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mercoledì 12 aprile 2017

UNCLE AHMAD STRIKES BACK! Ahmadinejad sottopone la sua candidatura per le Presidenziali iraniane!

Siamo in grado di confermare, grazie al sostegno del comunicato ufficiale dell'agenzia stampa IRNA (outlet ufficiale del Governo di Teheran) che Mahmoud Ahmadinejad, due volte presidente della Repubblica Islamica dal 2005 al 2013, ha presentato ufficialmente richiesta di potersi candidare alle prossime elezioni presidenziali.

sabato 7 giugno 2014

Amichevole e franco confronto tra Hassan Saqr dell'SSNP e l'ambasciatore cubano a Beirut!!

Il responsabile anziano degli Affari Esteri dell'SSNP libanese Hassan Saqr si é incontrato con l'ambasciatore cubano nel Paese dei Cedri Rene Prats Jao; nel corso del loro meeting sono state discusse le particolarità e i dettagli dei rapporti di amicizia e cooperazione tra Cuba e il Partito Socialista Nazionale Siriano e come riuscire ad approfondirle e svilupparli ulteriormente.

L'amicizia e la fiducia che lo Stato cubano, nato dalla rivoluzione popolare e patriottica castrista, ripongono nell'SSNP, formazione non Marxista, ma ugualmente devota agli ideali di Patria e Socialismo, dimostra quanto intimo sia il legame tra queste due realtà e come quanti, come certi frequentatori di centri sociali nostrani, vogliano tralasciare l'elemento 'Patria' nei loro arzigogoli ideologici per omaggiare chimere come un malinteso 'Internazionalismo' o uno stucchevole e caramelloso buonismo, finiscano in ultimo per tradire anche il Socialismo, non importa quante falci e martello o quante tee-shirt di Che Guevara inalberino alle loro ridicole manifestazioni (magari indette per celebrare i mercenari della NATO in Libia e Siria!).

L'ambasciatore cubano Prats Jao ha voluto ovviamente congratulare Saqr per il risultato delle recenti elezioni presidenziali siriane che, stante l'ideale Pan-Siriano che anima l'SSNP, sono state sentite dall'ala libanese del Partito con una tale forza e trasporto che non sarebbe stata inferiore se la chiamata alle urne avesse riguardato Beirut, Tiro e Sidone anziché Damasco, Idlib, Homs e le altre metropoli e province della Siria.

giovedì 29 maggio 2014

Al-Sisi "sbanca" le presidenziali egiziane col 92 per cento dei consensi, affluenza alle urne paragonabile alle precedenti elezioni!

Si squaglia come un gelato sotto la Sfinge anche l'ultima 'profezia' pronunciata dai Fratelli Musulmani e poi ripresa dagli stipendiati dell'OTPOR sorosiana che avevano previsto urne deserte e affluenza sotto il dieci per cento alla chiamata al voto presidenziale, come se gli islamisti a libro paga di Doha e i liberisti ammanigliati con la CIA e la Casa Bianca avessero qualche tipo di 'trademark' sulla Democrazia tale da inficiare e rendere 'antidemocratico' qualunque confronto popolare che li escluda.

Invece, nonostante l'anomala ondata di caldo che ha colpito in Primavera il Nord dell'Egitto (dove si concentra la maggior parte della popolazione) e che ha portato ai picchi massimi di affluenza ai seggi nelle ore serali e notturne (tanto da costringere le autorità a estendere di 24 ore il periodo di votazione), poco meno del cinquanta per cento degli aventi diritto ha partecipato alle elezioni presidenziali.

Le elezioni che sancirono la presidenza di Mohamed Mursi registrarono dati di afflusso identici e possiamo affermare con certezza che, senza bizzarrie del clima (purtroppo sempre più frequenti anche nel bacino Mediterraneo, come anche noi verifichiamo nella nostra vista quotidiana) le percentuali di voto sarebbero state anche più alte.

martedì 13 maggio 2014

Al-Sisi dichiara: "Se il Popolo lo chiederà il trattato di Camp David sarà rivedibile ed emendabile!"

