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lunedì 23 settembre 2019

"в моде!" Ad Aleppo, a Damasco, a Tartous sempre più Siriani iniziano a studiare Russo!


Mentre le relazioni tra Repubblica Araba di Siria e la Russia si sviluppano con la firma di accordi militari, scientifici, economici e culturali, i siriani di ogni estrazione sociale si iscrivono a corsi di lingua russa in parti controllate dal regime del paese. Le opportunità per imparare e sviluppare il russo in Siria vanno da concorsi come le "Olimpiadi russe" a università e corsi privati ​​offerti da associazioni come Al-Wafi.

Vadim Zaichikov, direttore del Centro russo per la scienza e la cultura di Beirut, ha visitato l'Università Al-Baath di Homs in aprile per discutere dell'introduzione della lingua russa nel curriculum e creare un dipartimento di lingua russa. Al-Baath è la terza università più grande della Siria, offrendo ai suoi 140.000 studenti prestigiosi diplomi musicali e tecniche come l'ingegneria del petrolio e del gas. Il nuovo preside dell'università, Abdelbaset Al-Khatib, si è laureato alla St. Petersburg State University.

Nella capitale, l'Università di Damasco ha aperto un dipartimento di lingua e letteratura russa nel novembre 2014 e lo ha trasferito in un nuovo edificio più grande l'anno scorso. Il dipartimento è diventato il più grande dell'università. Il suo primo gruppo di studenti di lingua russa si è laureato nell'ottobre 2018 e il Ministero dell'istruzione superiore ha creato un centro russo per il coordinamento e la cooperazione presso l'Università di Damasco nel 2017.

lunedì 16 maggio 2016

Cronaca della battaglia di ieri per Deir Ezzour, prima di pranzo era già tutto finito!

Spiegazione dettagliata di quanto accaduto nella giornata di ieri a Deir Ezzour.

Prima dell'alba terroristi takfiri travestiti da civili hanno infiltrato il perimetro Sud della città tenuta dai militari e miliziani governativi e dai loro alleati, puntando verso l'Autoscuola, l'Ospedale Assad i Silos Granari, la petrolchimica Sadkop, il vecchio campus universitario e la Casa dello Studente dove erano alloggiati alcuni profughi da altre zone della città e della Provincia.
Attacchi secondari scatenati contro altre località hanno distratto i militari mentre questi terroristi si infiltravano profondamente.

A quel punto l'incursione é stata scoperta e subito reparti della 137esime Brigata della 17esima Divisione si sono precipitati a circondare gli invasori prima che potessero causare tutta la distruzione che evidentemente avevano in animo di provocare. La maggior parte di questi sono stati isolati in posizioni ben determinate dove mortai, lanciarazzi, artiglierie e jet richiamati dalle basi amiche più a Ovest hanno potuto colpirli a volontà senza causare vittime civili o incidenti di fuoco amico.

Gli unici terroristi che sono riusciti a mantenersi 'attaccati' a scudi umani civili sono stati quelli entrati nell'Ospedale Assad.

domenica 15 maggio 2016

Incursione dell'ISIS all'Ospedale di Deir Ezzour circoscritta e respinta; almeno cinquanta terroristi morti!

Dopo dozzine di attacchi bloccati sul nascere purtroppo nella giornata di ieri i takfiri dell'ISIS sono riusciti a infiltrarsi tra l'Ospedale Al-Assad, la Collina delle Telecomunicazioni, lo stabilimento petrolchimico Sadkop, il Cimitero di Deir Ezzour e i Silos Granari.

Immediatamente i difensori di queste posizioni hanno chiamato i necessari rinforzi e hanno segnalato le posizioni occupate dal nemico ai piloti dell'aviazione e alle batterie di artiglieria e lanciarazzi, respingendo ben presto i takfiri da ogni punto e isolando il contingente che si era spinto fino all'Ospedale.

mercoledì 5 agosto 2015

Docenti e studenti delle Università irakene ricevono le basi dell'addestramento militare in funzione anti-ISIS!!

