Questa foto eccezionale riassume con molta più immediatezza iconografica tutti i discorsi che abbiamo fatto nel nostro articolo precedente.
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venerdì 20 luglio 2018
Scatto memorabile di due bellissime reporter siriane dalla cima più alta della Provincia di Daraa!
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giovedì 22 marzo 2018
Il reporter-eroe irakeno, Alaa Edani, invita la cittadinanza al voto nelle prossime elezioni politiche!
Più volte abbiamo portato ad esempio l'abnegazione e l'eroismo di cronisti dell'Asse della Resistenza, che hanno condotto dirette e collegamenti dalle prime linee di combattimento, paragonandoli ai cacciaballe nostrani che propinano veline e fake news direttamente emanate dalle centrali di disinformazione angloamericane e sioniste.
Adesso vi presentiamo un video diffuso poche ore fa dalla leggenda vivente del giornalismo irakeno, Alaa al-Edani, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai suoi concittadini per lanciare un appello di grande importanza civica.
Adesso vi presentiamo un video diffuso poche ore fa dalla leggenda vivente del giornalismo irakeno, Alaa al-Edani, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai suoi concittadini per lanciare un appello di grande importanza civica.
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lunedì 12 marzo 2018
La Reporter Siriana sempre in prima linea nei teatri di scontro più difficili e pericolosi a fianco della "ForzaTigre" anche ad Harasta!
Aqayrbat, Abu Duhur, Ghouta Est, la bella e coraggiosa reporter siriana che abbiamo già visto trasmettere dalle primissime linee in occasione di importanti vittorie delle forze governative di Damasco continua il suo impressionante "cursus honorum".
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venerdì 9 marzo 2018
Eccezionali scatti del reporter Wassim Issa dalle zone recentemente liberate del Ghouta Est!
Come scrivevamo nella notizia precedente, i sacrifici e persino il martirio dei professionisti siriani della comunicazione, in prima linea a fianco ai soldati, sono solo di sprone e di ispirazione perché la missione di raccontare la Verità sull'eroica lotta di Damasco contro il takfirismo e il terrore venga portata ancora ed ancora avanti.
Queste foto, che a nostra conoscenza sono disponibili solamente sul sito-web dell'emittente libanese "Al Manar" sono state fatte da un reporter di nome Wassim Issa e mostrano scorci inediti della parte di Ghouta Est recentemente liberata.
Queste foto, che a nostra conoscenza sono disponibili solamente sul sito-web dell'emittente libanese "Al Manar" sono state fatte da un reporter di nome Wassim Issa e mostrano scorci inediti della parte di Ghouta Est recentemente liberata.
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Onore all'ultimo martire siriano tra i giornalisti militari: Hasan Ali Badran ha dato la vita per raccontare la Verità!
Dice un proverbio che in guerra la prima 'vittima' sia la Verità.
Questo per Hasan Ali Badran, inviato sul campo dell'Ufficio Stampa Militare dell'Esercito Arabo Siriano, non era vero.
Perché Hasan Ali Badran, come tanti altri suoi colleghi, aveva giurato di servire ed onorare la Verità, combattendo per essa come i suoi camerati dell'EAS combattono i takfiri pagati da Washington, Tel Aviv e Riyadh così lui si scontrava ogni giorno con i 'leviatani' del menzognificio occidentale (TIME, CNN, BBC, Haaretz, Guardian...) con un talento e una caparbietà da ammirare.
Questo per Hasan Ali Badran, inviato sul campo dell'Ufficio Stampa Militare dell'Esercito Arabo Siriano, non era vero.
Perché Hasan Ali Badran, come tanti altri suoi colleghi, aveva giurato di servire ed onorare la Verità, combattendo per essa come i suoi camerati dell'EAS combattono i takfiri pagati da Washington, Tel Aviv e Riyadh così lui si scontrava ogni giorno con i 'leviatani' del menzognificio occidentale (TIME, CNN, BBC, Haaretz, Guardian...) con un talento e una caparbietà da ammirare.
lunedì 22 gennaio 2018
La bella e coraggiosa reporter siriana che si era collegata da Aqayrbat è entrata alla base liberata di Abu Duhur!
