Mettete una sera per caso il vostro amabile e cortese caporedattore insieme al suo compagno di avventure cibernetiche titolare di un ottimo sito di informazione internazionalista, imbattersi in un 'anarchico libertario' che sostiene a spada tratta gli anal-indipendentisti sorosiani catalognici e, ovviamente, i Curdacci bookchin-ari, imboccati dalla Cia e dal Mossad (perché si sa, l'anarchico é solamente un borghesuccio che si lava poco).
Questo rutilante pezzo di cretinetti aveva nel suo profilo facebook, aperto e pubblico, l'altisonante descrizione del mestiere svolto: DISHWASHER AT ... STEAKS AND TAPAS.
Cioé, praticamente fa lo sguattero (IL FOTTUTO SGUATTERO) in una trattoria!
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giovedì 21 settembre 2017
Per la serie "Le Mirabolanti Avventure Facebookiane di Suleiman Kahani"...lo strabiliante caso dell'Anarchico Sbadato!
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giovedì 6 novembre 2014
Inizia l'intifada delle automobili? Palestinesi esasperati si lanciano contro coloni illegali e soldati sionisti occupanti!
Un occupante illegale della Cisgiordania morto e altre diciassette (tra cui tre militari delle forze di invasione sioniste) feriti, alcuni in maniera grave, questo é il bilancio di due episodi di Resistenza avvenuti recentemente in Cisgiordania quando cittadini palestinesi, esasperati per i continui attacchi sionisti e per il regime di Apartheid in vigore nella West Bank, si sono gettati contro militari e abitanti degli insediamenti illegali.
Naturalmente i media asserviti a Tel Aviv hanno dato amplissimo risalto a questi eventi, mentre tacciono del tutto le centinaia di episodi di segno opposto avvenuti negli ultimi quindici e passa anni.
Questi eventi tuttavia potrebbero dare l'inizio a una Terza Intifada: dopo quella 'delle pietre' e 'delle moschee' potrebbe essere la volta dell'Intifada delle Automobili.
Naturalmente i media asserviti a Tel Aviv hanno dato amplissimo risalto a questi eventi, mentre tacciono del tutto le centinaia di episodi di segno opposto avvenuti negli ultimi quindici e passa anni.
Questi eventi tuttavia potrebbero dare l'inizio a una Terza Intifada: dopo quella 'delle pietre' e 'delle moschee' potrebbe essere la volta dell'Intifada delle Automobili.
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lunedì 29 settembre 2014
Il Presidente argentino Fernandez-Kirchner all'ONU: "L'Iran non ha niente a che fare con gli attentati di Buenos Aires!"
Recentemente al Palazzo di Vetro di New York si sono tenute le cerimonie di inaugurazione della 69esima sessione di lavoro ufficiale delle Nazioni Unite; come da copione per diversi giorni i capi di stato del mondo (o i loro rappresentanti designati) si sono avvicendati al leggio per recitare un messaggio di augurio.
Avendo avuto la fortuna di poter ascoltare integralmente il messaggio di Cristina Fernandez-Kirchner, Presidente argentino, vogliamo evidenziare a beneficio dei nostri lettori i seguenti passaggi del suo discorso, che "naturalmente" non sono certo stati diffusi o pubblicizzati dai media asserviti all'imperialismo sionista.
"Le nostre investigazioni provano oltre ogni ragionevole dubbio che la Repubblica Iraniana non ha niente a che fare con gli attentati avvenuti in Argentina negli anni '90".
"L'Hezbollah libanese é una grande organizzazione democratica e popolare e come tale andrebbe riconosciuta, non additata come un gruppo terroristico".
"L'imperialismo occidentale ha massacrato migliaia di innocenti nel corso dei suoi 'interventi' in Irak e Afghanistan, con la scusa della 'guerra al terrorismo'".
"Nel corso della recente aggressione militare contro Gaza tutto il mondo ha potuto vedere l'entità e la disumanità dei crimini sionisti, ma molti stati occidentali hanno preferito schierarsi col carnefice anziché con le vittime, come invece hanno fatto quasi tutti gli stati latinoamericani".
"Oggi si parla di 'coalizioni' contro il gruppo terrorista dell'ISIS; peccato che al centro di tali coalizioni si trovino tutti gli stati che hanno reso possibile e facilitato la creazione e la crescita di questo stesso gruppo terrorista".
Avendo avuto la fortuna di poter ascoltare integralmente il messaggio di Cristina Fernandez-Kirchner, Presidente argentino, vogliamo evidenziare a beneficio dei nostri lettori i seguenti passaggi del suo discorso, che "naturalmente" non sono certo stati diffusi o pubblicizzati dai media asserviti all'imperialismo sionista.
"Le nostre investigazioni provano oltre ogni ragionevole dubbio che la Repubblica Iraniana non ha niente a che fare con gli attentati avvenuti in Argentina negli anni '90".
"L'Hezbollah libanese é una grande organizzazione democratica e popolare e come tale andrebbe riconosciuta, non additata come un gruppo terroristico".
"L'imperialismo occidentale ha massacrato migliaia di innocenti nel corso dei suoi 'interventi' in Irak e Afghanistan, con la scusa della 'guerra al terrorismo'".
"Nel corso della recente aggressione militare contro Gaza tutto il mondo ha potuto vedere l'entità e la disumanità dei crimini sionisti, ma molti stati occidentali hanno preferito schierarsi col carnefice anziché con le vittime, come invece hanno fatto quasi tutti gli stati latinoamericani".
"Oggi si parla di 'coalizioni' contro il gruppo terrorista dell'ISIS; peccato che al centro di tali coalizioni si trovino tutti gli stati che hanno reso possibile e facilitato la creazione e la crescita di questo stesso gruppo terrorista".
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venerdì 14 giugno 2013
Bill Clinton, burattino di Sion, vorrebbe costringere Obama ad attaccare la Siria per compiacere i suoi padrini di Tel Aviv!
