Anche in questo travagliato inizio di 2015 gli amici di IRIB Radio Italia sono stati così cortesi e pazienti da voler ascoltare e radiodiffondere le mie dichiarazioni su una serie di questioni riguardanti La Palestina, le Istituzioni Internazionali e la Striscia di Gaza.
Le mie parole sono ascoltabili (e se ne sentite proprio il bisogno, eventualmente anche scaricabili) tramite il seguente link:
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lunedì 12 gennaio 2015
Il Caporedattore di PALAESTINA FELIX ancora una volta ai microfoni della Radio Iraniana!
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martedì 11 febbraio 2014
Entusiasmanti risoluzioni pro-Palestina da parte del Sudafrica! Piena adesione alla campagna di dinsinvestimento e sanzioni!!
Il Comitato Parlamentare sudafricano ha tenuto cinque giorni fa una conferenza di solidarietà a sostegno dei Popoli di Palestina e Cuba, che, dopo la sua apertura da parte di Ahmed Kathrada, icona della lotta anti-Apartheid si é conclusa con risoluzioni "entusiasmanti" che hanno incontrato la massima soddisfazione da parte delle associazioni per i Diritti Umani e del capitolo sudafricano del movimento BDS che ha apprezzato moltissimo la decisione sudafricana di inviare il rapporto HSRC del 2009, che esplicitamente accusa Tel Aviv di Apartheid a vari attori internazionali tra cui l'Unione Parlamentare Internazionale e la Corte Criminale Internazionale, oltre che all'ONU e all'Unione Africana.
Tra le risoluzioni adottate a favore della Palestina indichiamo come particolarmente interessanti e rappresentative:
(...)Il Sudafrica, ai sensi dello Statuto di Roma, ha il dovere di istituire una Corte Speciale contro i Crimini di Guerra, e di investigare le attività di cittadini sudafricani che si siano arruolati nell'esercito sionista(...)
(...)Il Sudafrica ha l'imperativo morale di cessare ogni tipo di relazione finanziaria con compagnie coinvolte nel processo di insediamento e colonizzazione illegale della Palestina occupata e anche con istituti che prestino denaro e investano risorse in questi processi(...)
(...)bisogna facilitare l'accesso in Sudafrica a quei Palestinesi che ne faranno richiesta(...)
(...)il sistema medico-sanitario palestinese deve essere sostenuto e finanziato, tanto nella Striscia di Gaza quanto nella West Bank(...)
(...)le visite di testimonianza e solidarietà ai territori palestinesi devono essere aumentate e facilitate in ogni modo possibile(...)
(...)sanzioni militari, finanziarie, accademiche e politiche debbono essere applicate al regime sionista fino a quando esso non rinuncerà completamente e senza alcuna condizione ai suoi progetti di insediamento e colonizzazione.
Ancora una volta il Sudafrica si conferma come uno dei più sinceri e disinteressati sostenitori della Causa Palestinese.
Tra le risoluzioni adottate a favore della Palestina indichiamo come particolarmente interessanti e rappresentative:
(...)Il Sudafrica, ai sensi dello Statuto di Roma, ha il dovere di istituire una Corte Speciale contro i Crimini di Guerra, e di investigare le attività di cittadini sudafricani che si siano arruolati nell'esercito sionista(...)
(...)Il Sudafrica ha l'imperativo morale di cessare ogni tipo di relazione finanziaria con compagnie coinvolte nel processo di insediamento e colonizzazione illegale della Palestina occupata e anche con istituti che prestino denaro e investano risorse in questi processi(...)
(...)bisogna facilitare l'accesso in Sudafrica a quei Palestinesi che ne faranno richiesta(...)
(...)il sistema medico-sanitario palestinese deve essere sostenuto e finanziato, tanto nella Striscia di Gaza quanto nella West Bank(...)
(...)le visite di testimonianza e solidarietà ai territori palestinesi devono essere aumentate e facilitate in ogni modo possibile(...)
