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martedì 10 gennaio 2012

PFLP e Jihad Islamica criticano gli "incontri di Amman" tra Fatah e gli Israeliani: "Bisogna scegliere, o la Riconciliazione o questi inutili negoziati!"


Come già Ismail Radwan la scorsa settimana esponenti dell'Organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina e del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno duramente stigmatizzato i tentativi di Fatah di 'riavviare' tramite una serie di incontri (peraltro contraddistinti dal più irritante e soffocante unilateralismo israeliano) il cosiddetto 'processo negoziale' con l'entità sionista di occupazione.

Kayed al-Ghul, membro del CC del Fronte Popolare ha chiesto che Fatah smetta una volta per tutte di inviare negoziatori a questi "futili incontri", concentrando piuttosto le proprie attenzioni sugli sforzi per implementare definitivamente gli accordi di riconcliazione nazionale sottoscritti al Cairo in primavera e poi in autunno.

"Simili incontri" ha riferito Al-Ghul "permettono all'occupazione sionista di guadagnare tempo da investire nel proseguimento e nel perfezionamento delle sue pratiche di persecuzione etnica e occupazione militare". La Jihad Islamica, dal canto suo, ha definito il ritorno di Fatah al cosiddetto "tavolo negoziale" come un "vero e proprio gioco d'azzardo con gli inalienabili Diritti nazionali del popolo di Palestina".

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giovedì 5 gennaio 2012

Annuncio di Fatah: "Il tentativo di riprendere i negoziati con Israele é del tutto naufragato a causa dell'ostinato unilateralismo di Tel Aviv!"


Il leader della Fazione Fatah Mahmoud al-Aloul, parlando a una riunione di sostenitori tenutasi a Ramallah ha rivelato che il tentativo di "meeting" ad Amman tra esponenti dell'Anp e messaggeri dell'entità sionista di occupazione é totalmente naufragato senza alcun risultato di sorta, né con la prospettiva di un prossimo significativo miglioramento di una situazione rimasta esattamente nella posizione di stallo in cui la ripetuta e ostinata indisponibilità israeliana a interrompere le sue pratiche di annessione illegale di territori palestinesi, immissione negli stessi di colonizzatori ebraici e persecuzione sistematica della popolazione nativa attraverso gli attacchi e le distruzioni a immobili, reti acquifere e terreni agricoli la ha condannata da almeno due anni.

"La leadership dell'Anp si é presentata con spirito costruttivo all'incontro" ha detto Aloul, "ma ha verificato da subito la ferma volontà sionista di mantenere inalterato il suo atteggiamento, senza voler nemmeno considerare le richieste preliminari per un accordo negoziale". A quel punto, ringraziando la generosità dei giordani nel cercare di riattivare il processo di pace e fatte notare al "quartetto internazionale" come fosse la parte israeliana a rimanere ferma su posizioni volutamente ostruzionistiche, i negoziatori di Fatah hanno abbandonato il campo.

Aloul, in chiusura, ha espresso la speranza che sia una vasta e coordinata campagna di iniziative di Resistenza Popolare a forzare i sionisti a riconsiderare il loro atteggiamento e farli desistere dall'unilateralismo che ha caratterizzato il loro comportamento da quando é salito al potere il Governo razzista di Estrema Destra di Benji Netanyahu.
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sabato 3 dicembre 2011

Migliaia di partecipanti a sit-in invitano Fatah: "Ci dia una prova della volontà di riconciliazione liberando i detenuti politici!"


Un grande numero di cittadini cisgiordani ha partecipato all'usuale sit-in settimanale per chiedere la liberazione di tutti i detenuti politici rinchiusi nelle galere di Fatah, per la maggior parte militanti o simpatizzanti di Hamas, della Jihad Islamica e di altre organizzazioni palestinesi contrarie alla politica di sottomissione al regime sionista portata avanti finora dai cacicchi di Abbas.

