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sabato 24 gennaio 2015
"Dodici ore per una congiura di palazzo", su PALAESTINA FELIX, in ESCLUSIVA, tutto quel che é successo a Riyadh!!
Voi tutti che leggete e seguite costantemente PALAESTINA FELIX potete essere SEMPRE certi di una cosa: leggendoci avrete accesso a informazioni ESCLUSIVE, totalmente ignorate dai media generalisti, addirittura ORE o GIORNI prima che vengano menzionate da altri outlet, anche di calibro internazionale; abbiamo amici, abbiamo contatti, abbiamo fonti che spesso e volentieri ci hanno permesso di battere sul tempo e sulla precisione persino outlet milionari, che contano mezzi finanziari ed esposizione per noi semplicemente impensabili.
Adesso, grazie a queste fonti, sappiamo darvi IL QUADRO COMPLETO di quanto é successo dietro le quinte dell'illamentabile morte del tiranno di Riyadh, traditore dell'Islam e del mondo arabo, Abdallah bin Abdulaziz Saoud.
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lunedì 16 dicembre 2013
Sconfitto in Siria su tutta la linea, ecco l'ultima cospirazione di 'Bandar Bush': rimuovere il Principe Salman dall'asse ereditario!
Come il "Rupert di Henzau" di una Ruritania qualsiasi, sembra proprio che il 'figlio della serva' Bandar bin Sultan, capo dei Servizi segreti sauditi non riesca a passare più di tot tempo senza ritrovarsi immerso in qualche cospirazione: dopo aver assaggiato l'amaro miele della sconfitta in terra siriana, dove nonostante tutti i suoi costosi sforzi i terroristi mercenari wahabiti sono in ritirata su tutti i fronti (Qalamoun, Adra, Aleppo, Deir Ezzour...) sembra ora che l'abituale frequentatore e quasi 'figlioccio adottivo' di Casa Bush sia impegnato a cercare di screditare l'erede designato al trono, il Principe Salman, tentanto di convincere Re Abdullah a rimuoverlo dall'asse ereditario per 'manifesta cattiva salute e senilità'.
Scopo di Bandar sarebbe quesllo di favorire l'ascesa al trono dell'ex-collega 'diarca' Principe Muqrin, suo predecessore ai Servizi segreti con cui (al tempo in cui lui stesso era capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale) aveva spartito la gestione degli affari quotidiani di Governo durante le frequenti assenze del Re, perseguitato dagli acciacchi e bisognoso di operazioni chirurgiche e di lunghi periodi di riposo e convalescenza.
Tuttavia la stessa posizione di Bandar é tutt'altro che solida: il costante avvicinamento tra i suoi uomini e il Mossad sionista (operato in funzione anti-Assad, anti-Hezbollah e anti-Iran) ha scontentato e inorridito parecchi principi sauditi, forse lo 'spymaster' di Riyadh vorrebbe Muqrin sul trono per farsi 'perdonare' questa e altri 'piccole' scappatelle?
Scopo di Bandar sarebbe quesllo di favorire l'ascesa al trono dell'ex-collega 'diarca' Principe Muqrin, suo predecessore ai Servizi segreti con cui (al tempo in cui lui stesso era capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale) aveva spartito la gestione degli affari quotidiani di Governo durante le frequenti assenze del Re, perseguitato dagli acciacchi e bisognoso di operazioni chirurgiche e di lunghi periodi di riposo e convalescenza.
Tuttavia la stessa posizione di Bandar é tutt'altro che solida: il costante avvicinamento tra i suoi uomini e il Mossad sionista (operato in funzione anti-Assad, anti-Hezbollah e anti-Iran) ha scontentato e inorridito parecchi principi sauditi, forse lo 'spymaster' di Riyadh vorrebbe Muqrin sul trono per farsi 'perdonare' questa e altri 'piccole' scappatelle?
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lunedì 18 novembre 2013
Si consuma il declino di Bandar (Bush) bin Sultan, tragico 'Otello di Riyadh', sconfitto su tutti i fronti!
Non deve essere facilte, ultimamente, essere il Principe Bandar bin Sultan, capo dei Servizi segreti sauditi e principale artefice del sostegno della monarchia di Riyadh alle correnti wahabite e takfire presenti in Libano e Siria (mercenari terroristi compresi) in funzione anti-Assad, anti-Hezbollah e anti-Asse della Resistenza.