Nonostante l'estrema ondata di caldo estivo le università irakene sono ancora aperte e persino affollate: non vi sono sessioni straordinarie di esami però; coloro che le popolano sono centinaia, migliaia di studenti, assistenti e giovani professori in tute ginniche e magliette mimetiche che ricevono da istruttori governativi i rudimenti dell'uso e della manutenzione dei fucili d'assalto, delle tecniche di combattimento di squadra e corpo a corpo.
L'iniziativa, diramata dal Governo Abadi col sostegno delle forze armate e sponsorizzata dalle maggiori autorità religiose sunnite, sciite e cristiane del paese mira a dare un minimo di preparazione militare diffusa in maniera da rendere più agevole, in caso di necessità, la formazione di unità di milizia popolare per combattere i terroristi dell'ISIS o più spedito il processo di addestramento nel caso che i giovani vengano richiamati nell'Esercito o in una forza di mobilitazione popolare.

martedì 3 marzo 2015

Anello di fuoco intorno a Tikrit! Pesanti combattimenti per tutta la notte, Hay al-Qadisiyah quasi conquistata!

Importanti aggiornamenti dalla battaglia per Tikrit (o meglio, per le parti di Tikrit ancora infestate da militanti takfiri dell'ISIS, cioé i vecchi quartieri di case addossate le une alle altre attorno al corso fluviale; i quartieri nuovi con l'aeroporto, le basi militari, l'Università, l'Accademia della Polizia e tutti i gangli nevralgici cittadini sono stati riconquistati molti molti mesi fa).

lunedì 2 marzo 2015

Le truppe irakene circondano l'ISIS da tre lati intorno a Tikrit! Si prepara l'inferno per i tagliagole del 'califfato'!

Tre direttrici d'avanzata che convergono e si intersecano creando intorno alle posizioni ancora occupate a Tikrit e dintorni dagli sgozzatori dell'ISIS un vero e proprio 'triangolo di fuoco'; questo il piano meticolosamente studiato e preparato per settimane e ora finalmente scattato nel Nord dell'Irak per infliggere una nuova dura sconfitta ai terroristi finanziati da Qatar, Turchia, Arabia Saudita e riforniti anche da Usa e Inghilterra.

mercoledì 2 aprile 2014

Il mondo accademico tunisino si manifesta per boicottare il regime ebraico di occupazione della Palestina!!

Professori e studenti degli atenei tunisini hanno lanciato un'imponente serie di iniziative e manifestazioni "contro ogni ipotesi, esplicita od occulta, di normalizzazione dei rapporti accademici col regime ebraico". Iniziata con un rally a Tunisi la campagna coinvolge intellettuali, giornalisti, opinion leader, capi sindacali e politici e si basa attorno a un documento di completo rifiuto di ogni collaborazione con Tel Aviv.
Fawzi Aloui, professore tunisino, ha dichiarato che "bisognerebbe bandire ogni tentativo di creare canali di comunicazione con l'Entità sionista, il 'pretesto' della ricerca scientifica, della cultura e della coordinazione accademica non devono costituire eccezioni in proposito".

La campagna é stata salutata con entusiasmo dal corpo discente, che ritiene importante contribuire in ogni maniera possibile alla criminalizzazione e all'isolamento  di Tel Aviv, come già fatto con grande successo nell'ambito della campagna di Boicottaggio e Disinvestimento economico.

sabato 22 febbraio 2014

Centoquaranta docenti universitari irlandesi adersicono al boicottaggio accademico del regime sionista dell'Apartheid!


Academia Against Apartheid - Press Launch Full Meeting from iDirect Productions on Vimeo.

Solamente pochi giorni fa parlavamo con simpatia e orgoglio della dedizione del Popolo d'Irlanda alla fratellanza e alla solidarietà con la Palestina e la Causa dei suoi abitanti; oggi leggiamo la notizia che ben centoquaranta professori universitari della Terra dell'Erica hanno sottoscritto la seguente dichiarazione:

 In response to the call from Palestinian civil society for an institutional academic boycott of Israel, we pledge not to engage in any professional association with Israeli academic, research and state institutions and with those representing these institutions, until such time as Israel complies with international law and universal principles of human rights.

"In risposta all'appello della Società Civile palestinese per un boicottaggio accademico e istituzionale del regime sionista i Sottoscrittori della presente si impegnano a non intraprendere alcun genere di associazione professionale con enti e ricercatori sionisti, pubblici o privati e con quanti rappresentino o sostengano istituzioni sioniste fino a quando Tel Aviv non obbedirà ai dettami del Diritto Internazionale e agli universali principii dei Diritti Umani".

