Mantenendo quanto abbiamo promesso in occasione dei nostri primi due articoli in merito continuiamo ad aggiornare il nostro pubblico sulla questione ucraina, sul palcoscenico della quale torna prepotentemente il Presidente legittimo Viktor Yanukovich con una sua conferenza tenuta Rostov-sul-Don, in territorio federale russo, durante la quale ha dichiarato la sua intenzione di continuare a lottare per la legittimità democratica.
Quanto si é svolto ultimamente a Kiev e nell'Ovest del paese, ha detto Yanukovich, non é altro che l'opera di gruppuscoli di vandali mercenari e fascisti che intendono controllare l'Ucraina attraverso il terrore. Yanukovich ha annunciato che cercherà in ogni modo di dare applicazione all'accordo sottoscritto con le opposizioni legittime poco prima dell'esplosione dei torbidi di Kiev.
Ha dichiarato che le elezioni annunciate per il prossimo maggio sono illegittime e che é sua intenzione mantenere l'unità e l'integrità territoriale dello Stato. Yanukovich ha anche dichiarato che tornerà sul suolo ucraino non appena avrà assicurazioni in merito alla sicurezza della sua persona e a quella della sua famiglia.
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venerdì 28 febbraio 2014
Da Rostov il Presidente legittimo Yanukovich dichiara: "Continuerò la mia lotta contro i vandali mercenari e fascisti!"
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giovedì 26 aprile 2012
Gang sionazista israeliana incita a "bruciare" gli studenti palestinesi! Ecco la 'democrazia' del regime ebraico!
"Im Tirtzu" é un gruppo extraparlamentare sionista, fascista e razzista nel quale si "fanno le ossa" i giovani teppisti ebrei indottrinati fin dall'infanzia all'odio verso i legittimi abitanti della Palestina che resistono all'occupazione e rifiutano di venire intimiditi e sradicati con la minaccia dello sterminio e dell'annientamento fisico costantemente praticata dalle forze militari e di polizia del regime dell'Apartheid ebraico. Siccome gli studenti palestinesi dell'Università di Gerusalemme avevano protestato recentemente per dimostrare la loro solidarietà ai prigionieri politici in sciopero della fame i giovani sionazisti si sono lasciati andare sul loro sito web a ogni sorta di appello alla violenza contro di essi.
"Devono essere bruciati", ha suggerito uno dei 'camerati' con la svastica a sei punte, "Dobbiamo ammazzarli tutti", rincarava la dose un altro, avendo bene appreso la lezione di Himmler e Rosenberg, "L'Università é nostra, dobbiamo cacciarli", si limitava a dire uno, "accontentandosi" di una discriminazione accademica senza arrivare all'uccisione o allo sterminio. E così via, in un rosario di commenti sempre più bigotti, sempre più razzisti, sempre più intrisi di quella violenza verbale che, rafforzatasi a sufficienza nel meccanismo del 'branco' poi arriva a esplodere invariabilmente anche nei fatti.
La parlamentare palestinese Haneen Zoabi ha indicato che la pagina web del movimento fascista sionista "E' il classico esempio del clima e dell'atmosfera prevalenti in Israele, dove simili gruppi sentono la connivenza delle autorità e scatenano contro i cittadini arabi campagne di odio, di persecuzione fisica e psicologica". La Zoabi ha colto l'occasione per denunciare il clima di ostilità che pervade la società israeliana ormai a ogni livello, cui contribuiscono, alimentandolo ed esasperandolo, autorità locali, civili, religiose e poliziesche.
"Devono essere bruciati", ha suggerito uno dei 'camerati' con la svastica a sei punte, "Dobbiamo ammazzarli tutti", rincarava la dose un altro, avendo bene appreso la lezione di Himmler e Rosenberg, "L'Università é nostra, dobbiamo cacciarli", si limitava a dire uno, "accontentandosi" di una discriminazione accademica senza arrivare all'uccisione o allo sterminio. E così via, in un rosario di commenti sempre più bigotti, sempre più razzisti, sempre più intrisi di quella violenza verbale che, rafforzatasi a sufficienza nel meccanismo del 'branco' poi arriva a esplodere invariabilmente anche nei fatti.
La parlamentare palestinese Haneen Zoabi ha indicato che la pagina web del movimento fascista sionista "E' il classico esempio del clima e dell'atmosfera prevalenti in Israele, dove simili gruppi sentono la connivenza delle autorità e scatenano contro i cittadini arabi campagne di odio, di persecuzione fisica e psicologica". La Zoabi ha colto l'occasione per denunciare il clima di ostilità che pervade la società israeliana ormai a ogni livello, cui contribuiscono, alimentandolo ed esasperandolo, autorità locali, civili, religiose e poliziesche.
