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mercoledì 20 marzo 2013

Ayman Sharawna: "Due, Tre, molti altri 'gilad schalit' necessari per garantire la libertà a tutti i prigionieri politici palestinesi!"

Dopo essersi quasi ucciso a forza di digiunare, causando gravissimi danni ai propri reni e al suo metabolismo, l'eroico ex-prigioniero politico Ayman Sharawna, nella clinica della Striscia di Gaza in cui é stato immediatamente ricoverato dopo la sua espulsione coatta dalla Cisgiordania occupata dai sionisti, sta facendo del proprio meglio, sotto attenta osservazione medica, per rimettersi in forma. Sarà un processo lungo e faticoso, ma, dal punto di vista mentale e morale, la situazione é già migliorata grandemente e l'ex-detenuto ha offerto ai reporter della Striscia la sua personale visione di come sia possibile ottenere il rilascio di tutti gli altri detenuti politici palestinesi.

Il segreto, secondo Sharawna, sta nel portare a termine nuove operazioni di rapimento di soldati sionisti, simili a quella dell'Ebreo francese Gilad Schalit, per il cui rilascio, originariamente anche lui, ingiustamente condannato a una pena detentiva di 38 anni, era stato inizialmente liberato lo scorso autunno 2012. Era stata la cronica mancanza di rispetto per la parola data a causare, in seguito, il ri-arresto di Saharawna da parte delle forze del regime ebraico, in protesta contro le quali lui diede quindi inizio all'epopea del proprio sciopero della fame.

Anziché pensare a illusorie "riconciliazioni" con Fatah o a disastrosi "riconoscimenti" di Israele la leadeship di Hamas farebbe bene a prendere esempio dalle parole dell'ex-detenuto e cominciare a preparare una nuova operazione di liberazione di massa di prigionieri: magari questa volta con due o tre ostaggi sionisti, da liberare in sequenza. In questo modo, se dopo la prima liberazione Tel Aviv cominciasse a ri-arrestare ex-prigionieri a farne le spese potrebbero essere gli ostaggi rimanenti.

lunedì 18 marzo 2013

Ayman Sharawna viene liberato e portato a Gaza dopo mesi e mesi di sciopero della fame!

Il prigioniero politico palestinese Ayman Sharawna, che dallo scorso mese di luglio si é sottoposto a uno strettissimo sciopero della fame per protestare le condizioni disumane di detenzione cui lui e i suoi compagni di prigionia erano sottoposti dal regime ebraico di occupazione, é stato liberato e ha raggiunto la Striscia di Gaza secondo i termini di un accordo raggiunto nella notte.
Sharawna rimarrà nella Striscia di Gaza liberata dalla Resistenza di Hamas (quando la Resistenza era ancora il fulcro principale delle attività del gruppo) per dieci anni, dopo i quali (se Tel Aviv terrà fede alla parola data, cosa che é tutta da verificare) potrebbe anche tornare nella Cisgiordania occupata. Anche la madre di Sharawna aveva iniziato uno sciopero della fame di solidarietà, che la aveva ridotta a venire ricoverata in ospedale.

Sharawna era uno degli oltre mille detenuti politici liberati dal regime sionista di occupazione in cambio del rilascio dell'ebreo francese Gilad Schalit, ma in seguito era stato riarrestato dalla soldataglia di Tel Aviv, in uno dei mille esempi di quanto possa valere la parola del regime ebraico.

giovedì 14 marzo 2013

L'avvocato Boulous dichiara: "Samir Issawi ha smesso di bere acqua; é ormai a un passo dalla morte!"

Arrivato ormai al 233esimo giorno di sciopero della fame Samir Issawi, l'eroico prigioniero politico palestinese che col suo digiuno autoimposto da ridefinito il significato della parola "Dignità" ha deciso di smettere di assumere anche l'acqua per protesta contro la pretesa dei carcerieri sionisti di incatenarlo al letto d'ospedale e contro le loro continue e reiterate provocazioni.