Probabilmente non si può trovare un Presidente che abbia più nuociuto alla credibilità, al prestigio, all'immagine della carica di POTUS (President of the U.S.) di Bill Clinton. Questa sottospecie di 'Rutelli dell'Arkansas', sospinto fino allo Studio Ovale nel corso di una campagna elettorale che non avrebbe dovuto avere storia dagli sforzi frenetici della 'Lobby a Sei Punte' ansiosa di mettere CHIUNQUE alla Casa Bianca pur di 'punire' Bush Sr. che aveva "osato" spingere Tel Aviv al tavolo di Madrid con la minaccia di ridurre o annullare gli annuali trasferimenti di miliardi di dollari Usa che, sottratti alle tasche dei contribuenti americani, tengono in piedi il malandato carrozzone sionista in Palestina (senza quel denaro il regime ebraico di occupazione semplicemente non potrebbe esistere).
Ora, con la moglie messa fuori gioco da gravi motivi di salute, la Lobby sionista americana rimette in campo questo vetusto arnese, maldestro speculatore immobiliare, maldestro adoperatore di sigari sessuali contro stagiste, mentitore di fronte a commissioni d'inchiesta, per fargli dire che, nonostante il parere contrario della maggioranza assoluta degli americani, "Obama dovrebbe prendere l'iniziativa di attaccare la Siria".
Chi si trovasse a prendere consigli di politica estera da Clinton, che bombardava 'a casaccio' Irak e Sudan nel disperato tentativo di distrarre l'opinione pubblica dall'ultima delle sue 'marachelle' che aveva appena raggiunto i mezzi di comunicazione, avrebbe veramente gravi problemi di cervello come la foto che abbiamo selezionato per accompagnare questo articolo sembra, sarcasticamente, sottintendere.
E' proprio di questi giorni un sondaggio NBC/WSJ secondo il quale il 24 per cento degli Americani ritiene che la Casa Bianca dovrebbe ignorare completamente quel che sta accadendo in Siria, il 42 per cento vorrebbe che gli Usa versassero contributi solo e soltanto per alleviare le condizioni dei profughi, e soltanto il 26 per cento raccomanderebbe un qualche genere di intervento armato o di natura militare.
Ora, con la moglie messa fuori gioco da gravi motivi di salute, la Lobby sionista americana rimette in campo questo vetusto arnese, maldestro speculatore immobiliare, maldestro adoperatore di sigari sessuali contro stagiste, mentitore di fronte a commissioni d'inchiesta, per fargli dire che, nonostante il parere contrario della maggioranza assoluta degli americani, "Obama dovrebbe prendere l'iniziativa di attaccare la Siria".
Chi si trovasse a prendere consigli di politica estera da Clinton, che bombardava 'a casaccio' Irak e Sudan nel disperato tentativo di distrarre l'opinione pubblica dall'ultima delle sue 'marachelle' che aveva appena raggiunto i mezzi di comunicazione, avrebbe veramente gravi problemi di cervello come la foto che abbiamo selezionato per accompagnare questo articolo sembra, sarcasticamente, sottintendere.
E' proprio di questi giorni un sondaggio NBC/WSJ secondo il quale il 24 per cento degli Americani ritiene che la Casa Bianca dovrebbe ignorare completamente quel che sta accadendo in Siria, il 42 per cento vorrebbe che gli Usa versassero contributi solo e soltanto per alleviare le condizioni dei profughi, e soltanto il 26 per cento raccomanderebbe un qualche genere di intervento armato o di natura militare.
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martedì 25 dicembre 2012
E' Natale! Auguri! Come regalo Palaestina Felix contribuisce a sputtanare un po' di "palle di natale" del sionista Mentana e soci!!
Alcune cose si evincono comunque, inconfutabilmente, dalle sequenze video appena osservate: 1) – che non si è trattato, come vorrebbe farci credere il coro di asini raglianti dei media italiani, di un “bombardamento aereo”, ma di un’esplosione a terra, causata con tutta probabilità dalle bande terroristiche armate stesse, forse in guerra tra loro per questioni di potere e spartizione del bottino; a) – il buco a terra è troppo piccolo per attribuirlo ad una bomba lanciata da un MIG b) – le uniche macerie sono quelle del parapetto del balconcino sovrastante, ma muri della casa e balcone stesso sono integri, cosa impossibile se una bomba di un MIG fosse caduta proprio in quel punto, mentre i cadaveri sparsi intorno sono plausibili con un’esplosione a livello terra, causata da una bomba esplosa accidentalmente o con un timer dai “terroristi delle bande concorrenti sul territorio” c) - se tutto ciò non è stato causato intenzionalmente da una delle bande di jihadisti che si stanno scannando tra loro come cani rabbiosi su un’osso, qualche “genio” presente sul luogo ha pensato bene di sfruttare questi “martiri” per montare questo fake-video. 2) – che i morti sono forse una ventina e non trecento, e soprattutto che sono quasi tutti uomini in divisa, mentre di corpi dilaniati di donne e bambini, come dice la RAI, almeno in questo video non ce ne fanno vedere; ed è strano, perchè se giungono a mettere artificiosamente una piadina per dare risalto alla storia della “panetteria” operativa (con piadine farcite di dinamite…), se ci fossero corpi di bambini e donne ce li avrebbero sbattuti in faccia in bella vista; ed invece, se avete fatto caso, anche tra i feriti a terra molti sono armati, con mitra a tracolla e divisa. 3) – che non c’è presenza di pane a parte la piadina messa sulla pozza di sangue dagli stessi terroristi che hanno maldestramente confezionato il video per servirlo agli accidiosi ed incompetenti media italiani ~ Solo questo dovrebbe bastare a smentire quest’ennesima truffa mediatica, montata da al-Arabia, su regia e montaggio al-qaedista, per i clienti consumatori delle testate stampa occidentali. È lo stesso schema di al-Houla, ripetuto cambiando un po’ la trama, ma con stessa regia e morale: criminale e falsa. I Media italiani, come l’AIDS, se li conosci li eviti, e soprattutto non credi ad una parola di quello che dicono
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martedì 18 dicembre 2012
Dietro le quinte lo spionaggio occidentale ammette: "Nessun segno di cedimento da parte siriana, il popolo continua a sostenere Assad!"
