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sabato 2 aprile 2016

Tutte le bassezze di Casa Saoud: whiskey e cocaina, prostituti transessuali e scorregge in faccia per il Principe Majed Abdulaziz!

Il Principe saudita Majed Abdulaziz al-Saoud (nella foto con il turco Erdogan), figlio del precedente Re Abdullah, é sottoposto a un procedimento giudiziario dalla procura distrettuale di Los Angeles, California, in seguito alle accuse sporte contro di lui da un gruppo di personale di servizio che, assunto per occuparsi della magione di Wallingford Drive (una villa del valore di 37 milioni di dollari) durante un suo soggiorno sulla Costa Ovest degli Stati Uniti, si sono ritrovati letteralmente sequestrati dal 'principe' e coinvolti nelle sue intemperanze a base di alcol, droga e molestie sessuali tanto bizzarre e disgustose da sembrare uscite da un pessimo soggetto di 'exploitation' o 'mondo movie'.

martedì 11 dicembre 2012

Il Tiranno del Barhein Al-Khalifa perseguita la coraggiosa attivista per i Diritti Umani Zainab al-Khawaja

Questa ragazza bella, dignitosa e fiera é Zainab al-Khawaja ed é stata condannata a trenta giorni di carcere da una corte del despota del Barhein, Re Al-Khalifa, per avere condotto campagne a favore del rispetto dei Diritti Umani nell'Isola delle Perle, da oltre due anni scossa dai fremiti dell'insofferenza verso l'arbitrio di una corte invisa e odiata dalla popolazione che mantiene il suo potere solo in virtù del sostegno armato delle potenze imperialiste e dei loro lacché regionali come l'Arabia Saudita, il Qatar e gli EAU.

La condanna pretestuosa e capziosa, le é stata comminata per aver "violato" una 'zona rossa' entrando nella famosa Piazza delle Perle, punto focale delle dimostrazioni prima del giro di vite militare del regime che é arrivato persino a demolire il monumento eletto dai manifestanti a simbolo delle loro proteste e delle loro richeste.

L'Occidente marcio e ipocrita ha le sue fasulle "eroine" come l'infame 'blogger' Yoani Sanchez (che sperpera ogni mese 4000 dollari per mantenere il suo indecente spazio-web 'visibile' su twitter e facebook), la sgualdrina filonazista Yulia Timoshenko e la birmana Ping-Pong Yi (o Sans Souci), che non muove un dito per aiutare i birmani Ronghiya di fede musulmana perseguitati e sterminati. Tutte queste zoccole messe insieme non valgono un mignolo di Zainab Khawaja, vera eroina che si batte per il riscatto degli oppressi e la cacciata dei tiranni e dei satrapi filo-occidentali.
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