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sabato 22 febbraio 2014

Centoquaranta docenti universitari irlandesi adersicono al boicottaggio accademico del regime sionista dell'Apartheid!


Academia Against Apartheid - Press Launch Full Meeting from iDirect Productions on Vimeo.

Solamente pochi giorni fa parlavamo con simpatia e orgoglio della dedizione del Popolo d'Irlanda alla fratellanza e alla solidarietà con la Palestina e la Causa dei suoi abitanti; oggi leggiamo la notizia che ben centoquaranta professori universitari della Terra dell'Erica hanno sottoscritto la seguente dichiarazione:

 In response to the call from Palestinian civil society for an institutional academic boycott of Israel, we pledge not to engage in any professional association with Israeli academic, research and state institutions and with those representing these institutions, until such time as Israel complies with international law and universal principles of human rights.

"In risposta all'appello della Società Civile palestinese per un boicottaggio accademico e istituzionale del regime sionista i Sottoscrittori della presente si impegnano a non intraprendere alcun genere di associazione professionale con enti e ricercatori sionisti, pubblici o privati e con quanti rappresentino o sostengano istituzioni sioniste fino a quando Tel Aviv non obbedirà ai dettami del Diritto Internazionale e agli universali principii dei Diritti Umani".

Conor McCarthy, nel presentare la dichiarazione, ha menzionato come il recente boicottaggio accademico della ASA statunitense e molte altre prese di posizione contro il regime di occupazione sionista stanno a dimostrare come il movimento BDS stia diventando una realtà sempre più forte e influente a livello mondiale. 

mercoledì 19 febbraio 2014

Attivisti BDS irlandesi "sabotano" creativamente i manifesti pagati dall'unico filosionista della Verde Erin (un traditore di Cork)!!

"Irish4Israel" é il nome dietro il quale si nasconde l'unico shill giuda e mercenario del regime sionista in Terra d'Irlanda, un patetico individuo di Cork che mensilmente riceve dal regime ebraico di occupazione un assegno per mantenere attiva una campagna di 'Hasbara' pro-Tel Aviv, orbene, in conseguenza di un emolumento di shekel particolarmente consistente questo individuo si é messo a diffondere per l'Irlanda dei manifesti propagandistici come quello che vedete in foto.

Immediatamente, non pagati da nessuno ma spinti dal desiderio di rinnovare onorare il gemellaggio di sangue, sofferenza e onore che ha legato (e continua a legare) i popoli d'Irlanda e Palestina dal Bloody Sunday all'Intifada, dall'odissea dei prigionieri del 'Blocco H' agli eroici scioperi della fame di Khader Adnan e tanti altri, i militanti pro-Palestina si sono attivati per trasformare quei manifesti menzogneri e 'mercenari' in locandine di verità e giustizia, con nulla di più di qualche adesivo.

Applausi alla loro iniziativa: creativa ed efficace!!


sabato 28 gennaio 2012

Il Ministro degli Esteri irlandese Eamon Gilmore visita Gaza, chiede la fine dell'assedio sionista!

Il Ministro irlandese degli Esteri Eamon Gilmore, nella giornata di venerdì 27 gennaio, ha visitato Gaza entrando nel ghetto palestinese assediato da Israele attraverso il varco di Beit Hanoun, nel nord della Striscia. La visita si concluderà nella giornata di domani, domenica 30.

Questa é la prima visita di Gilmore a Gaza; nella prima giornata di permanenza egli ha incontrato i rappresentanti dell'UNRWA, gli esponenti delle principali ONG attive a Gaza, nonché rappresentanti della comunità locale: ufficiali governativi, dirigenti politici, uomini d'affari ed esponenti della società civile.

Gilmore ha dichiarato ai microfoni dell'Agence France Presse la sua ansia di rendersi conto di prima mano dell'impatto dello strangolamento economico sionista sulla vita qutidiana degli abitanti di Gaza, sul territorio e sullo sviluppo economico.

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mercoledì 25 gennaio 2012

Il popolo irlandese blocca l'accesso al Dail durante la visita di rappresentanti sionisti: "Chi opprime i Palestinesi non é benvenuto!"