(...)sanzioni militari, finanziarie, accademiche e politiche debbono essere applicate al regime sionista fino a quando esso non rinuncerà completamente e senza alcuna condizione ai suoi progetti di insediamento e colonizzazione.
Ancora una volta il Sudafrica si conferma come uno dei più sinceri e disinteressati sostenitori della Causa Palestinese.
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venerdì 7 giugno 2013
Lavrov: "Illuso chi pensa di poter ancora far dimettere Assad; l'Iran parte necessaria del vertice diplomatico sulla Siria!"

Lavrov ha poi anche ripetuto che, nel quadro di una soluzione politica complessiva della crisi siriana, é necessario coinvolgere la Repubblica Islamica dell'Iran nei lavori della conferenza 'Ginevra 2', che dovrebbe tenersi di qui a poco. Escludere Teheran dal vertice, come vorrebbero fare Usa, NATO e paesi wahabiti del Golfo, sarebbe una straordinaria dichiarazione di miopia politica, visto il grande potere di influenza che l'Iran ha sul suo alleato siriano.
Il Ministro russo ha poi messo in guardia la Francia e altri paesi europei dal perseguire nei loro recenti tentativi di 'accollare' ad Assad e alle sue truppe la 'colpa' di avere usato agenti nervini nelle battaglie contro i terroristi mercenari stranieri, visto che finora, per ammissione della stessa Corte Criminale Internazionale, gli unici usi di gas tossici in Siria sono ascrivibili solo e soltanto alle formazioni terroriste.
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domenica 2 giugno 2013
Laboratorio terrorista scoperto in Irak preparava fosgene e sarin per i wahabiti in Siria!!

La grande operazione antiterrorismo lanciata in quest'ultima settimana dal presidente irakeno Nouri al Maliki, dopo aver portato alla cattura di uno dei massimi leader qaedisti del Medio Oriente, ha ottenuto un altro importantissimo successo con il recente smantellamento di un laboratorio chimico terrorista in cui venivano sintetizzati fosgene e sarin per i mercenari wahabiti attivi in Siria.
Abbiamo già segnalato come, per tentare di accusare il Governo legittimo di Assad di uso di armi chimiche, i miliziani di Al-Nusra e Al-Qaeda in Siria siano stati forniti di granate a gas nervino, che dovevano fornire l'alibi per un intervento militare NATO; per fortuna tale complotto é stato portato avanti così male che persino le prefiche ipocrite dell'ONU e del cosiddetto 'Tribunale Internazionale' hanno dovuto ammettere che gli unici a usare gas tossico in Siria erano i terroristi stranieri.
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lunedì 23 gennaio 2012
Muore dopo tre anni di agonia Hanin abu Jalal, ragazza palestinese rimasta ustionata dal fosforo caustico sionazista!
Il violentissimo e brutale "pogrom" militare sionista ccontro la Striscia di Gaza, l'infame operazione "Piombo Fuso" ha celebrato cinque giorni fa il suo terzo anniversario, ma i suoi effetti nefasti non hanno cessato di tormentare la popolazione del ghetto palestinese e non soltanto dal punto di vista delle devastazioni materiali a cui, stante il bestiale regime di strangolamento economico imposto dal regime ebraico, non si é potuto ancora porre rimedio e riparazione.
Nella giornata di ieri Hanin abu Jalal, una ragazza palestinese che era rimasta gravemente ustionata dalle armi chimiche utilizzate senza riguardo contro la popolazione civile della Striscia dagli attaccanti sionisti é deceduta all'ospedale di Hadassah. La fanciulla era scivolata nel coma dodici giorni dopo aver subito un intervento chirurgico e vi é rimasta fino al momento della sua morte.