Questa volta i dimostranti si sono fatti forza degli impegni per la riconciliazione nuovamente sottoscritti dall'ex-Presidente dell'Anp al Cairo, invitandolo a dare loro forza con dimostrazioni concrete come lo 'stop' alle persecuzioni politiche nella West Bank che, nonostante tutte le pretese di accordo, sono continuate senza variazioni apprezzabili da aprile fino ad ora. "Sì alla riconciliazione, no a ogni procrastinazione", é stato lo slogan maggiormente ripetuto durante il picchettaggio.

I partecipanti innalzavano foto e poster di dozzine e dozzine di prigionieri politici in mano a Fatah, insieme a cartelli che stigmatizzavano la politica di persecuzione e criticavano la condotta delle 'autorità' dell'Autorità nazionale palestinese in merito. La richiesta di rilascio incondizionato di tutti i prigionieri, rispetto dei diritti democratici e delle libertà personali veniva echeggiata anche nel volantino distribuito a cronisti e giornalisti, dove gli organizzatori del rally chiamavano Fatah e le sue 'forze di sicurezza' a praticare finalmente quel che finora hanno solamente predicato in occasione di vertici e meeting.
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domenica 23 ottobre 2011

Abbas e Mishaal si incontreranno al Cairo: uno indebolito dallo stallo all'ONU, l'altro rafforzato dalla liberazione dei prigionieri


Come due abili e consumati giocatori di 'backgammon' il capo di Fatah e Presidente 'de facto' dell'Anp Mahmud Abbas e il leader supremo di Hamas Khaled Mishaal si incontreranno al Cairo durante il mese di novembre; lo ha annunciato Izzat al-Rishiq durante una conferenza stampa tenutasi a Gaza nella giornata di ieri. "Hamas ha ogni intenzione di rendere questo incontro un successo", ha riportato l'agenzia Maan, citando lo stesso Rishiq, anche se, per ora, non si é parlato di date ufficiali.

E' prevedibile che Abbas tenterà di ritardare l'appuntamento il più possibile se avrà il sentore di un possibile riconoscimento ONU della sua richiesta di ammissione della Palestina al consesso internazionale; per quanto formale e vuoto, sarebbe comunque un successo diplomatico da poter mettere sul tavolo a fronte della colossale vittoria di Hamas che ha portato alla liberazione di centinaia e centinaia di detenuti politici.

D'altra parte, se la questione si trascinasse nel pantano in cui sembra scivolata dai 'giorni di fuoco' di settembre, quando la fazione Fatah sperava di poter ottenere un verdetto dall'assemblea newyorchese a stretto giro, allora probabilmente l'ex Presidente dell'Autorità nazionale palestinese (il cui mandato é scaduto da due anni e dieci mesi) potrebbe trovarsi in gravi difficoltà, con la popolarità del suo movimento ai minimi e gli impegni siglati a primavera per la Riconciliazione nazionale che chiederebbero a gran voce di venire rispettati.
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lunedì 26 settembre 2011

L'Ufficio Profughi di Hamas dichiara: "L'Occupazione sionista non ha diritto nemmeno a un centimetro di Palestina!"


Abbiamo già espresso con chiarezza il convincimento che l'attuale 'balletto' in corso di svolgimento al Palazzo di Vetro dell'ONU, a New York, per il 'riconoscimento' di un parziale e mutilato 'Stato palestinese' sulla base dei confini antecedenti l'aggressione alle spalle sionista del 1967 sia molto poco utile alla Causa nazionale palestinese, almeno tanto quanto é invece vitale per la sopravvivenza politica di Mahmud Abbas che ha trovato in esso una comoda scusa per rinviare 'sine die' il progresso del dialogo di riconciliazione con Hamas e con il resto del 'Fronte del Rifiuto'.