Conor McCarthy, nel presentare la dichiarazione, ha menzionato come il recente boicottaggio accademico della ASA statunitense e molte altre prese di posizione contro il regime di occupazione sionista stanno a dimostrare come il movimento BDS stia diventando una realtà sempre più forte e influente a livello mondiale. 

giovedì 19 dicembre 2013

Suda freddo Salva Kiir! I seguaci di Machar prendono la città-chiave di Bor!!

Ha poco da rallegrarsi il ridicolo 'dittatore-cowboy' Salva Kiir, messo da Obama e Netanyahu a capo dello stato-fantoccio strappato al corpo vivo della nazione sudanese con la complicità di Hollywood e delle sue star imbecilli, ammaestrate dalla propaganda sionista internazionale; le milizie Nuer di Riek Machar, apparentemente allontanate da Juba dopo scontri costati oltre 500 morti e quasi tredicimila profughi in fuga dalla capitale, sono riuscite a prendere il controllo di Bor, cittadina chiave dell'industria petrolifera nazionale (attualmente però impossibilitata a funzionare).

La notizia é stata amaramente confermata dallo stesso portavoce dell'Esercito di Kiir, Philip Aguer, impossibilitato ormai a negare l'evidenza dai numerosi rapporti di cronisti in loco che vedevano l'abitato ormai totalmente in mano ai ribelli. L'Ex-vicepresidente Machar, intanto, ha lanciato un nuovo appello radiofonico alle forze armate invitandole a unirsi alla sollevazione e a deporre Salva Kiir: "Pretendiamo che lasci il potere".

Probabilmente solo le milizie di etnia Dinka rimarranno fedeli a Kiir se Machar saprà consolidare il suo successo a Bor e stabilire un centro di potere alternativo a quello del cleptocrate filosionista. Il Sud-Sudan si precipita a implodere nell'ennesima sanguinosa faida africana? Quanto a lungo bisognerà aspettare per capire che l'autorità di Khartoum era NECESSARIA a tenere in riga le riottose e litigiose componenti etniche meridionali?

mercoledì 18 dicembre 2013

Oltre cinquecento morti a Juba in una faida interna tra Salva Kiir e l'ex-vice Riek Machar!

Una vera e propria strage quella che nella totale indifferenza dei media imperialisti asserviti si é consumata ieri nella capitale dello stato-fantoccio creato da Obama e Netanyahu smembrando illegittimamente il suolo di una grande nazione araba e musulmana, quella del Sudan di Khartoum.

Non solo il cosiddetto Sud-Sudan del ridicolo dittatore Salva Kiir si é da subito dimostrato uno stato-fallito in cui imperano corruzione, miseria, spreco aberrante, macelleria etnica e inflitrazioni economiche, militari e criminali sioniste; adesso il paese si trova addirittura sull'orlo della guerra civile coi seguaci dell'Ex-vicepresidente Riek Machar che hanno tentato un colpo di mano militare contro Kiir.

I combattimenti di ieri si sono concentrati nella capitale attorno all'Università e all'Aeroporto, che é stato chiuso a ogni genere di volo. Apparso davanti alle telecamere in uniforme militare anziché nel consueto ridicolo completo da 'cowboy', Salva Kiir ha annunciato che la situazione "é calma" ma ha anche dichiarato il coprifuoco per la notte tra ieri e oggi.


venerdì 18 gennaio 2013

All'Università di Birmingham proteste contro la geremiade filosionista del vice-ambasciatore del regime dell'Apartheid di Tel Aviv!


Il vice ambasciatore dell'illegale regime ebraico di occupazione della Palestina si era preparato un discorso pieno zeppo di menzogne da pronunciare all'Università di Birmingham, ma giovani attivisti filopalestinesi sono riusciti a rompergli le uova nel paniere e dimostrare ancora una volta che nemmeno nell'Inghilterra della malnata Dichiarazione Balfour e del totale controllo ebraico della finanza e dei mezzi di comunicazione il Popolo ha tempo e voglia di sorbirsi le panzane di Sion!
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domenica 6 gennaio 2013

ESCLUSIVO! In diretta dall'Opera di Damasco i punti salienti del discorso del Presidente Assad!

