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venerdì 13 settembre 2019
Putin, Rohani, Erdogan, vertice ad Ankara la prossima settimana per risolvere il dilemma di Idlib!
Il Presidente russo Vladimir Putin, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente iraniano Hassan Rouhani si incontreranno lunedì in un vertice sulla Siria ad Ankara e discuteranno della situazione nella regione di Idlib, ha detto il leader turco al canale nazionale NTV.
"Idlib sarà al centro della nostra attenzione all'incontro trilaterale di Ankara. Le opinioni saranno anche scambiate sui punti di osservazione [dei soldati turchi] e la lotta contro i gruppi terroristici", ha sottolineato Erdogan.
mercoledì 10 aprile 2019
Ministri degli Esteri turco e qatariota censurano pesantemente Trump e Pompeo!
Un importante aggiornamento sul nostro Canale Youtube, che vi raccomandiamo e consigliamo di seguire non solamente nelle occasioni in cui propone "video-scoop", ma anche (forse sarebbe il caso di dire 'soprattutto') quando vi offre aggiornamenti e dettagli magari meno 'spettacolari', ma utilissimi per 'tenere il punto' sulla situazione.
Cavusoglu e Al-Thani, rispettivamente Ministri degli Esteri di Turchia e Qatar hanno condannato senza appello la mossa della Casa Bianca contro la Guardia Rivoluzionaria iraniana. Continua inarrestabile il riposizionamento politico di Ankara e Doha, sempre più svincolate dagli Usa sullo scacchiere mediorientale.
Cavusoglu e Al-Thani, rispettivamente Ministri degli Esteri di Turchia e Qatar hanno condannato senza appello la mossa della Casa Bianca contro la Guardia Rivoluzionaria iraniana. Continua inarrestabile il riposizionamento politico di Ankara e Doha, sempre più svincolate dagli Usa sullo scacchiere mediorientale.
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mercoledì 22 agosto 2018
Le consegne delle batterie di S-400 alla Turchia di Erdogan inizieranno nel 2019!
La compagnia di export militare del Cremlino, la 'Rosoboronexport' inizierà a implementare il contratto siglato col Governo turco per la consegna dei sistemi antiaerei S-400 a partire dai primi mesi del prossimo anno, lo ha dichiarato l'Amministratore Delegato Aleksandr Mikheev nella giornata di ieri.
"I termini sono molto precisi e inizieremo a onorarli a partire dall'anno prossimo".
Con questa mossa la Turchia saràa il primo paese NATO ad avere a disposizione una versione (non si sa quanto simile all'originale, però) del potente sistema antiaereo russo.
I Turchi hanno pagato oltre due miliardi e mezzi di dollari Usa per questo.
Ma si sa che il vero "payoff" per Putin é tutto politico.
"I termini sono molto precisi e inizieremo a onorarli a partire dall'anno prossimo".
Con questa mossa la Turchia saràa il primo paese NATO ad avere a disposizione una versione (non si sa quanto simile all'originale, però) del potente sistema antiaereo russo.
I Turchi hanno pagato oltre due miliardi e mezzi di dollari Usa per questo.
Ma si sa che il vero "payoff" per Putin é tutto politico.
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martedì 29 maggio 2018
La lobby sionista vuole sabotare a tutti i costi la vendita di jet Sukhoi alla Turchia: "I nostri F-35 non avrebbero scampo!"
Decidendo di acquistare il disastroso F-35 come cacciabombardiere la dirigenza del regime di occupazione della Palestina ha fatto prevalere la tirchieria su ogni considerazione di efficacia ed efficienza militare.
Gli F-35, come noto, sono un completo fallimento come apparecchi da combattimento, ma la prospettiva di averli praticamente "a costo zero", grazie agli 'aiuti al terzo mondo' generosamente elargiti da Washington a Tel Aviv, sommati ad altri pacchetti d'incentivo, é stata troppo allettante per poter venire scartata.
Inoltre, secondo i piani sionisti, l'Egitto, la Siria e l'Irak avrebbero dovuto ormai essere neutralizzate: il primo sotto il giogo dei Fratelli Musulmani, le altre due totalmente balcanizzate e distrutte come stati nazionali.
