Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha tenuto a Gaza un raduno per celebrare la vittoria nel recente confronto militare contro il regime ebraico di occupazione. Nella folla festante che si é radunata si potevano notare striscioni di ringraziamento per la Repubblica Islamica Iraniana, per la Siria di Assad e per il Movimento Hezbollah e il suo leader Hassan Nasrallah. Testimonianza che, al netto di qualunque possibile divergenza politica e ideologica il Fronte Popolare sa benissimo chi sono i veri affidabili alleati del Popolo palestinese e della sua lotta.
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mercoledì 3 settembre 2014
Il PFLP a Gaza celebra la vittoria ringraziando Iran, Siria e gli Hezbollah libanesi!!
giovedì 14 aprile 2011
La Jihad Islamica dichiara: "Solo catturando altri Shalit riusciremo a far liberare i nostri prigionieri dalle carceri sioniste!"
Il Movimento per la Jihad islamica in Palestina ha reiterato, in un comunicato indirizzato a tutte le fazioni della Resistenza palestinese attive a Gaza e in Cisgiordania, il suo appello a mettere in opera numerose nuove operazioni di cattura di soldati sionisti, in maniera da poterne poi negoziare il rilascio a fronte della liberazione di dozzine, se non centinaia, di carcerati palestinesi.
Il dignitario della Jihad Islamica Ahmed al-Mudalal (foto sotto) ha replicato l'invito (già espresso a fine febbraio 2011) durante un raduno organizzato da studenti sostenitori del movimento in occasione dell'avvicinarsi della Giornata dei Prigionieri Palestinesi che cadrà domenica 17 aprile.
"La persecuzione carceraria, i maltrattementi, le torture, l'isolamento non piegheranno la determinazione degli eroi della Resistenza" é stato il messaggio di Mudalal, riferito agli oltre 7000 prigionieri che languono nelle carceri sioniste e ai 500 che sono in mano dei servili gendarmi di Fatah; fra questi oltre 136 hanno passato oltre 20 anni della loro vita in una cella, senza aver commesso crimine più grande del voler vedere rispettati e difesi i diritti inalienabili del proprio popolo e della propra nazione.
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martedì 14 dicembre 2010
Media in fermento per la grande manifestazione di Hamas a Gaza.
Centinaia di giornalisti e dozzine di troupe televisive si preparano a 'coprire' il raduno annunciato per oggi dal movimento musulmano di Resistenza Hamas, come culmine della rassegna di celebrazioni per il 23 anniversario della propria fondazione, avvenuta nel 1987, al tempo della prima Intifada, quando il likudnik Yhtzak Shamir, ex-terrorista della Banda Stern, raccomandava alle sue truppe di "rompere gambe e braccia" ai ragazzi palestinesi lanciatori di pietre (e loro, ovviamente, non se lo facevano ripetere due volte - cfr. video da 0:55 in avanti).
Il comunicato di Hamas non é una vuota vanteria, come può facilmente verificare chiunque si trovi nella Striscia di Gaza; come un territorio così provato, angustiato, aggredito di continuo e sottoposto allo spietato e brutale assedio sionista riesca tuttavia a esprimere così tanto fermento ed anticipazione per una celebrazione che non é solo un anniversario politico e religioso, ma assume valenze culturali, sociali e storiche (conseguenti al fatto di quanto Hamas sia riuscito a "diventare Gaza" vanificando quindi ogni tentativo sionista di 'mettere un cuneo' fra l'organizzazione il popolo dapprima con il blocco, poi con il pogrom militare, infine con l'inasprimento dell'assedio) é un mistero la cui soluzione si troverebbe solo con un attento studio comparativo della situazione a Gaza con l'Assedio di Leningrado del 1941-44 e, forse ancora più calzante, di quello di Sarajevo del 1992-96.
Stime semi-ufficiali del Governo palestinese espresso da Hamas valutano in 300 il numero delle testate accreditate con reporter e/o fotografi e a 70 quello delle televisioni e agenzie palestinesi, arabe ed internazionali; l'evento si terrà oggi 14 dicembre in Piazza del Battaglione Verde, nel pieno centro di Gaza City. "I rappresentanti dei media hanno iniziato i loro preparativi giorni e giorni addietro", rivela un portavoce di Hamas, "il nostro ufficio stampa ha visto un livello di interesse inusitato anche da troupe di paesi e agenzie solitamente non eccessivamente interessate a quest'area, come ad esempio il Sud America, o la Cina".
Analisti, 'pundit' e 'mediorientologi' di ogni statura e reputazione sembrano ansiosi di valutare l'evento, vedendo in esso un interessante "barometro" del sostegno e dell'entusiasmo che Hamas, ormai di gran lunga la più credibile e rispettata forza di Resistenza palestinese, sappia mobilitare nella popolazione della Striscia.
Il comunicato di Hamas non é una vuota vanteria, come può facilmente verificare chiunque si trovi nella Striscia di Gaza; come un territorio così provato, angustiato, aggredito di continuo e sottoposto allo spietato e brutale assedio sionista riesca tuttavia a esprimere così tanto fermento ed anticipazione per una celebrazione che non é solo un anniversario politico e religioso, ma assume valenze culturali, sociali e storiche (conseguenti al fatto di quanto Hamas sia riuscito a "diventare Gaza" vanificando quindi ogni tentativo sionista di 'mettere un cuneo' fra l'organizzazione il popolo dapprima con il blocco, poi con il pogrom militare, infine con l'inasprimento dell'assedio) é un mistero la cui soluzione si troverebbe solo con un attento studio comparativo della situazione a Gaza con l'Assedio di Leningrado del 1941-44 e, forse ancora più calzante, di quello di Sarajevo del 1992-96.
Stime semi-ufficiali del Governo palestinese espresso da Hamas valutano in 300 il numero delle testate accreditate con reporter e/o fotografi e a 70 quello delle televisioni e agenzie palestinesi, arabe ed internazionali; l'evento si terrà oggi 14 dicembre in Piazza del Battaglione Verde, nel pieno centro di Gaza City. "I rappresentanti dei media hanno iniziato i loro preparativi giorni e giorni addietro", rivela un portavoce di Hamas, "il nostro ufficio stampa ha visto un livello di interesse inusitato anche da troupe di paesi e agenzie solitamente non eccessivamente interessate a quest'area, come ad esempio il Sud America, o la Cina".
Analisti, 'pundit' e 'mediorientologi' di ogni statura e reputazione sembrano ansiosi di valutare l'evento, vedendo in esso un interessante "barometro" del sostegno e dell'entusiasmo che Hamas, ormai di gran lunga la più credibile e rispettata forza di Resistenza palestinese, sappia mobilitare nella popolazione della Striscia.
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