Visualizzazione post con etichetta Uruguay. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Uruguay. Mostra tutti i post

martedì 16 gennaio 2018

"Pausa Mate", storia di una passione che ha scavalcato Atlantico e Mediterraneo per trasferirsi dalle 'Pampas' al Levante!

Alcune volte nel corso di questi anni in cui il mio blogging giornalistico si é concentrato sulla Siria mi é capitato di citare il mate.

Subito dopo mi sono reso conto, con mia grande sorpresa, che non tutti sanno che cosa sia.

Vivendo in una regione italiana dai FORTISSIMI LEGAMI con l'Argentina (il Padre della Patria Manuel Belgrano era figlio di Onegliesi, per dire) ed essendo costantemente in contatto col Levante, é una cosa che io dò praticamente per scontata, ma in effetti é logico che la maggior parte dei miei connazionali possa ignorare la sua esistenza.

Il mate é un infuso corroborante derivato da un arbusto chiamato scientificamente "Ilex Paraguanensis" (Yerba Mate in Spagnolo, Herva do Mate in Portoghese) che cresce tra Sud del Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina.

giovedì 22 dicembre 2011

Accordo commerciale tra la Palestina e i più importanti paesi sudamericani!


Il Mercosur, blocco economico delle nazioni sudamericane, ha firmato uno storico accordo di libero scambio con la Palestina. Il responsabile degli Affari Esteri Riyad al-Maliki e i Ministri degli Esteri degli Stati membri del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno finalizzato l'accordo nella capitale uruguagia Montevideo.

"Speriamo che i nostri paesi possano contribuire a porre fine alle sofferenze del popolo palestinese", ha dichiarato il Presidente Jose Mujica, il cui ufficio é servito da location per la firma ufficiale, trasmessa in diretta televisiva. Tutti i paesi membri del Mercosur, compreso il Venezuela, attualmente in fase di unione al gruppo, hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato palestinese.

C'é voluto quasi un anno di trattative per limare e aggiustare ogni dettaglio dell'accordo, che si unisce a quelli simili già in vigore tra Palestina e Unione Europea, Palestina e Turchia, Palestina e Lega Araba. Il mercato del Mercosur, con i suoi 250 milioni di potenziali clienti, costituisce i 3/4 dell'attività economica sudamericana. Prima della storica firma soltanto l'Argentina aveva un accordo ufficiale di scambi con la Palestina.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 1 febbraio 2011

Anche il Paraguay riconosce lo Stato di Palestina, alla vigilia di importante vertice arabo-americano!


Il Ministro degli Esteri paraguagio Hector Lacognata ha dichiarato nello scorso week-end che il suo Governo riconoscerà ufficialmente uno Stato indipendente palestinese, seguendo le direttive delineate in una serie di Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, mettendosi in linea con le simili iniziative prese da altri paesi sudamericani negli ultimi mesi; fra di essi Asunciòn si allineerà più nettamente a quanti (Argentina, Brasile, Uruguay, Ecuador, Bolivia e Guyana) hanno scelto di riconoscere lo Stato di Palestina all'interno dei confini precedenti l'aggressione israeliana del 1967.

Con il suo proditorio attacco alle spalle infatti Israele mise le mani su Gerusalemme Est e su molte parti della Cisgiordania che occupa ancora adesso, con gli insediamenti di fanatici ebrei e con le barriere e le mura dell'Apartheid. E' ovvio che quando lo Stato Palestinese verrà ufficialmente dichiarato e riconosciuto secondo le norme sull'autodeterminazione dei popoli gli occupanti israeliani dovranno sloggiare da queste aree, o altrimenti subire la piena forza delle ritorsioni internazionali, come già fecero il Sudafrica dell'Apartheid con le sanzioni o la Serbia di Milosevic con gli "attacchi umanitari".

Fra i paesi del Sudamerica che hanno riconosciuto la Palestina invece Cile e Perù hanno preferito non fissare nettamente i confini entro cui riconoscono la sovranità del popolo palestinese.

Israele, naturalmente, non ha preso molto bene la notizia, come già in occasione degli altri riconoscimenti, e ha definito la decisione paraguagia come "interferenza altamente dannosa". Il Paraguay ha annunciato il suo riconoscimento della Palestina alla vigilia di un importantissimo vertice diplomatico ed economico tra paesi sudamericani e nazioni arabe, che si terrà a Lima nel corso di febbraio.