Siamo lieti quando riusciamo a ricollegare una notizia di PALAESTINA FELIX con una precedente, magari nemmeno eccessivamente recente, in maniera da creare, col suo link, una sorta di "percorso" per i nostri lettori (anche quelli nuovi) che possono così, seguendo a ritroso i collegamenti, "immergersi" direttamente nel flusso degli eventi di cui cerchiamo di rendere cronaca precisa e puntuale.
Alla fine della scorsa estate parlammo di una bellissima giornalista siriana che si era collegata dalla cittadina di Aqayrbat poco dopo che la Quarta Divisione Meccanizzata del Generale Maher Assad era riuscita a strapparla definitivamente ai takfiri dell'ISIS.
Alla fine della scorsa estate parlammo di una bellissima giornalista siriana che si era collegata dalla cittadina di Aqayrbat poco dopo che la Quarta Divisione Meccanizzata del Generale Maher Assad era riuscita a strapparla definitivamente ai takfiri dell'ISIS.
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giovedì 18 gennaio 2018
Onoriamo il Martire dell'Informazione Walid Jabbour Khalil, ucciso ad Harasta mentre seguiva in prima persona i combattimenti!
Esistono "giornalisti" come Giovanna Botteri che da New York ammannisce spiegazioni e giudizi su quanto accade a Pyongyang, a Santiago de Cuba e a Caracas e "reporter d'assalto" come Lucia Goracci che si collega dai Club Méd della Turchia pretenendendo di fare la cronaca degli eventi in Siria.
Poi esistono coloro che anche nel XXI Secolo mantengono viva la tradizione degli inviati di guerra, rischiando in prima persona per vedere direttamente gli eventi di cui poi riferiranno al loro pubblico.
Uno di questi coraggiosi era Walid Jabbour Khalil, in forza al Dipartimento Media del Ministero della Difesa della Repubblica Araba Siriana.
Poi esistono coloro che anche nel XXI Secolo mantengono viva la tradizione degli inviati di guerra, rischiando in prima persona per vedere direttamente gli eventi di cui poi riferiranno al loro pubblico.
Uno di questi coraggiosi era Walid Jabbour Khalil, in forza al Dipartimento Media del Ministero della Difesa della Repubblica Araba Siriana.
giovedì 19 ottobre 2017
La reporter Siba comunica che i campi petroliferi di Koneko e di Al-Ezba sono stati abbandonati dai Curdi e occupati da forze regolari siriane!
Esattamente come avevamo preconizzato sulle pagine di PALAESTINA FELIX, la presenza sulla Rive Gauche dell'Eufrate di ingenti forze siriane dotate di corazzati e di armi pesanti contro cui le bande di "curdaglia" leggermente equipaggiata non avevano possibilità di resistenza alcuna ha suggerito ai 'valorosi' condottieri curdi di ritirare le proprie forze dai pozzi petroliferi che avevano occupato qualche settimana addietro lasciando ai terroristi dell'ISIS agio di ritirarsi senza perdite per schierarsi contro le truppe regolari siriane.
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domenica 3 settembre 2017
Aqayrbat é totalmente libera, come conferma il video di questa brava e coraggiosa reporter siriana (altro che la nana goracci!)
Possiamo confermare che dopo quasi 48 ore di duri combattimenti la cittadina di Aqayrbat é COMPLETAMENTE nelle mani delle truppe siriane, tra cui Esercito Regolare, Quinto Corpo Ausiliario e sembra anche unità di volontari palestinesi.
