La solidarietà del Venezuela bolivariano e socialista é sempre una solidarietà di fatti prima ancora che di parole e di proclami, se ne é avuta la prova durante tutto il periodo della Presidenza di Hugo Chavez e adesso il suo successore Nicolas Maduro ha tutta l'intenzione di non abbandonare il sentiero tracciato dal suo illustre predecessore.
Il Ministro degli Esteri di Caracas Elias Jaua e l'incaricato dell'Autorità Palestinese Riyad al Malik hanno definito durante il loro ultimo incontro nella capitale venezolana i dettagli per la 'continua fornitura di petrolio e derivati ai territori palestinesi a condizioni agevolate e di favore'.
Malik, che sta visitando l'intero Sudamerica ha raccolto il sostegno e la solidarietà di molti paesi latinoamericani tra cui non solamente la Repubblica Bolivariana, ma anche la Guyana e l'Ecuador, che presto apriranno ambasciate in Cisgiordania.
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domenica 25 agosto 2013
Siglato accordo a Caracas: il Venezuela fornirà petrolio alla Palestina a condizioni di favore!
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lunedì 6 febbraio 2012
Gli Stati Bolivariani dell'America Latina difendono la Siria dal complotto americano e sionista!
L'organizzazione degli otto paesi latinoamericani aderenti alla "Alternativa Bolivariana per le Americhe" (ALBA), costituita da Venezuela, Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Saint Vincent e Antigua y Barbuda, ha emesso una importante dichiarazione a sostegno del Governo siriano, attualmente impegnato a distruggere le cellule terroristiche infiltrate nel paese da Usa, Israele e monarchie arabe del Golfo Persico nel tentativo di creare uno stato di caos e violenza che potesse favorire il complotto imperialista e sionista per la deposizione del Presidente Assad.
"I Capi di Stato e di Governo dell'Alleanza Bolivariana 'ALBA' reiterano la loro condanna e il loro stigma verso i responsabili della sistematica politica di interferenza e destabilizzazione portata avanti negli ultimi mesi a danno della Repubblica Araba Siriana, che vorrebbe imporre con la forza a tale paese un cambiamento di Governo e governanti". La dichiarazione é stata redatta a Caracas, capitale del Venezuela, nel corso della recente conferenza dell'ALBA.
Al suo interno si può leggere come l'Alleanza sostenga appieno il duplice approccio del Presidente Assad verso la crisi che vede da un lato Esercito e forze di sicurezza impegnate a combattere militarmente la minaccia rappresentata dalle cellule terroriste infiltrate e dall'altra parte l'apparato civile e amministrativo dello stato impegnato in un profondo sforzo di autoriforma che possa coinvolgere fattivamente quei settori dell'opposizione che rifiutano la violenza e la subservienza a complotti e schemi imperialisti.
Le nazioni dell'ALBA hanno altresì promesso di diferende la Siria in ogni arena internazionale in cui abbiano una voce, particolarmente all'Assemblea Generale ONU.
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martedì 1 febbraio 2011
Anche il Paraguay riconosce lo Stato di Palestina, alla vigilia di importante vertice arabo-americano!
Il Ministro degli Esteri paraguagio Hector Lacognata ha dichiarato nello scorso week-end che il suo Governo riconoscerà ufficialmente uno Stato indipendente palestinese, seguendo le direttive delineate in una serie di Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, mettendosi in linea con le simili iniziative prese da altri paesi sudamericani negli ultimi mesi; fra di essi Asunciòn si allineerà più nettamente a quanti (Argentina, Brasile, Uruguay, Ecuador, Bolivia e Guyana) hanno scelto di riconoscere lo Stato di Palestina all'interno dei confini precedenti l'aggressione israeliana del 1967.