Fortunatamente le cose sono andate in maniera molto diversa e non solo questi Stati non sono stati neutralizzati, ma alcuni si sono anche rinforzati, tornando in grado di tenere testa alle prepotenze di Tel Aviv.
Gli F-35, come noto, sono un completo fallimento come apparecchi da combattimento, ma la prospettiva di averli praticamente "a costo zero", grazie agli 'aiuti al terzo mondo' generosamente elargiti da Washington a Tel Aviv, sommati ad altri pacchetti d'incentivo, é stata troppo allettante per poter venire scartata.
Inoltre, secondo i piani sionisti, l'Egitto, la Siria e l'Irak avrebbero dovuto ormai essere neutralizzate: il primo sotto il giogo dei Fratelli Musulmani, le altre due totalmente balcanizzate e distrutte come stati nazionali.
Fortunatamente le cose sono andate in maniera molto diversa e non solo questi Stati non sono stati neutralizzati, ma alcuni si sono anche rinforzati, tornando in grado di tenere testa alle prepotenze di Tel Aviv.
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lunedì 28 maggio 2018
"No F-35? NON V'E' PROBLEMA!" Erdogan comincia a pensare anche all'acquisto di aerei russi in luogo dei 'barilotti' made in Usa!
Che gli Stati Uniti non siano capaci di immaginare un sistema di relazioni internazionali non basato su minacce e ricatti é qualcosa di particolarmente evidente in questi ultimi mesi, in cui, stante il sempre più evidente successo delle esportazioni russe di armi e sistemi per la difesa, il Dipartimento di Stato Usa si é impegnato in una campagna di intimidazione senza precedenti.
Uno dei primi obiettivi della quale è stata la Turchia, paese NATO sempre meno convinto e sempre più gravitante in orbita euro-asiatica, per gli incredibili dividendi che guadagnerebbe dalla sua trasformazione in terminale occidentale della Nuova Via della Seta.
La notizia dell'acquisto turco dei formidabili sistemi antiaerei S-400 è stata contrastata da Washington con il divieto di esportazione in Turchia dei cacciabombardieri F-35.
Uno dei primi obiettivi della quale è stata la Turchia, paese NATO sempre meno convinto e sempre più gravitante in orbita euro-asiatica, per gli incredibili dividendi che guadagnerebbe dalla sua trasformazione in terminale occidentale della Nuova Via della Seta.
La notizia dell'acquisto turco dei formidabili sistemi antiaerei S-400 è stata contrastata da Washington con il divieto di esportazione in Turchia dei cacciabombardieri F-35.
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domenica 8 aprile 2018
La donna-poveraccia fiamma frankenstein fa stridere la sua dentatura sulle pagine del 'giornale' (sempre di fedeltà anglo-american-sionista!)
fiamma nirenstein è una donna volgare, ignorante e sguaiata; in una parola, una cattiva donna e una pessima giornalista.
Iniziamo questo articolo con una contravvenzione alla sintassi perché non é possibile scrivere 'fiamma nirenstein' con le iniziali maiuscole, proprio non si può.
Qualche articolo fa parlavamo del fenomeno del 'poveraccismo'...fiamma nirenstein é poveraccia (donna + poveraccia = ...) all'ennesimo grado, infatti, da poveraccissima, è andata come altri sionisti a rubare terra non sua, quella dei Palestinesi.
Quanto sia poveraccia la nirenstein ce lo ricorda con una sua pisciata d'articolo pubblicato sul "Giornale", che nonostante le cortine di fumo scoreggiate da micalessin e biloslavo (ratticelli usciti dalla stessa fogna atlantica che partorì il grilz), rimane un organo di disinformazione di confermato "rito" anglo-american-sionista (e che se ne ricordino tutti coloro che rapsodizzano su "occhi della guerra" e simili).
Iniziamo questo articolo con una contravvenzione alla sintassi perché non é possibile scrivere 'fiamma nirenstein' con le iniziali maiuscole, proprio non si può.
Qualche articolo fa parlavamo del fenomeno del 'poveraccismo'...fiamma nirenstein é poveraccia (donna + poveraccia = ...) all'ennesimo grado, infatti, da poveraccissima, è andata come altri sionisti a rubare terra non sua, quella dei Palestinesi.