Mentre con totale "sprezzo del ridicolo" i media occidentali venduti alla vulgata sionista e imperialista si sottopongono a ogni possibile contorcimento verbale nel tentativo di accreditare 'sconfitte' delle truppe di Assad o improbabili 'scollamenti' dell'Asse della Resistenza ben distanti da microfoni e telecamere gli 'Smiley' e i 'Burattinai' delle agenzie spionistiche della NATO si scambiano note pessimistiche e venate di frustrazione e fastidio in cui si nota come, a quasi due anni dall'inizio dell'offensiva anti-Assad non vi sia alcun segno di progressi per il fronte terrorista.
I documenti intercettati e pubblicati dal canale libanese Al-Manar denotano come ogni maggiore operazione che abbia visto coinvolti i mercenari wahabiti (uniti di volta in volta a fondamentalisti indigeni o a elementi della criminalità organizzata locale) si sia risolta con un grave rovescio e che anche la leggendaria generosità dei nababbi sunniti di Qatar e Arabia Saudita si sia piuttosto "raffreddata" di fronte alla sequela di costose sconfitte.
Inoltre voci sempre più insistenti danno ormai per firmati tutta una serie di contratti per la ricostruzione e il potenziamento della rete infrastrutturale siriana dopo il termine delle ostilità: segno chiaro che Assad non ha alcuna intenzione di fare 'passi indietro'; la parte del leone nella contrattazione degli appalti in questione l'avrebbero fatta le aziende russe e iraniane.
I documenti intercettati e pubblicati dal canale libanese Al-Manar denotano come ogni maggiore operazione che abbia visto coinvolti i mercenari wahabiti (uniti di volta in volta a fondamentalisti indigeni o a elementi della criminalità organizzata locale) si sia risolta con un grave rovescio e che anche la leggendaria generosità dei nababbi sunniti di Qatar e Arabia Saudita si sia piuttosto "raffreddata" di fronte alla sequela di costose sconfitte.
Inoltre voci sempre più insistenti danno ormai per firmati tutta una serie di contratti per la ricostruzione e il potenziamento della rete infrastrutturale siriana dopo il termine delle ostilità: segno chiaro che Assad non ha alcuna intenzione di fare 'passi indietro'; la parte del leone nella contrattazione degli appalti in questione l'avrebbero fatta le aziende russe e iraniane.
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lunedì 19 novembre 2012
Al sesto giorno di 'pogrom' contro Gaza il regime ebraico é riuscito ad assassinare 90 civili del ghetto palestinese!
E' di 90 morti ed almeno 700 feriti il bilancio delle vittime civili, inermi e indifese, massacrate finora dal violento 'pogrom' militare scatenato da Netanyahu e dal suo Governo razzista contro l'enclave palestinese assediata di Gaza.
Nelle ultime ore gli attacchi sionazisti si sono concentrati contro sedi e uffici di emittenti e agenzie stampa locali e straniere, evidentemente con l'intenzione di imporre un "black out mediatico" che permetta a Tel Aviv di tenere nascosti all'opinione pubblica mondiale i suoi crimini e i suoi massacri: sono state colpite le sedi di Al-Quds TV, Al-Aqsa TV, della libanese Al-Manar, dell'Iraniana PressTV e di RussiaToday, guarda caso tutte televisioni al di fuori del controllo della lobby sionista mondiale dei mezzi di comunicazione.
Tuttavia la potenza e la crudeltà degli attacchi aerei sionazisti non ha potuto arrestare e nemmeno rallentare il ritmo e la precisione delle rappresaglie palestinesi; durante la notte razzi partiti dalla Striscia di Gaza hanno colpito Umm-Rashrash/Eilat, località costiera meridionale sul Mar Rosso, confermando la crescente capacità della Resistenza di colpire obiettivi sionisti sempre più lontani.
Nelle ultime ore gli attacchi sionazisti si sono concentrati contro sedi e uffici di emittenti e agenzie stampa locali e straniere, evidentemente con l'intenzione di imporre un "black out mediatico" che permetta a Tel Aviv di tenere nascosti all'opinione pubblica mondiale i suoi crimini e i suoi massacri: sono state colpite le sedi di Al-Quds TV, Al-Aqsa TV, della libanese Al-Manar, dell'Iraniana PressTV e di RussiaToday, guarda caso tutte televisioni al di fuori del controllo della lobby sionista mondiale dei mezzi di comunicazione.
Tuttavia la potenza e la crudeltà degli attacchi aerei sionazisti non ha potuto arrestare e nemmeno rallentare il ritmo e la precisione delle rappresaglie palestinesi; durante la notte razzi partiti dalla Striscia di Gaza hanno colpito Umm-Rashrash/Eilat, località costiera meridionale sul Mar Rosso, confermando la crescente capacità della Resistenza di colpire obiettivi sionisti sempre più lontani.
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sabato 14 luglio 2012
Campagna di cartelloni filopalestinesi fa breccia nella Metro di New York!
Uno non potrebbe forse immaginare una metropoli 'occidentale' più contaminata dal virus filosionista della 'lobby a sei punte' più profondamente e radicalmente di New York. Nella 'Grande Mela' a causa della pervasività dell'influenza sionista é praticamente impossibile concorrere a una qualunque carica pubblica se non si é sostenuti dalla potente lobby filoisraeliana: lo sa benissimo la 'Strega dell'Ovest' Madame Hillary Clinton che, pur essendo nata a Chicago e avere vissuto nel profondo Arkansas dove il marito era Governatore é andata a farsi eleggere senatrice a New York, dove poteva godere dell'appoggio dei 'grandi elettori' dell'AIPAC e di altre simili associazioni (che avevano sostenuto suo marito in odio a Bush Sr che aveva 'costretto' Israele a sedere alle conferenze di Madrid e Oslo).
