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domenica 22 febbraio 2015

Bardawi all'Egitto: "Hamas combatterà sempre e soltanto l'occupazione sionista; accuse sul Sinai sono false e tendenziose!"

Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas, per bocca del suo portavoce Sala al-Bardawi ha dichiarato pubblicamente, rivolgendosi alle autorità egiziane, che: "Gaza rimarrà un sicuro e saldo confine orientale per l'Egitto e Hamas ha chiarito che non anela a scontrarsi con alcun altro esercito se non quello dell'occupazione ebraica della Palestina!".

venerdì 8 marzo 2013

Hamas adesso costretta a smentire di essere sul punto di abbandonare le armi! La notizia proveniva dalla stampa sionista!

Ancora alle corde (mediaticamente parlando) il Movimento Hamas si affida a un portavoce per smentire insistenti voci messe in giro riguardo alle sue prossime intenzioni politiche, questa volta dal quotidiano sionista "Yedioth Ahronot".

Passati e distanti i tempi in cui Hamas lanciava proclami di lotta e resistenza: minacciava i dirigenti di Tel Aviv di nuovi rapimenti di militari, di nuove iniziative di rifiuto dell'occupazione, si dichiarava per la difesa del Santuario di Al-Aqsa e di tutta Al-Quds; adesso il 'Movimento di Resistenza Musulmano' deve affannarsi a smentire di essere sul punto di riconoscere Tel Aviv, di stare per accettare la 'Soluzione a Due Stati' di stare partecipando alla repressione in Egitto, e, come oggi, di "essere sul punto di abbandonare la Lotta Armata".

Questa infatti l'accusa circolata sulle pagine del tabloid sionista, che Saleh al-Bardawi, convocata una conferenza stampa, si é affrettato a smentire e a definire "una pura invenzione". Sembra che la confusione all'interno del Movimento sia grande e, ovviamente, Israele e i suoi media ne approfittano per mestare nel torbido e cercare di mettere in cattiva luce quello che una volta era un formidabile apparato politico-militare di Resistenza.

mercoledì 27 febbraio 2013

Duro attacco del Governo di Hamas contro il portavoce dei collaborazionisti di Fatah!

Adnan Addameri, portavoce dell'Autorità collaborazionista con cul la fazione Fatah aiuta Israele a occupare la Cisgiordania nel ruolo di solerte 'askaro' coloniale del bwana sionista é stato messo al centro dello stigma espresso dal Governo legittimo palestinese (localizzato nella Striscia di Gaza) per le sue dichiarazioni riguardo alle proteste seguite alla morte del detenuto politico Arafat Jaradat, da lui definite "caos e gazzarra".

Tahir al-Nunu, sul suo profilo Facebook ha definito tali dichiarazioni: "Un offesa per il dolore del popolo palestinese, soprattutto per i congiunti e i camerati del martire Jaradat". Il dirigente di Hamas Salah Al-Bardawil ha notato che: "Ogni volta che Addameri apre bocca si nota l'estrema distanza tra le sue opinioni e le opinioni e i sentimenti del popolo di Palestina". Diversi commentatori hanno auspicato che qualcuno ricordi ad Addameri come proprio i prigionieri di Fatah siano stati tra i primi a lanciare l'appello alla rivolta e alla protesta per la morte di Jaradat.
Intanto si mantengono stazionarie le condizioni del piccolo Mohammad al-Kurdi (foto sopra), il tredicenne ricoverato nell'Ospedale di Beit Jalla dopo essere rimasto ferito dai colpi esplosi contro di lui da militari sionisti durante una manifestazione di protesta per la morte di Arafat Jaradat. Sembra che almeno un frammento di proiettile, conficcato vicino alla spina dorsale, non potrà venire rimosso per gli alti rischi connessi con un eventuale tentativo. Gli altri frammenti di pallottola estratti dal ragazzo verranno presto sottoposti ad analisi balistica per capire se contro i dimostranti palestinesi siano state usate munizioni dum-dum (vietate dal Diritto Internazionale).

lunedì 13 agosto 2012

Salah Bardawil di Hamas stigmatizza fortemente l'appoggio dato da Mahmud Abbas alla recente chiusura del varco di Rafah!

