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martedì 28 maggio 2019

Aggiornamento dall'Irak, anche un quarto "francese" consegnato al braccio della morte!

"Francesi" che si chiamano Mustafa, Abdul o Bilbolbul...ecco il piano sionista-massonico per l'Europa, ridotta a cloaca dove ogni scarto di Africa e Medio Oriente si mischia e si miscela in una rivoltante melma.

Un tribunale iracheno ha condannato a morte un quarto cittadino "francese" per la sua sospetta appartenenza al gruppo terroristico ISIS e per aver commesso crimini, un giorno dopo che altri tre erano stati condannati alla pena capitale per lo stesso reato.

Il giudice iracheno Ahmed Mohammed ha condannato a morte Mustafa Mohammed Ibrahim, 37 anni, impiccato, dicendo al sospetto che "le prove e la confessione mostrano che vi siete arruolati nel gruppo terroristico ISIS e che avete lavorato nel suo ramo militare".

lunedì 27 maggio 2019

Gli irakeni non perdono tempo e consegnano al boia i takfiri dell'ISIS anche se hanno i documenti di Macron!


Un tribunale iracheno ha condannato a morte tre persone in possesso di documenti francesi per appartenenza al gruppo terroristico ISIS e il coinvolgimento in atti di terrore in tutto il paese arabo in conflitto e nella vicina Siria.

Un funzionario senza nome ha detto che il trio, identificato come Kevin Gonot, Leonard Lopez e Salim Machou, è stato condannato per aver aderito all'ISIS e aver compiuto operazioni criminali da un tribunale penale nella capitale Baghdad di domenica. Hanno 30 giorni per presentare ricorso.

sabato 9 marzo 2019

Il Presidente Assad ha firmato un decreto legislativo che condanna a morte 1400 terroristi dell'ISIS!

Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Araba di Siria ha siglato, rendendo così immediatamente esecutivo, un decreto che permette senza ulteriori gradi di giudizio o di ricorso l'esecuzione di 1400 terroristi del cosiddetto "califfato" dell'ISIS.

Siamo sicuri che stefano d'andrea (la "piccola scherazade di Al-Bagdadi") dall'alto dei 745 voti che raccolse quando si presentò alle elezioni, si metterà in gramaglie.

mercoledì 12 dicembre 2018

Tribunale siriano condanna a morte i capi di Al Nusra, Jaysh Islam e Faylaq Rahman!!

Questo TRITTICO DI SCHIFEZZA, questa APOTEOSI DELLA DISGRAZIA non é tratto da qualche lombrosiano catalogo di idioti, eredoluetici, piromani impotenti e criminali naturali, ma rappresenta "l'alto comando" dei terroristi takfiri in Siria, che allinea, da sinistra a destra: Abu Mohamed al-Joulani, capo di Al Nusra, Issam al-Buwaydani, capo di Jaysh Islam e Abdul-nasr Shmeir, capo di Faylaq al-Rahman.

giovedì 11 ottobre 2018

"Fratelli takfiri"? Diciamo pure "Fratelli coltelli"! Trio di estremisti libanesi collegati all'ISIS avevano piazzato una bomba nel bagaglio di un quarto congiunto!

Avete mai notato come i takfiri, anche quando portano occhiali, hanno sempre l'espressione ottusa?
Il grugno di Tarek Hayat, recentemente raccomandato alle cure del boia da un giudice irakeno, ne é la dimostrazione.

Un tribunale iracheno ha condannato a morte un cittadino libanese per la sua appartenenza all'ISIS e il coinvolgimento in atti criminali nel paese mesopotamico, a lungo devastato dall'insorgenza takfira.

La Corte penale centrale di Al-Rasafah (Bagdad) ha emesso il verdetto contro Tarek Khayat questa settimana, basandosi sul suo ruolo di comandante Daesh in Iraq.

All'inizio di quest'anno è stato catturato nell'ex roccaforte ISIS di Raqqah nella Siria nord-occidentale.

Secondo la legge irachena, Khayat ha 10 giorni per presentare ricorso contro la sentenza, che non includeva però le accuse relative a un complotto per far saltare in aria un volo Etihad in partenza da Sydney usando una bomba nascosta in un tritacarne e in una bambola 'Barbie'.

giovedì 9 agosto 2018

A Sanaa i responsabili dello stupro e dell'assassinio di un ragazzino di 12 anni sono giustiziati in pubblico!

