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giovedì 21 giugno 2012

Novello "Sor Pampurio" l'arci(s)contento ambasciatore sionista Amitai non riesce a trovare una sede da affittare al Cairo!

Il personaggio delle strisce disegnate che i più anziani lettori di questo blog avranno riconosciuto citato nel titolo, a dire la verità di appartamenti in affitto ne trovava uno per ogni sua avventura (che iniziava infallibilmente col distico: "Sor Pampurio, arcicontento, del suo nuovo appartamento..."), salvo doverlo poi abbandonare poche vignette dopo in seguito a qualche guaio o calamità; il suo emulo sionista al Cairo, il recentemente nominato ambasciatore Yaakov Amitai, invece, proprio non trova uno straccio di padrone di casa disposto ad affittargli un immobile degno di fungere da rappresentanza diplomatica e, ormai da mesi, é costretto a svolgere le sue funzioni dalla camera d'albergo che aveva occupato 'temporaneamente' in attesa di trovare una sede permanente.
 
Il Ministero degli Esteri di Tel Aviv conferma che nessuno nella capitale egiziana sia ansioso di diventare 'padrone di casa' dell'ambasciata israeliana, sia per la grande ostilità verso il regime ebraico dell'Apartheid diffusa a tutti i livelli della società, sia anche per il fatto che con ogni probabilità la nuova sede diplomatica sionista diventerebbe oggetto di sit-in, manifestazioni, dimostrazioni e forse anche attacchi come quelli risultati nel sacco e nell'incendio della vecchia sede, nonostante tutti i provvedimenti 'protettivi' presi premurosamente dalla giunta militare del Maresciallo Tantawi. Soltanto nello scorso anno l'ex-ambasciatore sionista Yithzak Levanon era stato costretto a fuggire in fretta e furia dalla vecchia sede dell'ambasciata, prelevato con elicotteri dalla terrazza della stessa: in occasione della Rivoluzione egiziana a inizio 2011 e poi a settembre per il già ricordato assalto della folla, inferocita per l'uccisione da parte di Israele di guardie di confine egiziane nel Sinai.
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lunedì 12 dicembre 2011

Nuovo ambasciatore sionista arriva al Cairo: avrà già prenotato il biglietto di ritorno?


Nelle commedie italiane degli anni '50 gli impiegati pubblici venivano "minacciati" di essere mandati in Sardegna, a Lampedusa o a Filicudi; se volessimo girare un testo brillante ambientato nei ranghi e negli uffici del servizio diplomatico sionista la 'dannata assegnazione' sarebbe certamente quella egiziana visto che, da quando é stato cacciato il dittatori Mubarak, numerosi moti popolari si sono scatenati attorno all'ambasciata del regime dell'Apartheid, risultando perfino nell'invasione dei suoi piani inferiori e nell'evacuazione via helipad del personale diplomatico, come a Saigon nel 1975.

Adesso, dopo la precipitosa fuga seguita all'abbattimento della barriera in cemento fatta installare da Tantawi e soci l'ambasciatore di Israele torna al Cairo, ma non é più il 'povero' Levanon che evidentemente ha fatto abbastanza 'purgatorio' fungendo da bersaglio per la rabbia e l'indignazione dei cairoti; in sua vece arriva (non sappiamo se 'punito' o al contrario ritenuto di 'spalle larghe' a sufficienza da poter reggere il difficile incarico) Yaakov Amitai, che così chiude a novanta giorni l'assenza di un rappresentante ufficiale di Tel Aviv nella capitale egiziana, da quando vennero firmati gli Accordi di Camp David.

Quanto durerà la sua permanenza?
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