Una bella "bordata" alla propaganda filo-ikhwan che da più parti vorrebbe dipingere l'Ex-generale egiziano Al-Sisi come un collaboratore di Usa e Israele e come lo 'strangolatore' di Gaza (come se il 'fratello musulmano' Mursi nei suoi dodici mesi al potere assoluto abbia mai fatto qualcosa per la Striscia assediata), quella che é arrivata recentemente dal Cairo sottoforma di una dichiarazione ai media dello stesso aspirante presidente egiziano, impegnato in questi giorni nei primi atti della sua campagna elettorale.

"Certamente, se il Popolo egiziano dovesse richiederlo, bisognerà considerare il Trattato di Pace di Camp David come rivedibile, emendabile" ha affermato lo stesso Abdel Fattah al-Sisi ai microfoni della televisione nel corso di una intervista in diretta rilasciata avantieri.

Certamente, ne siamo ben consci, in Egitto dichiararsi critici nei confronti dell'impopolare capitolazione di Camp David (capitolazione tanto più odiosa e insensata perché seguì l'innegabile successo dell'attraversamento del Canale di Suez e della distruzione della Linea Bar-Lev) é un po' come in Italia dichiararsi contrari alle tasse sulla casa, un argomento di sicura presa che, nei termini generici in cui lo ha espresso Al-Sisi "non impegna più di tanto".

Pure, se il buon giorno di vede dal mattino...

lunedì 28 aprile 2014

Accordo tra il Generale Al-Sisi e il Partito Arabo Democratico Nasserista! Importante segnale in vista delle presidenziali!!

Mentre le fognette della stampa prezzolata italiota, sia che prendano ordini dalla sinagoga di DeBenedetti o dall'asfittico pollaio confindustriale (dove i 'galletti' dell'imprenditoria nazionale attendono di venire trasformati nei capponi di domani dalle 'illuminate' mani invisibili del mercatismo e della globalizzazione strisciante) si concentrano a diffamare il potere giudiziario egiziano per aver fatto nient'altro che il suo dovere: difendere lo Stato dagli eversori islamisti che ricorrono al terrorismo e alla violenza e averlo fatto con gli strumenti e le leggi a disposizione, ivi compresa la condanna a morte, emessa anche nei confronti del mandante ultimo delle violenze terroriste ikhwanite, Mohamed Badieh, Palaestina Felix dal Cairo recepisce e dà risalto a una notizia ben diversa ma a nostro giudizio molto più indicativa e rilevante.

Come dimostra questa foto di gruppo il Generae Al-Sisi, dimissionario dalla sua carica per poter prendere parte alle prossime elezioni presidenziali, ha fatto visita al quartier generale del Partito Arabo Democratico Nasserista (formazione frutto della fusione tra quattro diversi partiti nasseristi precedenti) e ha siglato coi suoi dirigenti un memorandum d'intesa per la loro partecipazione al Governo del paese dopo una prevista (e probabile) vittoria alle presidenziali dell'ex-militare.

Questo fatto costituisce un ottimo presagio per il futuro del Paese del Nilo, visto che un recupero della tradizione nazionalista, patriottica e socalista che segnò le sorti della Nazione tra la cacciata del corrotto Farouk e il tradimento filoamericano consumato da Sadat tra 1974 e 1979 sembra la maniera migliore per restituire orgoglio, fierezza, unità e dignità a una popolazione che tra 2011 e 2013 ha rischiato di precipitare dalla stagnazione paludosa del regime di Mubarak all'oscurantismo ikhwanita incarnato dalla Fratellanza Musulmana e da ridicoli personaggi come Mohamed Mursi.


giovedì 24 aprile 2014

Quaranta terroristi si arrendono alle truppe di Assad! Arsenali e depositi di armi smantellati in varie zone del Paese!!

Quaranta terroristi mercenari si sono consegnati abbandonando le armi alle autorità siriane nei dintorni della città di Homs, dove nel frattempo le unità governative hanno completato le operazioni di bonifica e rimozione di congegni esplosivi e riserve di armi e munizioni lasciate da gruppi armati nel quartiere di Jub al-Jandali.