Nonostante abbia fatto uso di armi disumane come fosforo caustico, napalm e persino testate sperimentali a metalli inerti radiologicamente attivati (queste ultime "dono" della più snella che umana Dama Merkel, lo stesso tipo di arma già usata dal Mossad in Libano per uccidere Rafik Hariri) e nonostante esista un rapporto ufficiale ONU (il Rapporto Goldstone) che testimoni approfonditamente i crimini di guerra sionisti compiuti durante "Piombo Fuso" nessun processo é stato istruito dalla Corte Criminale Internazionale, nessuna accusa elevata contro gli Eicke e i Dirlewanger del XXI Secolo.
Il corpo di Hanin Jalal, ultima vittima del 'pogrom' sionazista, verrà portato all'ospedale Al-Makased a Gerusalemme prima di venire trasferito nella Striscia di Gaza per le esequie.
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domenica 8 gennaio 2012
Il "Nobel per la Pace" Obama massacra 30 civili somali con i suoi robot-assassini!
Era una bella casa, con cani e bambini.
Ti ricordi, Raúl? Ti ricordi, Rafael?
Federico, ti ricordi, ora che sei sottoterra,
ti ricordi della mia casa balconata,
dove la luce di giugno ti soffocava la bocca di fiori?
Fratello, fratello!
Tutto era gran voci, sale di mercanzie,
mucchi di pane palpitante,
mercati del mio rione di Argüelles, con la sua statua
come una seppia pallida tra i merluzzi:
l'olio era versato nel cucchiaio,
un profondo brusìo
di mani e piedi riempiva le strade,
metri, litri, acuta essenza della vita,
pesci accatastati,
intreccio di tetti nel freddo sole,
dove la freccia s'affatica,
fino avorio delirante delle patate,
pomodori in fila, in fila fino al mare.
E una mattina tutto era in fiamme,
e una mattina i roghi uscivan dalla terra,
divorando esseri, e da allora fuoco,
da allora polvere da sparo,
da allora sangue.
Banditi con aerei e con mori,
banditi con anelli e duchesse,
banditi con neri frati benedicenti,
arrivavan dal cielo a uccidere bambini,
e per le strade il sangue dei bambini,
correva semplicemente, come sangue di bambini.
Sciacalli che lo sciacallo schiferebbe,
sassi che il cardo secco sputerebbe dopo morsi,
vipere che le vipere odierebbero!
Pablo Neruda - "Spagna nel Cuore" (1938)
Sono trenta i civili somali che hanno avuto l' "onore" di venire ammazzati dal vincitore di un Nobel per la Pace, il mezzo keniota inquilino nero della Casa Bianca Barack Obama, fatti saltare in aria a brandelli dai missili hellfire e dalle bombe guidare scaricate sul povero sobborgo di Kisimayo chiamato Kuda, a 500 Km dalla capitale somala Mogadiscio, dai robot-terminator dell'Impero a stelle e strisce che (sarà anche vero) si appresta a tagliare 500 miliardi di dollari dalle spese militari, ma qualche 'spicciolo' per sterminare qualche africano lo riesce pur sempre a trovare.
Sono ben undici gli edifici di Kuda totalmente distrutti dal "raid" dei droni americani, che si sono avvicendati sugli obiettivi in un vero e proprio carosello infernale a paragone del quale i bombardamenti a tappeto nazisti del 'Blitz' e persino i lanci di V-1 e V-2 sfigurano fin quasi a scomparire, ma non aspettiamoci una Norimberga per Obama, e nemmeno una menzione o una censura da parte di Ocampo e della Corte Criminale Internazionale, che serve anzi a colpire coloro che i 'democratici' bombardamenti yankee (vedi Milosevic e Karadzic) li hanno subiti, non chi li commissiona!
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lunedì 19 dicembre 2011
Legale israeliano difenderà Gheddafi jr dalle accuse dell'Aia, ennesimo favore del regime ebraico al clan dell'ex-dittatore libico!
L'avvocato Nick Kaufman, abitante della Palestina occupata dall'entità sionista ed ex-Pubblico accusatore per conto del Regime Ebraico in Gerusalemme occupata (dove ha contribuito a infliggere pesanti condanne a molti detenuti e perseguitati politici palestinesi) ha ufficialmente accettato di assumere la difesa di Saadi Gheddafi, figlio del dittatore libico recentemente deposto e ucciso.