Pochi popoli quanto gli Irlandesi sanno che cosa voglia dire lottare per i propri diritti, quindi pochi popoli quanto gli Irlandesi sono sinceramente e disinteressatamente solidali con la Palestina. Quando si é diffusa la notizia che i sionisti Reuven Rivlin e Yitzhak Herzog erano stati invitati a visitare Dublino i membri della "Campagna irlanedese di Solidarietà con la Palestina" hanno subito capito che bisognava dare un segnale.

Centinaia di attivisti si sono riuniti davanti al Palazzo del Dail, con striscioni, bandiere e cartelli, scandendo slogan contro i rappresentanti sionisti e dichiarando a gran voce che il cittadino irlandese non vuole, coi soldi delle sue tasse, finanziare giri turistici a chi opprime, assedia, tormenta e uccide civili innocenti a Gaza e in Cisgiordania.
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domenica 5 dicembre 2010

Boicotta, disinvesti, sanziona! Due brutti colpi per Israele in arrivo dall'Irlanda!!


E' rassicurante, per non dire consolante, vedere che, persino in questo ventunesimo secolo che doveva consumarsi all'insegna delle "magnifiche e progressive sorti" del liberal-capitalismo trionfante, con il profitto e "lo sviluppo" elevati al rango di incriticabili 'vacche sacre', unici criteri per definire e valutare l'umano agire, ci siano degli ostinati, degli incorreggibili, dei 'pertinaci' che ancora ritengano i cari, desueti e obsoleti "Valori Umani", quelli fatti di memoria, consapevolezza e solidarietà come una Categoria superiore, a cui, in caso di palese contrasto, profitto, sviluppo e altri fattori economici devono togliersi tanto di cappello e andare dietro alla lavagna.

Questi individui hanno molti volti e molti nomi ma certamente, un posto dove potrete incontrarne più che altrove è la Repubblica d'Irlanda. Sono infatti recenti le notizie secondo cui due importanti realtà del mondo lavorativo della cara, vecchia Erin hanno deciso, con molto coraggio, in questi tempi di chiari di luna finanziari e monetari, di aderire completamente al movimento BDS che preme per il totale boicottaggio delle merci israeliane, per il disinvestimento da qualunque impresa o progetto che possa avvantaggiare la politica segregatoria e colonizzatrice dello Stato sionista e, in futuro, per la ratifica di vere e proprie sanzioni internazionali contro il regime dell'Apartheid made in Tel Aviv.

A prendere la coraggiosa decisione sono state il TEEU, il sindacato dei lavoratori tecnici e dell'ingegneria elettrica, che rappresenta oltre 45mila lavoratori iscritti ed é il secondo più grande sindacato industriale d'Irlanda e la Dublin Food Coop, catena specializzata nella di distribuzione di prodotti agricoli alimentari e non che mette una particolare attenzione sulla qualità, l'organicità e la sostenibilità di quanto mette sugli scaffali.

E che cosa é più "insostenibile" se non delle politiche militariste, colonizzatrici, razziste di Israele?

La Dublin Food Coop ha raggiunto, con la necessaria, schiacciante maggioranza di oltre il 75% (50 voti a favore contro 6) di adottare uno stringentissimo protocollo che impedirà completamente l'acquisto e la distribuzione di ogni bene proveniente dallo Stato ebraico; fino ad ora aveva adottato un'indirizzo meno rigido, che lasciava facoltà ad alcuni retailer di mettere in vendita prodotti israeliani, ora ciò non sarà più possibile.

Ancora meno contestato é stato il voto dei delegati sindacati della TEEU, che, durante la loro ultima conferenza biennale hanno votato la mozione di adesione al BDSMovement addirittura all'unanimità, cosa che ha riempito d'orgoglio il Presidente Frank Keoghan, che ha dichiarato: "Questo voto dimostra oltre ogni dire non solo la solidarietà, ma l'empatia che il popolo irlandese sente per le sofferenze dei Palestinesi".

Il voto di un grande sindacato di operai e tecnici e il voto di una cooperativa che coinvolge attivamente i propri membri nelle proprie decisioni e iniziative, contro la facilità, la comodità e l'impersonalità delle anodine considerazioni economiche sono il miglior segnale, il miglior indicatore, che anche in questo principio di Ventunesimo secolo, "Un altro mondo é possibile" e, aggiungiamo noi, forse anche NECESSARIO.