Un grande arsenale di armi ed equipaggiamenti é stato poi ritrovato e smantellato nei dintorni di Qusayr, località già da lungo tempo ripulita di ogni presenza terrorista. Grazie alle recenti vittorie dell'Esercito siriano e dei suoi alleati é praticamente certo che nelle prossime consultazioni presidenziali il voto possa liberamente svolgersi nella maggioranza dei distretti e dei collegi.

martedì 18 febbraio 2014

L'ex-generale egiziano Sami Anan ha annunciato la propria candidatura a Presidente!!

Mentre dopo la recente e importantissima visita moscovita il Mondo attende con ansia l'annuncio della candidatura del Generale Al-Sisi alla poltrona presidenziale egiziana un suo ex-collega delle Forze Armate, Sami Anan, ha rotto gli indugi e dichiarato ufficialmente che si proporrà per la stessa carica nelle prossime elezioni che colmeranno il vuoto lasciato dalla deposizione manu militari dell'ikhwanita Mohamed Mursi.

Per ora si ha solo un comunicato del suo Ufficio Stampa, ma presto a esso seguirà una estesa conferenza durante la quale Anan spiegherà a fondo i motivi della sua candidatura e lancerà ufficialmente la propria campagna elettorale.

In attesa di una dichiarazione ufficiale di Al-Sisi é certo che un altro candidato presidenziale sarà il leader del Partito Nasserita Hamdeen Sabahi. Del resto é chiaro che non vi saranno esponenti di partiti religiosi in lizza essendo gli stessi stati messi fuorilegge dal movimento correttivo dei generali che sono intervenuti nella vita politica egiziana per porre un freno alla spirale di settarismo estremista che rischiava di gettare il principale paese arabo del Nordafrica in una spirale di instabilità e caos.

domenica 4 agosto 2013

Hassan Rohani é ufficialmente il settimo presidente della Repubblica Islamica dell'Iran!

Con una sobria e partecipata cerimonia trasmessa in diretta televisiva che ha pressoché paralizzato il paese dai quartieri di Teheran fino ai più distanti villaggi, dalle rive del Caspio fino alle coste del Golfo Persico, il Leader supremo della Rivoluzione Ali Khamenei ha investito ufficialmente il nuovo presidente Hassan Rohani del ruolo e dei poteri che si é conquistato con la sua brillante vittoria elettorale nelle consultazioni del 14 giugno scorso, dove ottenne oltre trentasei milioni di preferenze.

Nato il 13 dicembre 1948 a Sorkeh, nella Provincia di Semnan Rohani iniziò la propria educazione religiosa nel seminario di Semnan a soli 12 anni prima di spostarsi nella città sacra di Qom, dove si perfezionò nello studio della Giurisprudenza islamica, nel 1969, a Teheran, si laureò in Legge prima di trasferirsi in Scozia dove si specializzò alla Caledonian University di Glasgow.

Il giuramento ufficiale di Rohani si terrà nella giornata di oggi, domenica 4 agosto 2013, di fronte a un parterre d'eccezione che comprenderà gli inviati e i rappresentanti di moltissime nazioni, da quelle confinanti e circonvicine ansiose di stabilire buoni rapporti con la potenza regionale emergente, dagli alleati storici come Siria e Libano a quelli più recenti come Irak, Russia e numerosissimi paesi latinoamericani.

sabato 15 giugno 2013

Hassan Rohani é il nuovo Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran!!!

Con appena uno 0,70 per cento dei voti a scongiurare un ballottaggio il centrista Hassan Rohani é diventato il successore di Mahmoud Ahmadinejad sulla poltrona di Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran.

Nato il 13 dicembre 1948 a Sorkeh, nella Provincia di Semnan Rohani iniziò la propria educazione religiosa nel seminario di Semnan a soli 12 anni prima di spostarsi nella città sacra di Qom, dove si perfezionò nello studio della Giurisprudenza islamica, nel 1969, a Teheran, si laureò in Legge prima di trasferirsi in Scozia dove si specializzò alla Caledonian University di Glasgow.

