Arrivato ormai al 233esimo giorno di sciopero della fame Samir Issawi, l'eroico prigioniero politico palestinese che col suo digiuno autoimposto da ridefinito il significato della parola "Dignità" ha deciso di smettere di assumere anche l'acqua per protesta contro la pretesa dei carcerieri sionisti di incatenarlo al letto d'ospedale e contro le loro continue e reiterate provocazioni.
Dimagrito di oltre quaranta chili, tormentato dai crampi della distrofia, che gli impediscono persino di dormire, Issawi sa benissimo di avere poche speranze di sopravvivere all'ordalia che sta combattendo sul suo stesso corpo, ma é determinato a perseverare nella lotta anche a nome di tutte le altre migliaia di detenuti politici palestinesi che guardano a lui come a un esempio.
Jawad Boulous, legale rappresentante di Issawi, ha testimoniato più volte di avere trovato nella sua stanza d'ospedale "fino a sette membri delle forze di occupazione" che consumavano cibi e bevande di fronte a lui per schernirlo e offenderlo, dal che si vede la crassa meschinità della mentalità sionista, incapace, nel suo rozzo materialismo, di comprendere la grandezza del gesto di Issawi e degli altri prigionieri similmente intenti allo sciopero della fame.
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giovedì 14 marzo 2013
L'avvocato Boulous dichiara: "Samir Issawi ha smesso di bere acqua; é ormai a un passo dalla morte!"
sabato 23 aprile 2011
Abdullah Gul avverte Israele: "Presto il regime dell'Apartheid potrebbe essere un'isola di oppressione circondata da un mare di democrazia araba!"
Il Presidente turco Abdullah Gul ha ammonito Israele riguardo al rapido emergere di un "Nuovo Medio Oriente", che non tollererà più a lungo l'oppressione contro i Palestinesi portata avanti dal regime di Tel Aviv.
"Presto o tardi il Medio Oriente sarà omogeneo e unificato in un nuovo corso democratico", ha scritto il Capo di Stato turco in un editoriale pubblicato sul New York Times, riferendosi alle rivoluzioni portate a compimento in Tunisia ed Egitto e a quelle in corso in Yemen, Barhein, Giordania e Arabia Saudita.
Tutti i baluardi occidentali nella regione, consegnati 'chiavi in mano' ad autocrati coronati o meno, stanno traballando e, quando la Democrazia avrà finalmente trionfato, non vi saranno mezzi o contromisure efficaci abbastanza per evitare che le linee-guida della politica regionale saranno dettate da forze ostili all'imperialismo occidentale e all'occupazione sionista.
"I popoli della regione non si sono ribellati e non si stanno ribellando in nome di astratti valori ideali, ma prima e soprattutto per riconquistare il loro orgoglio nazionale e la loro dignità; nei prossimi 50 anni i popoli arabi diventeranno maggioranza schiacciante nelle terre che stanno dal Fiume Giordano al Mare Mediterraneo, come pensa Israele di soffocare la loro legittima aspirazione all'orgoglio nazionale, alla dignità, alla giustizia e alla democrazia?".
"Israele farebbe meglio a comprendere una volta per tutte la prospettiva del futuro e adeguarvisi prima di svegliarsi una mattina e realizzare con terrore di essere rimasto una piccola isola di ingiustizia e Apartheid circondata da un sentimento comune che invece preme per la Democrazia e il rispetto dei diritti nazionali della Palestina e del suo popolo".
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