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".
Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
Eppure, anche in questa roccaforte del filosionismo, voci e segnali di dissenso e di contro-informazione iniziano a farsi sentire, a moltiplicarsi e a rafforzarsi, nonostante la devastante potenza di fuoco mediatica dei padroni dei giornali, delle televisioni, di Wall Street, del Dipartimento di Stato e della stessa Casa Bianca con inquilino nero. Numerose stazioni della metro di New York, che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso film e sceneggiati televisivi negli ultimi giorni hanno iniziato a ospitare cartelloni corredati dalle mappe progressive dell'estensione cancerosa dell'occupazione sionista della Palestina, dal 1946 al 2010.
Le didascalie abbinate alle immagini chiariscono agli osservatori che a causa dell'occupazione ebraica "attualmente 4 milioni e 700mila Palestinesi sono considerati profughi dalle Nazioni Unite". La campagna di informazione, finanziata dal magnate Henry Clifford, intende, nelle parole stesse del suo sponsor: "Chiarire al pubblico newyorchese che il Popolo di Palestina ha perso la maggior parte della propria patria, come mostrato dalle mappe successive e che, essendo tutto il Medio Oriente 'contagiato' dagli effetti di questa ingiustizia, é solamente necessario e auspicabile informare il pubblico americano sulla realtà delle cose".
Nonostante le proteste di numerose associazioni filosioniste l'Autorità della Metro di New York ha dichiarato che i cartelloni non violano alcuna delle norme o delle direttive per le affissioni pubblicitarie e rimarranno esposti per tutto il tempo pattuito con la committenza della campagna.
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martedì 14 dicembre 2010
Media in fermento per la grande manifestazione di Hamas a Gaza.
Centinaia di giornalisti e dozzine di troupe televisive si preparano a 'coprire' il raduno annunciato per oggi dal movimento musulmano di Resistenza Hamas, come culmine della rassegna di celebrazioni per il 23 anniversario della propria fondazione, avvenuta nel 1987, al tempo della prima Intifada, quando il likudnik Yhtzak Shamir, ex-terrorista della Banda Stern, raccomandava alle sue truppe di "rompere gambe e braccia" ai ragazzi palestinesi lanciatori di pietre (e loro, ovviamente, non se lo facevano ripetere due volte - cfr. video da 0:55 in avanti).
Il comunicato di Hamas non é una vuota vanteria, come può facilmente verificare chiunque si trovi nella Striscia di Gaza; come un territorio così provato, angustiato, aggredito di continuo e sottoposto allo spietato e brutale assedio sionista riesca tuttavia a esprimere così tanto fermento ed anticipazione per una celebrazione che non é solo un anniversario politico e religioso, ma assume valenze culturali, sociali e storiche (conseguenti al fatto di quanto Hamas sia riuscito a "diventare Gaza" vanificando quindi ogni tentativo sionista di 'mettere un cuneo' fra l'organizzazione il popolo dapprima con il blocco, poi con il pogrom militare, infine con l'inasprimento dell'assedio) é un mistero la cui soluzione si troverebbe solo con un attento studio comparativo della situazione a Gaza con l'Assedio di Leningrado del 1941-44 e, forse ancora più calzante, di quello di Sarajevo del 1992-96.
Stime semi-ufficiali del Governo palestinese espresso da Hamas valutano in 300 il numero delle testate accreditate con reporter e/o fotografi e a 70 quello delle televisioni e agenzie palestinesi, arabe ed internazionali; l'evento si terrà oggi 14 dicembre in Piazza del Battaglione Verde, nel pieno centro di Gaza City. "I rappresentanti dei media hanno iniziato i loro preparativi giorni e giorni addietro", rivela un portavoce di Hamas, "il nostro ufficio stampa ha visto un livello di interesse inusitato anche da troupe di paesi e agenzie solitamente non eccessivamente interessate a quest'area, come ad esempio il Sud America, o la Cina".
Analisti, 'pundit' e 'mediorientologi' di ogni statura e reputazione sembrano ansiosi di valutare l'evento, vedendo in esso un interessante "barometro" del sostegno e dell'entusiasmo che Hamas, ormai di gran lunga la più credibile e rispettata forza di Resistenza palestinese, sappia mobilitare nella popolazione della Striscia.
Il comunicato di Hamas non é una vuota vanteria, come può facilmente verificare chiunque si trovi nella Striscia di Gaza; come un territorio così provato, angustiato, aggredito di continuo e sottoposto allo spietato e brutale assedio sionista riesca tuttavia a esprimere così tanto fermento ed anticipazione per una celebrazione che non é solo un anniversario politico e religioso, ma assume valenze culturali, sociali e storiche (conseguenti al fatto di quanto Hamas sia riuscito a "diventare Gaza" vanificando quindi ogni tentativo sionista di 'mettere un cuneo' fra l'organizzazione il popolo dapprima con il blocco, poi con il pogrom militare, infine con l'inasprimento dell'assedio) é un mistero la cui soluzione si troverebbe solo con un attento studio comparativo della situazione a Gaza con l'Assedio di Leningrado del 1941-44 e, forse ancora più calzante, di quello di Sarajevo del 1992-96.
Stime semi-ufficiali del Governo palestinese espresso da Hamas valutano in 300 il numero delle testate accreditate con reporter e/o fotografi e a 70 quello delle televisioni e agenzie palestinesi, arabe ed internazionali; l'evento si terrà oggi 14 dicembre in Piazza del Battaglione Verde, nel pieno centro di Gaza City. "I rappresentanti dei media hanno iniziato i loro preparativi giorni e giorni addietro", rivela un portavoce di Hamas, "il nostro ufficio stampa ha visto un livello di interesse inusitato anche da troupe di paesi e agenzie solitamente non eccessivamente interessate a quest'area, come ad esempio il Sud America, o la Cina".