Attivo nella contestazione del tiranno Reza Palhevi fin dai primi vagiti del movimento che avrebbe portato alla Rivoluzione Islamica, dopo il ritorno di Khomeini in patria venne inviato più volte all'estero come 'ambasciatore' e portavoce della neonata Repubblica Islamica grazie alla sua perfetta padronanza dell'Inglese, dell'Arabo e del Francese.

Durante la guerra di difesa contro l'aggressione dell'Irak di Saddam Hussein, burattino dell'imperialismo, Rohani ricoprì molte cariche di prestigio come membro dell'Alto Consiglio di Difesa, Comandante della Difesa Aerea e persino Vicecapo delle Forze Armate iraniane.

Si contano i voti per le Presidenziali iraniane: il termine ultimo di voto rimandato QUATTRO VOLTE per l'alta affluenza!

Con grande compostezza e ordine si sono svolte in tutto il territorio della Repubblica Islamica Iraniana le operazioni di voto per l'undicesima elezione presidenziale (contornata da consultazioni minori di natura locale e municipale), un evento che ha esercitato un vastissimo richiamo sulla popolazione che, dai villaggi sulle rive del Caspio fino ai sobborghi della metropoli Teheran, da Isfahan a Bandar Abbas, da Khorramshar a Qom a Shiraz si sono recati a milioni alle urne.

Il dato finale sull'affluenza non é certo, si parla di oltre il settanta per cento, ma é certo notevole il fatto che il termine ultimo per le votazioni  é stato rinviato ben quattro volte, ciascuna per un'ora, per l'evidente impossibilità di far votare tutte le persone che, pazientemente, hanno atteso in fila per ore davanti ai seggi.

Che differenza con l'occidente, dove ormai la maggioranza dei cittadini sa benissimo che qualunque frego faccia sulla scheda gli indirizzi di politica del suo paese (da quella internazionale fino a quella locale) vegono ormai decisi in ristrettissimi comitati d'affari strettamente 'bipartisan' e strettamente fedeli a Usa e Sion e quindi preferiscono disertare le inutili urne come ha mostrato la recente, vergognosa affluenza alle consultazioni comunali!

martedì 11 giugno 2013

Mohamed Reza-Aref dice: "Ciao ciao!" alla corsa alla Presidenza dell'Iran!

Appena un gioeno dopo che aveva, berlusconianamente, promesso di creare "Un Milione di Posti di Lavoro" in caso di una sua elezione il candidato 'riformista' Mohamed Reza-Aref ha annunciato il proprio ritiro dalla competizione elettorale per la Presidenza della Repubblica Islamica.

Come avevamo correttamente previsto nel nostro precedente articolo il ritiro del candidato 'principlista' (= 'conservatore' nella parlance politica iraniana) Haddad-Adel ha scatenato una immediata reazione nel campo avverso, ora, in caso di ulteriori forfait da parte dei candidati rimasti in lizza si potrebbe parlare addirittura di vero e proprio 'effetto domino'.

Come ci si aspettava, Reza-Aref ha concesso il proprio ritiro in cambio di un formale impegno da parte del candidato riformista favorito dalla sua mossa, cioé Hassan Rohani, di venire chiamato a riempire la poltrona di Vicepresidente in caso di sua vittoria elettorale.

Il candidato Haddad-Adel annuncia il suo ritiro dalle Presidenziali per favorire la confluenza dei voti su Velayati!

In quello che potrebbe rivelarsi un importante punto di svolta nella competizione elettorale per la presidenza dell'Iran il candidato Gholam-Ali Haddad-Adel ha annunciato il suo ritiro dalla corsa, senza dubbio deciso per facilitare l'affermazione dell'Ex-ministro degli Esteri Ali Akbar Velayati, che così aumenta sensibilmente il proprio bacino di consensi.