Finalmente, dopo diversi giorni di chiusura, il varco di confine di Rafah tra Sinai egiziano e Striscia di Gaza é stato riaperto ma questo non ha significato la fine delle tribolazioni per gli abitanti dell'enclave costiera palestinese visto che a causa delle operazioni di sicurezza in corso nella penisola il funzionamento dei "tunnel della vita" che garantiscono l'afflusso a Gaza di beni di prima necessità ha ancora molte difficoltà.
Infatti i 'fornitori' degli operatori dei tunnel sono quasi esclusivamente clan di beduini del Sinai che negli ultimi giorni si sono visti 'marcare stretto' dalle forze egiziane recentemente schierate nel Sinai. Senza l'afflusso dei beni di contrabbando (l'esercizio del quale é considerato dai Palestinesi e anche dal Governo di Hamas una legittima attività di Resistenza contro il blocco sionista) e con Rafah aperto finora solo al transito di viaggiatori e non di merci, le condizioni della popolazione civile di Gaza, in primis neonati, bambini, malati e anziani sono destinate a peggiorare, proprio nelle settimane più calde dell'anno.
Intanto il portavoce di Hamas Saleh al Bardawil ha denunciato fortemente l'appoggio e il sostegno espresso ufficialmente dall'Ex-Presidente dell'Anp (col mandato scaduto da oltre quaranta mesi) Mahmud Abbas che si era "felicitato" con l'Egitto per la decisione di chiudere il varco di Rafah, decisione che comunque é stata annullata quando é risultato evidente che l'attacco alla caserma di frontiera dove sono morte 16 guardie di confine non aveva nulla a che fare con Hamas o con la Striscia di Gaza.
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domenica 5 agosto 2012

Hamas apprezza le dichiarazioni del Segretario Generale ONU contro l'occupazione sionista!

Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha espresso il suo apprezzamento per le recenti parole di condanna delle violenze e degli abusi perpetrati dal regime ebraico di occupazione in Cisgiordania pronunciate dal Segretario Generale dell'ONU Ban ki-Moon. In un comunicato letto da Salah al-Bardawi a nome del Movimento si dichiara: "Le vibrate critiche del Segretario Moon costituiscono un incoraggiante passo nella giusta direzione".
Bardawi ha poi messo in rilievo come l'ONU e le sue agenzie e istituzioni abbiano "il dovere morale" di tradurre tali posizioni in atti e fatti concreti per proteggere le vittime della violenza sionista e ristabilire i loro Diritti inalienabili secondo le linee guida delle Dichiarazioni internazionali, la cui difesa e applicazione é uno dei principali compiti dell'ONU.

Nel rapporto emesso dall'ONU Ban ki-Moon dichiara che le violazioni di parte sionista: pratiche di colonizzazione, atti di violenza, furto di risorse idriche e agricole in Cisgiordania sono "disturbanti" e "pericolose" per l'effettivo raggiungimento di una pace stabile basata sulla convivenza e la tolleranza reciproca, il Segretario Generale ha anche dichiarato che "Le ripercussioni economiche e sociali dell'occupazione israeliana non possono venire tollerate e che questa deve necessariamente finire una volta per tutte".
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lunedì 18 giugno 2012

Hamas si congratula con Mursi per la vittoria presidenziale ma ripete: "Nessuna ingerenza nella politica interna egiziana!"

La notizia della vittoria di Mohammed Mursi dell'FJP al ballottaggio presidenziale egiziano si diffonde in tutto il Medio Oriente e il Mondo Arabo come un'onda che increspi a cerchi concentrici la superficie di uno stagno, suscitando via via commenti e reazioni; ovviamente, uno dei primi luoghi su cui si é concentrata l'attenzione di analisti e politologi é stata la Striscia di Gaza, dove non é certo un mistero come il locale Governo di Hamas guardasse con fiducia al risultato elettorale nella speranza che la salita di Mursi alla poltrona che fu di Mubarak significhi, una volta per tutte, apertura dei confini e termine dell'assedio sionista, cui il regime autocratico egiziano ha sempre cooperato e a cui nemmeno un anno di "interregno" post-rivoluzionario ha significato altro se non minime concessioni (come l'apertura di Rafah ai passeggeri).
Tuttavia se da una parte il portavoce Sami Abu Zuhri si é congratulato con il popolo egiziano per la sua costanza e perseveranza e per la vittoria del candidato dell'Ikhwan, salutandola come "una vittoria della Rivoluzione e una maniera per onorare le sue centinaia di martiri, recenti e lontani", dall'altra parte il più autorevole leader Salah al-Bardawi ha reiterato come sia intenzione di Hamas "non interferire" direttamente con la politica interna egiziana e che, fermo restando il profondo apprezzamento per il senso di fratellanza e solidarietà verso la Palestina e i Palestinesi che anima gli Egiziani, Hamas non vuole spingersi a indicare o ancor meno a suggerire in quali azioni politiche esso debba tradursi, accettando quelle che i leader liberamente eletti dell'Egitto decideranno di intraprendere in tal senso.