Abbiamo spiegato che, anche qualora venisse riconosciuto uno 'Stato' esteso solo sul 22 per cento della Palestina, intossicato dalla metastasi degli insediamenti ebraici e privo di continuità territoriale, si corre il gravissimo rischio che, per 'rimbalzo' automaticamente Tel Aviv consideri 'legittimata' la sua occupazione del 78 per cento della Palestina, invasa con la Nakba del 1948. Oggi, provando la fondatezza dei nostri convincimenti il Dipartimento di Affari dei Profughi del Movimento Hamas ha rilasciato un comuncato in cui "si obietta fortemente a qualunque ipotesi di 'abbandono' delle rivendicazioni sulla parte di Palestina occupata dall'entità sionista e si lancia un severo monito contro ogni ventilata 'rinuncia' al Diritto al Ritorno dei profughi e dei loro discendenti, parte delle richieste irrinunciabili e non-negoziabili della Causa palestinese".

Il comunicato asserisce la "totale legittimità di ogni opzione di Resistenza all'occupazione sionista, ivi compresa quella armata" e altresì denuncia "l'ipotesi di un eventuale ritorno al tavolo della trattativa, obiettivo chimerico e inutile come dimostrato dai 'frutti' -inesistenti- di diciotto anni di simile 'trattativa', seguita agli Accordi di Oslo". Il Vicepremier del legittimo Governo palestinese Mohammed Awad ha dichiarato anche che, prima di rivolgersi all'ONU per il riconoscimento formale di uno Stato palestinese Abbas avrebbe dovuto completare il processo di riconciliazione e formare un nuovo Governo, tecnico e di transizione, col compito di amministrare Gaza e Cisgiordania in preparazione di nuove elezioni parlamentari e presidenziali.
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venerdì 19 agosto 2011

Abbas, insieme a un 'codazzo' di cacicchi impresentabili, inaugura a Beirut l'ambasciata palestinese!


Il capo della fazione Fatah e Presidente (fino al 2009) dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas ha inaugurato l'ambasciata di Palestina a Beirut durante una sua visita di 48 ore nella capitale libanese. La sede diplomatica, già "delegazione" dell'Anp é stata trasformata in una rappresentanza a tutti gli effetti sotto gli occhi di un vasto parterre di ospiti che vedevano in prima fila il Premier Najib Mikati, capo dell'alleanza progressista che unisce LMP, Amal, Hezbollah, Marada, PSP, Federazione rivoluzionaria armena, SSNP, Partito socialista Baath.

Fra gli ospiti palestinesi si potevano notare il "negoziatore" Saeb Erekat, impegnato in tutti questi anni a prostrarsi e genuflettersi davanti a ogni diktat e ukase sionista e il capo dell'intelligence repressiva Majed Faraj, i cui uomini dovrebbero essere informati che una parte del suo movimento starebbe trattando una 'riconciliazione nazionale' con Hamas, giacché essi continuano ad arrestare e imprigionare sostenitori e membri della Resistenza musulmana in Cisgiordania esattamente come facevano prima di aprile.

Manifestazioni esteriori come l'apertura di un'ambasciata, per quanto utili a livello mediatico, in quanto mostrano il vasto supporto internazionale che esiste verso l'idea di uno Stato palestinese autonomo e indipendente lasciano però il tempo che trovano se sono lasciate in mano a 'cacicchi' tanto squalificati e impresentabili.
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giovedì 16 giugno 2011

Il Ministro tedesco Dirk Niebel visita la Striscia di Gaza, annuncia investimenti per 73 milioni di Euro!


Il Ministro tedesco per lo Sviluppo, Dirk Niebel, ha dichiarato durante la sua recente permanenza a Gaza, che la Riconciliazione Hamas-Fatah é "un importantissimo passo avanti" e che giocherà un ruolo decisivo nel "successo della soluzione a due stati". Niebel, durante una conferenza stampa tenutasi al Quartier Generale dell'UNWRA ha dichiarato che non può esistere una seria e consistente politica di sviluppo senza una soluzione dell'impasse in cui é caduto il processo negoziale nell'ultimo periodo, invitando il Regime ebraico a cancellare una volta per tutte l'assedio contro la popolazione civile di Gaza.