Analisti, 'pundit' e 'mediorientologi' di ogni statura e reputazione sembrano ansiosi di valutare l'evento, vedendo in esso un interessante "barometro" del sostegno e dell'entusiasmo che Hamas, ormai di gran lunga la più credibile e rispettata forza di Resistenza palestinese, sappia mobilitare nella popolazione della Striscia.
giovedì 4 novembre 2010
I bambini di Gaza soffrono di traumi e incubi dopo il "pogrom" sionista
La lotta per il futuro della Palestina e dei Palestinesi si combatte, anche, nel web e all'interno dell'infosfera; questo é uno dei motivi per i quali Palaestina Felix é stato pensato, progettato e varato. Se i diritti dei Palestinesi si difendessero solo nelle strade di Nablus, Hebron, Gaza e Gerusalemme un blog come questo sarebbe utile soltato a rendere la cronaca di quegli avvenimenti, ma, al contrario, i compilatori, redattori e traduttori di questo blog pensano che quella sia solo una parte dei loro compiti e, forse, nell'epoca della Rete e del Villaggio globale, nemmeno la più essenziale e importante.
Esiste una vera e propria guerra, il cui campo di battaglia sono le menti e i cuori di dozzine di milioni di persone che non hanno mai visto le macerie di un bombardamento sionista, non hanno mai ascoltato le grida e i pianti dei bambini resi orfani o mutilati dai "pogrom" militari di Tsahal, che non hanno mai inalato i gas stordenti e urticanti usati dagli "aguzzini più morali del mondo" e non hanno mai sentito l'impatto dei loro proiettili di plastica sulle proprie membra, e che tuttavia possono rivelarsi importantissimi (per non dire fondamentali) nel determinare il fato finale della Palestina: devastata dall'aggressione di Israele, occupata per sempre dai suoi coloni fondamentalisti, oppure vivificata da una vera ed efficace democrazia, dove ogni arabo, ebreo, druso, armeno, samaritano e alawita possa vivere in pace con i suoi vicini.
Queste persone formano le opinioni pubbliche dei vari paesi occidentali. La canaglia della lobby filosionista ha spesso facile gioco ad ammannire loro menzogne e distorsioni: del resto i paesi occidentali sono paesi capitalisti e 'sviluppati' (nel senso che ai loro abitanti viene consentito di sprecare molto denaro in beni di consumo costruiti con le risorse sottratte al Terzo Mondo) e anche Israele lo é, i paesi occidentali (per la maggior parte) hanno sacrificato le loro peculiarità storiche e culturali alla religione del benessere di stampo anglosassone e americano, e anche Israele propugna tale religione (per i suoi cittadini ebrei, per gli arabi ovviamente c'é l'apartheid, il bantustan e il manganello), nei paesi occidentali, infine, le "masse" ricevono le informazioni sul mondo circostante da giornali e televisioni, e Israele, o personaggi vicini e collegati con Israele, controllano la stragrande maggioranza di quelle televisioni e di quei giornali, riuscendo così, col solo "peso specifico" degli outlet a loro asserviti a dettare la loro "agenda" anche a quei mezzi di comunicazione non direttamente sotto la loro stretta.
Una delle più famose "polpette avvelenate" lanciate al pubblico occidentale dai media filosionisti é stata, senza alcun dubbio, la saga del "Topolino di Hamas" che, partita da un piccolo e marginale sito web pro-israele il cosiddetto (Istituto di analisi dei media del Medio Oriente...Memri), ha fatto rapidamente il giro del mondo, apparendo sulle edizioni principali e sulle prime pagine e homepage dei telegiornali della CNN, della BBC, dei quotidiani della Associated Press e così via.
La "polpetta", poi, era particolarmente scarna: un semplice filmato registrato da una trasmissione per bambini emessa dalla televisione di Hamas (qualche tempo dopo la sua vittoria nelle elezioni palestinesi del 2006) in cui un presentatore in un costume 'plushy' leggermente somigliante al topolino disneyano (il cui nome veniva riportato come 'Farfour' o 'Farfur') poneva delle domande a un gruppo di bambini.
MEMRI, per venire incontro alle esigenze di tutti coloro che "non parlavano né capivano l'arabo" aveva provvisto una traduzione sovrimpressa del presunto scambio di battute che, pur molto smorzato, era tuttavia udibile in sottofondo; grande fu la costernazione del pubblico occidentale nel leggere quei sottotitoli! Il "topolino" del movimento di resistenza musulmano invitava i bambini a sparare, a uccidere "gli ebrei", a vestire giubbe esplosive, a diventare "attentatori suicidi"!!!
Ma...era vero?
Ovviamente...no!!
Ovviamente no, come ogni volta che si ha a che fare con la rozza, disingenua e maldestra propaganda sionista; fidando nel fatto che PRESSOCHE' NESSUNO in 'occidente' parli arabo, i redattori di Memri avevano esagerato qui e là il tono del dialogo fra "topolino" e i suoi piccoli ospiti, in altri punti, addirittura, aveva bellamente inventato alcune frasi (le più violente e incriminanti).
Esempio dei sottotitoli di MEMRI
Presentatore: "Che cosa faremo per difendere Al-Aqsa?" "Io sparerò" (la seconda frase non corrisponde ad alcun suono emesso dal presentatore, ma si avvantaggia del basso volume del parlato e di un gesto che potrebbe essere interpretato come il mimare un fucile imbracciato).
Bambina#1: "Anche io sparerò" (Nel parlato arabo, e nel labiale della bambina si sente/vede chiaramente che dice: "Io farò un disegno", complimenti Memri, traduzione ineccepibile!)
Presentatore: "Resisteremo per Al-Aqsa?"
Bambina#1: "Sì, combatteremo" (Nel parlato la bambina dice: 'bidna nqawim' cioé 'resisteremo', ma Memri ci gratifica di un sottotitolo più aggressivo, 'combatteremo', per insegnarci che tutti i Palestinesi sono belve feroci fin da piccoli, che non vogliono altro che combattere e uccidere...)
Presentatore: "Che cosa faremo, allora, se verremo attaccati?"
