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mercoledì 25 giugno 2014

PALAESTINA FELIX ricorda i tre eroi di Kiryat Shimona che quarant'anni fa eliminarono diciotto occupanti sionisti!!

Oussama Mounir, Palestinese, Ahmad Sheikh Mahmoud, Siriano di Aleppo, Yassin Musa, Irakeno. Quaranta anni orsono questi giovani leoni del PFLP-GC penetrarono dal Sud del Libano nel Nord della Palestina occupata e, attaccando l'insediamento illegale di 'Kiryat Shimona' riuscirono ad abbattere diciotto occupanti sionisti e a ferirne altri quindici (alcuni molto gravemente). Quando l'esercito sionazista mobilitò le loro forze, circondandoli, i tre eroi, che erano partiti per la missione pienamente consci di sacrificare le loro giovani vite, si diedero la morte. Nella foto li vediamo sorridenti e spensierati perché dare la vita per la propria Idea é il livello più alto di altruismo e di testimonianza ed é giusto che siano ricordati così, col sorriso spavaldo sulle labbra. Possano le nuove generazioni di combattenti per la Palestina rinnovare le loro gesta e onorare la loro memoria non solo col ricordo ma con l'imitazione.

domenica 4 maggio 2014

Il collaborazionista Antoine Lahad, rifugiatosi a Tel Aviv, condannato a morte per alto tradimento!

Antoine Lahad, già ufficiale dell'Armee Libanaise smise l'uniforme del Paese dei Cedri per indossare quella del boia sionista dell'SLA, collaborando con l'invasione del 1982 e la successiva occupazione del Sud del Paese: perseguitando, torturando, assassinando il suo stesso popolo in cambio degli sporchi shekel che gli venivano passati dal sinedrio di Tel Aviv, vero e proprio Giuda traditore.

Nella foto qui sopra lo vediamo sorridente insieme al macellaio Yithzak Shamir, che gli passava gli ordini e i finanziamenti a fine anni '80. Quando la vittoriosa Resistenza di Hezbollah cacciò a calci i suoi padroni sionisti al di là del confine egli, anziché rimanere al suo posto e assumersi le responsabilità dei propri atti preferì scappare a Tel Aviv, dove, sfruttando la sua esperienza di cameriere e servitore, aprì un ristorante.

Adesso una corte militare libanese lo ha finalmente, 14 anni dopo la sua fuga, condannato a morte per Alto Tradimento, Intelligenza e Collaborazione col Nemico e Complicità in sequestro, violenze e omicidio. Insieme a lui anche un altro comandante dell'SLA, George Tashegian, é stato condannato alla pena capitale.

martedì 2 agosto 2011

Truppe israeliane aprono il fuoco oltre il confine libanese, feriscono un civile disarmato!

 Un cittadino libanese che ha avuto la sfortuna di incrociare da un lato all'altro del confine internazionale una pattuglia di sionisti in uniforme col "prurito" sul dito del grilletto é rimasto ferito dalle pallottole esplosegli contro senza la minima giustificazione dalla parte israeliana della linea di divisione, la cui inviolabilità dovrebbe essere garantita dalle truppe del contingente di Caschi Blu UNIFIL.

Appena il civile é stato colpito, richiamati dall'eco degli spari, militari libanesi della vicina caserma "Wazzani", nel distretto di Hasbaya si sono mobilitati per prestare i primi soccorsi al ferito, levando una cortina di fuoco di copertura per poterlo portare al sicuro.

Esattamente lo scorso agosto un altro civile libanese, giornalista, era stato ucciso dagli israeliani; sembra quasi che, in occasione dell'anniversario della loro chiara e umiliante sconfitta per mano di Hezbollah i militari dell'IDF, superaddestrati solo quando si tratta di sparare a persone disarmate, cerchino una meschina 'vendetta' prendendo di mira civili oltre la linea di confine.

Poche ore dopo l'incidente l'UNIFIL ha rilasciato un comunicato dicendo che la situazione era "sotto controllo"...se lo dicono loro...
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giovedì 7 luglio 2011

L'ONU condanna ufficialmente Israele per l'uso indiscriminato della forza che ha causato 25 morti nell'anniversario della "Nakba"


Confermando il loro severo giudizio espresso subito dopo la strage del 15 maggio le Nazioni Unite hanno reiterato la loro censura di Israele per avere colpevolmente utilizzato forza letale contro manifestanti disarmati in occasione delle manifestazioni per l'anniversario della Nakba sette settimane orsono, causando la morte di almeno 25 persone. In particolare, nelle pagine del rapporto ONU presentato dal Segretario Generale Ban-Ki Moon, si sottolinea come l'avere aperto il fuoco attraverso confini internazionali come accaduto sulle Alture del Golan e lungo il confine libanese abbia violato la lettera e lo spirito delle Risoluzioni che hanno posto termine alle guerre scatenate dallo Stato ebraico contro la Siria e il Paese dei Cedri rispettivamente nel 1967 e nel 2006.

In particolare, proprio i rapporti e le evidenze raccolte dalle forze ONU scaglionate nella zona hanno fornito il materiale per i capi di imputazione più gravi a carico di Israele, colpevole di non aver saputo attivare adeguati protocolli di contenimanto dei manifestanti con metodi non letali e di aver lasciato degenerare la situazione fino all'uso indiscriminato della forza militare "quando non esisteva alcuna seria minaccia da parte dei manifestanti nei confronti delle truppe sioniste".

La pubblicazione del severo rapporto ha fatto arruffare le piume ai rappresentanti sionisti, che, in un inane 'rappresaglia', hanno interrotto i contatti col Coordinatore Speciale ONU per gli Affari libanesi, Michael Williams, a tempo indeterminato. A 24 ore dalla strage di manifestanti disarmati Williams si disse "scioccato" dall'uso sproporzionato della forza da parte israeliana e dal numero di vittime che esso aveva provocato in appena una giornata, esprimendo una "condanna senza appello" per la condotta di Tel Aviv.
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