Il legale sionista, confermando la notizia poco dopo la sua diffusione ha confermato che il suo cliente si trova attualmente in Niger, sottoposto a sorveglianza e impossibilitato a muoversi autonomamente. Egli deve rispondere di accuse mossegli presso la Corte criminale internazionale dell'Aia. I crimini in questione riguarderebbero principalmente appropriazioni indebite, minacce ed estorsioni compiute all'ombra del potere paterno e solo addebiti minori riguarderebbero il periodo della rivolta e della guerra civile.
L'assunzione della difesa da parte di un legale del regime dell'Apartheid la dice lunga sugli ottimi rapporti che, esclusa qualche occasionale "sparata" propagandistica buona per coloro che ci credevano, legavano la Libia gheddafiana con Tel Aviv. Ricordiamo come il regime ebraico mosse mari e monti per cercare di tenere in sella Gheddafi fino all'ultimo: spedendogli in aiuto mercenari del Sud Sudan e del Darfur inquadrati da compagnie di 'soldati di ventura' dirette da ex-militari sionisti, muovendo le sue pedine curde e palestinesi per rifornire di armi e munizioni i suoi pretoriani.
Del resto, la nonna di Gheddafi era un'Ebrea convertita all'Islam (deumme), ma per la mentalità razzista sionista é sempre il ramo materno (che rende la discendenza sempre certa) che 'fa' l'ebraicità di una persona; se non fosse stato intrappolato come un topo in un tubo di cemento fuori Sirte Gheddafi (ma solo lui, non i suoi figli, generati da donne arabe!) avrebbe persino potuto fare 'aliya' e stabilirsi nella Palestina occupata come cittadino israeliano a tutti gli effetti!
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sabato 17 dicembre 2011
Il Nobel per la Pace Tawakkul Karman accusa i Sauditi: "Volete destabilizzare lo Yemen perché temete la sua Rivoluzione!"
"Prima che la Rivoluzione prendesse 'ufficialmente' il via i Sauditi hanno messo in opera i loro piani per indebolire e destabilizzare lo Yemen, in modo da tentare di sviarne o rallentarne il cammino verso la Democrazia", questa la netta e pesantissima accusa lanciata contro l'ultima monarchia assoluta del globo dal Nobel per la Pace Tawakkul Karman durante il suo recente incontro con una delegazione parlamentare inglese. La Karman ha accusato la Casa di Saoud di essere pronta a far scorrere fiumi di sangue in tutta la Penisola Arabica pur di mantenersi immune dal 'contagio' benefico della Primavera Araba.
Il Nobel per la Pace ha lanciato un appello al Consiglio di Sicurezza Onu e alla Corte penale internazionale perché rompano il muro di silenzio e di omertà che circonda la crisi yemenita, mentre tutti gli outlet mediatici occidentali sono pieni di titoli su inesistenti 'repressioni' in quei paesi che gli interessi imperalistici (fra cui figurano preminentemente quelli sauditi) vorrebbero destabilizzare e aggiogare.
In tutte le città dello Yemen si svolgono quotidiane manifestazioni contro l'implementazione degli accordi firmati da Saleh il 23 novembre scorso (guardacaso in Arabia Saudita) che danno tutta una serie di protezioni e garanzie ai membri del vecchio regime, lui primo fra tutti, mettendoli al di là della giustizia. La popolazione yemenita ha rifiutato questi 'accordi' che non rispettano la sua volontà di giustizia e ha giurato di continuare le manifestazioni e la lotta fino a ottenere la piena soddisfazione delle sue richieste.
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martedì 6 dicembre 2011
Immagini sconvolgenti dei bombardamenti su Taizz, quattro morti e sei feriti nelle ultime ore!