Bambina#2: "Annienteremo gli ebrei" (Nel parlato arabo, si sente piuttosto chiaramente che la frase non è attiva ma passiva -bitokhoona al-yahud-, quindi: "Gli ebrei (ci) annienteranno/ci uccideranno")
Presentatore: "Che faremo, se Al-Aqsa verrà attaccata?"
Bambina#2: "Commetteremo martirio" (Inteso nel senso di "ci faremo esplodere", mentre nel parlato la bambina dice chiaramente: "DIVENTEREMO martiri", nel senso, verremo uccisi senza poterci difendere).
Questa rievocazione è importante se messa in prospettiva e confrontata col nostro recente articolo sul tentativo sionista di "disumanizzare" i Palestinesi, in maniera da sopire ogni remora morale o "rischio" di empatia emotiva del pubblico occidentale con essi. Una volta presentato il popolo di Palestina come una "mandria" indistinta di bizzarri animali scuri, con costumi assurdi e barbari, che indottrina i propri bambini alla violenza fin da piccoli, il bravo occidentale li eviterà come la peste e si identificherà semmai col moderno e 'bianco' israeliano che, dotato di tutte le armi più sofisticate e tecnologiche, li "tiene al loro posto".
Per smontare ulteriormente la vulgata filosionista e anti-Araba/anti-Palestinese, testimonianze video come quella riportata in embed qui sotto sono utilissime, di valore pressoché incalcolabile. Nel breve video si possono vedere bambini di Gaza, sopravvissuti senza ferite fisiche al brutale assalto militare condotto poco meno di due anni fa sulla Striscia dalle truppe sioniste, giocare insieme a genitori ed educatori in un piccolo parco attrezzato con tappeti elastici, scivoli, piscine e tutti quegli altri semplici attrezzi che hanno il potere di evocare divertimento e buonumore in tutti i bambini di ogni popolo e ogni razza.
Ma il momento di gioco non é solamente ricreazione e svago, é anche terapia, visto che quasi la metà dei bambini e dei ragazzi di Gaza non ha potuto evitare di sviluppare qualche sintomo di PTSD dopo l'allucinante esperienza del "pogrom".
PTSD e il "Disordine da esaurimento post-trauma", descrizione moderna e aggiornata del vecchio "Shock da esplosione" di cui soffrivano i soldati della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, e di cui soffrono ancora oggi i veterani del Vietnam, dell'Irak, dell'Afghanistan.
Illuminanti sono le parole di Abdel Aziz Thabet, psicologo infantile del "Centro palestinese di terapia del trauma" che ai microfoni di Al-Jazeera narra: "Dopo la fine delle incursioni e dei bombardamenti, tutti i bambini che venivano da me dicevano: 'voglio diventare un guerriero', 'voglio diventare un soldato', 'voglio che agli israeliani succeda quel che é successo a me', dobbiamo NORMALIZZARE questi bambini palestinesi, NORMALIZZARLI perché possano vivere come tutti gli altri bambini del mondo".
Se le menzogne spudorate della canea filosionista fossero vere, a Gaza Hamas dovrebbe avere dei veri e propri "centri di indottrinamento" per capitalizzare sullo shock e sui traumi subiti da questi bambini e ragazzi...invece il legittimo Governo palestinese espresso da Hamas dà al professor Thabet i fondi e i mezzi per NORMALIZZARE le menti provate dalla violenza israeliana, normalizzarle e dare loro una speranza di pace.
Esiste una vera e propria guerra, il cui campo di battaglia sono le menti e i cuori di dozzine di milioni di persone che non hanno mai visto le macerie di un bombardamento sionista, non hanno mai ascoltato le grida e i pianti dei bambini resi orfani o mutilati dai "pogrom" militari di Tsahal, che non hanno mai inalato i gas stordenti e urticanti usati dagli "aguzzini più morali del mondo" e non hanno mai sentito l'impatto dei loro proiettili di plastica sulle proprie membra, e che tuttavia possono rivelarsi importantissimi (per non dire fondamentali) nel determinare il fato finale della Palestina: devastata dall'aggressione di Israele, occupata per sempre dai suoi coloni fondamentalisti, oppure vivificata da una vera ed efficace democrazia, dove ogni arabo, ebreo, druso, armeno, samaritano e alawita possa vivere in pace con i suoi vicini.
Queste persone formano le opinioni pubbliche dei vari paesi occidentali. La canaglia della lobby filosionista ha spesso facile gioco ad ammannire loro menzogne e distorsioni: del resto i paesi occidentali sono paesi capitalisti e 'sviluppati' (nel senso che ai loro abitanti viene consentito di sprecare molto denaro in beni di consumo costruiti con le risorse sottratte al Terzo Mondo) e anche Israele lo é, i paesi occidentali (per la maggior parte) hanno sacrificato le loro peculiarità storiche e culturali alla religione del benessere di stampo anglosassone e americano, e anche Israele propugna tale religione (per i suoi cittadini ebrei, per gli arabi ovviamente c'é l'apartheid, il bantustan e il manganello), nei paesi occidentali, infine, le "masse" ricevono le informazioni sul mondo circostante da giornali e televisioni, e Israele, o personaggi vicini e collegati con Israele, controllano la stragrande maggioranza di quelle televisioni e di quei giornali, riuscendo così, col solo "peso specifico" degli outlet a loro asserviti a dettare la loro "agenda" anche a quei mezzi di comunicazione non direttamente sotto la loro stretta.
Una delle più famose "polpette avvelenate" lanciate al pubblico occidentale dai media filosionisti é stata, senza alcun dubbio, la saga del "Topolino di Hamas" che, partita da un piccolo e marginale sito web pro-israele il cosiddetto (Istituto di analisi dei media del Medio Oriente...Memri), ha fatto rapidamente il giro del mondo, apparendo sulle edizioni principali e sulle prime pagine e homepage dei telegiornali della CNN, della BBC, dei quotidiani della Associated Press e così via.
