli attacchi di Sion!

Le Brigate Al-Quds, ala armata del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina hanno deciso di dichiarare la mobilitazione generale di tutti i loro assetti e i loro militanti nella Striscia di Gaza a fronte della campagna di bombardamenti criminali portati avanti da Israele contro il ghetto palestinese assediato, che, da giovedì a oggi, sono costati nove morti e sette feriti, tra cui numerosi bambini e ragazzi. Abu Ahmed, portavoce ufficiale delle Brigate, ha avvertito il regime ebraico che persistere sulla strada della provocazione militare e aggiungere altro sangue palestinese innocente a quello versato finora non potrà che attirare la giusta risposta e rappresaglia dell'organizzazione, che si esplicherà nei tempi e nei modi ritenuti più favorevoli ed efficaci per far pagare a Tel Aviv il prezzo più alto e doloroso possibile. Ahmed ha dichiarato che la ripresa dei bombardamenti sionisti dopo mesi di relativa calma segnala il tentativo del regime dell'Apartheid di distrarre la sua opinione pubblica interna dal grave stato di difficoltà e imbarazzo in cui il Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu e sodali ha trascinato il paese. La Jihad Islamica, inoltre, ha invitato le altre fazioni e le altre milizie della Resistenza a prendere tutte le misure necessarie per trovare intesa e cooperazione sul campo di battaglia, in modo da moltiplicare il proprio livello di efficienza contro le forze sioniste.
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mercoledì 20 giugno 2012

Il regime ebraico uccide un altro civile palestinese, ma le Brigate Qassam e le Brigate Al-Quds si preparano alla rappresaglia!

Con la nuova vittima fatta dai pirati aerei sionisti a Rafah (un giovane di nome Ghalib Rmelat, che procedeva in moto a poca distanza dalla cittadina meridionale del ghetto palestinese assediato) sale a nove il numero dei cittadini della Striscia di Gaza massacrati da Israele negli ultimi giorni ma, come mostrano questo video delle Brigate Qassam e il fotoreportage da un campo d'addestramento delle Brigate Al-Quds, la Striscia palestinese non é ancora a corto di eroi decisi a prendere le armi per far pagare un salato prezzo a Tel Aviv per il sangue di ogni cittadino innocente versato.
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lunedì 18 luglio 2011

Pirati aerei sionisti colpiscono abitazioni a Gaza, due feriti, uno gravissimo


Con un altro piratesco raid aereo questa volta gli aeroplani con la stella di davide, simbolo malvagio e inumano quanto la svastica, hanno colpito con le loro munizioni di precisione abitazioni civili di Khan Younis, ferendo due abitanti della Striscia di Gaza, uno dei quali in maniera gravissima. Non é stato necessario per gli israeliani uccidere le loro vittime, a finirle ci penserà sicuramente la penuria di materiale medico e farmaci a cui lo shylockiano strangolamento sionista condanna il ghetto costiero.

Adham Abu Selmyia, portavoce del Pronto Soccorso di Gaza, ha confermato che l'attacco é avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, attorno alla mezzanotte locale. Confrontato con la riprovazione del mondo civilizzato il Regime ebraico ha cercato di ricorrere alla solita bugia cercando di spacciare i suoi obiettivi civili come "luoghi dove si preparavano attacchia a Israele".

Nell'attesa che la risposta delle Brigate della Resistenza faccia effetivamente pagare agli assassini sionisti il prezzo per le loro campagne di terrorismo aereo e pirateria, pubblichiamo come smentita la foto diffusa dalle agenzie palestinesi di una delle abitazioni sventrate dai missili e dalle bombe israeliane: non certo una base militare!
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domenica 17 luglio 2011

Hamas condanna Israele per attacchi aerei indiscriminati contro obiettivi civili: annuncia possibile ripresa delle operazioni di rappresaglia!

Il Movimento musulmano di Resistenza, Hamas, ha emesso un comunicato nel quale denuncia l'entità sionista occupante come "pienamente e totalmente responsabile" per le gravi perdite umane e materiali conseguenti alla campagna di indiscriminati bombardamenti aerei contro obiettivi civili recententemente rinnovata sulla Striscia di Gaza e sulla sua popolazione.

Una fonte di Hamas ha definito la condotta di Tel Aviv "Escalation criminale", mettendo in guardia gli apparati militari sionisti dal continuare a prendere di mira obiettivi cvili, pena una ripresa delle operazioni di rappresaglia delle Brigate della Resistenza.

La stessa fonte ha lodato la determinazione palestinese a sopportare i crudeli e pirateschi attacchi aerei, chiedendo alla popolazione di perseverare sul sentiero della coesione, in modo che l'inscindibile unione fra popolo e istituzioni dimostri la futilità delle aggressioni sioniste.

Dopo il ritrovamento del cadavere di Mohammed Ibrahim al-Bayouk sotto le macerie del tunnel di approvvigionamento nel quale lavorava resta ancora un cadavere da estrarre dal sottosuolo.
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