Il Ministro ha anche annunciato che la Repubblica Federale Tedesca investirà cinquanta milioni di Euro nell'impianto fognario a Est del campo profughi di Breij, nella fascia centrale della Striscia di Gaza, e tre milioni di Euro per la costruzione di nuove scuole in sostituzione di quelle bombardate e distrutte da israele durante il "pogrom" militare svoltosi tra dicembre 2008 e gennaio 2009. Un altro importante investimento (20 milioni di Euro) é stato annunciato per l'impianto fognario di Sheik Ajlin, visitato dallo stesso Niebel.

Niebel si é anche incontrato, subito dopo la visita a Sheik Ajlin, con l'Alto Commissario dell'UNWRA, Filippo Grandi.
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mercoledì 15 giugno 2011

Martedì prossimo incontro al Cairo per Abbas e Mishaal, per dirimere la questione dei prigionieri politici!

Rappresentanti di Hamas e Fatah hanno concluso una riunione al Cairo nella giornata di ieri; dai 'rumor' filtrati subito dopo il termine dell'incontro sembra che le procedure di riunificazione sotto l'egida dell'OLP tra le posizione dei due gruppi siano attualmente in fase di elaborazione.

L'incontro é stato aggiornato al 21 giugno e, per cercare di smuovere la situazione, sono stati convocati Mahmud Abbas e Khaled Mishaal, leader massimi delle due parti.

Sembra, come parzialmente confermato dal membro del Politburo di Hamas Ezzet al-Resheq, che il punto più 'caldo' della trattativa sia la questione dei prigionieri politici fatti da Fatah nel suo periodo di servile collaborazione con Israele.

La maggior parte dei cisgiordani, infatti, sosteneva e aveva votato per Hamas, che però, a causa del tentato Colpo di Stato di Fatah, si era dovuta ritirare nella Striscia di Gaza, in quanto meglio difendibile.

Il capo del Mukhabarat egiziano Murad Mufadi e il capo della "Sezione Palestina" dei servizi segreti del Cairo Mohammed Ibrahim hanno presenziato all'incontro.
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martedì 17 maggio 2011

Ghazi Hamad: "Mettetevi il cuore in pace, Hamas non riconoscerà MAI Israele!!"


Ghazi Hamad, Segretario dell'Autorità di Confine del Governo Hanyieh, già caporedattore dei quotidiani Al-Watan e Ar-Risala, da oltre un quarto di secolo attivo nelle fila del Movimento musulmano di Liberazione Hamas ha rilasciato una netta quanto chiara intervista all'emittente internazionale iraniana PressTV, durante la quale ha recisamente negato che possa esistere la benché minima possibilità che la sua organizzazione riconosca mai alcun "diritto all'esistenza" dello Stato ebraico dell'Apartheid, impiantato 63 anni fa su terra palestinese occupata.

"La Palestina appartiene ai Palestinesi, integralmente, non 'un poco', non 'una parte'; non é assolutamente pensabile o figurabile che Hamas rinunci a questo assunto, non é assolutamente possibile che Hamas permetta un'altra sovranità diversa da quella palestinese su alcuna parte del territorio, che sia Gaza, la West Bank, la Valle del Giordano o altrove.

"Gli sviluppi che ci sono stati recentemente (chiaro riferimento alla piattaforma di riconciliazione nazionale siglata al Cairo lo scorso 27 aprile insieme ai dignitari di Fatah e delle altre fazioni palestinesi minoritarie) non tolgono né cambiano niente alla determinazione di Hamas di perseguire i suoi obiettivi originari, anzi, sono da inquadrarsi nella strategia che Hamas ha seguito coerentemente dal 2000: integrarsi nell'OLP per riformarla dall'interno, prendere legittimamente e democraticamente il controllo dell'Autorità nazionale palestinese con la partecipazione e la vittoria elettorale, rafforzare i legami con ONG internazionali e altri Stati arabi e musulmani".

