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giovedì 25 maggio 2017

Estratti dal discorso commemorativo di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, per la ricorrenza del 25 maggio!

Anche quest'anno la ricorrenza del 25 luglio, Giorno della Liberazione, (riconosciuta come festività nazionale da tutti i Libanesi) é stata solennizzata da un discorso di Sayyed Hassan Nasrallah, Segretario Generale e leader supremo del movimento Hezbollah.

Ecco alcuni passaggi della sua orazione:

Diciassette anni fa l'eroica resistenza di Hezbollah liberava il Libano del Sud!


I popoli servi festeggiano le guerre perse.

I popoli liberi festeggiano quelle vinte.

In Libano festeggiano il 25 maggio, data in cui le truppe sioniste si sono ritirate dal Libano del Sud che occupavano fin dal 1982.

sabato 12 settembre 2015

Muore a Parigi Antoine Lahad, traditore del Libano e dei Libanesi, servo e lacché dei sionisti!

Notizie che avevano iniziato a circolare fin da venerdì mattina hanno infine trovato conferma nella notte tra ieri e oggi: Antoine Lahad, comandante della milizia collaborazionista conosciuta come SLA (Esercito del Sud del Libano) é morto a Parigi all'età di 88 anni.

L'SLA venne formato da Saad Haddad nel corso del caos della Guerra Civile Libanese quando questo ufficiale dell'Esercito di Beirut si trasformò in 'signore della guerra' mettendosi  al servizio degli invasori sionisti prima di morire di cancro.

Lahad ne prese il posto gestendo il carcere di Khiam dove agenti del Mossad incarceravano e torturavano gli uomini della Resistenza.

domenica 4 maggio 2014

Il collaborazionista Antoine Lahad, rifugiatosi a Tel Aviv, condannato a morte per alto tradimento!

Antoine Lahad, già ufficiale dell'Armee Libanaise smise l'uniforme del Paese dei Cedri per indossare quella del boia sionista dell'SLA, collaborando con l'invasione del 1982 e la successiva occupazione del Sud del Paese: perseguitando, torturando, assassinando il suo stesso popolo in cambio degli sporchi shekel che gli venivano passati dal sinedrio di Tel Aviv, vero e proprio Giuda traditore.

Nella foto qui sopra lo vediamo sorridente insieme al macellaio Yithzak Shamir, che gli passava gli ordini e i finanziamenti a fine anni '80. Quando la vittoriosa Resistenza di Hezbollah cacciò a calci i suoi padroni sionisti al di là del confine egli, anziché rimanere al suo posto e assumersi le responsabilità dei propri atti preferì scappare a Tel Aviv, dove, sfruttando la sua esperienza di cameriere e servitore, aprì un ristorante.

Adesso una corte militare libanese lo ha finalmente, 14 anni dopo la sua fuga, condannato a morte per Alto Tradimento, Intelligenza e Collaborazione col Nemico e Complicità in sequestro, violenze e omicidio. Insieme a lui anche un altro comandante dell'SLA, George Tashegian, é stato condannato alla pena capitale.

venerdì 28 giugno 2013

L'ingloriosa fine di Ahmad al-Assir come quelle di Lahad, Calero, Geagea: "La Caduta dei Pupazzi!!"

Lahad, Calero, chi erano costoro? Attualmente condannati all'oblio come altrettanti Carneade, Antoine Lahad e Adolfo Calero erano una volta capi di importanti gruppi armati asserviti agli interessi imperialisti e sionisti rispettivamente in Libano Meridionale e in Nicaragua dove come altrettanti proconsoli dell'Impero comandavano le legioni semibarbare dell'SLA e dei 'Contras'. Il fatto che oggi risultino sconosciuti é dovuto al fatto che, una volta che avevano esaurito la loro utilità i loro 'padrini' li hanno immantinente abbandonati facendoli sparire nell'oblio: Lahad vide i suoi protettori israeliani ritirarsi in fretta e furia nel 2000 quando l'avanzata della Resistenza di Hezbollah si era fatta ormai inarrestabile, senza nemmeno ricevere un avviso di quel che stava accadere: fece a malapena in tempo a fuggire a Sud lasciando come si suol dire 'nella bratta' i suoi luogotenenti e i suoi miliziani molti dei quali vennero catturati dagli uomini di Nasrallah e chiusi in prigione nelle stesse celle dove per quasi vent'anni loro stessi avevano incarcerato e torturato i loro avversari. Adesso Lahad vive nella Palestina occupata dove gestisce un ristorante, "bella fine" per uno dei più fedeli servi di Sion in Libano!

Adolfo Calero, già imbottigliatore di Coca-Cola, passò dall'avvelenare i nicaraguensi col caramello e le bollicine ad ammazzarli col piombo e l'esplosivo; dopo anni di stragi orrende che suscitarono scandalo e schifo perfino negli USA, (ricordiamo il servizio sull'esecuzione a pugnalate di un Sandinista pubblicato da) invece, venne 'silurato' dai suoi stessi sponsor americani, che approfittarono di una sua faida interna con Enrique Bermudez per fare fuori entrambi, dopo che l'armistizio di Sapoa aveva reso simili assassini inutili per il campo imperialista che sperava di poter rimettere le mani sul paese con i suoi burattini elettorali come Violeta Chamorro. Le loro storie ci insegnano che chi si fa pupazzo degli interessi americani e sionisti deve prepararsi spiritualmente e materialmente a venire "giubilato" senza alcun preavviso non appena gli interessi dei suoi padroni e quelli suoi personali debbano ritrovarsi a divergere anche di poco.

Gli imperialisti non concepiscono i concetti-base di fedeltà, riconoscenza o gratitudine, per essi le convenzienze del presente sono l'unico indicatore di condotta, per questo non riescono a imparare dal passato e ripetono spessissimo gli stessi errori. Identica la parabola di Ahmad al-Assir, tuttora 'uccel di bosco' a Sidone (probabilmente rintanato nell'ambasciata del Qatar) dopo che, nonostante la palese impossibilità di successo, per compiacere i suoi marionettisti ha scagliato tutta la sua 'struttura militare' pochi uomini approssimativamente equipaggiati con pochissima preparazione tecnica contro le Forze Armate regolari dello Stato.

Lo stesso Samir Geagea, pur essendo ancora presente sul palcoscenico politico libanese, dopo essere stato uno dei massimi agenti filoisraeliani nel paese spese 11 anni in carcere per i suoi crimini (e dovrebbe ancora scontare molti ergastoli!) senza tuttavia che i suoi ex-padrini facessero nulla per aiutarlo o sostenerlo.

Siamo dunque praticamente certi, che, una volta 'bruciatosi' nella fallimentare mossa azzardata della settimana scorsa anche il nome del sedicente sceicco Ahmad al-Assir sia destinato a sparire via via tra le note a piè di pagina della Storia del Medio Oriente contemporanea fino a che, nel 2035, qualcuno potrà leggere i nostri scritti riguardo lui e le sue poche e dimenticabili opere e sbottare: "Al-Assir? Ma chi era costui?".