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giovedì 18 gennaio 2018

Abbas fa "Huff e Puff" cercando di convincere qualcuno di 'essere in rotta' con gli Usa!

E' abbastanza divertente seguire le evoluzioni verbali (puramente verbali vista l'ormai veneranda età anche se non ci sembra di ricordare che in gioventù sia mai stato molto atletico) dell'ormai "scadutissimo" Presidente dell'Anp Mahmud Abbas.

Con lungo discorso tenuto recentemente al Comitato Centrale dell'OLP Abbas ha cercato di far passare l'idea di essere personalmente in rotta con l'Amministrazione Trump e con il Dipartimento di Stato Usa.

venerdì 23 dicembre 2011

Hamas e Jihad Islamica entrano nell'OLP i tempi dell'egemonia di Fatah sono ormai ufficialmente finiti!


Si é svolto un rapido e segretissimo vertice al Cairo, nella giornata di ieri, tra dirigenti di Fatah e delle fazioni minoritarie dell'OLP, durante il quale é stato formato un apposito comitato con lo scopo di includere il Movimento musulmano Hamas e l'Organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina nella storica organizzazione di liberazione, da cui finora le due forze erano sempre rimaste escluse, pur essendo la prima l'organizzazione politica vincitrice a maggioranza assoluta delle ultime elezioni politiche e la seconda una forza che, pur non potendo rivaleggiare con Hamas o Fatah, ha visto negli ultimi vent'anni crescere costantemente il proprio seguito e la propria importanza,

Del Comitato, si é venuti a sapere a vertice concluso, farà parte ufficialmente Khalid Mishaal, leader supremo di Hamas e la sua prima riunione é stata fissata per il prossimo 15 gennaio. Uno dei partecipanti al vertice ha rivelato (pur volendo mantenere l'anonimato) che Mishaal ha personalmente detto ad Abbas che: "Hamas in questo momento vuole concentrarsi sulla resistenza pacifica e sulla creazione di un consenso internazionale attorno ai Diritti del popolo di Palestina, lasciando le attività armate in secondo piano e solo come strumento di risposta a eventuali attacchi e provocazioni sioniste".

Azzam al-Ahmad, esponente di spicco di Fatah ha detto: "Questo é il primo e più importante frutto, finora, della riconciliazione; ormai il processo é stato messo in moto e non é più possibile farlo tornare indietro, da qui in oltre possiamo soltanto fare passi aventi". Sconcertate e inconsulte, come al solito, le reazioni di parte sionista. Dimostrando come debole e senza polso sia la leadership di Benji Netanyahu non solo sul suo Esecutivo di Ultradestra, ma persino sui suoi stessi compagni di partito, appena le prime notizie in merito all'accordo Hamas/Jihad/OLP si sono diffuse nel regime ebraico ogni ministro, sottosegretario e generale che avesse accesso a un microfono o a un outlet mediatico si é affrettato a rilasciare dichiarazioni incendiarie e caotiche, che bene danno la misura dell' "ognuno per sé" che ha libero corso nella compagine di 'Governo' di Tel Aviv.

Palma dell'imbecillità questa volta va a buon diritto a Yisrael Katz, Ministro dei Trasporti, che, anziché dedicarsi alle incombenze del suo dicastero ha pensato bene di invitare il Governo ad "annettere immediatamente" la West Bank e la Striscia di Gaza, lanciandovi nel contempo una campagna militare di repressione. Proprio una dichiarazione...del Katz!

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sabato 26 novembre 2011

La Jihad Islamica accoglie con favore il rinnovato accordo di riconciliazione tra Hamas e Fatah!


Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha rilasciato un messaggio in cui accoglie con entusiasmo e favore la rinnovata disposizione delle due fazioni palestinesi maggioritarie Hamas e Fatah a riprendere il sentiero per la riconciliazione nazionale con impegni chiari e una tabella di marcia prefissata che porterà al rinnovo sia del Consiglio Legislativo Palestinese che dell'ufficio di Presidente dell'Anp.

