Il Movimento Al-Nujaba, attivo nella lotta al terrorismo takfiro sia in Irak (dove ha contribuito decisivamente alla sconfitta dell'ISIS) che in Siria, ha aperto un'accademia dove offrirà alla popolazione addestramento tattico (per prevenire nuovi attacchi di gruppi terroristici) e istruzione ideologica e religiosa (per arginare il diffondersi di dottrine eretiche salafite e wahabite).
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mercoledì 17 gennaio 2018
Il Movimento Al-Nujaba apre la sua prima accademia per l'addestramento tattico e ideologico!
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sabato 22 febbraio 2014
Centoquaranta docenti universitari irlandesi adersicono al boicottaggio accademico del regime sionista dell'Apartheid!
Solamente pochi giorni fa parlavamo con simpatia e orgoglio della dedizione del Popolo d'Irlanda alla fratellanza e alla solidarietà con la Palestina e la Causa dei suoi abitanti; oggi leggiamo la notizia che ben centoquaranta professori universitari della Terra dell'Erica hanno sottoscritto la seguente dichiarazione:
In response to the call from Palestinian civil society for an institutional academic boycott of Israel, we pledge not to engage in any professional association with Israeli academic, research and state institutions and with those representing these institutions, until such time as Israel complies with international law and universal principles of human rights.
"In risposta all'appello della Società Civile palestinese per un boicottaggio accademico e istituzionale del regime sionista i Sottoscrittori della presente si impegnano a non intraprendere alcun genere di associazione professionale con enti e ricercatori sionisti, pubblici o privati e con quanti rappresentino o sostengano istituzioni sioniste fino a quando Tel Aviv non obbedirà ai dettami del Diritto Internazionale e agli universali principii dei Diritti Umani".
Conor McCarthy, nel presentare la dichiarazione, ha menzionato come il recente boicottaggio accademico della ASA statunitense e molte altre prese di posizione contro il regime di occupazione sionista stanno a dimostrare come il movimento BDS stia diventando una realtà sempre più forte e influente a livello mondiale.
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giovedì 21 novembre 2013
I media di Sion ripartono con i loro attacchi mendaci contro la Repubblica Islamica!
Abbiamo parlato a lungo in passato di come l'agenzia stampa sionista 'Reuters' fondata da Israel Beer Iosafat (sotto il falso nome di 'Paul Reuter') abbia a più riprese cercato di infamare le praticanti iraniane di una palestra di arti marziali calunniandole come 'assassine' e spargendo una velenosa campagna di menzogne che ha dovuto poi rimangiarsi di fronte alla vigorosa azione legale scatenata dalle interessate, dal fondatore della palestra di ninjutsu e dal Governo di Teheran congiuntamente.
Oltre a quell'episodio ridicolo ancorché vergognoso, la 'Reuters', nonostante le pubbliche richieste di scuse e le rassicurazioni di "aver preso provvedimenti perché 'equivoci' di questo tipo non si ripetano in futuro" si é imbarcata pochi mesi dopo in una nuova campagna di fango contro l'Iran accusando un'organizzazione governativa chiamata 'Setad' di "generare miliardi di dollari con traffici commerciali condotti a nome dell'Ayatollah Khamenei, per permettergli di controllare strettamente il paese" (come se alla Guida Suprema della Rivoluzione possano interessare i 'traffici commerciali' o come se egli possa voler 'controllare il paese' su cui invece veglia svolgendo il suo compito di consiglio e avviso alle cariche di Governo).
Adesso, visto che anche nelle campagne di fango sionite apparentemente "non c'é due senza tre", la Reuters 'torna alla carica' con servizi in cui, citando un fantomatico "gruppo di opposizione iraniano con base a Parigi" cerca di accreditare l'idea che l'Iran possieda "siti segreti" in cui stia portando avanti sforzi di militarizzazione del suo programma nucleare, con l'ovvio intento di far deragliare i colloqui attualmente in corso con l'IAEA e il gruppo dei 5+1.
Ma di nuovo le menzogne 'A Sei Punte' hanno le gambe cortissime e grazie alla professionalità dei reporter di Teheran é subito emerso che tale fantomatico "gruppo di opposizione" non sarebbe altro che una sigla di comodo dietro cui si nascondono la 'santona' Marjam Rajavi e i suoi terroristi dell'MKO, assassini e criminali già più volte finiti alla ribalta per delitti e attentati contro la Repubblica Islamica e i suoi rappresentanti.
Ricordiamo ancora una volta a tutti i lettori di PALAESTINA FELIX: controllate ATTENTAMENTE le fonti e le firme dei servizi di informazione che leggete o ascoltate, APPENA TROVATE UN SIONISTA (che si chiami Mineo o Mentana, Lerner o Mimun, Colombo o Pasqua...) CREDETE ESATTAMENTE AL CONTRARIO DI QUEL CHE AVETE LETTO!
Oltre a quell'episodio ridicolo ancorché vergognoso, la 'Reuters', nonostante le pubbliche richieste di scuse e le rassicurazioni di "aver preso provvedimenti perché 'equivoci' di questo tipo non si ripetano in futuro" si é imbarcata pochi mesi dopo in una nuova campagna di fango contro l'Iran accusando un'organizzazione governativa chiamata 'Setad' di "generare miliardi di dollari con traffici commerciali condotti a nome dell'Ayatollah Khamenei, per permettergli di controllare strettamente il paese" (come se alla Guida Suprema della Rivoluzione possano interessare i 'traffici commerciali' o come se egli possa voler 'controllare il paese' su cui invece veglia svolgendo il suo compito di consiglio e avviso alle cariche di Governo).