Quanto sia poveraccia la nirenstein ce lo ricorda con una sua pisciata d'articolo pubblicato sul "Giornale", che nonostante le cortine di fumo scoreggiate da micalessin e biloslavo (ratticelli usciti dalla stessa fogna atlantica che partorì il grilz), rimane un organo di disinformazione di confermato "rito" anglo-american-sionista (e che se ne ricordino tutti coloro che rapsodizzano su "occhi della guerra" e simili).
giovedì 5 aprile 2018
Umberto de Giovannangeli, mistificatore di professione, si rende ridicolo su 'Huffington Post'!
Il 'poveraccismo', la condizione di essere 'poveracci' inizia soprattutto dall'interno...dall'animo delle persone.
Un 'poveraccio' è certamente Umberto de Giovannangeli, che su quella specie di "Visto" online che si chiama 'affingtònpòst' scrive un guazzabuglio di corbellerie per cercare, come al solito, di fare apparire 'kattivy' i Russi e gli Iraniani.
Russi e Iraniani che hanno avuto il "torto" di correre in aiuto del loro alleato siriano e di aiutarlo a salvarsi dall'aggressione internazionale anglo-americo-sion-saudita.
E, soprattutto, di VINCERE su tutta la linea.
Un 'poveraccio' è certamente Umberto de Giovannangeli, che su quella specie di "Visto" online che si chiama 'affingtònpòst' scrive un guazzabuglio di corbellerie per cercare, come al solito, di fare apparire 'kattivy' i Russi e gli Iraniani.
Russi e Iraniani che hanno avuto il "torto" di correre in aiuto del loro alleato siriano e di aiutarlo a salvarsi dall'aggressione internazionale anglo-americo-sion-saudita.
E, soprattutto, di VINCERE su tutta la linea.
mercoledì 4 aprile 2018
E dopo la medicina amara per il 'Pinocchio' Erdogan arriva lo zuccherino! Gli S-400 arriveranno a ottobre 2019!
Putin é volato ad Ankara e ha chiarito senza mezzi termini ad Erdogan che le sue truppe presenti in Siria dovranno sloggiare.
Siamo stati molto felici di pubblicare quella notizia, più che altro perché forniva la definitiva conferma alle nostre previsioni sui rapporti turco-siriani.
Il sultanetto di Ankara, ormai in rotta completa con Usa e NATO semplicemente non può permettersi gesti azzardati verso la Siria spalleggiata dalla Russia giacché si priverebbe della sua unica "sponda" internazionale.
Russia (e Cina) hanno bisogno della Turchia per il loro progetto di sfera eurasiatica integrata dalla Nuova Via della Seta (per parte cinese) e da nuovi gasdotti (per parte russa).
Siamo stati molto felici di pubblicare quella notizia, più che altro perché forniva la definitiva conferma alle nostre previsioni sui rapporti turco-siriani.
Il sultanetto di Ankara, ormai in rotta completa con Usa e NATO semplicemente non può permettersi gesti azzardati verso la Siria spalleggiata dalla Russia giacché si priverebbe della sua unica "sponda" internazionale.
Russia (e Cina) hanno bisogno della Turchia per il loro progetto di sfera eurasiatica integrata dalla Nuova Via della Seta (per parte cinese) e da nuovi gasdotti (per parte russa).
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Boom! Shakalaka! Putin va da Erdogan e...dichiara che l'integrità territoriale siriana é fuori discussione!
Il Presidente russo Vladimir Putin, in visita ad Ankara, ha dichiarato ai media turchi che tutte le azioni e le iniziative russe riguardo alla Siria sono motivate dal desiderio di combattere il terrorismo e di preservare l'integrità territoriale della Repubblica Araba.
Con lo stesso Erdogan al suo fianco Putin ha ribadito che é essenziale che tutti i gruppi siriani partecipino alle trattative e ai negoziati riguardo al futuro del paese.
Con lo stesso Erdogan al suo fianco Putin ha ribadito che é essenziale che tutti i gruppi siriani partecipino alle trattative e ai negoziati riguardo al futuro del paese.
martedì 27 febbraio 2018
E di nuovo! Gli USA minacciano sanzioni e ritorsioni anche contro Ankara per l'acquisto degli S-400!