Riportiamo a strettssimo giro la sintesi del discorso del Presidente Assad dall'Opera di Damasco, un messaggio alla nazione che secondo alcuni osservatori potrebbe dare il "la" all'ultima fase di lotta contro l'insorgenza dei mercenari wahabiti infiltrati in Siria dal complotto imperialista e sionista.

"Per superare questo difficile momento dobbiamo rafforzare le nostre volonta' ".

"Il pensiero takfirista e' entrato in Siria per distruggere tutto quello che abbiamo".

"Difendere la patria e' dovere nazionale di tutti noi".

"I nemici cercano di provocare una rivoluzione in Siria".

"L'Occidente vuole toglierci la nostra dignita' e la nostra indipendenza".
(A questa frase e' seguito un lungo applauso dei presenti).

"Proponiamo la formazione di un governo di unita' nazionale basato sul voto popolare".

"Organizzeremo una Conferenza per il Dialogo con tutti i partiti dell'Opposizione che non si sono macchiati di sangue siriano".

"Ci sara' un Referendum sulla Costituzione".

"La guerra in Siria non e' una guerra per il potere, e' l'aggressione dei terroristi contro la gente".

"Alcuni paesi vogliono dividere la Siria in piu' parti e per questo forniscono di armi i terroristi".

"Ringrazio i governi di Cina e Iran per essersi opposti all'intervento armato contro la Siria"

 “Fratelli e sorelle, la situazione della patria è difficile lo sappiamo tutti. La nostra nazione si preserverà, le lacrime delle madri dei martiri spazzeranno via i nemici della Siria. La Siria risolverà la crisi e saremo sempre più forti. La Palestina è nei nostri cuori, così come il Golan. Noi apparteniamo alla Resistenza e nessuno ci farà uscire da questa idea; questa è un’idea che va al di là delle persone, è la nostra ideologia di riferimento e la lotta continuerà al fianco dell’oppresso popolo palestinese, nonostante molti vogliono la nostra uscita dalla ideologia resistente. Vogliono metterci contro i palestinesi e i palestinesi contro di noi. Ma noi siamo tutti aderenti all’ideologia della Resistenza. Questo è il nostro destino e i nostri nemici non si rallegreranno. Dio è il sostenitore della Verità. La Pace sia con voi”
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domenica 16 dicembre 2012

L'Università di Oslo rescinde qualunque rapporto con la ditta G4S, collaboratrice dell'Apartheid sionazista! Boicotta anche tu il regime ebraico!

Nonostante lo strapotere della lobby filoisraeliana, nonostante gli atti intimidatori come la strage perpetrata dal massone filosionista Anders Brevik, non si arresta e non si abbatte la solidarietà norvegese per il Popolo di Palestina e la sua lotta contro il razzismo e l'apartheid del regime ebraico. Dopo una massiccia manifestazione di attivisti tenutasi martedì scorso l'Università di Oslo ha deciso di rompere tutti i propri legami e i contratti con la ditta G4S.
La G4S é una ditta inglese che é in fitti rapporti col regime ebraico di occupazione ed é pesantemente coinvolta nelle misure di Apartheid vigenti contro i Palestinesi nei territori occupati del 1948 e in quelli occupati del 1967. La G4S partecipa anche alla gestione delle infami carceri sionaziste dove sono prigionieri senza accuse e senza processo detenuti politici, anziani, donne incinte, bambini, malati sofferenti di gravi patologie.
Sia il Parlamento Studentesco che il Sindacato dei Lavoratori Universitari avevano a più riprese chiesto l'interruzione di ogni relazione fra l'istituzione accademica e una ditta così moralmente ripugnante e impresentabile. Colpire il regime sionazista é possibile e questo risultato ci invita a moltiplicare i nostri sforzi per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro ogni ditta, corporazione, entità che collabori con Tel Aviv.
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mercoledì 5 settembre 2012

Gli studenti dell'Università sudafricana di Witwatersrand dichiarano "guerra" al regime ebraico con un severissimo piano di boicottaggio!

Incoraggiati dalla crescente consapevolezza riguardo ai crimini e agli abusi perpetrati dall'Apartheid sionista i giovani studenti dell'Università sudafricana di Witwatersrand hanno deciso di prendere il coraggio a due mani e lanciare un'aperta e serratissima campagna per il totale boicottaggio accademico del regime ebraico, che dovrà coinvolgere docenti, discenti e autorità accademiche.

