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mercoledì 30 dicembre 2020

PALAESTINA FELIX saluta il 2020 con un'immagine-simbolo di UNITA' tra tutte le forze dell'ASSE DI RESISTENZA!

 


UNA LA TRINCEA

UNA LA LOTTA

UNO IL NEMICO

UNA LA VITTORIA

Con questa foto evocativa il vostro amabilissimo Suleiman Kahani prende congedo da questo 2020 greve di preoccupazioni e di sfide.

Siamo arrivati in fondo e, per quanto possiamo aver dovuto soffrire, ricordiamo che gli eroi delle Hashd al-Shaabi, delle Brigate Qassam, dell'IRGC, degli Houthi, di Hezbollah, dell'Esercito Arabo Siriano, dell'LNA...hanno dovuto soffrire molto più di noi.

UN ANNO FINISCE, LA BATTAGLIA PROSEGUE é oggi più che mai il nostro slogan.

mercoledì 19 dicembre 2018

I contadini iraniani raccolgono le angurie per la festa di Yalda!

La festa di Yalda é un'antica celebrazione iraniana del Solstizio Invernale che affonda le radici nella cultura Indoeuropea pre-islamica.

La radice della parola "Yalda" é la stessa di "Yule", con cui i popoli del Nord Europa indicavano la festa solstiziale.
E' una ricorrenza tuttora popolarissima in Iran durante la quale le famiglie si riuniscono, si fa tardi ben oltre la mezzanotte per salutare il giorno in cui il sole "risorge" dopo la notte più lunga dell'anno: si beve caffé, si fuma l'hookah, si raccontano storie e memorie, vengono imbandite tavole in cui non mancano i frutti rossi, considerati portatori di prosperità e fortuna nel nuovo anno...come le melagrane ma soprattutto l'anguria.

sabato 8 dicembre 2018

MERRY XMAS SYRIA!! La gioia e la serenità della Repubblica Araba Siriana, protettrice di tutte le sue genti!!


"Eh, ma l'opposizione moderata"

"Eh, ma i disertori"

"Eh, ma padre dall'ollio"

"Eh, ma greta e vanessa"

"Eh, ma la cagna islamica di ci-cago"

"Eh, ma il crematorio di Assad"

No, cari miei, non ci siamo, non avete capito...


lunedì 1 gennaio 2018

CAPODANNO A MOSUL - DAS JAHR IST ZU ENDE, DER KAMPF GEHT WEITER!!

Capodanno a Mosul - Centinaia di migliaia di uomini e donne in piazza, nelle strade, a cantare, ballare e sperare nel futuro.

Capodanno a Mosul - Dove ancora pochi mesi fa dettava legge il "califfato" anglo-american-sionista. 

Caposanno a Mosul - Perché gli Irakeni si sono liberati da soli col critico aiuto di Russi e Iraniani. 

Capodanno a Mosul - Perché se questa gente meravigliosa ha voglia di festeggiare, chi siamo noi per lamentarci?

giovedì 23 agosto 2012

Piccoli abitanti di Gaza portano auguri e doni per l'Eid ul-Fitr ai militanti della Jihad Islamica palestinese!

Recentemente tutto il mondo islamico ha celebrato l'Eid ul-Fitr, festività di fine del Ramadan, che si festeggia tradizionalmente con riunioni e convivi familiari, vestiti nuovi, doni e dolci; nella Striscia di Gaza illegalmente e illegittimamente assediata dal regime ebraico alcuni bambini hanno fatto visita alle postazioni delle Brigate Al-Quds, formazione militare del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, per portare caramelle, cioccolato e dolci fatti in casa dalle loro madri ai militanti che fanno la guardia contro le incursioni e gli attentati sionisti.
I ragazzini e le ragazzine di Gaza hanno portato i loro doni ai combattenti dell'organizzazione di Resistenza, sorprendendoli con la loro visita (che era stata concordata coi loro superiori, ma di cui i militanti erano stati tenuti all'oscuro fino all'ultimo). Accogliendoli con gioia i membri delle Brigate Al-Quds li hanno ringraziati sentitamente, raccomandando loro di estendere la loro gratitudine alle loro madri e ai loro padri, promettendo di "Non deviare dal sentiero della Lotta e della Resistenza, nonostante le difficoltà e i costi che questo potrà comportare".
Il leader Abu Hamza, parlando al sito-web delle Brigate Al-Quds ha dichiarato: "Siamo incoraggiati e spronati dalla visita di questi bambini, che hanno subito in pieno il crimine sionista dell'assedio, combattiamo per loro, per i loro Diritti negati e che non potranno essere ristabiliti altro che con la forza delle nostre armi e della nostra determinazione". Ai microfoni del reporter che ha riportato la cronaca dell'incontro uno dei giovani abitanti di Gaza ha dichiarato la sua determinazione, appena possibile, di entrare a sua volta a far parte delle Brigate Al-Quds "Per proteggere il mio popolo e la mia terra, vendicare i martiri, i mutilati e i prigionieri del regime ebraico".
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domenica 22 gennaio 2012