Questa storia é leggermente diversa da quelle che vi presentiamo normalmente dal Paese una volta noto come "Arabia Felix" (che di solito hanno a che fare con l'invasione da parte delle corrotte petromonarchie saudita ed emiratina e con la gagliarda resistenza yemenita).

Tuttavia ci sembra importante e vogliamo segnalarvela.

E' la storia di uno sfortunatissimo ragazzino, che vedete in foto e del quale non conosciamo nemmeno nome e cognome visto che non erano citati nello stringatissimo trafiletto che accompagnava le immagini riportateci da un nostro contatto.

lunedì 9 luglio 2018

Anche in Irak i terroristi dell'ISIS continuano a salire sul patibolo! Condannato a Ninive il "boia dell'ospedale di Mosul!"

Aveva ucciso sedici persone, sedici civili, durante l'assalto all'Ospedale Generale di Mosul, nel 2014, e, in seguito, aveva ordinato e personalmente supervisionato la deposizione di centinaia e centinaia di mine e bombe nella cittadina di Bartella, parte delle quali non sono ancora state individuate e disinnescate.

Per questi crimini la Corte Criminale di Ninive ha emanato nei confronti di un comandante dell'ISIS la sentenza di morte, che verrà eseguita quanto prima.

Recentemente in Irak si sono eseguite numerose condanne a morte contro membri dell'ISIS responsabili di orrendi crimini e atrocità, tuttavia, come si vede da questa notizia, i tribunali mesopotamici hanno ancora molto lavoro arretrato da "sbrigare".

venerdì 29 giugno 2018

E' arrivato il "Giorno dell' ISIS-cuzione" a Bagdad; tredici terroristi del 'califfato', riconosciuti colpevoli di stragi e torture, sono stati impiccati!

Nell'Irak finalmente libero dal giogo dell'ISIS grazie alla mobilitazione del suo Popolo, all'intervento iraniano e all'aiuto russo, vengono regolati, anche con misure estreme, i conti con coloro che per anni e anni hanno trasformato la terra di Mesopotamia in un Inferno.

Possiamo confermare che oggi, tredici terroristi dell'ISIS, riconosciuti colpevoli di crimini orrendi, tra cui omicidi, torture, stragi, sono stati giustiziati per impiccagione.

Possiamo mostrare una foto dell'esecuzione di quattro di loro.
(ATTENZIONE, IMMAGINE SCIOCCANTE, NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA SE NON NE SIETE CONVINTI)

giovedì 7 giugno 2018

A Bagdad si insaponano le corde mentre 150 terroristi dell'ISIS condannati a morte vengono trasferiti da Mosul alla capitale per l'esecuzione!

"Pendagli da forca", non esiste nessun'altro epiteto, per quanto colorito ed evocativo di leggende "western" o di saghe marinare e piratesche, per definire i 150 disgraziati, ex-militanti dell'ISIS che stanno venendo trasferiti da Mosul, capoluogo della Provincia di Ninive, liberata dal giogo del 'califfato' alcuni mesi fa alla capitale irakena.

Tutti costoro infatti hanno ricevuto la pena di morte e saranno scortati sotto massima protezione per tutti i 400 Km che li separano da Bagdad, ove verranno giustiziati.

lunedì 30 aprile 2018

Tribunale irakeno rende esecutiva la sentenza di morte contro il discussissimo generale Mahdi al-Gharawi!

La foto di un atto tribunalizio non é proprio materiale "da prima pagina", ma questo é molto importante.

Una corte di Bagdad ha infatti reso esecutivo il mandato per (ci si perdoni il calembour) l'esecuzione del Generale Mahdi al-Gharawi, accusato di condotta inappropriata e tradimento del proprio mandato nel giugno 2014 quando le sue azioni (e inazioni) permisero una facile caduta di Mosul in mano ai fanatici dell'ISIS.

sabato 28 aprile 2018

"MALI gliene incoglie" a terrorista africano scoperto a cercare di attraversare il confine turco-irakeno dalle forze di Bagdad!

Il più grande trionfo diplomatico della Russia negli ultimi 20 anni si é verificato quando, con abili manovre e nonostante gravi provocazioni come l'abbattimento del Su-24 sui cieli di Latakia e l'assassinio dell'ambasciatore ad Ankara, Mosca é riuscita a 'scollare' la Turchia dalla coalizione filo-takfira che foraggiava e riforniva i terroristi jihadisti in Siria e in Irak.

sabato 4 novembre 2017

Questo generale irakeno che sorrideva agli yankee ora non sorride più, é stato condannato a morte per aver abbandonato Mosul nel 2014!