Il Dipartimento di Informazione radiofonica della Jihad ha dichiarato: "Il futuro del popolo di Palestina e la strategia del lavoro patriottico richiedono profonde deliberazioni con partecipazione e impegno di tutte le fazioni, tenendo conto delle possibilii variabili e delle condizioni pre-esistenti".

Tra il 20 e il 22 dicembre prossimi si terrà un meeting dell'OLP che comprenderà tutte le fazioni politiche e resistenziali palestinesi, per discutere, tra le molte altre cose, dell'avvicinamento alle elezioni e della condotta della Resistenza nel frattempo.
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mercoledì 4 maggio 2011

L'OLP saluta la riconciliazione nazionale come trampolino verso la fine dell'Occupazione sionista!


L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, tramite il suo Comitato esecutivo, ha condannato i tentativi israeliani di "ricattare" l'Anp e la fazione Fatah che la controlla nel tentativo di ostacolare il ruo 'reapprochement' con Hamas, ha hanche richiesto la condanna internazionale delle pratiche israeliane.

In un comunicato stampa l'Organizzazione ha dichiarato che le trasformazioni politiche che stanno attraversando il Medio Oriente e il Mondo Arabo, insieme con la posizione presa dalla comunità internazionale a livello ufficiale e di opinione provano che: "Non esiste futuro per il regime di Occupazione, né per qualunque forza che intenda reprimere la volontà popolare e le sue aspirazioni".

Il Comitato ha espresso la sua completa e totale confidenza che una condanna internazionale delle pratiche "piratesche" di Israele velocizzerebbe il processo di 'decomposizione' dell'Occupazione e la definitiva liberazione dei territori palestinesi.

Il comunicato stampa ha anche stigmatizzato la decisione israeliana di impedire il trasferimento delle entrate fiscali che spettano all'Anp, chiamando tale decisione "un ulteriore atto di ricatto e intimidazione col quale Israele cerca di influenzare indebitamente i processi politici interni palestinesi, e procrastinare sine die l'adesione agli impegni che pure avrebbe sottoscritto durante la ratifica del processo di pace".

Il Comitato, infine, ha lodato il ruolo egiziano nel facilitare l'intesa palestinese dichiarando che la fine della divisione del fronte politico interno apre "realistiche prospettive di rafforzamento decisivo della Causa palestinese, grazie alla quale uno stato autonomo e indipendente non é più un sogno o un'aspirazioe, ma una prospettiva concreta".

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domenica 1 maggio 2011

Hanyieh: "Se Israele non trae le conseguenze della riconciliazione Hamas-Fatah l'OLP dovrebbe cancellare il suo riconoscimento di Tel Aviv!"


Il Primo Ministro del Governo palestinese, Ismail Hanyieh, ha chiesto all'OLP di ritirare la sua dichiarazione di riconoscimento dello Stato ebraico qualora Tel Aviv si rifiutasse di riconoscere la riconciliazione tra Hamas e Fatah e collaborare col nuovo governo di unità nazionale che uscirà da questo importante accordo di riconciliazione.

"Non vi può essere giustificazione alcuna per continuare a riconoscere chi non accetta di sedersi a un tavolo con i legittimi rappresentanti del popolo palestinese, da esso liberamente scelti".

Hanyieh ha dichiarato che la riconciliazione arriva a mettere la parola 'fine' a un periodo difficile e doloroso per la Palestina e tramite essa sono gli interessi primari del popolo palestinese a essere beneficiati, "Non ci interessa nulla di cosa pensa Israele in merito, o gli Stati Uniti, o chiunque altro".

Il Premier palestinese ha specificato di essere certo che le intenzioni sincere dei contraenti e l'atmosfera positiva in cui si é stilato l'accordo di massima per la riunificazione nazionale lo inducono all'ottimismo per la prima volta da lungo tempo a questa parte.

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