Oltre 130 paesi nel mondo riconoscono lo Stato di Palestina.

venerdì 14 gennaio 2011

Anche la Guyana riconosce l'indipendenza della Palestina


La Guyana é diventato il sesto paese latinoamericano a riconoscere l'indipendenza della Palestina. Annunciando l'importante decisione Carolyn Rodrigues-Birkett, Ministro degli Esteri di Georgetown, ha dichiarato: "E' speranza del popolo della Guyana che il crescente riconoscimento internazionale dello Stato palestinese contribuirà alla soluzione della questione israelo-palestinese e alla creazione di una Pace giusta e duratura nella regione".

La decisione della Guyana, si legge nello stesso comunicato: "...é coerente con la tradizione di solidarietà e sostegno del nostro paese nei confronti delle giuste e legittime aspirazioni dei popoli all'autodeterminazione e alla libertà, alla costruzione di una loro patria che sia libera, indipendente, pacifica e prospera".

La Guyana segue Brasile, Argentina, Bolivia, Uruguay ed Ecuador nell'immediato riconoscimento dell'indipendenza palestinese, e precede di alcune settimane l'annunciato riconoscimento da parte di altri paesi sudamericani: come i suoi vicini anche lo Stato creolo riconosce l'esistenza di uno Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est all'interno dei confini evidenziati dall'ONU nella risoluzione 242, precedente all'attacco a tradimento di Israele consumatosi nel giugno 1967.

martedì 7 dicembre 2010

Il Sudamerica riconosce la Palestina come stato: Brasile, Argentina, Uruguay!


Il Segretario generale dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina Yasser Abed Rabbo ha comunicato lunedì mattina che, come previsto, il riconoscimento della Palestina come stato indipendente continua a prendere piede, non soltanto fra i paesi mediorientali e quelli in via di sviluppo ma, come già segnalato sulle pagine di Palaestina Felix, anche fra gli "sviluppati" stati occidentali e, ora, anche fra le nazioni "emergenti".

E' di questi giorni la notizia che, proprio agli sgoccioli del suo mandato, Ignacio Lula Da Silva, presidente ex-sindacalista in attesa di venire rilevato dal proprio successore eletto (la già eletta Dilma Rousseff), ha imposto forse per l'ultima volta la propria impronta alla politica estera del grande paese lusofono riconoscendo ufficialmente la Palestina come uno Stato sovrano e indipendente entro i confini internazionalmente stabiliti prima dell'aggressione sionista del 1967.

Ovviamente, non potendo, "essere da meno" dei vicini con cui si contendono il primato di "nazione più rappresentativa del Sudamerica", il riconoscimento ha messo in subbuglio la diplomazia di Buenos Aires che, con un iter speditissimo ed efficace, ha fatto sottoscrivere al Presidente Cristina Fernandez Kirchner un omologo riconoscimento diplomatico.
Certo, a chi osserva da vicino i rapporti fra Medio Oriente e Sudamerica non possono sfuggire le ironie nel considerare che, solo un paio di decenni fa, sia Brasile che Argentina, governate da "uomini forti" o giunte militari fascistoidi, erano ottimi amici e clienti dello Stato ebraico, presso cui si rifornivano di armamenti e da cui le varie polizie segrete apprendevano i più "raffinati" metodi di persecuzione e tortura da mettere in atto contro intellettuali, sindacalisti, guerriglieri e oppositori generici; adesso, finiti per sempre quei giorni e instaurate in ambo i paesi solide democrazie che coniugano libertà e diritti umani con una crescita economica che va dal soddisfacente (Argentina) al prodigioso (Brasile), i legami con il regime sionista si vanno rarefando e sfilacciando e si saldano e intensificano invece quelli col popolo Palestinese e le sue legittime aspirazioni all'indipendenza e all'autonomia.
Come già il Sudafrica dell'Apartheid anche la dittatura militare argentina manteneva "in forma" la sua flotta di caccia Mirage grazie ai ricambi, ai missili e alla tecnologia israeliana.
Il Presidente Lula, in risposta alle critiche e agli attacchi provenienti da Tel Aviv e da Washington (dove la potente lobby ebraica ha subito scatenato i suoi "mastini" nel Dipartimento di Stato per condannare i riconoscimenti) ha replicato che: "La richiesta di un riconoscimento ufficiale é consistente con i principi sostenuto dallo Stato brasiliano che appoggia e avvalla le aspirazioni palestinesi a uno Stato unito, democratico e sicuro sia dal punto di vista economico che militare". La Kirchner, dal canto suo, ha fatto notare come, più che un semplice 'fait accompli' politico-diplomatico il riconoscimento della Casa Rosada indichi anche una "Presa di posizione morale" dell'Argentina nei confronti della Palestina e dei suoi legittimi abitanti.

L'Uruguay, stato della "pampa" incuneato fra Argentina e Brasile, aveva già riconosciuto la Palestina come Stato indipendente alcune settimane prima dei suoi vicini.