Un certo numero di compagnie iraniane hanno tenuto una sessione con una delegazione commerciale dalla Cina per conferire l'espansione della cooperazione su progetti basati su polimeri.
Secondo la Vicepresidenza del Comitato per la Scienza e la Tecnologia, una delegazione commerciale dalla Cina ha recentemente visitato l'Iran per conoscere le capacità delle società iraniane operanti nel campo della nanotecnologia e adottare misure pratiche per la realizzazione di progetti comuni.
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domenica 20 gennaio 2019
La Partnership Strategic Sino-Iraniana si estende al campo della nanotecnologia dei polimeri!
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martedì 6 novembre 2018
Russia e Cina di nuovo unite per un grande progetto: un elicottero pesante da trasporto per il XXI secolo!
Russia e Cina hanno completato i colloqui e sono pronte a firmare un contratto per la creazione di un elicottero pesante da trasporto, ha annunciato Viktor Kladov, Direttore per la Cooperazione Internazionale e la Politica Regionale della corporazione hi-tech statale russa, la Rostec, ai giornalisti in una conferenza stampa tenutasi nella giornata odierna.
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lunedì 11 giugno 2018
Rohani attivissimo a Qingdao, incontra sette Capi di Stato e Premier e sigla quattro protocolli d'intesa con la Cina!
Confermando che la Repubblica Islamica Iraniana non é affatto preoccupata della 'fuga' delle timide compagnie occidentali, il Presidente Hassan Rohani ha compiuto in questo week-end in cui ha partecipato a Qingdao al vertice della SCO un vero e proprio tour-de-force diplomatico ed economico.
In due giorni Rohani ha incontrato i Capi di Stato della Repubblica Popolare Cinese, della Mongolia, della Russia, del Pachistan, dell'Afghanistan e il Premier indiano Narendra Modi.
In due giorni Rohani ha incontrato i Capi di Stato della Repubblica Popolare Cinese, della Mongolia, della Russia, del Pachistan, dell'Afghanistan e il Premier indiano Narendra Modi.
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martedì 17 gennaio 2017
Cinque memoranda d'intesa siglati a Teheran: la Siria ha "fame" di tecnologia made in Iran!
Il Vicepresidente iraniano Is'hagh Jahangiri e il Premier siriani Imad Khamis hanno firmato a Teheran 5 memoranda che permetteranno alla Repubblica Araba di accedere ai frutti della ricerca e della tecnologia iraniane.
Questi importanti accordi avvicinano ancora di più la Repubblica Islamica a Damasco.
Khamis, che é stato accolto nel prestigioso Palazzo Saadabad, nella parte Nord di Teheran, ha portato con sé una delegazione di imprenditori e di responsabili politici tutti interessati a infittire le già ottime relazioni siro-iraniane nei rispettivi campi di competenza.
Questi importanti accordi avvicinano ancora di più la Repubblica Islamica a Damasco.
Khamis, che é stato accolto nel prestigioso Palazzo Saadabad, nella parte Nord di Teheran, ha portato con sé una delegazione di imprenditori e di responsabili politici tutti interessati a infittire le già ottime relazioni siro-iraniane nei rispettivi campi di competenza.
lunedì 19 dicembre 2011
Completato l'accordo di scambio prigionieri con la liberazione di 550 perseguitati politici palestinesi!
Il regime di occupazione ha eseguito ieri la seconda parte degli accordi stipulati col Movimento di Resistenza Hamas per la liberazione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, liberando 550 prigionieri politici palestinesi. Il rilascio della seconda tranche di detenuti porta finalmente a 1047 il numero di detenuti che hanno riguadagnato la libertà grazie alla fermezza e alla dedizione dei dirigenti di Hamas.
Tra i 550 liberati 41 provengono dalla Striscia di Gaza, 2 sono Giordani e 507 della West Bank; tra di loro vi sono sei donne. Tra di essi si annoverano membri di tutte le fazioni e i partiti palestinesi. I 41 nativi di Gaza sono stati riportati nella Striscia attraverso il varco di Karem Abu Salem, venendo accolti da una folla festante di parenti e amici che li hanno attesi pazientemente per ore.
Il numeroso gruppo di Cisgiordani sono stati ricevuti da una delegazione di rappresentanti di tutte le fazioni, parlamentari del Consiglio legislativo e, ovviamente, congiunti e familiari. La lentezza da parte sionista nelle procedure di liberazione non é riuscita a rovinare la gioia di una grande giornata che degnamente corona la vittoria di Hamas nel braccio di ferro durato cinque anni con due differenti Governi dell'occupazione.
