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domenica 3 giugno 2018

Auguriamo una buona domenica al 'centrosinistra' liberal-progressista-chic e alle sue composte e misurate reazioni all'insediamento del Governo!

Una piccola, fugace pausa di riflessione sulle vicende di politica interna che ultimamente hanno animato il Bel Paese, tornato finalmente alla Democrazia dopo anni di Governi non eletti da nessuno.

La cosa buffa sono le reazioni adirate e virulente di coloro che si definiscono, fin dal nome, alfieri e lodatori della 'Democrazia'.

A sentire questi signori pare che ai primi di marzo non ci siano state libere elezioni, ma una specie di
"golpe".

Eppure mi ricordo chiaramente che sulla strada per la scuola elementare dove è sita la mia sezione elettorale, non vedevo né carri armati, né autoblinde e tantomeno drappelli di camicie nere a bordo di rombanti Isotta-Fraschini.

Mah, sarò stato disattento.

lunedì 22 febbraio 2016

Il Ministro della Difesa russo Shoigu a Teheran si é incontrato col Presidente iraniano Rohani!

Dopo la recente visita a Mosca di Hossein Dehqan, che ha incontrato il Presidente Putin, il Vicepremier Rogozin e il suo diretto collega Sergei Shoigu quest'ultimo é volato ieri a Teheran, ricambiando la visita e incontrandosi direttamente col Presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani.

giovedì 18 febbraio 2016

Cerimonia a Mosca per Hossein Dehqan nel giorno della consegna dei primi S-300 all'Iran!

Il Ministro della Difesa iraniano Hossein Dehqan, volato a Mosca a inizio settimana per coordinare coi colleghi russi le misure di risposta alle minacce di intervento in Siria ultimamente espresse dai regimi turco e saudita ha incontrato in occasioni successive il Ministro russo Shoigu, il Vicepremier Dmitri Rogozin e infine il Presidente Vladimir Putin, segno che la sua visita ha rappresentato più di un meeting "d'emergenza" ma va inserita in un vero e proprio cambiamento di livello nelle relazioni russo-iraniane.

Nella giornata di oggi Dehqan presenzierà a una cerimonia simbolica per festeggiare l'arrivo in Iran dei primi componenti delle batterie missilistiche S-300 ordinate nel 2007 e a lungo bloccate per questioni diplomatiche.

lunedì 15 febbraio 2016

Il Ministro della Difesa iraniano vola a Mosca per incontrare il collega russo Shoigu!

Fonti iraniane riportano che il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica, Brigadier Generale Hossein Dehqan sia atterrato da poco a Mosca per un incontro col collega russo Sergei Shoigu. Motivo del vertice, coordinare atteggiamenti, dichiarazioni e preparativi per tenere sotto controllo le possibili, avventuristiche mosse turche e saudite contro la Repubblica Araba di Siria.

domenica 5 ottobre 2014

Haniyeh: "Hamas continuerà a sviluppare e migliorare le sue capacità militari!"

In occasione dell'importante festività musulmana dell'Eid al-Adha Ismail Haniyeh, parlando al pubblico ha dichiarato che il Movimento di Resistenza Hamas continuerà lo sviluppo e il miglioramento delle proprie capacità militari, per la liberazione della Palestina sottoposta a occupazione sionista.

Haniyeh, a smentire certe sue improvvide posizioni assunte un paio d'anni fa (nei confronti della Siria) e a cementare gli accordi recentemente raggiunti tra Hamas e l'Egitto, si é affrettato a specificare come le potenzialità militari dell'organizzazione siano rivolte "esclusivamente contro l'entità occupante" e "non costituiscano una minaccia contro nessuno stato arabo o musulmano".

Palaestina Felix, che ha registrato e fatto la cronaca (vedi link) di tutta la "sbandata filo-qatariota" di Hamas, registra con piacere questa 'retromarcia', ma ritiene che dirigenti compromessi come Haniyeh, Mishaal, Marzouk dovrebbero venire messi da parte per fare spazio a una leadership non compromessa.

martedì 25 marzo 2014

Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina invita alla creazione di una "Iniziativa di Resistenza" comune!

Nelle prime ore della mattinata di oggi il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha invitato le altre fazioni della Resistenza Palestinese a prendere parte a una conferenza nazionale che permetta l'adozione di una strategia di Resistenza unificata.

A stretto giro l'invito ha ricevuto l'apprezzamento del dirigente di Hamas Moussa abu Marzouk che dal suo profilo Facebook ha espresso il suo assenso e definito 'meritorio' l'invito del PFLP. Da parte nostra non nutriamo alcun dubbio sulla genuinità e sincerità dell'appello del Fronte Popolare; maggiori dubbi e scrupoli serbiamo invece sul credito da attribuire alle reazioni di un leader come Marzouk, fino a poco tempo fa capofila della fazione filo-Ikhwan e filo-Qatar di Hamas, apparentemente ansiosa di liquidare l'intera ala della Resistenza militare.

Ad ogni modo, attendiamo altre reazioni e responsi da parte di entità come la Jihad Islamica palestinese, i Comitati Popolari di Resistenza e le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Il PFLP ha sottolineato l'urgenza di un atteggiamento alternativo all'inutile e dannoso processo negoziale che si opponga decisamente a qualunque ampliamento degli insediamenti illegali in Cisgiordania e al procedere della giudaizzazione forzata della città di Al-Quds.

lunedì 18 giugno 2012

Hamas si congratula con Mursi per la vittoria presidenziale ma ripete: "Nessuna ingerenza nella politica interna egiziana!"

La notizia della vittoria di Mohammed Mursi dell'FJP al ballottaggio presidenziale egiziano si diffonde in tutto il Medio Oriente e il Mondo Arabo come un'onda che increspi a cerchi concentrici la superficie di uno stagno, suscitando via via commenti e reazioni; ovviamente, uno dei primi luoghi su cui si é concentrata l'attenzione di analisti e politologi é stata la Striscia di Gaza, dove non é certo un mistero come il locale Governo di Hamas guardasse con fiducia al risultato elettorale nella speranza che la salita di Mursi alla poltrona che fu di Mubarak significhi, una volta per tutte, apertura dei confini e termine dell'assedio sionista, cui il regime autocratico egiziano ha sempre cooperato e a cui nemmeno un anno di "interregno" post-rivoluzionario ha significato altro se non minime concessioni (come l'apertura di Rafah ai passeggeri).
Tuttavia se da una parte il portavoce Sami Abu Zuhri si é congratulato con il popolo egiziano per la sua costanza e perseveranza e per la vittoria del candidato dell'Ikhwan, salutandola come "una vittoria della Rivoluzione e una maniera per onorare le sue centinaia di martiri, recenti e lontani", dall'altra parte il più autorevole leader Salah al-Bardawi ha reiterato come sia intenzione di Hamas "non interferire" direttamente con la politica interna egiziana e che, fermo restando il profondo apprezzamento per il senso di fratellanza e solidarietà verso la Palestina e i Palestinesi che anima gli Egiziani, Hamas non vuole spingersi a indicare o ancor meno a suggerire in quali azioni politiche esso debba tradursi, accettando quelle che i leader liberamente eletti dell'Egitto decideranno di intraprendere in tal senso.

 Bardawi ha anche smentito per una volta di più gli assurdi addebiti secondo cui uomini delle Brigate Qassam si troverebbero nel Sinai egiziano per approntarvi basi logistiche, depositi di armi e altre strutture, definendo tali pretese: "Pure e semplici invezioni propagandistiche messe in giro dalla stampa sionista e filosionista per calunniare e mettere in cattiva luce Hamas e i suoi militanti".
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