Cerimonia collettiva di matrimonio per 50 ex-prigionieri politici liberati da Hamas, a Gaza si resiste anche con una festa!


Una cerimonia collettiva di matrimonio é stata organizzata a Gaza per cinquanta ex-prigionieri politici liberati lo scorso autunno grazie alla grande vittoria di Hamas nel braccio di ferro indiretto con il regime ebraico, che si sono potuti finalmente unire alle loro spose. Alcuni di loro, condannati a lunghissime pene detentive, ormai disperavano di poter mai riuscire a impalmare le loro promesse.

Alla cerimonia ha partecipato anche il Premier Ismail Haniyeh, che ha dichiarato come l'occasione gli procurasse una grandissima gioia personale e che uguale sentimento ha suscitato nel cuore di ogni abitante della Striscia assediata. Haniyeh ha anche ripetuto agli ex-detenuti che il popolo di Palestina non dimenticherà mai il loro sacrificio e quello di quanti ancora languiscono nelle galere dell'occupazione sionista.

Oltre a dignitari governativi e di Hamas e a rappresentanti di altre fazioni e partiti alla cerimonia hanno preso parte anche i membri della carovana solidale "Miles of Smiles 8", recentemente arrivati nella Striscia di Gaza con due tonnellate di aiuti medici ed equipaggiamenti sanitari, che si sono uniti ai festeggiamenti augurando fortuna e felicità agli sposi.

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domenica 1 gennaio 2012

Il Premier Haniyeh interviene alla Conferenza su Gerusalemme, quindi partecipa alle celebrazioni per l'Indipendenza del Sudan!

Haniyeh guida la preghiera del venerdì in una Moschea di Khartoum
 Il Premier palestinese Ismail Haniyeh, intervenendo alla Conferenza internazionale su Gerusalemme svoltasi in questi giorni a Khartoum ha chiesto esplicitamente che "maggiore rilevanza e attenzione" venga data nei programmi scolastici e universitari dei paesi arabi e musulmani alla tragica situazione della terza città sacra dell'Islam, costantemente minacciata dalle politiche sioniste di persecuzione etnica, distruzione del patrimonio storico-archeologico e giudaizzazione forzata. Solo rendendo viva e presente in tutti i cuori e in tutte le menti la sofferenza della città di Al-Quds sarà possibile mobilitare il sostegno necessario a sventare le mire sioniste su di essa.

Haniyeh ha ripetuto che "Hamas non riconoscerà mai Israele", perché riconoscerlo vorrebbe dire avviarsi sul percorso di umiliazioni e sconfitte lungo cui, negli ultimi 18 anni, si é trascinata la fazione Fatah, dando mano libera al regime ebraico di continuare i suoi abusi e le sue aggressioni visto che nessuna forza nazionale o internazionale ha la volontà di opporglisi e sanzionarlo. Una volta terminato il suo intervento Haniyeh ha preso parte alle celebrazioni per l'Indipendenza del Sudan, che hanno attraversato tutta la sera di sabato, centrandosi, ovviamente, sul Palazzo presidenziale di Omar al-Bashir.