L'Ateneo sudafricano imita quello di Johannesburg che con una simile iniziativa l'anno scorso recise tutti i suoi legami con l'Università 'Ben Gurion' dell'entità sionista di occupazione della Palestina. Il Sudafrica ai tempi del regime razzista di Pretoria era un ottimo alleato di Tel Aviv, da cui comprava jet, carri armati e tecnologie nucleari. Dopo la caduta del regime dell'Apartheid il paese si é spostato sempre più nel campo filo-palestinese, organizzando campagne di sensibilizzazione, boicottaggi economici e numerose carovane d'aiuti per Gaza.
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martedì 24 luglio 2012

L'Ex-ministro dell'Irrigazione nominato dal Presidente Mursi nuovo Primo Ministro per l'Egitto!

"L'indicazione di una figura giovane, esperta, patriottica e indipendente per servire da nuovo Premier dell'Egitto democratico é arrivata dopo lunghi studi e riflessioni su chi potesse meglio guidare il paese in questi momenti delicati: la risposta é stata 'Hisham Qandil'!".

Con queste parole nella giornata odierna é stato annunciato l'affidamento all'Ex-ministro degli Affari Idrici e Irrigui dell'incarico di formare un nuovo Governo. Nato nel 1962 e laureatosi in Ingegneria all'Università del Cairo, Qandil si é specializzato negli Usa con un Dottorato alla University of North Carolina. Ha anche ricoperto un ruolo di primo piano nella Banca Africana dello Sviluppo, dove le sue competenze tecniche sono state fondamentali per una serie di progetti che coinvolgevano tutti i paesi nilotici: non solo l'Egitto, ma anche il Sudan e il Kenya.

Il Presidente Mursi, attualmente impegnato in un 'braccio di ferro' con la junta militare dello SCAF, che non vuole rassegnarsi a lasciare alle autorità civili i poteri di ui si é impadronita nel tumultuoso periodo di transizione post-Mubarak, ha incontrato in giornata il Primo Ministro in pectore, sicuramente ascoltando le sue intenzioni sulla composizione della nuova squadra di Governo.
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lunedì 30 aprile 2012

La "California Scholars for Academic Freedom" protegge i diritti dei docenti universitari perseguitati dalla potentissima lobby filosionista!

Uno dei motivi per cui la requisitoria anti-israeliana di Guenter Grass ha mandato su tutte le furie i sionisti é che costoro non hanno modo di colpirlo direttamente, visto che la sua posizione come icona culturale mondiale é inattaccabile.
Si rischia grosso, negli Stati Uniti, a parlare contro il regime ebraico dell'Apartheid e le sue pratiche incivili e inumane; diffusa a tutti i livelli della società e con strette in mano le redini del denaro, dell'influenza e dei media la potentissima lobby filosionista (che non é solo, come vorrebbe far credere qualcuno, una 'lobby ebraica', ma contiene in sé tutti quei 'cristiani sionisti', tutti quei repubblicani neo-teo-con, tutti quei fasulli conservatori -giacché nessun 'serio' conservatore americano prostituirebbe mai Washington a Tel Aviv- che per un motivo o per l'altro sostengono l'occupazione sionista della Palestina) é in grado di muovere mille fili e mille trappole contro chi le si oppone, specialmente se costui si guadagna da vivere con una professione intellettuale: giornalista, autore, saggista, storico ricercatore, accademico.

Tutti abbiamo presente come Helen Thomas, pietra angolare del giornalismo politico Usa e "perenne corrispondente" dalla sala stampa di Washington DC, licenziata in tronco per avere "osato" affermare che gli Ebrei in Palestina sono degli invasori e degli occupanti (equivalente a strillare che il Re è nudo), tutti sappiamo come Norman Finkelstein, Ebreo e figlio di sopravvissuti alla Shoah, sia stato licenziato dalla DePaul University per aver firmato il suo seminale saggio "L'Industria dell'Olocausto - Storia dello Sfruttamento della Sofferenza degli Ebrei". Similmente a lui Joe Kovel ha perso la sua posizione al Bard College per avere scritto "Superare il Sionismo". Non esiste libertà intellettuale negli Usa, College e Università vivono di donazioni e quindi sono schiavi del denaro e chi controlla più denaro in America della Lobby che tira le fila di Hollywood e Wall Street?

