

Il leader politico irakeno Nouri Al-Maliki ha dichiarato in un'intervista rilasciata a fine 2020 alla Al-Alam TV (Iran) che il complotto per abbattere il regime di Bashar Al-Assad, covato da Stati Uniti, Israele e alcuni paesi arabi reazionari è risultato nella creazione dell'ISIS e nel massiccio attacco portato da questo contro lo stesso Irak nel 2014. Solo l'attacco generalizzato al Paese mesopotamico infatti avrebbe prevenuto il previsto ingresso delle truppe irakene in Siria, dove avrebbero aiutato l'Esercito Arabo Siriano a combattere i terroristi. Al-Maliki ha affermato che l'esercito iracheno stava per unirsi alla lotta anti-terroristica di Bashar Al-Assad e delle sue truppe qualora la loro situazione avesse indicato un pericolo di collasso. Ha detto che il comandante della Forza Qods dell'IRGC Qasem Soleimani insieme alle milizie volontarie irakene, si é sostituito con successo a questo previsto intervento irakeno, motivo per il quale è stato poi preso di mira dagli Stati Uniti, facilitatori e istigatori sia dell'ISIS che di Al-Nusra ed altri gruppi islamisti.
UNA LA TRINCEA
UNA LA LOTTA
UNO IL NEMICO
UNA LA VITTORIA
Con questa foto evocativa il vostro amabilissimo Suleiman Kahani prende congedo da questo 2020 greve di preoccupazioni e di sfide.
Siamo arrivati in fondo e, per quanto possiamo aver dovuto soffrire, ricordiamo che gli eroi delle Hashd al-Shaabi, delle Brigate Qassam, dell'IRGC, degli Houthi, di Hezbollah, dell'Esercito Arabo Siriano, dell'LNA...hanno dovuto soffrire molto più di noi.
UN ANNO FINISCE, LA BATTAGLIA PROSEGUE é oggi più che mai il nostro slogan.
Quello che mi spinge nonostante i miei numerosi e sempre più gravosi impegni lavorativi a continuare ad aggiungere contenuti alle mie piattaforme giornalistiche internettiane é verificare come, a colpi di centinaia e centinaia di lettori al giorno, il mio pubblico di riferimento non si stanca di consultarli.
Questo dimostra che l'indefesso lavoro giornalistico che ho accumulato fin dai tempi in cui pubblicavo anche venti articoli al giorno non é passato invano.
I miei fidati contatti dal Medio Oriente continuano a mandarmi importanti immagini, come questa che riporto qui sopra, che mostra militardi dell'eroica armata baathista di Assad, che liberano l'ennesima località vicino ad Ayn Issa, staccando i cenci color colera della brigantaglia curda, abbandonata dai suoi "pappa" a stelle e strisce.
Il movimento di resistenza Hamas afferma che i Palestinesi hanno il diritto inalienabile di difendere la loro terra occupata dal regime ebraico.
Lo ha fatto Izzat al-Risheq, membro dell'ufficio politico di Hamas, in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, che si celebra ogni anno il 29 novembre.
I Palestinesi hanno il diritto legittimo "di difendere ogni centimetro della loro terra occupata, liberare gli eroici prigionieri [dalle prigioni sioniste] e purgare Gerusalemme e la Moschea di Aqsa dalla profanazione", ha affermato lunedì il Centro di informazione palestinese citando il funzionario di Hamas.
L'occasione è un'osservanza organizzata dalle Nazioni Unite per ricordare al mondo i legittimi diritti del popolo palestinese. Viene commemorato in tutto il mondo, con funzionari che esprimono il loro sostegno alla causa palestinese e denunciano la condotta israeliana nei territori occupati.
Come sanno molto bene gli affezionati lettori e seguaci del blog, l'amabilissimo Kahani ha una vera passione per il caccia di Quinta Generazione dell'OkB Sukhoi, a cui ha dedicato tanti articoli nei mesi e negli anni precedenti, seguendone lo sviluppo, il battesimo e l'utilizzo operativo in Siria.
Oggi ho ricevuto segnalazione da uno dei miei contatti, che l'aviazione algerina si sarebbe impegnata ad acquistare 14 esemplari del Su-57, siglando un contratto da oltre due miliardi di euro.