Il Principe infatti nel corso degli ultimi mesi, dopo aver rodomontescamente annunciato (subito dopo aver 'fatto fuori' il collega Principe Muqrin) che avrebbe risolto le situazioni in quei paesi "in poche settimane" a totale favore dell'Arabia Saudita e dei suoi interessi non ha fatto che collezionare rovesci e sconfitte ed é ormai visto come una specie di 'paria' a corte.
La sconfitta si sa, é sempre orfana, e se a rimediarla é il figlio naturalizzato di una schiava negra sedicenne (questa infatti la linea materna di Bandar, una 'macchia' del suo passato che ha sempre cercato disperatamente di nascondere e far dimenticare attraverso il suo attivismo diplomatico, specialmente verso gli Usa) si può capire come le 'azioni' della popolarità di Bandar siano colate a picco nei circoli curtensi sauditi ben più di quanto non avrebbero fatto se a combinare i pasticci siriani e libanesi fosse stato un principe dotato di tutti i 'quarti' di nobiltà.
Logorato da passati anni di eccessi (quando era ambasciatore a Washington, costantemente ospite della famiglia Bush, tanto da venirne considerato membro adottivo, Bandar era conosciuto come fortissimo consumatore di Scotch e Cognac) e dai postumi dell'attentato che lo ha quasi ucciso il luglio scorso tenendolo per mesi lontano dalla scena pubblica, gli attuali incarichi di Bandar gli imporrebbero una giornata lavorativa di 12-18 ore consecutive, cui, nonostante abbia passato da poco la sessantina (per gli standard della corte saudita, un giovanotto) non riesce a dedicarsi con efficienza.
Inoltre la recente sequela di delusioni ha esacerbato il suo animo portandolo a diventare iroso e avventato, sentimenti che, per quanto adatti al temperamento tragico di questo sfortunato 'Otello d'Arabia' mal si conciliano coi requisiti necessari a essere un efficace 'spymaster'.
Il Principe infatti nel corso degli ultimi mesi, dopo aver rodomontescamente annunciato (subito dopo aver 'fatto fuori' il collega Principe Muqrin) che avrebbe risolto le situazioni in quei paesi "in poche settimane" a totale favore dell'Arabia Saudita e dei suoi interessi non ha fatto che collezionare rovesci e sconfitte ed é ormai visto come una specie di 'paria' a corte.
La sconfitta si sa, é sempre orfana, e se a rimediarla é il figlio naturalizzato di una schiava negra sedicenne (questa infatti la linea materna di Bandar, una 'macchia' del suo passato che ha sempre cercato disperatamente di nascondere e far dimenticare attraverso il suo attivismo diplomatico, specialmente verso gli Usa) si può capire come le 'azioni' della popolarità di Bandar siano colate a picco nei circoli curtensi sauditi ben più di quanto non avrebbero fatto se a combinare i pasticci siriani e libanesi fosse stato un principe dotato di tutti i 'quarti' di nobiltà.
Logorato da passati anni di eccessi (quando era ambasciatore a Washington, costantemente ospite della famiglia Bush, tanto da venirne considerato membro adottivo, Bandar era conosciuto come fortissimo consumatore di Scotch e Cognac) e dai postumi dell'attentato che lo ha quasi ucciso il luglio scorso tenendolo per mesi lontano dalla scena pubblica, gli attuali incarichi di Bandar gli imporrebbero una giornata lavorativa di 12-18 ore consecutive, cui, nonostante abbia passato da poco la sessantina (per gli standard della corte saudita, un giovanotto) non riesce a dedicarsi con efficienza.
Inoltre la recente sequela di delusioni ha esacerbato il suo animo portandolo a diventare iroso e avventato, sentimenti che, per quanto adatti al temperamento tragico di questo sfortunato 'Otello d'Arabia' mal si conciliano coi requisiti necessari a essere un efficace 'spymaster'.
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lunedì 1 luglio 2013
Rapporto 'segreto' rivela: Il Princpe Muqrin, ex-'Spymaster' di Riyadh sarebbe ancora in corsa per il trono!
Pur con tutta la cautela possibile e immaginabile riportiamo la notizia di come sulla stampa sionista abbia fatto la sua comparsa un articolo secondo il quale in un documento 'segreto' filtrato fuori dagli ambienti dei servizi e del Ministero degli Esteri, si analizzerebbero le 'chances' residue per Muqrin bin Abdulaziz al-Saoud, Principe già capo supremo dei servizi segreti sauditi, poi giubilato in favore del famigerato 'Bandar Bush', starebbe rafforzando i propri legami e stringendo le fila dei propri sostenitori nel tentativo di presentarsi comunque come credibile candidato e ereditare il trono di Re Abdullah, pur non ricoprendo ora come ora alcuna carica governativa.