Per erigere una barricata di fronte al Behemoth sionista, da poco più di un anno cento cattedratici di venti college e università californiane si sono uniti nell'associazione "California Scholars for Academic Freedom" si pone fin dal suo messaggio di intenti il proposito di "Difendere dagli attacchi politicamente motivati gli studiosi e i ricercatori di origine araba, musulmana o mediorientale e quanti si occupano di tematiche inerenti il Medio Oriente e la storia e la cultura delle comunità arabe e musulmane". Auguriamo loro ogni successo: che la libertà dell'Idea possa sempre prevalere sulla codarda tirannia dell'Oro e del Potere!
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lunedì 26 marzo 2012

Delegazione sudafricana, studenti di Gerusalemme e Nael Barghouti dichiarano la loro solidarietà a Hana'a Shalabi, a quaranta giorni dall'inizio del suo digiuno di lotta!


Centinaia di studenti, diversi rappresentanti dell'ANC sudafricano, politici palestinesi, rappresentanti della società civile ed ex detenuti politici tra cui l'ex-Veterano di 33 anni di prigionia nelle galere sioniste, Nael Barghouti, si sono radunati presso l'Università Al-Quds, nel Centro Multimediale di Abu Dis, per sostenere Hana'a Shalabi, la coraggiosa e determinata giovane donna palestinese ormai alle soglie del 40esimo giorno di digiuno a oltranza per protestare contro la sua detenzione illegale.

Quindici studentesse e quaranta studenti maschi dell'Università hanno completato il loro quinto giorno di sciopero della fame in solidarietà con la Shalabi.

Nael Barghouti, famoso per avere passato più tempo di Sakharov, di Solzhenitsyn, dello stesso Nelson Mandela in prigione per le proprie idee ha reso omaggio alla determinazione della Shalabi, ricordando di essere entrato in sciopero della fame nel 1987, ma di esservi rimasto 'solo' venti giorni, un traguardo che la giovane Hana'a si sta preparando a doppiare: "Come ex-prigioniero politico posso immaginare le sofferenze di questa donna coraggiosa, é importante che gli studenti qui riuniti e tutti i Palestinesi cerchino di calarsi nei suoi panni e domandino la sua liberazione immediata".

Un portavoce dell'African National Congress ha ricordato le parole di Nelson Mandela secondo le quali "Noi sudafricani non saremo mai liberi fino a quando tutti i Palestinesi non saranno liberi", affermando che esse devono essere portate nei cuori e nelle menti di tutti coloro che hanno lottato contro l'Apartheid di Pretoria e di tutti quanti lottano e lotteranno contro quello di Tel Aviv. Il delegato si é quindi augurato che tutti i Palestinesi ancora detenuti nelle galere dell'entità di occupazione vengano presto rilasciati.

La manifestazione di solidarietà é stata organizzata dall'Unione dei Consigli di Abu Dis, secondo cui il raduno non é stato che il momento iniziale di una serie di rally e proteste che unificheranno e rafforzeranno la voce palestinese in sostegno di Hana'a Shalabi e degli altri prigionieri e prigioniere attualmente in sciopero della fame a oltranza.
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lunedì 27 febbraio 2012

Aggiornato ad aprile il processo ai provocatori stranieri che cercavano di istigare la violenza in Egitto!


Non rimarranno in cella dal 27 febbraio al 26 aprile, data in cui il Giudice Mahmoud Shoukry ha deciso di spostare la prima udienza del processo alle "ONG occidentali" che, tramite fondi di incerta provenienza, che l'accusa ritiene correlabili ad agenzie di Intelligence e servizi segreti militari, cercavano di influenzare gli eventi politici egiziani in senso favorevole a Israele e Usa, ma saranno in un certo senso "prigionieri", visto che verrà loro impedito di lasciare con qualsiasi mezzo il paese.

Sono 43 gli imputati, tra cui la pattuglia più numerosa é quella degli statunitensi, che nel loro numero contano persino il figlio del Ministro dei Trasporti; Hilary Clinton, titolare del Dipartimento di Stato (Il Ministero degli Esteri americano) ha incontrato il suo collega egiziano Mohamed Qamil Amir due volte negli ultimi tre giorni; trattenendosi "svariate ore" a parlare con lui.