Adel e Velayati fanno parte della fazione "principlista", che comprende i politici particolarmente ligi ai principi fondamentali della Repubblica Islamica, all'esempio dell'Ayatollah Khomeini e alla lettera della "Velayat-e-Fiqh". Altro esponente di questa corrente é il candidato Qalibaf; se ora anche lui seguisse l'esempio di Adel, Velayati vedrebbe le sue chance di una vittoria al primo turno aumentare esponenzialmente, visto che i candidati 'riformisti' sono ancora entrambe in gara e giocoforza dividerebbero il pool dei propri sostenitori.

Ma non é detto che proprio l'esempio di pragmatismo politico principlista non precipiti il ritiro di uno dei due candidati riformisti.

lunedì 3 giugno 2013

I servizi segreti iraniani smantellano una rete di agenti sauditi e del Mossad che si preparavano a sabotare le elezioni!

Un nuovo brillante successo del controspionaggio di Teheran si é risolto nella scoperta e nella cattura di dodici persone reclutate con una operazione combinata di Mossad sionista e dei servizi segreti di Riyadh che si stavano preparando a una serie di attacchi violenti con congegni esplosivi da tenersi in concomitanza con le prossime elezioni presidenziali del 14 giugno.

Fonti del Ministero dell'Intelligence confermano che, oltre agli attacchi contro sedi elettorali, il gruppo stava anche preparandosi ad attentare alla vita di personaggi illustri delle minoranze etniche e religiose presenti nel territorio della Repubblica Islamica, allo scopo di fomentare dissidi e frizioni a sfondo settario.

Il controspionaggio iraniano negli ultimi anni si é mostrato sempre più abile a contrastare le trame delle potenze arroganti imperialiste e sioniste contro l'autonomia e l'indipendenza della Repubblica Islamica, come già dimostravano gli arresti contro i responsabili degli attentati contro il programma nucleare iraniano.

sabato 1 giugno 2013

I 'riformisti' iraniani ponderano se sacrificare un candidato dei due che sono stati accettati per le prossime presidenziali!

La 'corrente riformista' in Iran é composta da coloro che, per ingenuità o per calcolo, preferiscono far finta di non sapere che non esiste 'concessione' che la Repubblica Islamica possa fare nei confronti del campo imperialista-sionista che non verrebbe interpretata come 'segno di debolezza' e che non si risolverebbe in un INCREMENTO degli attacchi diretti e indiretti delle potenze arroganti contro Teheran, il suo popolo e la sua Rivoluzione; questo perché le questioni sollevate dagli imperialisti contro l'Iran non sono altro che PRETESTI. Quello che il mondo imperialista vorrebbe é solo e soltanto il crollo dell'Iran islamico e il suo ritorno a un regime di dittatura 'amica' di Tel Aviv e Washington come ai tempi dello Scià.

Adesso questi 'riformisti' si sono resi conto che avere due candidati (su otto) alle prossime elezioni presidenziali del 14 giugno, pregiudica la loro possibilità di attrarre consenso e, conseguentemente, stanno pensando di eliminarne uno (Mohammad Reza Aref ) con l'intesa che, qualora l'altro (Hassan Rohani) dovesse risultare vincitore lo chiamerebbe al suo fianco come Vicepresidente.

Noi di Palaestina Felix osserviamo questi rivolgimenti e riposizionamenti augurandoci, che, come già con l'elezione di Ahmadinejad e con la sua riconferma contro il pupazzo Moussavi, il popolo della Repubblica Islamica sarà in grado di capire quale candidato saprà meglio difendere le conquiste della Rivoluzione e gli interessi delle masse, non solo iraniane, ma di tutto l'Asse della Resistenza che si é irraggiato da Teheran attraverso tutto il Medio Oriente.

sabato 25 maggio 2013

Le interessanti riflessioni di Ali Reza Jalali sui candidati più accreditati per le Presidenziali iraniane!