La "polpetta", poi, era particolarmente scarna: un semplice filmato registrato da una trasmissione per bambini emessa dalla televisione di Hamas (qualche tempo dopo la sua vittoria nelle elezioni palestinesi del 2006) in cui un presentatore in un costume 'plushy' leggermente somigliante al topolino disneyano (il cui nome veniva riportato come 'Farfour' o 'Farfur') poneva delle domande a un gruppo di bambini.
MEMRI, per venire incontro alle esigenze di tutti coloro che "non parlavano né capivano l'arabo" aveva provvisto una traduzione sovrimpressa del presunto scambio di battute che, pur molto smorzato, era tuttavia udibile in sottofondo; grande fu la costernazione del pubblico occidentale nel leggere quei sottotitoli! Il "topolino" del movimento di resistenza musulmano invitava i bambini a sparare, a uccidere "gli ebrei", a vestire giubbe esplosive, a diventare "attentatori suicidi"!!!
| I media statunitensi, perennemente affamati di semplificazioni buffonesche, andarono a nozze col filmato. Questo stupido e superficiale "cartoon" ne é la prova. |
Ma...era vero?
Ovviamente...no!!
Ovviamente no, come ogni volta che si ha a che fare con la rozza, disingenua e maldestra propaganda sionista; fidando nel fatto che PRESSOCHE' NESSUNO in 'occidente' parli arabo, i redattori di Memri avevano esagerato qui e là il tono del dialogo fra "topolino" e i suoi piccoli ospiti, in altri punti, addirittura, aveva bellamente inventato alcune frasi (le più violente e incriminanti).
Esempio dei sottotitoli di MEMRI
Presentatore: "Che cosa faremo per difendere Al-Aqsa?" "Io sparerò" (la seconda frase non corrisponde ad alcun suono emesso dal presentatore, ma si avvantaggia del basso volume del parlato e di un gesto che potrebbe essere interpretato come il mimare un fucile imbracciato).
Bambina#1: "Anche io sparerò" (Nel parlato arabo, e nel labiale della bambina si sente/vede chiaramente che dice: "Io farò un disegno", complimenti Memri, traduzione ineccepibile!)
Presentatore: "Resisteremo per Al-Aqsa?"
Bambina#1: "Sì, combatteremo" (Nel parlato la bambina dice: 'bidna nqawim' cioé 'resisteremo', ma Memri ci gratifica di un sottotitolo più aggressivo, 'combatteremo', per insegnarci che tutti i Palestinesi sono belve feroci fin da piccoli, che non vogliono altro che combattere e uccidere...)
Presentatore: "Che cosa faremo, allora, se verremo attaccati?"
Bambina#2: "Annienteremo gli ebrei" (Nel parlato arabo, si sente piuttosto chiaramente che la frase non è attiva ma passiva -bitokhoona al-yahud-, quindi: "Gli ebrei (ci) annienteranno/ci uccideranno")
Presentatore: "Che faremo, se Al-Aqsa verrà attaccata?"
Bambina#2: "Commetteremo martirio" (Inteso nel senso di "ci faremo esplodere", mentre nel parlato la bambina dice chiaramente: "DIVENTEREMO martiri", nel senso, verremo uccisi senza poterci difendere).
Questa rievocazione è importante se messa in prospettiva e confrontata col nostro recente articolo sul tentativo sionista di "disumanizzare" i Palestinesi, in maniera da sopire ogni remora morale o "rischio" di empatia emotiva del pubblico occidentale con essi. Una volta presentato il popolo di Palestina come una "mandria" indistinta di bizzarri animali scuri, con costumi assurdi e barbari, che indottrina i propri bambini alla violenza fin da piccoli, il bravo occidentale li eviterà come la peste e si identificherà semmai col moderno e 'bianco' israeliano che, dotato di tutte le armi più sofisticate e tecnologiche, li "tiene al loro posto".
Per smontare ulteriormente la vulgata filosionista e anti-Araba/anti-Palestinese, testimonianze video come quella riportata in embed qui sotto sono utilissime, di valore pressoché incalcolabile. Nel breve video si possono vedere bambini di Gaza, sopravvissuti senza ferite fisiche al brutale assalto militare condotto poco meno di due anni fa sulla Striscia dalle truppe sioniste, giocare insieme a genitori ed educatori in un piccolo parco attrezzato con tappeti elastici, scivoli, piscine e tutti quegli altri semplici attrezzi che hanno il potere di evocare divertimento e buonumore in tutti i bambini di ogni popolo e ogni razza.
Ma il momento di gioco non é solamente ricreazione e svago, é anche terapia, visto che quasi la metà dei bambini e dei ragazzi di Gaza non ha potuto evitare di sviluppare qualche sintomo di PTSD dopo l'allucinante esperienza del "pogrom".
PTSD e il "Disordine da esaurimento post-trauma", descrizione moderna e aggiornata del vecchio "Shock da esplosione" di cui soffrivano i soldati della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, e di cui soffrono ancora oggi i veterani del Vietnam, dell'Irak, dell'Afghanistan.
Illuminanti sono le parole di Abdel Aziz Thabet, psicologo infantile del "Centro palestinese di terapia del trauma" che ai microfoni di Al-Jazeera narra: "Dopo la fine delle incursioni e dei bombardamenti, tutti i bambini che venivano da me dicevano: 'voglio diventare un guerriero', 'voglio diventare un soldato', 'voglio che agli israeliani succeda quel che é successo a me', dobbiamo NORMALIZZARE questi bambini palestinesi, NORMALIZZARLI perché possano vivere come tutti gli altri bambini del mondo".
Se le menzogne spudorate della canea filosionista fossero vere, a Gaza Hamas dovrebbe avere dei veri e propri "centri di indottrinamento" per capitalizzare sullo shock e sui traumi subiti da questi bambini e ragazzi...invece il legittimo Governo palestinese espresso da Hamas dà al professor Thabet i fondi e i mezzi per NORMALIZZARE le menti provate dalla violenza israeliana, normalizzarle e dare loro una speranza di pace.
mercoledì 3 novembre 2010
Haneen Zoabi: "Due Stati? Non diciamo sciocchezze!"