Mentre la "nana feroce" Lucia Goracci che ruba uno stipendio pagato coi NOSTRI SOLDI del Canone TV (ormai inserito nella bolletta della luce, balzello inevadibile per finanziare le propagande sion-imperialiste mandate in onda a reti unificate dalla RAI) oggi é riuscita a mandare in onda una giaculatoria pro-curda veramente ridicola, considerando che gli 'eroici' curdi sono impantanati a Raqqa da prima che i Siriani conquistassero Maskanah e non sono ancora riusciti a prenderla del tutto...una bravissima e coraggiosa reporter siriana ha mandato in onda il reportage che vedete qui sopra, spalla a spalla coi militari che hanno schiacciato i takfiri nel centro della loro ex-'roccaforte'.#Syria #Hama #EasternHama 1 Hr ago Female #Syrian Reporter Did a Live Feed from #uqayrbat #Uqayribat With #SAA #SyrianArmy Fourth Division pic.twitter.com/3NEscmS5jQ— Ivan Sidorenko (@IvanSidorenko1) September 3, 2017
martedì 15 aprile 2014
Giornalisti di Al-Manar cadono compiendo il loro dovere nella Valle di Qalamoun: onore a loro!!
Nel totale 'fracaso' delle loro posizioni nella Valle di Qalamoun, che da dicembre 2013 stanno saltando una dietro l'altra davanti alle offensive dell'Esercito Arabo Siriano e delle milizie di Hezbollah i codardi mercenari takfiri hanno colto una miserabile 'vendetta' tendendo un agguato assassino a una troupe giornalistica delle rete televisiva libanese 'Al-Manar'.
Il reporter Hamza al-Haji Hassan, il tecnico Halim Allawi e l'operatore di ripresa Mohammed Mantash sono stati martirizzati dai mercenari takfiri pagati da Sauditi, Usa e Israele.nela giornata di ieri. L'atto ha suscitato reazioni di cordoglio e condanna da parte del Governo siriano, di quello libanese, di quello iraniano e da vari
rappresentanti della comunità dei media regionali e internazionali.
Rendiamo omaggio agli eroi di Al-Manar, caduti per fornire al pubblico informazioni precise e veritiere sul conflitto siriano, come antidoto all'insincera propaganda che viene diffusa da Al-Jazeera, Al-Arabiya, CNN, BBC, FOX e altri outlet di disinformazione imperialista.
Il reporter Hamza al-Haji Hassan, il tecnico Halim Allawi e l'operatore di ripresa Mohammed Mantash sono stati martirizzati dai mercenari takfiri pagati da Sauditi, Usa e Israele.nela giornata di ieri. L'atto ha suscitato reazioni di cordoglio e condanna da parte del Governo siriano, di quello libanese, di quello iraniano e da vari
rappresentanti della comunità dei media regionali e internazionali.
Rendiamo omaggio agli eroi di Al-Manar, caduti per fornire al pubblico informazioni precise e veritiere sul conflitto siriano, come antidoto all'insincera propaganda che viene diffusa da Al-Jazeera, Al-Arabiya, CNN, BBC, FOX e altri outlet di disinformazione imperialista.
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lunedì 1 aprile 2013
Per nascondere i suoi crimini israhell si scatena contro la stampa indipendente: reporter irlandese ferito a Nabi Saleh!
Nel tentativo di tenere celati i suoi orrendi abusi contro la legittima popolazione palestinese il regime ebraico di invasione deve disperatamente tenere lontana ogni fonte di cronaca indipendente e non addomesticata dal potere plutocratico della Lobby sionista dell'Informazione mondiale (che schiera calibri come CNN, FOX, BBC, Reuters, France Presse, AP e altri colossi dell'informazione globale) dai luoghi dei soprusi, degli assassinii, delle torture e degli arresti arbitrari quotidianamente inflitti dalle sue forze militari e di polizia.
Quando ciò non é possibile allora i reporter e giornalisti indipendenti vanno minacciati, intimiditi o direttamente attaccati e uccisi, come é successo più di una volta negli ultimi anni e come é capitato ancora nella giornata di ieri a Nabi Saleh, dove il cameraman irlandese Tomas Donnellen, originario di Roscommon-Ballinasloe é stato centrato al braccio da un proiettile d'acciaio ricoperto di plastica.