 Bardawi ha anche smentito per una volta di più gli assurdi addebiti secondo cui uomini delle Brigate Qassam si troverebbero nel Sinai egiziano per approntarvi basi logistiche, depositi di armi e altre strutture, definendo tali pretese: "Pure e semplici invezioni propagandistiche messe in giro dalla stampa sionista e filosionista per calunniare e mettere in cattiva luce Hamas e i suoi militanti".
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domenica 15 gennaio 2012

Bardawi a cronisti giordani: "Hamas vuole una presenza politica in Giordania, ma non agirà mai contro gli interessi di Amman!"


Il leader di Hamas Salah al-Bardawi nel corso di una intervista rilasciata a cronisti del quotidiano 'Al-Ghad' ha dichiarato che "mai e poi mai" Hamas agirebbe volontariamente in maniera da porre in pericolo gli interessi nazionali giordani, siano essi politici, economici o militari. Bardawi ha dichiarato che la presenza di Hamas in Giordania, ora che il Movimento di Resistenza palestinese é sul punto di venire nuovamente accettato nel paese dopo quasi dodici anni di 'esilio' sarà solo limitata alle sue funzioni politiche e nazionali nell'ambito della lotta per la liberazione della Palestina occupata.

Hamas, ha spiegato meglio Bardawi, é desideroso di mantenere una presenza in quei paesi che confinano con la Palestina occupata, nessuno escluso, per meglio organizzare la sua presenza e le sue attività in Palestina e anche per difendere quegli stessi paesi dalle mire di quanti, sionisti estremisti e loro sostenitori, pensano di poter 'risolvere' la Questione nazionale palestinese semplicemente deportando i Palestinesi verso qualche paese confinante, come appunto la Giordania.

Bardawi non ha escluso la possibilità di incontri ufficiali tra la delegazione ufficiale di Hamas, attualmente ad Amman per presenziare alla riattivazione del Comitato dell'OLP che dovrebbe tenersi nella giornata di oggi, domenica 15 gennaio, e alcuni rappresentanti giordani. Il Premier Awn al-Khasawneh ha recentemente dichiarato che il suo Governo stava meditando di riaprire definitivamente i confini del paese a quadri di Hamas e alle loro famiglie, a condizione che non usino la Giordania come base per attaccare Israele.
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giovedì 28 luglio 2011

Delegazione di Hamas in visita ai campi profughi palestinesi in Libano!


Una delegazione di rappresentanti di Hamas ha passato gli ultimi due giorni visitando i campi profughi in terra libanese di Chatila e Burj al-Barajina, situati nei pressi della capitale Beirut; la delegazione comprendeva il membro del Consiglio Legislativo Palestinese Salah al-Bardawi, il portavoce di Hamas Fawzi Barhoum, il portavoce del Governo Hanyieh Tahir al-Nunu e il Direttore Generale dell'Ufficio Media del Governo, Hassan Abu Asheesh.

I rappresentanti hanno incontrato profughi palestinesi e rappresentanti delle varie fazioni politiche in ambo i campi, ascoltando i loro racconti sulle condizioni locali e fornendo dettagli sullo stato della popolazione nella Striscia di Gaza assediata, argomento che non cessa di suscitare la curiosità e l'apprensione degli ospiti dei campi libanesi, una volta considerati i più sfortunati tra i Palestinesi, che rischiano però di venire superati quanto a sofferenza e disagi, dagli abitanti dell'enclave costiera strangolata da Israele.

Altro argomento su cui i profughi e i loro rappresentanti hanno chiesto di venire aggiornati è stata la situazione delle trattative per la riconciliazione Hamas-Fatah, per l'avanzamento delle quali é stato rivelato che sono stati messi in programma nuovi meeting al Cairo; infine, sempre su esplicita richiesta dei loro ospiti, i rappresentanti di Hamas hanno fatto riferimento anche al livello di preparazione militare raggiunto dalle brigate della Resistenza, nonché sulle loro ultime attività in risposta a raid e attacchi delle forze militari sioniste contro Gaza, le sue infrastrutture economiche e la sua popolazione civile.
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