Alle cerimonie era presente anche una nutrita rappresentanza di Palestinesi presenti in Sudan, che hanno ascoltato in prima fila il discorso di augurio con cui il Primo Ministro palestinese si é congratulato con Bashir e il suo popolo per la maniera dignitosa e ferma con cui hanno affrontato il complotto internazionale risulato nella (temporanea) secessione del Sud del paese, aggiungendo che, con la stessa dignità e la stessa fermezza i Palestinesi sperano, presto, di poter festeggiare anche loro il proprio Giorno dell'Indipendenza.


Dopo l'Egitto e il Sudan la prossima tappa del tour diplomatico di Haniyeh sarà in Turchia, il cui Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu ha recentemente dichiarato che l'accoglienza che riserverà al Primo Ministro palestinese sarà altrettanto fastosa e calorosa di quella tributata recentemente a Khaled Mishaal e Mahmud Abbas.

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martedì 30 agosto 2011

Oggi termina il mese sacro del Ramadan; Gaza spera in un giorno di festa senza aggressioni e attacchi sionisti


Oggi in tutto il mondo musulmano si celebra la festività dell' Eid ul-Fitr, che decreta il termine del mese sacro del Ramadan, dedicato al digiuno, alla penitenza e alla solidarietà con i meno fortunati. Anche in Palestina, come in tutti i paesi della regione, la fine del Ramadan é una delle festività principali dell'anno, che si prolunga solitamente per uno o due giorni dopo la data effettiva ed é molto attesa soprattutto dai bambini.

Per i piccoli musulmani l'Eid ul-Fitr é molto simile alle feste occidentali in cui si ricevono regali (giocattoli, vestiti nuovi) e si consumano specialità tipiche, in modo particolare dolci; le famiglie si riuniscono per pranzi e cene comuni e i bambini e i ragazzi hanno molte occasioni di congregarsi, giocare e passare tempo insieme.
Piccoli pazienti di un reparto di oncologia giocano con familiari ed educatori in occasione dell'Eid ul-Fitr. A Gaza leucemie e tumori infantili sono diffusissimi a causa dell'uso indiscriminato di munizioni all'Uranio e al Fosforo da parte di Israele.
Naturalmente tutti questi aspetti sono messi in forse, se non direttamente in pericolo, in una zona come la Striscia di Gaza, che ormai da anni vive sottoposta all'arbitrio e alla minaccia militare sionista, che più volte l'anno si scatena in vere e proprie orge di aggressione come quelle consumatesi ad aprile e pochi giorni fa, o addirittura come durante il "Pogrom" di dicembre 2008 e gennaio 2009, le cui devastazioni non sono ancora state completamente riparate.
Il Governo di Hamas guidato da Ismail Haniyeh non ha lesinato sforzi per cercare di far passare un sereno Eid ul-Fitr alla popolazione della Striscia.
L'illegale assedio economico ha ridotto in indigenza molte famiglie, che non potranno fare regali ai loro piccoli come negli anni scorsi; anche per questo le autorità di Hamas hanno sostenuto la creazione di mercati di beneficienza come quello creato dall'associazione "Al Anwar" nel Nord della Striscia. Ulteriori iniziative sono state attivate per le famiglie particolarmente in difficoltà, come ad esempio quelle dei prigionieri politici o quelle colpite dagli effetti dei bombardamenti israeliani.
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domenica 13 febbraio 2011

Reportage fotografico esclusivo sulle celebrazioni a Gaza per la fine del regime di Mubarak!!

 

Caroselli automobilistici, fuochi artificiali, distribuzione di dolci, canti e cortei con bandiere Egiziane e Palestinesi, così gli abitanti di Gaza hanno celebrato le notizie delle dimissioni di Hosni Mubarak.


La gioia sfrenata che si é diffusa per le strade di Gaza e degli altri centri dell'enclave costiera non ha paragoni se non con quella che percorre le grandi città occidentali in occasione di trionfi calcistici.


Le manifestazioni sono ancora più significative quando si pensi che, sotto la ferrea morsa dello strangolamento economico voluto da Israele, ogni litro di benzina, ogni etto di farina, ogni monetina con cui comprare un fuoco artificiale o una bandiera sono incredibilmente preziose.