Ancora una volta l'amico Ali Reza Jalali, di cui abbiamo recentemente segnalato la prima fatica saggistica, ci é venuto in aiuto offrendoci riflessioni e possibili pronostici sulle prossime elezioni presidenziali in Iran

 
Il prossimo 14 giugno gli iraniani dovranno recarsi alle urne per scegliere il successore di Ahmadinejad; di seguito riportiamo i nomi e le informazioni riguardo ai principali candidati in lizza:

1-    Said Jalili, attuale segretario generale del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (nominato qualche anno fa dal presidente Ahmadinejad), capo negoziatore iraniano per la vicenda del nucleare col gruppo internazionale del cosiddetto “5+1”. Verosimilmente il suo bacino elettorale saranno i ceti popolari, i giovani rivoluzionari e coloro che hanno istanze antimperialiste più marcate.

2-    Ali Akbar Velayati, ex Ministro degli Esteri tra gli anni ’80 e ’90, consulente della Guida per gli affari internazionali. Velayati prenderà i voti della borghesia religiosa, dei commercianti tradizionalisti e di chi è interessato alla stabilità economica ed istituzionale come principio supremo. Velayati è una persona che mette d’accordo diversi partiti e gruppi di potere.

3-    Qalibaf, attuale sindaco di Tehran, ben visto da certi ambienti “liberal” della metropoli iraniana.

4-    Haddad Adel, ex presidente del parlamento iraniano, uomo equilibrato, ma poco carismatico; può essere considerato come una via di mezzo tra Qalibaf, Velayati e Jalili. In un contesto del genere rischia di rimanere schiacciato dal maggiore carisma degli altri candidati.

5-    Hassan Rohani, dirigente di uno dei più importanti centri di ricerca strategica dell’Iran, ex responsabile dei negoziati sul nucleare iraniano con le potenze internazionali al tempo del governo Khatami, secondo alcuni, tra i principali sponsor e strateghi del caos post-elettorale in Iran nel 2009. Vicino ad alcuni leader politici e centri economici influenti del paese mediorientale, ha il sostegno di molti gruppi della sinistra islamica e dei riformisti. E’ considerato molto legato all’ex presidente Khatami, così come anche a Rafsanjani. Fu tra i principali sostenitori di Musavi nel 2009.

Infine, più in posizione da 'outsider', troviamo Moshen Rezaei, Mohammed Reza-Aref e Mohammed Gharazi, le cui chance di emergere vittoriosi dalla contesa elettorale sono a nostro avviso molto limitate ma che possono sfruttare questa occasione per rendersi conosciuti al grande pubblico e portare avanti una carriera politica proiettata nel futuro.

E' ancora presto per delineare un'ipotesi sull'esito della consultazione, ma è chiaro che la sfida si profila, come spesso accade in Iran, molto combattuta e la campagna elettorale, inizata ufficiosamente già da diverso tempo, porterà solo nell'ultima settimana antecedente al voto ad un delineamento maggiore. In generale però possiamo dire che Said Jalili, è uno dei papabili per la vittoria finale, magari incalzato da Velayati e Qalibaf. I temi più importanti della campagna elettorale sono stati e saranno quelli riguardanti le politiche economiche, la promozione della stabilità istituzionale e sociale e i rapporti con l'Occidente.

mercoledì 22 maggio 2013

Ecco gli otto candidati che si contenderanno la poltrona di Ahmadinejad nelle prossime presidenziali iraniane!

A quattordici mesi dalle elezioni parlamentari il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, organo di controllo costituzionale della Repubblica Islamica dell'Iran ha 'scremato' la lista degli aspiranti candidati alle prossime elezioni presidenziali per la successione di Mahmoud Ahmadinejad che si terranno il 14 giugno limitando la competizione a otto personalità.

Saranno il parlamentare Gholam-Ali Haddad-Adel, il Segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale Saeed Jalili, Il Segretario del Consiglio d'Espedienza Mohsen Rezaei e il Presidente del Centro di Ricerca Strategica Hassan Rohani a contendersi la carica insieme all'ex Vicepresidente Mohammad-Reza Aref, al Sindaco di Teheran Mohammad-Baqer Qalibaf, all'Ex-ministro per le Telecomunicazioni Mohammad Gharazi, e all'Ex-ministro degli Esteri, Ali-Akbar Velayati.