"Non vi é dubbio che chi ha aperto il fuoco volesse chiaramente colpire me", ha dichiarato in seguito, "visto che dove mi trovavo io non vi erano manifestanti che lanciassero pietre o altri proiettili e che la mia macchina da presa e la pettorina che mi identificava come un reporter fossero chiaramente visibili".
Donnellen ha spiegato che dopo averlo ferito al braccio il soldato sionista che gli aveva sparato ha fatto per puntare nuovamente la sua arma contro di lui, e se non si fosse messo a correre verso un muro che lo ha riparato da altri colpi lo avrebbe sicuramente centrato ancora, magari al torace o alla testa (dove proiettili del genere possono facilmente risultare letali).
Quando ciò non é possibile allora i reporter e giornalisti indipendenti vanno minacciati, intimiditi o direttamente attaccati e uccisi, come é successo più di una volta negli ultimi anni e come é capitato ancora nella giornata di ieri a Nabi Saleh, dove il cameraman irlandese Tomas Donnellen, originario di Roscommon-Ballinasloe é stato centrato al braccio da un proiettile d'acciaio ricoperto di plastica.
"Non vi é dubbio che chi ha aperto il fuoco volesse chiaramente colpire me", ha dichiarato in seguito, "visto che dove mi trovavo io non vi erano manifestanti che lanciassero pietre o altri proiettili e che la mia macchina da presa e la pettorina che mi identificava come un reporter fossero chiaramente visibili".
Donnellen ha spiegato che dopo averlo ferito al braccio il soldato sionista che gli aveva sparato ha fatto per puntare nuovamente la sua arma contro di lui, e se non si fosse messo a correre verso un muro che lo ha riparato da altri colpi lo avrebbe sicuramente centrato ancora, magari al torace o alla testa (dove proiettili del genere possono facilmente risultare letali).
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mercoledì 14 novembre 2012
Le autorità siriane onorano il reporter iraniano Maya Naser, ucciso a settembre dai terroristi wahabiti!
Mentre fin dall'inizio della minaccia terrorista foraggiata da Riyadh, Doha e Ankara contro la Siria e il suo popolo i vigliacchi e codardi media 'occidentalisti', volenterosi camerieri dell'imperialismo e del sionismo internazionale si sono affrettati a riversare torrenti di bugie sulla situazione a Damasco, Daraa, Aleppo e Homs, prosternandosi di fronte agli assassini qaedisti e descrivendoli come "ribelli siriani" i media dell'Asse della Resistenza hanno combattuto una coraggiosa battaglia per la verità, arrivando persino al sacrificio di vite umane per testimoniare nei dettagli la situazione nella Repubblica Araba.
Vittima immolatasi per il dovere e la missione del giornalista é stato il reporter iraniano Maya Naser, corrispondente da Damasco di PressTV, ucciso da un cecchino wahabita il 26 settembre scorso. Morto ad appena 33 anni, il sacrificio di Naser causò la dettagliata denuncia di "Reporter Senza Frontiere", bellamente ignorata e passata sotto silenzio dagli ipocriti venduti delle redazioni occidentali, impegnati nell'assassinio della Verità.
Ma Naser non verrà dimenticato dai Siriani che proprio ieri hanno tributato al reporter martire gli onori adeguati in una commovente cerimonia pubblica a Damasco cui hanno preso parte il Ministro dell'Informazione Omran al-Zoubi, l'Ambasciatore della Repubblica Islamica Mohammad-Reza Raouf Sheibani, e il dirigente di PressTV in Siria Hosein Mortada. Il padre di Maya Naser, anch'egli presente nella capitale, ha eulogizzato il figlio ricordandone l'amore e la dedizione che provava per il suo dovere di giornalista.