Dopo le dozzine di morti causate dai bombardamenti delle forze pro-Saleh contro la città meridionale di Taizz altre dieci vittime (sei feriti e quattro morti) si aggiungono alla conta dei corpi; grazie alla televisione iraniana PressTV siamo in grado di mostrarvi queste immagini mozzafiato degli scontri in corso negli ultimi giorni.
Nonostante migliaia di abitanti abbiano scelto di abbandonare la zona urbana abbastanza loro concittadini sono restati per dare il via a una ennesima manifestazione di migliaia e migliaia di persone che hanno ribadito la loro contrarietà a ogni salvaguardia del dittatore dimissionario, invocando per lui persino la pena capitale, in termini inequivoci (vedi foto).
Nonostante l'esplicita richiesta del Nobel per la Pace 2011 Tawakkul Karman la cosiddetta 'Corte dell'Aia' non ha iniziato alcuna indagine sui crimini del Presidente yemenita, evidentemente troppo impegnata a tenere bordone ai piani imperialisti contro Siria e Sudan per occuparsi dei VERI crimini contro l'Umanità.
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Il Sudan rispedisce al mittente i mandati di cattura dell'Aia, tribunale filoimperialista venduto agli interessi Usa e sionisti!
Forte presa di posizione della Repubblica del Sudan contro le continue aggressioni cui Khartoum e i suoi governanti sono sottoposti da oltre dieci anni, aggressioni commissionate a Washington e Tel Aviv di cui si fanno esecutori materiali i pagliacci della 'Corte criminale internazionale' che, anziché perseguire criminali che da oltre mezzo secolo attentano alla Pace come Shimon Peres, anziché spiccare mandati di cattura contro Tzipi Livni ed Ehud Olmert, anziché richiedere agli Usa l'estradizione di George Bush Jr, preferiscono prendersela con il legittimo capo di Stato di tutto il Sudan, Omar Bashir e, ora, anche con il Ministro della Difesa Abdelrahim Mohamed Hussein (foto sopra).
L'accusa cucinata da Moreno Ocampo, a cui solo pochi giorni fa il Nobel per la Pace Tawakkul Karman ha invano chiesto di perseguire il dittatore di Sanaa Ali Saleh, senza ottenere più che vaghe e fumose parole, é, ovviamente, legata al fantomatico 'Genocidio del Darfur', impostura già usata per forzare Khartoum ad accettare lo stupro della sua integrità territoriale. In realtà in Darfur non si é compiuto alcun genocidio, ma piuttosto atti intrecciati di violenza sporadica nel corso di anni e anni, senza alcuna organicità e, soprattutto, alcun disegno persecutorio e tantomeno sterminatore.
In un comunicato recentemente rilasciato dal portavoce delle Forze armate sudanesi, Colonnello Al-Sawarmi Khaled Saad, e riportato dall'agenzia ufficiale cinese Xinhua si legge che la richiesta di arresto spiccata dallo strabico tribunale filoimperialista viene rispedita al mittente e le viene rifiutata alcuna considerazione, non solo, ma che le Forze armate di Khartoum si faranno preciso impegno di portare a termine con successo il loro programma di riarmo, rinnovo e riorganizzazione, con l'obiettivo di garantire al meglio l'indipendenza e la sicurezza del Paese, nonché la sua integrità territoriale.
![]() |
Carri Armati "Al-Bashir" (copia su licenza del Type-80 II cinese) in parata a Khartoum durante una festa nazionale. |
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martedì 29 novembre 2011
Il Nobel per la Pace yemenita tenta di deferire il tiranno Saleh alla Corte penale internazionale!
"Missione impossibile" della nobile e coraggiosa avvocatessa yemenita Tawakkul Karman, insignita dalla Reale accademia di Svezia del Premio Nobel per la Pace appena pochi mesi fa, all'Aia, in Olanda, dove, durante un incontro di una quarantina di minuti con Luis Moreno Ocampo ha tentato di convincere la Corte penale internazionale della necessità di incriminare Ali Abdullah Saleh, dittatore di Sanaa in apparenza sul punto di lasciare il potere, per oltre trent'anni di crimini contro l'Umanità culminati nei sanguinosi tentativi di repressione delle proteste di cui lei stessa é stata icona e portavoce.