Adesso, visto che anche nelle campagne di fango sionite apparentemente "non c'é due senza tre", la Reuters 'torna alla carica' con servizi in cui, citando un fantomatico "gruppo di opposizione iraniano con base a Parigi" cerca di accreditare l'idea che l'Iran possieda "siti segreti" in cui stia portando avanti sforzi di militarizzazione del suo programma nucleare, con l'ovvio intento di far deragliare i colloqui attualmente in corso con l'IAEA e il gruppo dei 5+1.
Ma di nuovo le menzogne 'A Sei Punte' hanno le gambe cortissime e grazie alla professionalità dei reporter di Teheran é subito emerso che tale fantomatico "gruppo di opposizione" non sarebbe altro che una sigla di comodo dietro cui si nascondono la 'santona' Marjam Rajavi e i suoi terroristi dell'MKO, assassini e criminali già più volte finiti alla ribalta per delitti e attentati contro la Repubblica Islamica e i suoi rappresentanti.
Ricordiamo ancora una volta a tutti i lettori di PALAESTINA FELIX: controllate ATTENTAMENTE le fonti e le firme dei servizi di informazione che leggete o ascoltate, APPENA TROVATE UN SIONISTA (che si chiami Mineo o Mentana, Lerner o Mimun, Colombo o Pasqua...) CREDETE ESATTAMENTE AL CONTRARIO DI QUEL CHE AVETE LETTO!
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mercoledì 15 maggio 2013
La 'Reuters' capitola per l'azione legale delle artiste marziali iraniane! Multa e ritrattazione per l'agenzia sionista!

La Reuters é stata costretta a pagare un cospicuo risarcimento monetario per danni morali (che le allieve del "Bujinkan Hombu Dojo Ninjustu Iran" hanno già deciso di devolvere per migliorare e incrementare le strutture della loro associazione sportiva) e soprattutto a pubblicare una ritrattazione ufficiale dove viene confutata e smentita completamente la tesi del servizio precedente che tentava di presentare le atlete iraniane come 'assassine in fieri'.
Nel corso del procedimento legale la Reuters aveva tentato di fare pressioni sul maestro Faraji e sulle sue allieve affinché ritirassero la denuncia, ma questo maldestro tentativo di intimidazione aveva soltanto rafforzato la determinazione delle parti lese ad ottenere giustizia.
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martedì 17 luglio 2012
L'agenzia filosionista 'Reuters' tenta di intimidire il Sensei iraniano Akbar Faraji che l'ha denunciata per diffamazione!
Esponenti dell'agenzia stampa filosionista 'Reuters' hanno ripetutamente tentato di convincere negli ultimi mesi il Sensei iraniano Akbar Faraji, fondatore della prima accademia di Ninjutsu della Repubblica Islamica (il "Bujinkan Hombu Dojo Ninjustu Iran") affinché persuadesse le sue studentesse femminili a ritirare la denuncia collettiva per diffamazione seguita alla diffusione di un 'servizio' che ben poco aveva di giornalistico (tranne forse che del giornalismo 'giallo' più superficiale e scadente) sulle attività del 'dojo' e delle sue studentesse.
Come già denunciato su queste pagine la 'Reuters' aveva propalato ai quattro angoli del mondo una rozza e preposterosa tirata riguardo presunte "Assassine ninka al servizio degli Ayatollah" dipingendo come killer una serie di studentesse, professioniste e persino casalinghe che si sono iscritte all'accademia di arti maziali di Mr. Faraji semplicemente per coltivare l'armonia del corpo e la disciplina dello spirito attraverso un'antica e affascinante disciplina nipponica. Secondo il metro di giudizio della Reuters ogni praticante di Kendo potrebbe essere in grado di sventrare passanti per 'saggiare la sua lama' e non vogliamo nemmeno pensare come potrebbe risultare un 'servizio' simile su appassionati di tiro con l'arco o di scherma; naturalmente l'agenzia fondata da Israel Beer Yosafat riserva questi toni esagerati e allarmistici solo quando gli artisti marziali provengono dall'Iran, paese che Sion vuole sia sempre dipinto come una minaccia pericolosa (al contrario di Israele che invece diffonde una versione bastardizzata e inutilmente violenta dello 'ju jitsu' -il cosiddetto krav maga- in migliaia di palestre in tutto il corrotto e superficiale mondo occidentale).
In omaggio al peggior copione sionista i messaggeri della Reuters avrebbero dapprima cercato di blandire Mr. Faraji con la promessa di tornaconto personali nel caso avesse convinto le allieve a ritirare la denuncia, per poi passare molto rapidamente alle minacce quando egli si dimostrò refrattario a qualunque intervento in tal senso. Ma i loro tentativi si sono conclusi con un nulla di fatto e una Corte civile di Teheran ha stabilito per la fine di settembre la prima udienza del caso che quasi certamente si concluderà con l'imposizione di una severa sanzione di risarcimento danni morali a favore delle atlete diffamate.
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Come la 'Reuters' immagina le atlete marziali iraniane... |
In omaggio al peggior copione sionista i messaggeri della Reuters avrebbero dapprima cercato di blandire Mr. Faraji con la promessa di tornaconto personali nel caso avesse convinto le allieve a ritirare la denuncia, per poi passare molto rapidamente alle minacce quando egli si dimostrò refrattario a qualunque intervento in tal senso. Ma i loro tentativi si sono conclusi con un nulla di fatto e una Corte civile di Teheran ha stabilito per la fine di settembre la prima udienza del caso che quasi certamente si concluderà con l'imposizione di una severa sanzione di risarcimento danni morali a favore delle atlete diffamate.
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