Apparentemente, da quanto rivelato da una fonte riservata (statunitense) al quotidiano anatolico 'Haberturk' Washington starebbe meditando di colpire anche Ankara con 'ritorsioni e sanzioni' per il suo annunciato acquisto di sistemi antiaerei russi S-400.
Non diversamente da quanto minacciato recentemente a Heather Neuert verso Bagdad (interessata a sua volta alle batterie missilistiche di Putin).
Non diversamente da quanto minacciato recentemente a Heather Neuert verso Bagdad (interessata a sua volta alle batterie missilistiche di Putin).
martedì 6 febbraio 2018
Antiaerea siriana spostata nelle province di Aleppo e Idlib per coprire tutto il Nord del paese: chiaro avvertimento ad Erdogan!
Le forze armate siriane hanno schierato nuovi sistemi di difesa antiaerea in Provincia di Aleppo e di Idlib.
Lo riportano diverse testate e agenzie stampa regionali e internazionali, citando non meglio precisate "fonti siriane".
Lo riportano diverse testate e agenzie stampa regionali e internazionali, citando non meglio precisate "fonti siriane".
giovedì 18 gennaio 2018
Il Viceministro degli Esteri siriano avverte i Turchi: "Se proverete ad attaccare Afrin affronterete la risposta delle nostre forze armate!"
Il Viceministro degli Esteri siriano Faisal Mikdad ha ammonito la dirigenza turca contro la tentazione di lanciare un attacco militare contro la regione di Afrin.
I Turchi ponderano questa opzione in quanto temono che le milizie curde presenti nella zona possano diventare uno "stato nello stato" e favorire operazioni di terrorismo nelle aree turche abitate da Curdi.
Mikdad ha chiarito che l'antiaerea siriana ha ricevuto ordine di affrontare ogni apparecchio che attacchi il suo suolo, qualunque sia la sua origine e che ne ha le piene capacità.
I Turchi ponderano questa opzione in quanto temono che le milizie curde presenti nella zona possano diventare uno "stato nello stato" e favorire operazioni di terrorismo nelle aree turche abitate da Curdi.
Mikdad ha chiarito che l'antiaerea siriana ha ricevuto ordine di affrontare ogni apparecchio che attacchi il suo suolo, qualunque sia la sua origine e che ne ha le piene capacità.
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lunedì 9 ottobre 2017
Continuano le rappresaglie americane contro gli ex-alleati 'colpevoli' di essersi accordati con Putin!
Siamo persuasi che il recente attacco di un attentatore solitario contro il Palazzo Reale Al-Salam di Jeddah possa essere inquadrabile come "avvertimento" americano ai Sauditi che recentemente hanno segnalato la volontà di arrivare a un disimpegno dalla Siria e hanno intavolato trattative politiche, commerciali e militari con Mosca.
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mercoledì 7 giugno 2017
Il Parlamento turco approva in fretta e furia l'accellerazione dello schieramento di truppe in Qatar!
Con 240 voti a favore il Parlamento di Ankara ha approvato l'accelerazione del processo di schieramento di truppe turche in Qatar,
Secondo un accordo siglato nel 2014 la Turchia ha iniziato a costruire nell'emirato peninsulare una struttura militare in grado di ospitare circa 4000-5000 soldati,
Finora solo 150 soldati di Erdogan si trovano nella zona.
Essi però dovrebbero rapidamente aumentare a circa 3000, proprio secondo quanto stabilito nel disegno di legge approvato ieri.
Secondo un accordo siglato nel 2014 la Turchia ha iniziato a costruire nell'emirato peninsulare una struttura militare in grado di ospitare circa 4000-5000 soldati,
Finora solo 150 soldati di Erdogan si trovano nella zona.
Essi però dovrebbero rapidamente aumentare a circa 3000, proprio secondo quanto stabilito nel disegno di legge approvato ieri.
giovedì 12 gennaio 2017
Erdogan tuona contro gli speculatori, ha capito che Wall Street e la City gli fanno guerra con le valute?
La Nuova Lira Turca, la valuta introdotta nel 2005 da Erdogan come simbolo tangibile della "Nuova Turchia" (una Nuova Lira Turca era equivalente a un milione delle vecchie) è ai minimi storici nel cambio col dollaro USA.