Missione impossibile perché un tale invito avrebbe senso solo e soltanto se la Corte penale internazionale fosse un vero e autonomo organismo di ricerca della Giustizia e difesa dei Diritti dell'Uomo, anziché una congrega di giullari e buffoni al soldo delle ubbìe e delle convenienze delle potenze occidentali, che la usano come comoda 'foglia di fico' per giustificare i loro interventisimi e le loro ingerenze di matrice puramente imperialistica.
La Corte penale internazionale, siamo certi che la Karman lo imparerà dopo questa sua infruttuosa trasferta, non serve a condannare i Mubarak, i Saleh, i Ben Ali, i Re Saoud, i Re Al-Khalifa di cui l'Occidente avido e corrotto si serve per umiliare e sfruttare i popoli del Terzo Mondo, essa serve invece a perseguitare i Milosevic, gli Omar Bashir, i Gheddafi (eventualmente) che all'avido Occidente o si oppongono oppure non permettono completamente i propri comodi, nel qual caso si trova sempre qualche accusa fasulla o dimolto gonfiata in base alla quale imbastire l'ennesima "guerra umanitaria" secondo la definizione Blairiana.
Gli unici che possono far pagare a Saleh il fio dei suoi crimini sono le sue stesse vittime, sgretolando il suo potere e portandolo nella più vicina approssimazione yemenita di Place de la Concorde.
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venerdì 25 marzo 2011
Il Ministro degli Esteri egiziano mette in guardia Israele: "Stop ai raid militari contro la popolazione di Gaza!"
Fonti diplomatiche interne al Ministero degli Esteri egiziano hanno riportato che il titolare del dicastero Nabil el-Arabi, ha inviato una inequivoca nota di censura a Rafi Barak, Direttore generale del Ministero degli Esteri dello Stato ebraico, "mettendo in guardia" Tel Aviv a proposito delle conseguenze dell'attuale escalation militare in atto contro la popolazione civile della Striscia di Gaza.
Rafi Barak, fotografato a un meeting ministeriale con indosso una cravatta che sarebbe discutibile persino per un giro tra i tavoli verdi di Atlantic City... |
Il Ministro degli Esteri cairota ha anche condannato le affermazioni rese da Amos Gilad, capo del settore politico del Ministero della Guerra di Tel Aviv (già emissario israeliano presso il Cairo, posizione da cui venne 'giubilato' per grave insubordinazione nei confronti di Ehud Olmert), che ha minacciato più volte di rompere unilateralmente gli accordi di pace con l'Egitto nella convinzione che il nuovo Egitto post-Mubarak 'non voglia la pace' con lo Stato sionista. El-Arabi ha fatto notare. nel suo messaggio, come invece siano proprio gli avventurismi militari contro Gaza e le improvvide dichiarazioni di personaggi di secondo piano del Governo israeliano, forse in cerca di qualche minuto di notorietà, a costituire il primo e più grave pericolo per il mantenimento della più che trentennale pace fra Egitto e Israele.
In notizie correlate, Nabil el-Arabi ha anche conferito con José Luis Moreno Ocampo, Procuratore generale della Corte Criminale Internazionale dell'Aia segnalandogli l'opportunità di ascoltare i richiami che da parte palestinese si levano per l'istruzione di un processo contro i responsabili dei numerosi crimini di guerra perpetrati contro i civili di Gaza durante il tristemente famoso 'pogrom' militare israeliano consumatosi tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, durante il quale vennero uccise oltre 1400 persone, tramite l'utilizzo anche di armi vietate dalle convenzioni internazionali tra cui bombe a grappolo, fosforo bianco, napalm ed esplosivi a metallo denso inerte.
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