Hashemi Rafsanjani, veterano della politica iraniana fin dai tempi della Rivoluzione Islamica e della Guerra Imposta contro Saddam Hussein (che già due mandati fa cercò di contendere la Presidenza a un Ahmadinejad allora considerato 'outsider' delle elezioni) si é visto bocciare la candidatura. Evidentemente il Consiglio dei Guardiani considera che la sua generazione debba lasciare il passo libero a politici più giovani e più al passo con la società iraniana attuale.

mercoledì 4 luglio 2012

Sabha: "La situazione al varco di Rafah é ancora lontana dall'ideale!" ma forse l'assedio alla Striscia ha i giorni ormai contati!

 Il Direttore del Dipartimento dei confini presso il Ministero dell'Interno del legittimo Governo palestinese, Maher abu Sabha, ha recentemente confermato che l'incremento del numero dei transiti permessi dalla Striscia di Gaza verso l'Egitto attraverso il valico di Rafah, autorizzato negli ultimi giorni dalle autorità del Cairo, si sta rivelando "a malapena bastevole" per compensare i gravi disagi dovuti alla totale chiusura del varco durante le operazioni di voto presidenziale e di ballottaggio che hanno innalzato il candidato dell'Ikhwan Mohammed Mursi alla più alta carica istituzionale egiziana.
"Non é possibile parlare di 'miglioramenti' nella situazione dei transiti attraverso Rafah, e la lentezza delle procedure di registrazione e transito é la stessa di prima" ha dichiarato Sabha a un inviato dell'agenzia 'Palestine Information Center' nella giornata di ieri, aggiungendo poi: "Non possiamo sentirci soddisfatti dalla situazione attuale, fino a quando le operazioni di Rafah non saranno portate allo stesso livello di quelle degli altri 13 varchi di confine egiziani, dove i passeggeri transitano speditamente 24 ore su 24".
Il neopresidente del Cairo Mohammed Mursi ha a più riprese dichiarato la propria disponibilità ad "aiutare il popolo palestinese"; dichiarazione che alle orecchie di molti, primi tra tutti i residenti del ghetto costiero assediato dal regime sionista, si traduce immediatamente con "aprire una volta per tutte il varco di Rafah e porre fine all'assedio della Striscia".

Mubarak teneva il confine chiuso, in connivenza con lo strangolamento ebraico della Striscia; i generali dello SCAF hanno aperto il transito a 1500 passeggeri al giorno, mantenendo il blocco delle merci, adesso il numero di transiti permessi é aumentato, ma la speranza é che presto non vi siano più 'tetti' al passaggio delle persone e che anche le merci possano riprendere a fluire, non solo verso Gaza ma anche dagli orti, dalle serre e dai frutteti della Striscia verso l'Egitto.
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sabato 30 giugno 2012

Il Presidente Mursi dichiara in Piazza Tahrir: "Nessuno potrà più permettersi di dare ordini all'Egitto democratico e islamico!"

Il Presidente egiziano Mohammed Mursi ha rivolto un discorso alla nazione dalla celeberrima Piazza Tahrir, luogo simbolo e fulcro della Rivoluzione che ha liberato il paese dalla tirannia filoamericana e filosionista di Mubarak, Rivoluzione che non avrebbe mai potuto avere successo se non fosse stato per il decisivo sostegno dell'Ikwhan, la Fratellanza Musulmana il cui Partito di Libertà e Giustizia ha prima fatto la parte del leone (47.9 per cento dei voti) nelle elezioni parlamentari di dicembre 2011 (recentemente annullate per le pressioni della Junta militare di Tantawi) e poi ha conquistato la Presidenza proprio con Mursi, battendo il candidato della restaurazione Ahmed Shafiq, attualmente latitante negli emirati del Golfo Persico per accuse di malversazione e corruzione.
"Grazie al vostro sostegno completeremo la transizione a uno stato completamente democratico e civile che sarà nazionalista, costituzionale, moderno e islamico!" ha dichiarato Mursi a centinaia di migliaia di sostenitori in visibilio che affollavano la piazza.
Il neopresidente ha giurato di raggiungere gli obiettivi della Rivoluzione affermando che il suo potere e la sua legittimità risiede nel popolo e che nessuno, personaggio o istituzione, può dirsi assoluto dal popolo e dal suo volere. Mursi ha anche assicurato che "nessuno darà più ordini all'Egitto" e che l'autonomia del Cairo sullo scenario internazionale sarà il faro guida del suo mandato.
Mursi giurerà oggi di fronte alla Corte Costituzionale, lo stesso organo che su pressione dei Generali ha annullato le elezioni e sciolto il Parlamento poco prima del ballottaggio delle presidenziali. In seguito comunicherà la lista dei Ministri per il suo primo Governo.
Uno dei primi impegni che si assumerà sarà quello di convincere il Consiglio Supremo delle Forze Armate ad abbandonare i poteri che si é arrogato recentemente e ad accettare di sciogliersi senza esitazioni o procrastinazioni in maniera che si possano organizzare nuove elezioni politiche in un clima sereno e senza spade di Damocle che incombano sul loro risultato.
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giovedì 28 giugno 2012