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giovedì 24 novembre 2011
Entro 20 giorni la liberazione dei 550 detenuti politici palestinesi ancora da rilasciare!
Si avvicina sempre più la data in cui il secondo gruppo di 550 detenuti politici palestinesi verrà rilasciata dalle carceri del regime ebraico secondo i termini della capitolazione sionista alle richieste di Hamas in cambio della restituzione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato durante un raid preventivo di Hamas contro la zona in cui l'esercito di occupazione stava radunando forze per attaccare la Striscia di Gaza.
Lo Sceicco Saleh al-Aruri, membro del Politburo di Hamas ha dichiarato nella giornata di ieri che, come ampiamente previsto dalla dirigenza del Movimento di Resistenza, avendo già ottenuto quello che volevano, i sionisti sono molto più riottosi e ostinati nel portare a termine i patti dell'accordo sottoscritto grazie alla mediazione egiziana.
Il regime dell'Apartheid infatti ha respinto ogni richiesta riguardo la possibilità di migliorare gli standard di liberazione dei prigionieri, come ad esempio effettuare loro un check-up medico, permettere la supervisione di personale umanitario internazionale e così via. Tel Aviv ha altresì rifiutato tutte le liste di liberazione proposte tramite la mediazione egiziana, riservandosi di scegliere chi verrà rilasciato.
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Le delegazioni di Hamas e Fatah sono ai blocchi di partenza per dare vita allo storico vertice del Cairo!
Ibrahim Al-Dirawi, Capo del Centro Studi palestinesi al Cairo ha dichiarato che le delegazioni della fazione Fatah e del Movimento di Resistenza musulmano Hamas si trovano al Cairo e stanno completando gli ultimi preparativi per il vertiche che si terrà nella giornata di oggi tra Mahmud Abbad e Khalid Mishaal.
Secondo quanto riportato dal Palestine Information Center il capo di Fatah e quello di Hamas sono arrivati rispettivamente l'uno martedì 22 e l'altro mercoledì 24, nonostante voci che avrebbero voluto il vertice rinviato a data da destinarsi a causa della protesta popolare che sta attualmente agitando le strade del Cairo e l'iconica Piazza Tahrir.
Dirawi ha annunciato che il vertice ruoterà soprattutto attorno ai mezzi concreti per superare lo stallo in cui si é bloccato il processo di riconciliazione nazionale siglato proprio al Cairo la scorsa primavera, compresa la formazione di un nuovo governo e il suo programma d'azione, insieme a progetti di riforma a modifica dell'Autorità nazionale palestinese.
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mercoledì 12 ottobre 2011
Netanyahu si preparerebbe a rilasciare 1400 prigionieri politici palestinesi in cambio di Schalit!
Dopo il collasso della bozza di accordo tedesca e quasi un anno di stallo delle trattative sono ripresi negli ultimi giorni, quasi con frenesia, i contatti tra il regime di occupazione e il Movimento di Resistenza Hamas per arrivare a un'intesa che porti, dietro la liberazione di un cospicuo numero di prigionieri politici palestinesi, al rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit che, arruolatosi nelle forze armate sioniste, é stato catturato dalle Brigate Al-Qassam mentre si preparava a violare i confini della Striscia di Gaza in un raid armato.
Da cinque anni e quattro mesi in mano ai Resistenti palestinesi, Schalit é stato offerto a più riprese come 'pedina di scambio' al Governo Olmert e a quello Netanyahu, ma l'ostinata intransigenza sionista ha sempre impedito ogni intesa in merito. Sembra che, elemento cardinale in questa possibile intesa, sia stata la mediazione dell'Egitto post-Mubarak.
Per quanto imponente possa parere la cifra di 1400 prigionieri politici da liberare in cambio di Schalit bisogna ricordare che sono tra i sette e gli ottomila i Palestinesi imprigionati nelle carceri israeliane per motivi connessi alla Resistenza. Alcuni di essi sono detenuti senza nemmeno che un'accusa precisa sia stata formulata nei loro confronti ('dentenzione amministrativa'); dozzine di bambini, poi, sono letteralmente nati in prigione da madri detenute e non ne sono mai usciti.