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sabato 12 marzo 2011
Saad Hariri rischia di riportare il Libano ai tempi della guerra civile
| Saad Hariri saluta la sua poltrona di Primo Ministro...bye bye! |
| Il falangista fascista Amine Gemayel (a destra) e l'ex carcerato Samir Geagea, miliziano squadrista e assassino. |
| Murale celebrativo della milizia Amal, braccio armato del partito laico della comunità sciita libanese. |
| Plotone di miliziani del Partito socialista della Nazione siriana |
Il Presidente della Camera Nabih Berri ha lodato la "triade" della difesa nazionale poggiata sui cardini Esercito-Popolo-Resistenza, giudicandola soluzione ideale e ottimale per conservare le prerogative di autonomia della nazione libanese; in una intervista con il quotidiano As-Safir Berri ha reitrato come tale dottrina difensiva era accettata e persino propugnata da Hariri non più tardi di alcuni mesi fa; il fatto che adesso essa sia "diventata un problema", proprio quando Hariri non é più capo del Governo, fa intuire come tale 'inversione di marcia' abbia più a che fare con la ripicca infantile di chi vuole 'rompere il giocattolo' piuttosto che lasciarlo in mano ad altri piuttosto che con qualunque preoccupazione legalistica o istituzionale.
Michel Aoun, capo del Libero Movimento patriottico, dal canto suo, ha duramente attaccato la campagna di Hariri dichiarando: "Personalmente sono orgoglioso della Resistenza e dei suoi risultati, essa é un importante puntello che mantiene il Libano saldo e libero, preservando la nostra dignità nazionale; alcuni sostenitori di Hariri hanno cercato di lanciare improbabili paragoni con la mia campagna contro le milizie quando, ancora Generale, cercai di ristabilire l'autorità dello Stato dopo tredici anni e passa di guerra civile, bene, io dico che tali paragoni sono assurdi e improponibili, allora le milizie si affrontavano sul corpo stesso della nazione, sbranandolo a ogni scontro, oggi le forze della Resistenza agiscono all'interno di una cornice istituzionale unicamente contro minacce esterne e, con il passare del tempo, la loro integrazione con l'Esercito nazionale diventerà ancora più solida e inestricabile".
dei suoi alleati dell'8 marzo, in grado di dare 'parecchi grattacapi' ad Hariri e soci e sufficienti a trasformare coloro che oggi, vanamente, vogliono indossare la toga degli accusatori, in imputati che dovranno presto salire sul banco per subire il severo giudizio del popolo e della nazione libanese.
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giovedì 10 febbraio 2011
Inaudito! Ministro degli Esteri spagnolo attaccato da teppisti ebrei ad Hebron. L'esercito sionista lascia fare e non interviene!!
Abbiamo già segnalato in numerosi nostri articoli come le bande di coloni ebrei fondamentalisti costituiscano una pedina insostituibile nella strategia razzista di Israele, lo stato dell'Apartheid, che se ne serve come sgherri "illegali" per aggredire, angariare, perseguitare i cittadini palestinesi a cui vuole rubare terre e villaggi, scatenandoli in veri "pogrom" e raid devastatori e, fin troppo spesso, persino omicidi.
Questi criminali non soltanto godono dell'appoggio e della complicità dell'esercito e della polizia sionista ma, in un prossimo futuro, costituiranno addirittura un bacino privilegiato di reclutamento per quest'ultima, chiudendo virtualmente il cerchio dell'indottrinamento al razzismo e alla violenza che tanti passi in avanti ha fatto nello Stato ebraico a partire dalla sempre più massiccia estremizzazione del rabbinato militare e con la diffusione di ideologie razziste e fasciste nella società israeliana proprio a partire dalla leva obbligatoria.
| Il "ceffo" Itamar Ben Gvir, sul suo viso si possono leggere chiaramente i segni di una personalità disturbata. |
Adesso un nuovo marchio d'infamia si aggiunge al "cursus" della teppaglia degli insediamenti; nella giornata di mercoledì 9 febbraio, infatti, un pattuglione di settler guidati dall'estremista Itamar Ben Gvir (un elemento che in qualunque altro paese tranne che in Israele sarebbe habitué delle patrie galere) ha addirittura osato aggredire e insultare un Ministro degli Esteri dell'Unione Europea: la spagnola Trinidad Jimenez.
La Jimenez stava visitando la cittadina palestinese di Hebron in compagnia di Kamil Hamid, suo sindaco e di un piccolo corteo di rappresentanti locali e operatori dei media quando, all'uscita della Moschea di Ibrahimi una pattuglia di teppisti con a capo Ben Gvir ha dato vita a un'intollerabile e indegna gazzarra, serrandosi sotto il gruppo delle autorità e urlando sguaiatamente insulti e irriferibili oscenità.
Il Ministro socialista, per nulla smossa dall'esibizione dei Lumpen ivi raccolti, ha provato a comunicare con loro, spiegando in inglese che la sua presenza in terra di Palestina non deve essere percepita come minacciosa o ostile da nessuno, senza che il crasso ed esagitato Ben Gvir desse segno di essere in grado di capire il messaggio. Durante tutto lo sviluppo della situazione, che ha rischiato di degenerare in violenza più di una volta, gli scalmanati coloni ebrei sono rimasti in piena vista di una pattuglia mista di poliziotti e militari israeliani, che non hanno ritenuto di dover intervenire.
Il Sindaco Hamid, in seguito, ha definito l'episodio come un'intimidazione di stampo fascista, che ha potuto avere luogo grazie alla complicità della polizia e dell'esercito sionista.
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