I sognatori della "Soluzione a due Stati" sono avvertiti, in Hamas non troveranno sponde o sostegno ai loro sogni stuporosi di lotofagi e mangiatori d'oppio.

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martedì 10 maggio 2011

Lo Sceicco Kuwaik rivela il piano di Hamas per ridimensionare e strutturare gli apparati di sicurezza palestinesi!


Lo Sceicco Hussein Abu Kuwaik (nella foto, sulla destra), leader di Hamas, ha dichiarato recentemente che speciali comitati saranno presto formati per studiare la maniera migliore di smantellare gli apparati di sicurezza palestinesi esistenti e ristrutturarli profondamente nell'ottica e nello spirito degli accordi di riconciliazione nazionale recentemente siglati al Cairo dai leader di Hamas, Fatah e delle fazioni minoritarie della Resistenza.

La rivelazione, fatta durante un programma informativo di Aqsa TV, ha chiarito come la situazione delle forze di sicurezza costituisca il vero "nocciolo" della riconciliazione, visto che con la ristrutturazione si vuole impedire a una fazione di minoranza di poter tentare di usare la forza per disconoscere e ribaltare il consenso della maggioranza politica e parlamentare, come Fatah ha tentato di fare quattro anni fa.

Ovviamente Hamas dovrà fare in modo di non ritrovarsi nella stessa situazione del 2007, ma nel contempo tentare di preservare il più possibile l'armonia con Abbas e i suoi uomini: una 'quadra' difficile ma su cui contano milioni di Palestinesi dei territori e della Diaspora.

Lo Sceicco Kuwaik ha ampiamente ed estesamente ringraziato la giunta transitoria egiziana guidata dal Maresciallo Tantawi per le sue "preziosissime" mosse a favore della riconcilazione, esprimento nel contempo riprovazione e disgusto per gli anni di sabotaggio sistematico di ogni possibile intesa perpetrati dal faraone filosionista e filoamericano Hosni Mubarak, più ansioso di applicare strettamente lo strangolamento economico di Gaza che non di onorare i legami storici, politici ed etnici fra Palestina ed Egitto.

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sabato 7 maggio 2011

Il popolo di Hamas festeggia per le strade di Nablus per la prima volta dal 2007!!


Migliaia di sostenitori di Hamas hanno entusiasticamente festeggiato la riconciliazione con Fatah nella cittadina cisgiordana di Nablus, dimostrando pubblicamente per la prima volta da quattro anni a questa parte, quando la fazione di Mahmud Abbas decise di disconoscere il risultato delle regolari e democratiche elezioni del 2006 e di tentare di rovesciarlo con le armi in un Colpo di Stato, che creò la divisione politica e territoriale tra Gaza (controllata dal legittimo Governo di Hamas) e la West Bank (amministrata 'de facto' da Fatah).

Prominenti figure di Hamas, come il parlamentare Hamid al-Bietway hanno guidato i cortei che sono iniziati dopo la preghiera serale e sono durati fino a notte inoltrata attraverso tutta la città vecchia. La grande partecipazione popolare ha reso chiaro e palpabile anche all'osservatore più superficiale il massiccio seguito e la popolarità di Hamas anche nei territori occupati e amministrati in questi anni da Fatah. Del resto Hamas aveva sconfitto il movimento di Abbas in nove collegi cisgiordani su 11, la maggioranza assoluta di Hamas era stata costruita e conquistata in Cisgiordania.