Vittima immolatasi per il dovere e la missione del giornalista é stato il reporter iraniano Maya Naser, corrispondente da Damasco di PressTV, ucciso da un cecchino wahabita il 26 settembre scorso. Morto ad appena 33 anni, il sacrificio di Naser causò la dettagliata denuncia di "Reporter Senza Frontiere", bellamente ignorata e passata sotto silenzio dagli ipocriti venduti delle redazioni occidentali, impegnati nell'assassinio della Verità.
Ma Naser non verrà dimenticato dai Siriani che proprio ieri hanno tributato al reporter martire gli onori adeguati in una commovente cerimonia pubblica a Damasco cui hanno preso parte il Ministro dell'Informazione Omran al-Zoubi, l'Ambasciatore della Repubblica Islamica Mohammad-Reza Raouf Sheibani, e il dirigente di PressTV in Siria Hosein Mortada. Il padre di Maya Naser, anch'egli presente nella capitale, ha eulogizzato il figlio ricordandone l'amore e la dedizione che provava per il suo dovere di giornalista.
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sabato 13 agosto 2011
Reporter palestinese incarcerato per non aver voluto diventare 'confidente' del Mossad!
Samir Allawi, reporter palestinese di Al-Jazeera, é stato arrestato nella giornata di martedì all'attraversamento del Ponte Allenby mentre si apprestava a raggiungere la Giordania dopo aver visitato la sua famiglia nel villaggio di Sabastia, presso Nablus. I militari sionisti lo hanno bloccato e imprigionato senza specificare alcuna accusa contro di lui secondo le infami 'regole' della Detenzione Amministrativa (che praticamente permettono alle forze dell'occupazione di arrestare chi vogliano e tenerlo in carcere quanto vogliano).
Parlando con l'avvocato della Società dei Prigionieri Palestinesi di Petah Tikvah Allawi ha dichiarato di temere che il suo arresto sia collegato al rifiuto col quale aveva respinto un approccio del Mossad che voleva convincerlo a diventare un suo informatore. Al suo fermo "no" alle profferte l'emissario israeliano avrebbe infatti avvisato Allawu minacciosamente di 'stare attento' in futuro,
Allawi, che nel corso del suo rapporto di lavoro con Al-Jazeera ha passato molto tempo in Afghanistan, documentando le sofferenze del paese e della popolazione civile sottoposta all'occupazione militare straniera, si augura che le organizzazioni di categoria dei giornalisti e gli enti internazionali di tutela dei Diritti umani possano mobilitarsi in suo favore. Le forze dell'occupazione sionista hanno esteso la detenzione di Allawi fino a mercoledì 17 agosto, col prestesto di doverlo "interrogare".
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martedì 19 luglio 2011
La Giordania protesta contro la brutale repressione voluta dal reuccio Abdallah!
Sit-in, cortei e manifestazioni di protesta non si sono arrestate dal giorno in cui, fidando sulla complicità ipocrita di Usa e Israele e sulla distrazione cronica degli altri stati dell'occidente, il piccolo re Abdallah, sovrano del regno ascemita di Giordania, ha cercato di disperdere con la brutalità poliziesca i dimostranti che si dirigevano dalla Moschea di Hussein verso il Municipio della capitale.
In particolare, visto l'accanirsi della sbirraglia reale contro reporter e giornalisti, é stata netta e senza mezze misure la condanna di Tareq Momani, dell'Associazione Stampa Giordana, che ha riportato numerosi casi di fratture e ferite tra i giornalisti aggrediti e ha annunciato una prossima raffica di denunce nei confronti di esecutori materiali e responsabili morali delle brutalità poliziesche, denunce che potrebbero non risparmiare nemmeno dignitari e cortigiani della cerchia di Abdallah.
Secondo l'agenzia di stampa cinese Xinhua raduni di cittadini sono in atto in tutto il paese, contrassegnati da slogan che chiedono le dimissioni dell'attuale Governo, riforme economiche e più ampie garanzie democratiche per i cittadini, oltre la cessazione totale e immediata di qualunque forma di cooperazione e riconoscimento dello Stato sionista.