La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.
La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.
sabato 26 gennaio 2013
Principotto saudita vorrebbe aumentare gli armamenti dei terroristi in Siria, non ha capito che sono gli Uomini a vincere le guerre!
Il Principe Turki al-Faisal al-Saoud, di cui avevamo già parlato al momento in cui, in piena 'grancassa mediatica' sionista contro il fittizio 'pericolo' di una "atomica iraniana" aveva avocato anche per la tirannia di Riyadh un'opzione nucleare torna a far parlare di sé con un incongruo appello ad "aumentare la quantità e la qualità dell'armamento a chi combatte in Siria contro Bashir Assad".
Il prncipotto, fratello dell'attuale Ministro dell'Economia saudita e a suo tempo capo dei servizi segreti (prima che finissero in mano al Princip Muqrin e quindi al famigerato 'Bandar Bush') ha specificato che "I combattenti in Siria hanno bisogno di missili in grado di abbattere aeroplani, di distruggere carri armati a distanza", credendo, così, di poter rovesciare l'apparentemente interminabile serie di sconfitte che sta perseguitando l'insorgenza mercenaria wahabita, in seguito alla quale il Governo di Damasco ha ristabilito il controllo sulla quasi totalità del territorio nazionale.
Quello che Turki al-Faisal non ha capito, come la maggior parte degli 'strateghi' occidentali che si sono affannati nel tentare di rovesciare Assad é che le armi da sole non possono vincere le guerre. Altrimenti l'Hezbollah libanese non avrebbe avuto bisogno di quasi 30 anni per diventare la forza armata irregolare più potente del Medio Oriente e forse del mondo intero. Missili antiaerei e anticarro, che pure esistono devono venire messi in mano a personale specializzato altamente addestrato e qualificato, non a ex-detenuti, avanzi di galera ed esaltati drogati, di cui abbondano invece le fila dei terroristi anti-Assad.
I missili antiaerei resero impossibile la vita all'Armata Rossa in Afghanistan, ma solamente perché in Pachistan esistevano campi d'addestramento dove personale delle forze armate di Karachi, insieme a istruttori dei Ranger e dei Berretti Verdi americani insegnavano ai Pashtun a impiegarli al meglio: sparati 'alla buona' i più sofisticati MPSAM e ATGM disponibili agli arsenali NATO e israeliani verranno sempre evitati ed evasi da personale militare mediamente addestrato persino se a bordo di un obsoleto T-55 o di un MiG-21.
Il prncipotto, fratello dell'attuale Ministro dell'Economia saudita e a suo tempo capo dei servizi segreti (prima che finissero in mano al Princip Muqrin e quindi al famigerato 'Bandar Bush') ha specificato che "I combattenti in Siria hanno bisogno di missili in grado di abbattere aeroplani, di distruggere carri armati a distanza", credendo, così, di poter rovesciare l'apparentemente interminabile serie di sconfitte che sta perseguitando l'insorgenza mercenaria wahabita, in seguito alla quale il Governo di Damasco ha ristabilito il controllo sulla quasi totalità del territorio nazionale.
Quello che Turki al-Faisal non ha capito, come la maggior parte degli 'strateghi' occidentali che si sono affannati nel tentare di rovesciare Assad é che le armi da sole non possono vincere le guerre. Altrimenti l'Hezbollah libanese non avrebbe avuto bisogno di quasi 30 anni per diventare la forza armata irregolare più potente del Medio Oriente e forse del mondo intero. Missili antiaerei e anticarro, che pure esistono devono venire messi in mano a personale specializzato altamente addestrato e qualificato, non a ex-detenuti, avanzi di galera ed esaltati drogati, di cui abbondano invece le fila dei terroristi anti-Assad.
I missili antiaerei resero impossibile la vita all'Armata Rossa in Afghanistan, ma solamente perché in Pachistan esistevano campi d'addestramento dove personale delle forze armate di Karachi, insieme a istruttori dei Ranger e dei Berretti Verdi americani insegnavano ai Pashtun a impiegarli al meglio: sparati 'alla buona' i più sofisticati MPSAM e ATGM disponibili agli arsenali NATO e israeliani verranno sempre evitati ed evasi da personale militare mediamente addestrato persino se a bordo di un obsoleto T-55 o di un MiG-21.