Dimagrito di oltre quaranta chili, tormentato dai crampi della distrofia, che gli impediscono persino di dormire, Issawi sa benissimo di avere poche speranze di sopravvivere all'ordalia che sta combattendo sul suo stesso corpo, ma é determinato a perseverare nella lotta anche a nome di tutte le altre migliaia di detenuti politici palestinesi che guardano a lui come a un esempio.

Jawad Boulous, legale rappresentante di Issawi, ha testimoniato più volte di avere trovato nella sua stanza d'ospedale "fino a sette membri delle forze di occupazione" che consumavano cibi e bevande di fronte a lui per schernirlo e offenderlo, dal che si vede la crassa meschinità della mentalità sionista, incapace, nel suo rozzo materialismo, di comprendere la grandezza del gesto di Issawi e degli altri prigionieri similmente intenti allo sciopero della fame.

mercoledì 6 marzo 2013

Ayman Sharawna eroe del digiuno, continuerà lo sciopero della fame anche se ha già subito danni clinici "irreparabili"!

Ayman Sharawna, il prigioniero politico palestinese che sta digiunando da settimane per protestare contro le disumane condizioni di carcerazione cui é sottoposto nelle galere del regime ebraico di occupazione, e la cui stessa madre, per solidarietà, é impegnata in un digiuno parallelo pur trovandosi ricoverata in ospedale ad Al-Khalil, non ha nessuna intenzione di interrompere il proprio sciopero della fame, anche se le sue condizioni di salute dovessero ulteriormente peggiorare.

Lo ha comunicato il suo legale rappresentante, l'avvocato difensore Jawad Boulous, cappo della sezione legale della Società dei Prigionieri Palestinesi dopo avere visitato il detenuto, trasferito nella clinica carceraria di Soroka, presso Beersheba. Sharawna vi é stato condotto d'urgenza dopo essere collassato nel pieno di una udienza lo scorso 20 febbraio.

Dimagrito di oltre 50 chili dall'inizio del digiuno forzato, secondo i clinici che lo hanno visitato Sharawna ha sottoposto il suo fisico a uno sforzo critico e i suoi reni con ogni probabilità hanno subito danni irreparabili.

sabato 12 maggio 2012

Aggiornamento sulla situazione dei prigionieri politici in sciopero della fame: sono in sette a rischiare la vita!

L'Osservatorio Euromediterraneo per i Diritti Umani (EMOHR) ha chiesto agli Stati membri del Consiglio ONU per di Diritti Umani di tenere urgentemente una sessione speciale che tratti del grave rischio di morte per i detenuti politici palestinesi coinvolti nello sciopero della fame a oltranza contro le disumane misure di carcerazione in vigore all'interno del regime ebraico di occupazione della Palestina. Per arrivare a questo obiettivo sarebbe necessario mobilitare un consenso di almeno un terzo dei 47 stati membri del Consiglio.
Intanto l'ex-detenuto politico Sceicco Adnan Khader, che si é fatto rilasciare dopo essere rimasto 66 giorni senza cibo nello sciopero della fame che ha ispirato quello di Hana Shalabi e in seguito anche questo, di massa, ha dichiarato che l'autorità carceraria sionista sta telefonando alle famiglie dei detenuti in sciopero della fame per minacciarle, spargere false notizie sulle loro condizioni e cercare di estorcere informazioni da usare contro i detenuti, ricattandoli perché interrompano la loro protesta.
Secondo quanto comunicato nella giornata di venerdì dall'avvocato Jawad Bolous oltre ai prigionieri Bilal Dhiab e Thaer Halahleh anche Hasan al-Safadi, Omar Abu Shallal, Ja'far Ezziddin, Mahmoud Sarsak e Muhammad Taj, tutti ormai digiuni da oltre 70 giorni, sarebbero in immediato pericolo di vita.
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