Non esiste "la benché minima chance" per il successo della favoleggiata "Soluzione a due Stati" e, mentre pronuncia la propria netta e inappellabile condanna della chimera con cui il mondo occidentale si balocca ormai da diciassette anni, dai tempi degli illusori "Accordi di Oslo", (resi lettera morta dal pervicace e ostinato rifiuto israeliano di lasciare ai Palestinesi piena autonomia sui territori che sarebbero loro affidati) il volto dolce di Haneen Zoabi assume un cipiglio duro e determinato.
"La realtà", prosegue la deputata Palestinese della Knesset, "marcia verso una 'Soluzione a uno Stato'; ma se sarà la mostruosità razzista che Lieberman e Netanyahu stanno costruendo con la complicità dei Laburisti o una realtà veramente libera e democratica, dipende soltanto da noi e dalla nostra voglia di lottare".
Eletta nel 2009 nelle fila del partito Balad (Alleanza Nazionale Democratica), lo stesso in cui militava l'attivista palestinese per i diritti umani Omar Sayid, gettato in galera da Israele con pretestuose accuse, la Zoabi si trova attualmente in Nordamerica per un tour di testimonianze e conferenze volte a mettere il pubblico occidentale in contatto con la realtà, particolarmente in quei paesi come gli Stati Uniti che soffrono pesantemente per la censura e la distorsione dell'informazione imposta dal ferreo controllo della lobby ebraica sui mass-media.
| Homepage del sito web del partito Balad, in cui milita Haneen Zoabi. |
"Bisogna opporsi con particolare forza all'assurda e discriminatoria pretesa di Israele di vedersi 'riconosciuto' come 'Stato ebraico'", aggiunge Haneen, e quando si consideri come nessuna delle democrazie europee, asiatiche o americane pretenda di affermare "ex lege" una sua identità razziale o religiosa é difficile non ammettere la bontà del suo appello.
| Un vergognoso 'cartoon' israeliano, copiato dalla pagina Facebook che invita all'assassinio di Haneen Zoabi. |
Tuttavia, per chi é sopravvissuta al barbaro assalto armato alla Mavi Marmara, durante il quale i commando navali dell'esercito sionista massacrarono più di nove attivisti per la pace, freddandoli quando erano sdraiati faccia a terra sull tolda della nave, colpi del genere non sono nulla di cui preoccuparsi e certamente non sono in grado di fermare il suo impegno all'attivismo e alla lotta in difesa della Palestina.
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lunedì 1 novembre 2010
Lieberman desperate to improve Israel's image abroad
Avigdor Lieberman, the far-right 'Yisrael Beiteinu' Foreign Ministry of the israeli cabinet led by Benyamin Netanyahu, has issued a call to embassies and consulates all over the word to come up with ways to "polish" and "improve" the image of the jewish State, which has gone from one p.r. disaster to the next in a relentless downward spiral since the end of the Al-Aqsa Intifada.
The unsuccesful war against Lebanon, the brutal military ''pogrom'' against Gaza and the inhumane siege which followed, did ultimately culminate in the piratical raid on the Mavi Marmara, whose echoes and aftereffects are still reverberating five months after it was conducted, with talks of international appeals for just prosecution of those responsible for it. The decline of Israel's public image has been literally devastating, not only in the Middle East and in Asia (where the zionist State is already hugely unpopular), but in Europe and even in the u.s., notwithstanding all the media firepower wielded there by the jewish lobby.
In order to try and rectify the situation Lieberman's call did resonate between all Israel's diplomatic missions and envoys: "Do something about it, quick". A similar request in months past saw pro-israeli concerts and meetings arranged among american and european universities, with the involvement of renowned intellectuals co-opted in a pro-israeli fashion. Sadly for Lieberman, this time his hopes about a quick reversal of fortunes are very likely to be frustrated by the increasing success of the anti-zionist BDS campaign, which has extended itself to the musical and cultural arena.
If Israel's foreign minister is so dead-set about polishing and improving the international image of his homeland he may consider stopping the harassment toward israeli citizens of Palestinian ethnicity, lifting the siege on Gaza, tearing down the shameful separation wall, putting a stop once and for all to the expansion of unlawful jewish fundamentalists' settlements on Palestinian lands...we're sure any of these steps would earn the jewish State scores of "brownie points" on the international stage.
Otherwise, even if slathered with layer after layer of make-up and lipstick, the ugly snout of the apartheid-occupation pig will remain as evident as ever.
The unsuccesful war against Lebanon, the brutal military ''pogrom'' against Gaza and the inhumane siege which followed, did ultimately culminate in the piratical raid on the Mavi Marmara, whose echoes and aftereffects are still reverberating five months after it was conducted, with talks of international appeals for just prosecution of those responsible for it. The decline of Israel's public image has been literally devastating, not only in the Middle East and in Asia (where the zionist State is already hugely unpopular), but in Europe and even in the u.s., notwithstanding all the media firepower wielded there by the jewish lobby.
In order to try and rectify the situation Lieberman's call did resonate between all Israel's diplomatic missions and envoys: "Do something about it, quick". A similar request in months past saw pro-israeli concerts and meetings arranged among american and european universities, with the involvement of renowned intellectuals co-opted in a pro-israeli fashion. Sadly for Lieberman, this time his hopes about a quick reversal of fortunes are very likely to be frustrated by the increasing success of the anti-zionist BDS campaign, which has extended itself to the musical and cultural arena.
If Israel's foreign minister is so dead-set about polishing and improving the international image of his homeland he may consider stopping the harassment toward israeli citizens of Palestinian ethnicity, lifting the siege on Gaza, tearing down the shameful separation wall, putting a stop once and for all to the expansion of unlawful jewish fundamentalists' settlements on Palestinian lands...we're sure any of these steps would earn the jewish State scores of "brownie points" on the international stage.
Otherwise, even if slathered with layer after layer of make-up and lipstick, the ugly snout of the apartheid-occupation pig will remain as evident as ever.
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