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domenica 6 gennaio 2013
Il principe Bandar Saoud ordina ai suoi scherani di prendere con la forza il comando della guerriglia terrorista in Siria!
Bandar bin Sultan Abdulaziz Al-Saoud, conosciuto anche come 'Bandar Bush', già ambasciatore saudita negli Usa (dove si segnalava per il copioso consumo di Wiskhey e Bourbon) e divenuto quest'estate capo dei servizi segreti di Riyadh (avendo fatto fuori il 'diarca' Principe Muqrin) potrebbe essere dietro alla recente incidenza di conflitti armati tra miliziani wahabiti del 'Fronte al-Nusra' e altri mercenari criminali attivi in Siria.
"Potrebbe" perché non é certo che Bandar Bush sia ancora vivo, visto che poco dopo la sua salita al vertice dell'intelligence "VoltaireNet" ne aveva annunciato la morte nell'attacco esplosivo che aveva squarciato la sede dello spionaggio di Casa Saoud, da allora Bandar non é più stato visto in pubblico da anima viva.
Comunque, chiunque diriga ora lo spionaggio di Riyadh, costui avrebbe ordinato agli uomini di al-Nusra di prendere a tutti i costi il controllo di ciò che resta dell'insorgenza terrorista in Siria, a costo di uccidere i capi wahabiti che rifiutino di sottomettersi alla loro egemonia: questo spiegherebbe i molti episodi di lotta internecina che sono risultati anche in rese in massa alle forze di Assad.
"Potrebbe" perché non é certo che Bandar Bush sia ancora vivo, visto che poco dopo la sua salita al vertice dell'intelligence "VoltaireNet" ne aveva annunciato la morte nell'attacco esplosivo che aveva squarciato la sede dello spionaggio di Casa Saoud, da allora Bandar non é più stato visto in pubblico da anima viva.
Comunque, chiunque diriga ora lo spionaggio di Riyadh, costui avrebbe ordinato agli uomini di al-Nusra di prendere a tutti i costi il controllo di ciò che resta dell'insorgenza terrorista in Siria, a costo di uccidere i capi wahabiti che rifiutino di sottomettersi alla loro egemonia: questo spiegherebbe i molti episodi di lotta internecina che sono risultati anche in rese in massa alle forze di Assad.
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martedì 31 luglio 2012
VoltaireNet dichiara: "Morto in Arabia Saudita il Principe 'Bandar Bush', raggiunto dalla vendetta di Assad!"
Secondo quanto riportato dal prestigioso e informato sito "VoltaireNet" l'esplosione che pochi giorni orsono ha colpito la sede dei Servizi segreti sauditi oltre a uccidere il vice del Principe Bandar bin Sultan Abdulaziz al-Saoud avrebbe anche ferito gravissimamente quest'ultimo tanto che, a dispetto degli sforzi medici profusi, il membro della casa reale (capo dei Servizi da quando aveva estromesso il collega-rivale Principe Muqrin) sarebbe morto poco dopo.
L'operazione, da molti ritenuta una rappresaglia siriana per l'attentato al Ministero della Sicurezza di Damasco, avrebbe lasciato l'Arabia Saudita priva della personalità che guidava ormai gli affari di Stato approfittando della senescenza e incapacità di Re Abdallah e dei suoi pochi fratelli rimasti in vita (gli ultimi dei "Sudairi Seven").
Bandar bin Sultan era stato ambasciatore saudita negli Usa dal 1983 al 2005 dove aveva stretto relazioni così profonde col 'clan' Bush da venire soprannominato ufficiosamente 'Bandar Bush'. Per il suo ruolo ambiguo riguardo la politica Usa verso l'Arabia Saudita veniva preso a lungo in considerazione nel documentario di Michael Moore "Farenheit 9/11".
L'operazione, da molti ritenuta una rappresaglia siriana per l'attentato al Ministero della Sicurezza di Damasco, avrebbe lasciato l'Arabia Saudita priva della personalità che guidava ormai gli affari di Stato approfittando della senescenza e incapacità di Re Abdallah e dei suoi pochi fratelli rimasti in vita (gli ultimi dei "Sudairi Seven").
Bandar bin Sultan era stato ambasciatore saudita negli Usa dal 1983 al 2005 dove aveva stretto relazioni così profonde col 'clan' Bush da venire soprannominato ufficiosamente 'Bandar Bush'. Per il suo ruolo ambiguo riguardo la politica Usa verso l'Arabia Saudita veniva preso a lungo in considerazione nel documentario di Michael Moore "Farenheit 9/11".
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