Come abbiamo già detto in passato, dietro questo tracollo in parte c'é il timore per la stabilità interna del regime di Erdogan, che solo l'estate scorsa é scampato per un pelo al collasso in occasione del fallito golpe militare; in parte investitori potenziali sono stati spaventati dai continui attentati islamisti come l'assassinio dell'ambasciatore russo e la strage al night-club Reina.
Come abbiamo già detto in passato, dietro questo tracollo in parte c'é il timore per la stabilità interna del regime di Erdogan, che solo l'estate scorsa é scampato per un pelo al collasso in occasione del fallito golpe militare; in parte investitori potenziali sono stati spaventati dai continui attentati islamisti come l'assassinio dell'ambasciatore russo e la strage al night-club Reina.
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martedì 3 gennaio 2017
Effetto-attentati (ma anche un bel po' di speculazione) affondano la Lira Turca!
Nel mio articolo di ieri, pubblicato sia su questo blog che su L'Opinione Pubblica, mettevo in guardia contro il concreto pericolo di una progressiva "Pachistanizzazone" della Turchia, che potrebbe rapidamente precipitare nel caos e nell'instabilità.
I primi segni si vedono fin da ora, con la divisa nazionale, la Lira Turca, è precipitata alla quotazione di 3,6 per un dollaro Usa, la peggiore nella storia.
In parte questo é dovuto alle legittime preoccupazioni per la stabilità e la sicurezza del paese, per cui il settore turistico é importantissimo (quasi come in Egitto), ovvio che, se i tour operatore inizieranno a disertare l'Anatolia, molti investitori li seguiranno.
I primi segni si vedono fin da ora, con la divisa nazionale, la Lira Turca, è precipitata alla quotazione di 3,6 per un dollaro Usa, la peggiore nella storia.
In parte questo é dovuto alle legittime preoccupazioni per la stabilità e la sicurezza del paese, per cui il settore turistico é importantissimo (quasi come in Egitto), ovvio che, se i tour operatore inizieranno a disertare l'Anatolia, molti investitori li seguiranno.
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lunedì 2 gennaio 2017
La Turchia paga lo scotto delle avventure di Erdogan, rischiando la "Pakistanizzazione"
Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Non pochi si sono rallegrati quando, in seguito al vertice Kazhako di Astana, la Turchia di Erdogan ha dato finalmente l'impressione di voler voltare decisamente pagina rispetto alla "rotta" tenuta negli ultimi cinque anni nei confronti della Siria e di voler cooperare fattivamente con Russia e Iran per una soluzione del conflitto che prescindesse da precondizioni speciose del genere "Assad must go".
Questa è senza dubbio una cosa positiva.
Purtroppo, una volta che ci si è seduti a 'cena col diavolo', non sempre è facile alzarsi chiedendo permesso e dileguarsi, e questo Recep Erdogan lo sta sperimentando molto bene negli ultimi tempi, con atti terroristici che sembrano scientemente organizzati e temporizzati per "punire" il Presidente turco per la sua svolta pragmatica e per colpire nel vivo l'immagine del paese che egli vuole presentare al mondo: uno stato musulmano moderno, vitale, meta di turisti e investitori, crocevia per il Medio Oriente, i Balcani, l'Europa e il Caucaso.
Non pochi si sono rallegrati quando, in seguito al vertice Kazhako di Astana, la Turchia di Erdogan ha dato finalmente l'impressione di voler voltare decisamente pagina rispetto alla "rotta" tenuta negli ultimi cinque anni nei confronti della Siria e di voler cooperare fattivamente con Russia e Iran per una soluzione del conflitto che prescindesse da precondizioni speciose del genere "Assad must go".
Questa è senza dubbio una cosa positiva.
Purtroppo, una volta che ci si è seduti a 'cena col diavolo', non sempre è facile alzarsi chiedendo permesso e dileguarsi, e questo Recep Erdogan lo sta sperimentando molto bene negli ultimi tempi, con atti terroristici che sembrano scientemente organizzati e temporizzati per "punire" il Presidente turco per la sua svolta pragmatica e per colpire nel vivo l'immagine del paese che egli vuole presentare al mondo: uno stato musulmano moderno, vitale, meta di turisti e investitori, crocevia per il Medio Oriente, i Balcani, l'Europa e il Caucaso.