Il legittimo Premier palestinese Ismail Haniyeh supera ancora il cacicco Abbas nel gradimento dei Palestinesi!

Secondo recenti indagini demoscopiche l'attuale capo del legittimo Governo palestinese Ismail Haniyeh godrebbe ancora di un buon margine di preferenze nel gradimento della popolazione palestinese, che, se chiamata alle urne per scegliere chi mandare a occupare (dopo oltre tre anni dalla scadenza dell'ultimo mandato) la poltrona presidenziale tra l'attuale Premier e l'Ex-presidente Abbas (il cacicco di Fatah che senza titolo ha continuato a occuparla dal gennaio 2009 a oggi), non avrebbero dubbi nello scegliere il primo dei due per l'incarico.

Ovviamente a seconda degli istituti statistici la percentuale di distacco varia da un'incollatura (due punti percentuali) a un margine ben più ampio (nove, dieci punti in un caso) e ovviamente il divario tra i due possibili candidati é ben più vasto a Gaza, dove la popolazione ha potuto verificare con mano l'efficienza del Governo di Hamas pur tra tutte le difficoltà dell'assedio illegale e dei continui attacchi militari sionisti e meno nella West Bank dove, nonostante la connivenza e l'inanità di Fatah e della sua 'Anp' di fronte alle prepotenze e alle persecuzioni sioniste di militari dell'occupazione e coloni giudei fanatici e armati, molte famiglie dipendono dalla corrotta gestione degli 'aiuti occidentali' portata avanti da Abbas e complici per poter sopravvivere.
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lunedì 25 giugno 2012

I massimi dirigenti di Hamas si congratulano con Mohammed Mursi, nuovo Presidente egiziano e alfiere della Fratellanza Musulmana!


Il Leader del Politburo di Hamas Khaled Mishaal e il Premier del legittimo Governo palestinese Ismail Hanyieh hanno fatto le loro congratulazioni telefoniche al neopresidente egiziano Mohammed Mursi, il primo a venire eletto democraticamente nella Terra dei Faraoni, una volta che anche il Consiglio militare di Tantawi non ha avuto scelta (con quattro giorni di ritardo su quanto annunciato) di dichiararlo ufficialmente vincitore dei ballottaggi tenutisi recentemente.
 
L'Ufficio Informazioni del Movimento Hamas, in un comunicato stampa ha riportato come Mishaal abbia augurato al leader dell'FJP "ogni successo nel condurre l'Egitto verso il progresso e la prosperità illuminate dall'Islam politico, unica soluzione ai problemi del paese, faro verso cui tutto il mondo arabo e islamico devono volgersi al più presto".
 
Ismail Haniyeh, dal canto suo, ha augurato "la miglior fortuna" a Mohammed Morsi a partire dall'obiettivo di condurre presto il paese a nuove elezioni politiche dopo che quelle di novembre sono state annullate dai generali e per strappare a questi i poteri di budget e di veto riguardo la Costituzione che si sono arrogati nel 'vuoto di poteri' causato da quella balzana decisione.
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