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martedì 5 luglio 2011
Jalili: "Nessun ostacolo alla creazione di un Asse d'intesa Iranian-Egiziano contro la prepotenza Usa e Sionista!"
In una recente intervista rilasciata all' "Al-Ahram", il più diffuso e prestigioso quotidiano d'Egitto, il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale Iraniana, Saeed Jalili ha dichiarato che il potenziale per un "saldo e solido asse di intesa tra il Cairo e Teheran" é uno dei più grandi 'assi' da giocare contro l'avventurismo e l'aggressività Usa e israeliana nell'area, elementi che, lasciati senza contrappeso, potrebbero scatenare instabilità e conflitti ancora più devastanti di quelli attualmente in atto. Palestina, Libia, Irak, Afghanista sono tuttora incendiate dall'oppressione imperialista, che cerca disperatamente di imporre la propria volontà con le armi e il terrore a popolazioni che non vogliono saperne di piegarsi verso Washington e Tel Aviv.
Jalili ha anche espresso in termini inequivoci la prontezza del suo paese a cooperare finanziariamente e tecnologicamente a progetti congiunti col Cairo, specialmente nell'ambito del settore energetico. Secondo il dignitario iraniano la caduta dell'autocrazia di Mubarak non é che un passo lungo un sentiero di rivendicazioni e affermazioni che saranno al contempo nazionali, democratiche e islamiche esattamente sulla scorta di quanto avvenuto in Iran nel 1979 con la caduta del pupazzo occidentale Reza Palhevi e l'avvento della Repubblica Islamica.
Anche in questo momento, ha articolato Jalili, vediamo gli Usa impegnati in tutta una serie di iniziative pericolose e dalle conseguenze imprevedibili, che non solo mettono in grave rischio la pace e la stabilità per milioni di persone ma, in ultimo, non fanno che rendere questa nazione e i suoi governanti sempre più odiati, ponendo le basi di successive future rivolte contro i suoi interessi e contro coloro che se ne fanno lacché.
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lunedì 30 maggio 2011
Shaath e Hanyieh si accordano sulla definitiva chiusura del "Dossier dei prigionieri" nel quadro della riconciliazione Hamas-Fatah
In un vertice tenuto ieri, domenica 29 maggio, l'esponente del Comitato Centrale di Fatah Nabil Shaath e il Premier palestinese Ismail Hanyieh (in rappresentanza del Movimento Hamas) hanno convenuto sulla urgente necessità di chiudere il dossier degli arresti politici avvenuti nei confronti di membri e simpatizzanti della fazione di Mahmoud Abbas e del Movimento religioso di Resistenza all'epoca della divisione politica e territoriale tra Striscia di Gaza e Cisgiordania, conseguita al tentativo fallito di Fatah di rovesciare con le armi il risultato delle democratiche e regolari elezioni politiche palestinesi tenutesi nel 2006.
Shaath ha assicurato il Primo Ministro Hanyieh che "la questione degli arresti politici sarà completamente chiusa in Gaza come nella West Bank e che, col numero dei detenuti in costante discesa il dossier potrà presto essere archiviato". In una conferenza stampa tenuta dopo il meeting il rappresentante di Fatah ha voluto sottolineare come la 'stella polare' del processo di normalizzazione attualmente in corso con Hamas é sempre stato il protocollo d'intesa cairota siglato il 3 maggio scorso, che "ha fornito indicazioni e procedure chiare per lo scioglimento di tutti i nodi e i punti di contesa".
Da parte sua Hanyieh ha tenuto a sottolineare l'importanza dell'immediato inizio delle procedure di costruzione della fiducia e di smorzamento della tensione, a partire dalla liberazione dei prigionieri, dall'abbassamento delle misure di sicurezza dall'addolcimento dei toni di messaggi e comunicati, "che abbiamo iniziato ad apprezzare da parte dei nostri interlocutori cisgiordani fin dai giorni immediatamente successivi alla firma". Il Premier ha concluso il suo intervento esprimendo la certezza che l'evitare del ripetersi di divisioni geografiche o politiche nell'arco delle organizzazioni palestinesi costituirà il prerequisito fondamentale per la difesa e la conquista di tutti i Diritti della Nazione palestinese: dall'Indipendenza entro confini statali certi e sicuri al Diritto al Ritorno per i profughi della Nakba e tutti i loro discendenti.