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martedì 20 dicembre 2016
L'ombra dei servizi turchi deviati sull'assassinio dell'ambasciatore russo Karlov?
A meno di ventiquattr'ore dal martirio dell'ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov, non è esercizio ozioso cominciare a ragionare freddamente sulla dinamica di quanto accaduto, cercando, attraverso un giudizioso uso del Rasoio di Occam, di capire chi e perché possa avere ordito la trama dell'attentato.
Se é vero che un anno fa la tensione tra Turchia e Russia era alle stelle (subito dopo l'abbattimento del Su-24 da parte dell'aviazione di Erdogan) é anche vero che il fallito golpe di quest'estate ha ridistribuito le carte, rendendo la Turchia un possibile partner di dialogo per Mosca, come confermato dal fatto che tra poco si dovrebbe tenere un vertice "a tre" che la coinvolgerà con Russia e Iran a discutere principalmente del futuro della Siria.
Mosca, pur non eccedendo in manifestazioni di calore e amicizia, aveva (e dovrebbe ancora avere) tutta l'intenzione di proporre ai Turchi un progressivo disimpegno dalla Siria man mano che il Governo di Damasco tornerà in controllo del suo territorio (un passo fondamentale è stato fatto ad Aleppo proprio di recente), ricompensandoli con la posa del gasdotto 'South Stream' sul loro territorio e con i copiosi ritorni economici da essa derivanti.
Se é vero che un anno fa la tensione tra Turchia e Russia era alle stelle (subito dopo l'abbattimento del Su-24 da parte dell'aviazione di Erdogan) é anche vero che il fallito golpe di quest'estate ha ridistribuito le carte, rendendo la Turchia un possibile partner di dialogo per Mosca, come confermato dal fatto che tra poco si dovrebbe tenere un vertice "a tre" che la coinvolgerà con Russia e Iran a discutere principalmente del futuro della Siria.
Mosca, pur non eccedendo in manifestazioni di calore e amicizia, aveva (e dovrebbe ancora avere) tutta l'intenzione di proporre ai Turchi un progressivo disimpegno dalla Siria man mano che il Governo di Damasco tornerà in controllo del suo territorio (un passo fondamentale è stato fatto ad Aleppo proprio di recente), ricompensandoli con la posa del gasdotto 'South Stream' sul loro territorio e con i copiosi ritorni economici da essa derivanti.
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Emergono dettagli inquietanti sull'attentato ad Andrei Karlov: una mossa dei servizi turchi pro-Usa?
L'ipotesi di una 'matrice erdoganiana' dell'attentato mortale di ieri contro l'ambasciatore russo Andrei Karlov regge sempre meno, per quanto schifo e disistima si possa avere verso il ducetto anatolico amico dell'ISIS.
Infatti l'attentato voleva chiaramente far fallire il prossimo vertice a tre Iran-Russia-Turchia durante il quale Mosca avrebbe tentato di separare definitivamente Ankara dalla coalizione filo-takfira internazionale facendole capire che una Siria pacifica e controllata da Assad è più nei suoi interessi piuttosto che ogni altra opzione, specie se accompaganta dal transito del gasdotto South Stream.
Infatti l'attentato voleva chiaramente far fallire il prossimo vertice a tre Iran-Russia-Turchia durante il quale Mosca avrebbe tentato di separare definitivamente Ankara dalla coalizione filo-takfira internazionale facendole capire che una Siria pacifica e controllata da Assad è più nei suoi interessi piuttosto che ogni altra opzione, specie se accompaganta dal transito del gasdotto South Stream.
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lunedì 19 dicembre 2016
Identificato l'assassino di Karlov, era un agente delle forze speciali della polizia turca!
Mevlüt Mert Altıntaş, 22 anni, agente delle forze speciali della polizia turca, questa sarebbe l'identità dello sparatore che ha assassinato l'ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov.
La giovanissima età, l'appartenenza a un corpo d'elite, trasmettono un' immagine diversa da quella del fanatico in barbone e ciabatte.
La giovanissima età, l'appartenenza a un corpo d'elite, trasmettono un' immagine diversa da quella del fanatico in barbone e ciabatte.
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