Ammiccava e sorrideva al Colonnello McKenQualcosa il Generale della Polizia Federale irakena Mahdi al-Gharawi, evidentemente era "in buona" con gli invasori e occupanti del suo paese, chissà se si erano promessi 'qualcosa'.

Chissà, gli Stati Uniti, si sa, sono molto abili nel 'piazzare' le proprie pedine nei posti strategici, specie quando occupano un paese piegato e sconfitto e, fino al 2011, hanno occupato l'Irak come occupano la Germania, l'Italia, il Giappone o la Peggior Korea (quella del Sud, dove le pensionate al minimo vanno a prostituirsi nei parchi con clienti pari età ma un po' più "in grana").

sabato 15 ottobre 2016

L'ISIS ammazza 58 suoi membri a Mosul: "Preparavano un'insurrezione di concerto con le autorità irakene!"

Ancora una "Isis-cuzione" di massa nelle fila (sempre più sbrindellate) del cosiddetto "Califfato", questa volta a cadere sotto i proiettili dei plotoni d'esecuzione o sotto la mannaia del boia sono stati ben cinquantotto capi e militanti dello stesso "Daash" che secondo i loro giustizieri stavano nientemeno che preparando una ribellione da far scattare in contemporanea con la prossima offensiva irakena contro la Provincia di Ninive e la città di Mosul, ultimo bastione 

venerdì 11 settembre 2015

Ancora una 'ISIS-cuzione', stavolta nell'Anbar; i takfiri uccidono 22 loro commilitoni per "spionaggio"!

Una settimana dopo la notizia dell'esecuzione di massa di terroristi 'riottosi' da parte dei loro ex-camerati dell'ISIS, ci raggiunge la molto gradita conferma che altri 22 aderenti al 'califfato' sono stati fucilati alla nuca dai loro ex-camerati, questa volta nella Provincia occidentale dell'Anbar.

La notizia é significativa perché la condanna a morte per costoro é stata emessa per 'spionaggio', segno evidente che alcuni membri del 'Daash' capiscono bene dalla situazione in cui versano che il loro regno su certe zone dell'Irak é destinato presto a finire e vedono nella collaborazione con le forze governative irakene una possibile via di uscita.



venerdì 4 settembre 2015

"ISIS-cuzione" di massa a Mayadin (Deir Ezzour), il 'Daash' fucila alla nuca 40 suoi membri!

Più le cose vanno male sul campo di battaglia per i tagliagole dell'ISIS e più essi devono ricorrere alla politica del terrore anche tra i loro ranghi per reprimere dissenso interno, diserzioni e fughe. E' successo di nuovo a Est di Deir Ezzour, nella cittadina di Mayadin, dove quaranta takfiri sono stati uccisi con un colpo alla testa per avere rifiutato di andare all'assalto contro le stesse posizioni siriane di fronte alle quali erano rimasti "scarpe al sole" centinaia di loro compagni.
Molti dei giustiziati erano Sauditi, il che potrebbe annunciare scissioni e settarizzazioni tra le fila del 'califfato'; staremo a vedere e vi terremo aggiornati.

domenica 4 maggio 2014

Il collaborazionista Antoine Lahad, rifugiatosi a Tel Aviv, condannato a morte per alto tradimento!

Antoine Lahad, già ufficiale dell'Armee Libanaise smise l'uniforme del Paese dei Cedri per indossare quella del boia sionista dell'SLA, collaborando con l'invasione del 1982 e la successiva occupazione del Sud del Paese: perseguitando, torturando, assassinando il suo stesso popolo in cambio degli sporchi shekel che gli venivano passati dal sinedrio di Tel Aviv, vero e proprio Giuda traditore.

Nella foto qui sopra lo vediamo sorridente insieme al macellaio Yithzak Shamir, che gli passava gli ordini e i finanziamenti a fine anni '80. Quando la vittoriosa Resistenza di Hezbollah cacciò a calci i suoi padroni sionisti al di là del confine egli, anziché rimanere al suo posto e assumersi le responsabilità dei propri atti preferì scappare a Tel Aviv, dove, sfruttando la sua esperienza di cameriere e servitore, aprì un ristorante.

Adesso una corte militare libanese lo ha finalmente, 14 anni dopo la sua fuga, condannato a morte per Alto Tradimento, Intelligenza e Collaborazione col Nemico e Complicità in sequestro, violenze e omicidio. Insieme a lui anche un altro comandante dell'SLA, George Tashegian, é stato condannato alla pena capitale.

venerdì 19 luglio 2013

Inflitta la pena di morte agli estremisti takfiri catturati dalle forze armate libanesi!