Però nonostante tutto il popolo di Gaza ha voglia di festeggiare e celebrare, forse, anche la speranza che un domani non lontano il confine di Rafah si apra del tutto e permanentemente, decretando la fine della carestia imposta da Israele come "punizione collettiva" alla Striscia.




lunedì 27 dicembre 2010

Gaza esiste, Gaza resiste! Cento giovani coppie palestinesi si uniscono in matrimonio sfidando l'assedio sionista!!


L'Ong turca IHH, responsabile per diversi programmi di aiuto e solidarietà con la popolazione di Gaza, sottoposta ormai da quattro anni al crudele assedio deciso dalle autorità militari sioniste, ha organizzato una cerimonia collettiva di matrimonio per cento coppie di giovani palestinesi della Striscia che non sarebbero riusciti altrimenti a sostenere le spese di una celebrazione privata.

L'occasione é stata accompagnata dall'entusiasmo di tutti i partecipanti: sposi, parenti e altri invitati, che si sono riuniti in un salone addobbato e attrezzato per ospitare esibizioni di musica tradizionale, danze folcloriche e altre celebrazioni in onore delle coppie nubende e di omaggio allo spirito dei Palestinesi di Gaza, che portano avanti le loro vite nonostante le difficoltà causate dall'inumana politica portata avanti contro di loro dallo Stato ebraico.

Senza l'assedio israeliano, che causa gravi problemi non solo all'approvvigionamento di materiali e beni, ma soffoca la crescita economica del territorio (anche tramite gli attacchi a strutture e attività produttive) molti dei giovani sposi avrebbero avuto un lavoro e i mezzi per provvedere autonomamente a una cerimonia con tutti i crismi, l'azione di IHH, la stessa organizzazione che guidò la Freedom Flotilla nella primavera 2010, é riuscita a rendere comunque indimenticabile un giorno che rimarrà per tutta la vita nei loro cuori.

lunedì 8 novembre 2010

L'assedio sionista di Gaza mette in pericolo la festa di Eid-al-Adha

Gli effetti dello strangolamento economico imposto dalle forze sioniste che circondano la Striscia di Gaza causa via via maggiori sofferenze alla popolazione palestinese man mano che si avvicina la data della Eid al-Adha, il festival musulmano del sacrificio che cadrà la prossima settimana.

L'embargo israeliano, che sta per toccare il suo quarto anniversario, impedisce il normale commercio e l'afflusso di merci dall'estero o anche solo dalla Cisgiordania, costringendo gli abitanti di Gaza a veri e propri miracoli di autosufficienza, risparmio e riutilizzo di qualunque oggetto, rifiuto o scarto; nonostante ciò i prezzi di qualunque genere alimentare sono aumentati dal 200 al 400% in questo periodo, con le punte di rincaro più astronomiche toccate, ovviamente dai generi carnei.

In seguito al brutale assalto militare indiscriminato del dicembre 2008-gennaio 2009 le fattorie palestinesi hanno perso nove capi di bestiame su dieci e, per alimentare la quota rimanente, sono costretti a crescere essi stessi il loro foraggio, non potendolo più comprare dall'esterno, procedura dispendiosa di tempo, superficie coltivabile e acqua.

Il fatto che la quasi totalità della popolazione di Gaza segua la fede musulmana limita la possibilità di ricorrere all'allevamento del maiale per provvedere carne agli abitanti; i suini sono infatti perfettamente in grado di sopravvivere grazie ai rifiuti domestici organici; il loro allevamento richiederebbe quindi meno risorse.

Gli allevatori palestinesi fanno fatica a mantenere costante il livello delle loro mandrie e dei loro armenti, sempre più esigui di numero e sparuti di costituzione; l'importazione clandestina di animali vivi attraverso i tunnel che collegano la Striscia con l'Egitto non offre che un minimo sollievo a una situazione di emergenza permanente.

Tutti questi fattori renderanno impossibile, per la maggior parte delle famiglie di Gaza, acquistare un agnello sacrificale per la festa dell'Eid, in occasione della quale é tradizione macellarlo e offrire parte delle sue carni ai poveri della comunità.