In un breve discorso rivolto ai partecipanti alla manifestazione Bietawi (ultimo a destra nelle foto qui sopra) ha accolto con favore l'accordo di riconciliazione, giurando che il popolo palestinese non permetterà a nessun intrigo israeliano o occidentale di rovinarlo. Mohammed Ghazal, altro membro di spicco di Hamas ha fatto eco alle parole del parlamentare, chiedendo a tutti i partiti e le fazioni palestinesi di non cedere a lusinghe, minacce o pressioni di alcun genere, sottolineando subito dopo la necessità di rilasciare immediatamente tutti i detenuti politici catturati in questi anni dalle forze di sicurezza di Fatah.
"Lookalike" di Khaled Mishaal e Mahmud Abbas celebrano simbolicamente il "funerale" della scissione Hamas-Fatah.

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mercoledì 4 maggio 2011

Khaled Mishaal incontra Nabil Arabi, Hanyieh affronta la stampa internazionale


Come in precedenza annunciato su queste stesse pagine, oggi una delegazione di dignitari di Hamas guidata dal leader del Movimento, Khaled Mishaal, ha incontrato il Ministro degli Esteri egiziano Nabil el-Arabi e una delegazione di diplomatici del Cairo.

Il reporter dell'agenzia stampa palestinese "Palestine Info Center" cha ha assistito al meeting ha dichiarato che tra i temi sollevati ci sono state le future prospettive di cooperazione egiziano-palestinesi, l'apertura definitiva del confine di Rafah e scenari a breve e medio termine nella politica regionale.

Una volta sciolto l'incontro la delegazione del Movimento di Resistenza musulmano si é incontrata con Amr Moussah della Lega Araba.

Mentre questi importanti incontri avevano luogo il Primo Ministro del legittimo Governo palestinese, Ismail Hanyieh, ha incontrato una delegazione della stampa regionale e internazionale discutendo il raggio e la profondità degli sforzi compiuti per addivenire allo storico documento di intesa firmato ieri con la fazione Fatah.

Hanyieh ha messo in guardia tutti i sinceri amici della Palestina dal pericolo che gli Usa e altri stati occidentali asserviti agli interessi israeliani e sionisti ritirino il loro sostegno a Fatah ora che la fazione di Abbas ha scelto di stare con il suo popolo e non con i suoi oppressori: una minaccia che bisogna sventare col sostegno politico, diplomatico e anche finanziario dei paesi arabi e musulmani.



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L'OLP saluta la riconciliazione nazionale come trampolino verso la fine dell'Occupazione sionista!


L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, tramite il suo Comitato esecutivo, ha condannato i tentativi israeliani di "ricattare" l'Anp e la fazione Fatah che la controlla nel tentativo di ostacolare il ruo 'reapprochement' con Hamas, ha hanche richiesto la condanna internazionale delle pratiche israeliane.

In un comunicato stampa l'Organizzazione ha dichiarato che le trasformazioni politiche che stanno attraversando il Medio Oriente e il Mondo Arabo, insieme con la posizione presa dalla comunità internazionale a livello ufficiale e di opinione provano che: "Non esiste futuro per il regime di Occupazione, né per qualunque forza che intenda reprimere la volontà popolare e le sue aspirazioni".

Il Comitato ha espresso la sua completa e totale confidenza che una condanna internazionale delle pratiche "piratesche" di Israele velocizzerebbe il processo di 'decomposizione' dell'Occupazione e la definitiva liberazione dei territori palestinesi.

Il comunicato stampa ha anche stigmatizzato la decisione israeliana di impedire il trasferimento delle entrate fiscali che spettano all'Anp, chiamando tale decisione "un ulteriore atto di ricatto e intimidazione col quale Israele cerca di influenzare indebitamente i processi politici interni palestinesi, e procrastinare sine die l'adesione agli impegni che pure avrebbe sottoscritto durante la ratifica del processo di pace".

Il Comitato, infine, ha lodato il ruolo egiziano nel facilitare l'intesa palestinese dichiarando che la fine della divisione del fronte politico interno apre "realistiche prospettive di rafforzamento decisivo della Causa palestinese, grazie alla quale uno stato autonomo e indipendente non é più un sogno o un'aspirazioe, ma una prospettiva concreta".

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