Il Paese dei Cedri ha intenzione di troncare sul nascere ogni progetto saudita-sionista di destabilizzazione del paese per trasformarlo in una 'base avanzata' delle operazioni terroriste wahabite contro la Siria, ricorrendo anche in maniera massiccia alla pena di morte nei confronti di chiunque venga sorpreso in Libano a condurre attività paramilitari a favore dei gruppi armati takfiri che agiscono oltre il confine.

Lo hanno scoperto loro malgrado i membri di Al-Nusra che sono stati catturati con armi, munizioni, detonatori ed esplosivi  lo scorso mese di maggio e che, processati da una speciale corte della Procura militare sono stati riconosciuti colpevoli degli addebiti ai sensi degli articoli 72 e 335 della Legge Speciale del novembre 1958 (il primo momento in cui il Libano venne preso nelle convulsioni che lo avrebbero condotto, in futuro, a oltre 15 anni di sanguinosissima guerra civile).

I sei accusati sono stati tutti condannati alla pena capitale dopo essere stati riconosciuti rei dei crimini di banda armata, terrorismo, strage, rapimento, contrabbando di armi ed esplosivo.

giovedì 18 aprile 2013

Mubarak tornerà a essere imputato per i morti di Piazza Tahrir il prossimo 11 maggio!

Dovrebbe celebrarsi il prossimo 11 maggio la ripetizione del processo all'ex-Dittatore egiziano Hosni Mubarak e ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori presso la Corte Criminale del Cairo-Nord; come già nel precedente processo, annullato in seguito a una richiesta di appello dello stesso Mubarak accettata nel caos politico-istituzionale di alcuni mesi fa, l'accusa principale e più grave elevata al suo indirizzo sarà quella di avere direttamente contribuito al processo decisionale che risultò nell'uccisione di circa 900 manifestanti durante i giorni più "caldi" della protesta popolare di inizio 2011, che eventualmente risultà nella caduta del suo regime.

Come già nel precedente processo, se riconosciuto pienamente colpevole di fronte alla Corte, Mubarak rischia secondo le leggi egiziane di incorrere nella pena capitale. Oltre a lui anche sei alti ufficiali delle forze di sicurezza e l'Ex-ministro degli Interni Habib Adly saranno sul banco degli imputati sottoposti alle stesse accuse.

La nuova data per il processo é stata scelta dopo le dimissioni del Giudice Mostafa Hassan Abdallah dalla Corte; nel procedimento precedente l'Ex-satrapo del Cairo aveva ricevuto una condanna al carcere a vita che era andata a sommarsi ai numerosi anni di prigione già inflittigli per reati amministrativi, di corruzione e di malversazione del patrimonio e delle risorse naturali  del paese.

giovedì 11 aprile 2013

Un altro prigioniero palestinese muore da martire nelle galere del regime ebraico! Sconosciuta finora l'identità della vittima!

Dopo Arafat Jaradat, morto per le percosse bestiali a cui era stato sottoposto e Maisarah Abu Hamdiah rimasto vittima (come già altri prima di lui) della criminale negligenza sanitaria sionista nei suoi confronti siamo stati raggiunti oggi dalla notizia che un altro detenuto politico palestinese ha perso la vita nelle carceri sioniste, che si stanno rivelando sempre di più dei veri e propri "bunker della morte" per carcerati spesso condannati solo per avere resistito con il loro coraggio e la loro abnegazione all'Apartheid sionista.

Il nome del nuovo martire delle galere di Tel Aviv non é ancora noto ma si sa che ha trovato la morte a Nafha, vicino Beersheba, una delle peggiori 'caienne' del sistema concentrazionario sionazista e sembra sicuro che le circostanze della sua morte siano completamente imputabili alle disumane condizioni di detenzione, che includono pestaggi, torture, negazione di cure e attenzioni mediche adeguate.

Israele, ipocrita quant'altri mai nel definirsi "unica democrazia mediorientale" usa le spaventose condizioni di maltrattamento vigenti nelle sue prigioni politiche come 'pena di morte' accessoria, infliggibile a piacimento, sempre e soltanto a detenuti palestinesi mentre i criminali ebrei godono di privilegi quasi impensabili: visite frequenti, distribuzione di generi forniti dalle famiglie, permessi-premio e sconti di pena.