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mercoledì 4 maggio 2011
L'OLP saluta la riconciliazione nazionale come trampolino verso la fine dell'Occupazione sionista!
L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, tramite il suo Comitato esecutivo, ha condannato i tentativi israeliani di "ricattare" l'Anp e la fazione Fatah che la controlla nel tentativo di ostacolare il ruo 'reapprochement' con Hamas, ha hanche richiesto la condanna internazionale delle pratiche israeliane.
In un comunicato stampa l'Organizzazione ha dichiarato che le trasformazioni politiche che stanno attraversando il Medio Oriente e il Mondo Arabo, insieme con la posizione presa dalla comunità internazionale a livello ufficiale e di opinione provano che: "Non esiste futuro per il regime di Occupazione, né per qualunque forza che intenda reprimere la volontà popolare e le sue aspirazioni".
Il Comitato ha espresso la sua completa e totale confidenza che una condanna internazionale delle pratiche "piratesche" di Israele velocizzerebbe il processo di 'decomposizione' dell'Occupazione e la definitiva liberazione dei territori palestinesi.
Il comunicato stampa ha anche stigmatizzato la decisione israeliana di impedire il trasferimento delle entrate fiscali che spettano all'Anp, chiamando tale decisione "un ulteriore atto di ricatto e intimidazione col quale Israele cerca di influenzare indebitamente i processi politici interni palestinesi, e procrastinare sine die l'adesione agli impegni che pure avrebbe sottoscritto durante la ratifica del processo di pace".
Il Comitato, infine, ha lodato il ruolo egiziano nel facilitare l'intesa palestinese dichiarando che la fine della divisione del fronte politico interno apre "realistiche prospettive di rafforzamento decisivo della Causa palestinese, grazie alla quale uno stato autonomo e indipendente non é più un sogno o un'aspirazioe, ma una prospettiva concreta".
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martedì 3 maggio 2011
E' Fatta!!! Le fazioni palestinesi prendono lo slancio e firmano al Cairo il protocollo d'intesa in anticipo sui tempi annunciati!!!
Le principali fazioni politiche palestinesi hanno sorpreso i rappresentanti dei media e gli osservatori internazionali bruciando le tappe e firmando nella capitale egiziana il protocollo d'intesa per la riconciliazione nazionale già nella giornata di oggi, martedì 3 maggio 2011, anziché il 4 o il 5 come si era precedentemente ventilato. La firma odierna suggella definitivamente l'accordo raggiunto la scorsa settimana per porre termine a circa quattro anni di divisione interna risultata dal fallito tentativo di una parte di Fatah (istigata da Usa e Israele) di rovesciare con le armi il responso delle libere e democratiche elezioni del 2006, che avevano generato un Parlamento in cui la maggioranza dei candidati di Hamas era assoluta.
La cerimonia della firma non ha trascurato le fazioni e i partiti palestinesi minori, delegazioni di ben 13 organizzazioni hanno apposto le firme dei loro delegati sotto quelle delle due forze maggiori tra cui: Movimento per la Jihad islamica in Palestina, Fronte popolare per la Liberazione della Palestina, Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, Partito del Popolo palestinese ed altri ancora.
"Avevamo qualche rilievo da fare su determinati punti del documento, ma lo abbiamo comunque firmato in onore ai più alti interessi nazionali", ha dichiarato Walid al-Awad del PPP, "Abbiamo segnalato le nostre riserve ottenendo la promessa che verrano discusse successivamente, vogliamo dare ai Palestinesi motivo di festeggiare questa firma, e la maniera migliore é lavorare duro per implementare il prima possibile tutti i punti sottoscritti".
L'accordo prevede la nomina di un Governo tecnico che spiani la strada per le elezioni presidenziali e politiche da tenersi entro la primavera 2012, fino ad allora però sul terreno continuerà lo Status Quo, con Hamas in controllo della Striscia di Gaza e Fatah arbitro della Cisgiordania/West Bank; questo perché conferire piena autorità su tutto il territorio palestinese al nuovo esecutivo avrebbe comportato molti sforzi e difficoltà, rallentando quindi l'avvio del processo elettorale.
Da oggi a giovedì é previsto che i capi delle delegazioni palestinesi (specialmente Mahmud Abbas di Fatah e Khaled Mishaal di Hamas) si incontrino con molti ufficiali e dignitari della giunta egiziana di transizione, a sua volta impegnata a gestire il passaggio da una situazione di crisi alla legalità democratica.
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