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martedì 14 dicembre 2010
Media in fermento per la grande manifestazione di Hamas a Gaza.
Centinaia di giornalisti e dozzine di troupe televisive si preparano a 'coprire' il raduno annunciato per oggi dal movimento musulmano di Resistenza Hamas, come culmine della rassegna di celebrazioni per il 23 anniversario della propria fondazione, avvenuta nel 1987, al tempo della prima Intifada, quando il likudnik Yhtzak Shamir, ex-terrorista della Banda Stern, raccomandava alle sue truppe di "rompere gambe e braccia" ai ragazzi palestinesi lanciatori di pietre (e loro, ovviamente, non se lo facevano ripetere due volte - cfr. video da 0:55 in avanti).
Il comunicato di Hamas non é una vuota vanteria, come può facilmente verificare chiunque si trovi nella Striscia di Gaza; come un territorio così provato, angustiato, aggredito di continuo e sottoposto allo spietato e brutale assedio sionista riesca tuttavia a esprimere così tanto fermento ed anticipazione per una celebrazione che non é solo un anniversario politico e religioso, ma assume valenze culturali, sociali e storiche (conseguenti al fatto di quanto Hamas sia riuscito a "diventare Gaza" vanificando quindi ogni tentativo sionista di 'mettere un cuneo' fra l'organizzazione il popolo dapprima con il blocco, poi con il pogrom militare, infine con l'inasprimento dell'assedio) é un mistero la cui soluzione si troverebbe solo con un attento studio comparativo della situazione a Gaza con l'Assedio di Leningrado del 1941-44 e, forse ancora più calzante, di quello di Sarajevo del 1992-96.
Stime semi-ufficiali del Governo palestinese espresso da Hamas valutano in 300 il numero delle testate accreditate con reporter e/o fotografi e a 70 quello delle televisioni e agenzie palestinesi, arabe ed internazionali; l'evento si terrà oggi 14 dicembre in Piazza del Battaglione Verde, nel pieno centro di Gaza City. "I rappresentanti dei media hanno iniziato i loro preparativi giorni e giorni addietro", rivela un portavoce di Hamas, "il nostro ufficio stampa ha visto un livello di interesse inusitato anche da troupe di paesi e agenzie solitamente non eccessivamente interessate a quest'area, come ad esempio il Sud America, o la Cina".
Analisti, 'pundit' e 'mediorientologi' di ogni statura e reputazione sembrano ansiosi di valutare l'evento, vedendo in esso un interessante "barometro" del sostegno e dell'entusiasmo che Hamas, ormai di gran lunga la più credibile e rispettata forza di Resistenza palestinese, sappia mobilitare nella popolazione della Striscia.
Il comunicato di Hamas non é una vuota vanteria, come può facilmente verificare chiunque si trovi nella Striscia di Gaza; come un territorio così provato, angustiato, aggredito di continuo e sottoposto allo spietato e brutale assedio sionista riesca tuttavia a esprimere così tanto fermento ed anticipazione per una celebrazione che non é solo un anniversario politico e religioso, ma assume valenze culturali, sociali e storiche (conseguenti al fatto di quanto Hamas sia riuscito a "diventare Gaza" vanificando quindi ogni tentativo sionista di 'mettere un cuneo' fra l'organizzazione il popolo dapprima con il blocco, poi con il pogrom militare, infine con l'inasprimento dell'assedio) é un mistero la cui soluzione si troverebbe solo con un attento studio comparativo della situazione a Gaza con l'Assedio di Leningrado del 1941-44 e, forse ancora più calzante, di quello di Sarajevo del 1992-96.
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Analisti, 'pundit' e 'mediorientologi' di ogni statura e reputazione sembrano ansiosi di valutare l'evento, vedendo in esso un interessante "barometro" del sostegno e dell'entusiasmo che Hamas, ormai di gran lunga la più credibile e rispettata forza di Resistenza palestinese, sappia mobilitare nella popolazione della Striscia.
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