Gli Usa, arrogantemente, hanno minacciato di tagliare 'gli aiuti' all'Egitto (circa un miliardo di dollari che venivano girati a Mubarak e alla sua cricca per comprare armi e prodotti americani, "gonfiando" così surrettiziamente le esportazioni della moribonda economia Usa, un 'aiuto di stato' mascherato visto che la Casa Bianca avrebbe potuto direttamente dare i soldi alle aziende interessate) ma la società civile e politica egiziana é insorta chiedendo che sia l'Egitto, per sempre, a rinunciare a ogni emolumento straniero con un programma di sottoscrizione popolare e razionalizzazione delle spese.
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martedì 21 febbraio 2012

A cinque giorni dal processo viene fuori che anche il figlio di un Ministro Usa andrà alla sbarra in Egitto!


Continuano ad aumentare ed approfondirsi le tensioni e le fratture tra Usa ed Egitto alla vigilia del procedimento giudiziario che domenica 26 vedrá imputati numerosi cittadini Usa al servizio di ambigue ONG legate alla Cia e al Pentagono, tra cui anche il figlio dell'attuale Ministro dei Trasporti Usa Sam LaHood, evidentemente già bene introdotto da "paparino" nell'ambiente delle 'operazioni coperte' e della sovversione internazionale.

Le rozze minacce Usa di tagliare gli 'aiuti' al Cairo (da sempre usati da Sadat e Mubarak per beneficiare i sostenitori e foraggiare l'apparato repressivo e poliziesco) ha spinto il partito musulmano ortodosso 'Al-Nour' a lanciare una sottoscrizione popolare che uguagli e superi l'ammontare degli emolumenti Usa in maniera da permettere al paese di farne a meno di sua spontanea volontà.

L'iniziativa ha riscosso il plauso di tutti gli strati della società civile e di tutti gli esponenti politici del paese, che vedono l'indipendenza da ogni forma di condizionamento straniero come un obiettivo fondamentale per l'Egitto post-Mubarak e anche post-SCAF. Oltre alla sottoscrizione popolare anche altre iniziative mirano a escludere finanziamenti esteri dalle prospettive future dell'Egitto, come quella lanciata dall'Università islamica di Al-Azhar per studiare tagli, risparmi e razionalizzazioni della spesa per l'esplicito scopo di dire "No, thanks" al denaro Usa.
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domenica 19 febbraio 2012

Escalation continua tra Egitto e Usa per l' "affaire" delle ONG 'sospette': udienze per gli accusati fissate al 26 febbraio!


In una mossa che prosegue la continua 'escalation' di misure ostili tra il Cairo e Washington l'Egitto ha annunciato ieri che il processo agli 'attivisti stranieri' sospettati di usare fondi esteri per incitare disordine e violenza nel paese e condurre la situazione politica a sbocchi vantaggiori per gli Usa e Israele avrà inizio a fine mese.

Il 26 febbraio, infatti, dovrebbero avere inizio le udienze per 43 sospettati, tra cui 19 Americani ma anche Serbi, Norvegesi, Tedeschi, Giordani e alcuni cittadini Egiziani, i cui nomi sono risultati evidenti in documenti compromettenti sequestrati dalle autorità nel corso di retate contro le ONG 'sospette'. COntro gli accusati é elevato l'addebito di avere "Stabilito filiali ed estensioni illegali di organizzazioni internazionali che, con fondi stranieri non regolamentati sono state finanziate in maniera contraria alle leggi egiziane e alle norme sulla sovranità nazionale del paese".

Il Dipartimento di Stato Usa ha minacciato che, se cittadini americani verranno sottoposti a procedimenti legali, il programma di 'aiuti' verso l'Egitto potrebbe venire bloccato. La minaccia arrogante ha scatentato tanto la minaccia di cancellare unilateralmente il cosiddetto 'Trattato di Camp David', quanto un movimento d'opinione centrato attorno all'Ateneo Islamico di Al-Azhar che si propone di rendere quanto prima indipendente il paese da qualunque genere di emolumento straniero, in modo da renderlo meglio capace di affermare i propri sovrani diritti.
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