Con il suo proditorio attacco alle spalle infatti Israele mise le mani su Gerusalemme Est e su molte parti della Cisgiordania che occupa ancora adesso, con gli insediamenti di fanatici ebrei e con le barriere e le mura dell'Apartheid. E' ovvio che quando lo Stato Palestinese verrà ufficialmente dichiarato e riconosciuto secondo le norme sull'autodeterminazione dei popoli gli occupanti israeliani dovranno sloggiare da queste aree, o altrimenti subire la piena forza delle ritorsioni internazionali, come già fecero il Sudafrica dell'Apartheid con le sanzioni o la Serbia di Milosevic con gli "attacchi umanitari".
Fra i paesi del Sudamerica che hanno riconosciuto la Palestina invece Cile e Perù hanno preferito non fissare nettamente i confini entro cui riconoscono la sovranità del popolo palestinese.
Israele, naturalmente, non ha preso molto bene la notizia, come già in occasione degli altri riconoscimenti, e ha definito la decisione paraguagia come "interferenza altamente dannosa". Il Paraguay ha annunciato il suo riconoscimento della Palestina alla vigilia di un importantissimo vertice diplomatico ed economico tra paesi sudamericani e nazioni arabe, che si terrà a Lima nel corso di febbraio.
Oltre 130 paesi nel mondo riconoscono lo Stato di Palestina.
venerdì 14 gennaio 2011
Anche la Guyana riconosce l'indipendenza della Palestina
La Guyana é diventato il sesto paese latinoamericano a riconoscere l'indipendenza della Palestina. Annunciando l'importante decisione Carolyn Rodrigues-Birkett, Ministro degli Esteri di Georgetown, ha dichiarato: "E' speranza del popolo della Guyana che il crescente riconoscimento internazionale dello Stato palestinese contribuirà alla soluzione della questione israelo-palestinese e alla creazione di una Pace giusta e duratura nella regione".
La decisione della Guyana, si legge nello stesso comunicato: "...é coerente con la tradizione di solidarietà e sostegno del nostro paese nei confronti delle giuste e legittime aspirazioni dei popoli all'autodeterminazione e alla libertà, alla costruzione di una loro patria che sia libera, indipendente, pacifica e prospera".
La Guyana segue Brasile, Argentina, Bolivia, Uruguay ed Ecuador nell'immediato riconoscimento dell'indipendenza palestinese, e precede di alcune settimane l'annunciato riconoscimento da parte di altri paesi sudamericani: come i suoi vicini anche lo Stato creolo riconosce l'esistenza di uno Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est all'interno dei confini evidenziati dall'ONU nella risoluzione 242, precedente all'attacco a tradimento di Israele consumatosi nel giugno 1967.
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lunedì 3 gennaio 2011
Cile e Paraguay annunciano il prossimo riconoscimento dello Stato palestinese
Riyad al-Maliki ha recentemente dichiarato che nelle prossime settimane Cile e Paraguay riconosceranno ufficialmente uno Stato palestinese all'interno dei confini indicati dall'ONU nella Risoluzione 242 (precedente all'aggressione condotta dallo Stato ebraico contro i suoi vicini nel 1967).
L'esponente palestinese, a pochi giorni dalla posa della prima pietra per la futura ambasciata a Brasilia, ha inoltre annunciato che le procedure di assegnazione del terreno e raccolta delle autorizzazioni necessarie sono ormai in corso per la rappresentanza diplomatica a Quito, in Ecuador.
Il Sudamerica, una volta saldamente aggiogato al carro filoisraeliano per via delle dittature di destra che ricevevano cospicue forniture militari dallo Stato ebraico, sta assumendo posizioni sempre più marcatamente filopalestinesi da quando i regimi dei vari caudillos e uomini forti sono stati sostituiti da solide e affermate democrazie. Fra queste Brasile, Argentina, Ecuador e Bolivia hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina sui confini pre-1967: Uruguay, Paraguay e Cile so sono adesso uniti a questo gruppo.
Nel mese di aprile il presidente cileno Pinera si recherà in visita ufficiale in Cisgiordania nel giro di tre mesi.
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